| Articolo pubblicato su Olympian's News
numero 60. ©2004 by Think Muscle, all right reserved |
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Analisi delle diete più comuni di Bryan Haycock |
A volte può essere difficile scegliere una dieta. Sono così tante quelle proposte. Come si possono capire le differenze e scegliere quella giusta? Suddividere le diete in gruppi che condividono delle caratteristiche fondamentali è un buon modo per cominciare a comprendere quelle più comuni.
Diete povere di carboidrati
Le diete povere di carboidrati sono fra quelle più
popolari in circolazione. Nonostante questa popolarità,
la maggior parte delle persone non capisce
come funzionano queste diete. Ecco le diete molto
basse e povere di carboidrati.
Un carboidrato è uno zucchero e
uno zucchero è un carboidrato
Prima di addentrarmi troppo nelle diete povere di carboidrati,è importante capire che, per il corpo, c’è poca
differenza fra i diversi alimenti con carboidrati. Pane o
caramelle non fa molta differenza. L’unica differenza
per quanto riguarda il loro contenuto di carboidrati è il
tempo necessario per digerirli. Quelli che impiegano
molto a essere digeriti si chiamano carboidrati complessi
perché sono catene lunghe di zuccheri. I carboidrati
semplici impiegano pochissimo tempo a essere
digeriti si e chiamano semplici perché sono catene di
zuccheri molto brevi. Prima che qualsiasi carboidrato
entri nel corpo è disgregato in catene brevi. Quindi,
per il corpo, carboidrati e “zuccheri” sono la stessa
cosa. Solo la lingua può distinguere fra i due.
La storia di due carburanti
Il corpo si affida a due cose per ottenere carburante,
gli zuccheri (ricordatevi che è soltanto un altro modo
per dire carboidrati) e i grassi. Esiste una priorità per
quanto riguarda quale carburante il corpo brucerà per
primo quando sono disponibili entrambi.
Generalmente i carboidrati sono bruciati prima dei
grassi. Così, quando mangiate un pasto che contiene
sia zuccheri sia grassi, il corpo brucia gli zuccheri e
deposita i grassi. I grassi restano dove sono depositati
fino all’esaurimento degli zuccheri.
Sfortunatamente, quando non ci sono più zuccheri
disponibili, il cervello innesca lo stimolo della fame
per indurvi a mangiare altri zuccheri, lasciando i grassi
esattamente dove sono. “Un momento sulle labbra,
per sempre sulla pancia”, come dice il proverbio.
La maggior parte degli zuccheri che assumete
con la dieta è destinata al cervello e al sistema nervoso.
Alcuni hanno interpretato questa cosa come
segno che i carboidrati sono il carburante preferito
del corpo. Se fosse così, il corpo non preferirebbe
depositare carboidrati invece dei grassi? Piuttosto
che il preferito, i carboidrati sono il carburante più
conveniente in circostanze normali. Ecco perché può essere difficile abituare il corpo a usare il grasso corporeo depositato invece dei carboidrati.
Dato che il corpo brucia i carboidrati prima dei
grassi, se fornite continuamente carboidrati esso
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non attingerà mai dal grasso depositato. Non ne ha
motivo. L’idea alla base di una dieta povera di carboidratiè continuare a fornire al corpo le proteine
essenziali ma eliminare, o ridurre fortemente, la
quantità di carboidrati, affinché come carburante il
corpo debba usare il grasso corporeo depositato. Poi
il fegato produce gli zuccheri necessari per il cervello,
mentre i muscoli passano all’utilizzo dei grassi.
Se sono
disponibili gli
zuccheri il
corpo non
brucia i grassi.
Gli scettici conquistano un punto… o quasi
Mobilitare il grasso depositato quando l’assunzione di
zuccheri è bassa è una funzione naturale del corpo.
Quando gli zuccheri prodotti dal fegato si riducono
(come durante l’attività fisica), anche il cervello può
passare all’utilizzo dei chetoni. I chetoni sono derivati
dei grassi di cui c’è già una riserva abbondante nel
corpo. Ecco perché le diete povere di
carboidrati spesso
sono chiamate “diete chetogene”.
I critici delle diete povere di carboidrati si preoccupano
della produzione di chetoni del corpo. Pensano
che causi una condizione dovuta al diabete tipo I mal
gestito detta chetoacidosi. I diabetici tipo I non riescono
a produrre insulina, ciò fa sì che la produzione di
chetoni aumenti oltre il normale, abbassando il pH del
sangue. Ciò non è stato riscontrato nelle persone non
affette da diabete tipo I. Senza la possibilità di produrre
insulina, i livelli di chetoni possono aumentare ben
oltre quello che succede naturalmente quando le persone
consumano meno carboidrati.
Riassumendo
Ecco alcuni punti riassuntivi da ricordare:
• Come carburante il corpo brucia o gli zuccheri (ocarboidrati) o i grassi.
• Se sono disponibili gli zuccheri il corpo nonbrucia i grassi. È bene bruciare gli zuccheri
quando disponibili perché non si possono
depositare.
• Affinché il corpo attinga dalle riserve digrassi dovete limitare la disponibilità degli
zuccheri.
Una dieta povera di carboidrati può non
essere adatta a tutti, specialmente quelli a
cui non piace mangiare la carne. Ma se avete
provato altre diete e cercate nuove diete da
provare, l’approccio povero di carboidrati può
essere proprio quello che cercate.
Diete 40/30/30 e Zona
Il termine “zona” si riferisce all’ottimiz
zazione del metabolismo del corpo
attraverso una dieta contenente una
certa percentuale di proteine, carboidrati
e grassi. Secondo Barry Sears, che ha
coniato il termine “zona” per quanto
riguarda la dieta, è possibile raggiungere
questa zona attraverso una dieta
speciale che controlla la produzione
corporea di un ormone detto
insulina.
Molto rumore per
l’insulina
L’insulina è un ormone
molto importante, permette
alle nostre cellule di assorbire
i carboidrati che mangiamo.
Senza insulina sviluppiamo il diabete. Il diabete è la
condizione in cui l’insulina è assente (tipo I) o in cui
i tessuti diventano insensibili all’insulina (tipo II). Il
risultato è che lo zucchero aumenta e comincia a
causare altri problemi che nel corso del tempo possono
essere fatali.
L’insulina è anche in grado di influenzare i livelli
di altre importanti sostanze chimiche nel corpo: gli
eicosanoidi. Gli eicosanoidi sono coinvolti in tutto,
dalla pressione ematica all’infiammazione. Sono
pochissimi i tessuti del corpo non sensibili agli eicosanoidi.
Alcuni eicosanoidi sono cattivi (aumentano il
dolore, l’infiammazione, aumentano la pressione
ematica), altri sono buoni (non aumentano il dolore,
non favoriscono l’infiammazione, abbassano la
pressione ematica). L’aspirina, per esempio, e altri
farmaci non steroidei antiinfiammatori funzionano
bloccando la produzione di eicosanoidi (NSAID) e
perciò possono ridurre il dolore e l’infiammazione.
L’insulina favorisce la produzione di eicosanoidi
cattivi. Secondo Barry Sears, è possibile abbassare
la produzione di eicosanoidi cattivi e aumentare la
produzione di eicosanoidi buoni seguendo un programma alimentare 40/30/30. Questo significa trarre
il 40% delle calorie dai carboidrati, il 30% dalle proteine e il 30% dai grassi.
Come le diete molto povere di carboidrati, anche
ridurre l’insulina facilita molto la perdita di grassi. Dato
che l’assunzione di carboidrati è relativamente bassa,
e sempre accompagnata da proteine e grassi, i livelli
di zuccheri ematici non aumentano velocemente.
Quando i livelli di zuccheri ematici non aumentano
velocemente, l’insulina resta piuttosto bassa e stabile.
Ciò può aumentare la capacità di un pasto di fornire un
senso prolungato di energia e di ridurre la fame. La
riduzione dell’insulina diminuisce anche la tendenza
dell’energia a essere assorbita dalle cellule grasse.
I grassi non sono tutti cattivi
Infine, la dieta Zona pone grande enfasi sul mangiare“grassi salubri”. Proprio come alcuni amminoacidi
sono essenziali per la vita, lo stesso vale per alcuni
grassi. I grassi sono importanti per la struttura cellulare, per la produzione ormonale e per il deposito di
energia. Alcuni acidi grassi essenziali detti “Omega-
3” hanno molte proprietà salubri. Le diete ricche di
Omega-3 hanno mostrato di ridurre il rischio di problemi cardiovascolari, di diabete, di pressione ematica alta e di ictus. Dei grassi ben strani!
Riassumendo, una dieta contenente il 40% di carboidrati, il 30% di proteine e il 30% di grassi può avere benefici per la salute che vanno oltre la semplice riduzione del peso, specialmente se sono presenti i grassi essenziali. Inoltre, con una dieta relativamente generosa di carboidrati e grassi, creare pasti appropriati è uno scherzo!
Diete povere di grassi
Probabilmente le diete “povere di grassi” sono quelle
più comuni. Da quando le persone le hanno abbracciate, un settore completamente nuovo dell’industria
alimentare è nato e per ora ha prosperato. In breve,
tutti i nostri alimenti trasformati preferiti sono stati
prodotti nelle versioni con “grassi ridotti” o “senza
grassi”. Perché tutto questo chiasso sui grassi? Deve
pur esserci qualcosa di buono… non è vero?
I favorevoli
La pressione per ridurre l’assunzione di grassi è pervenuta da due settori, prima i dietisti si sono concentrati sui grassi perché è l’alimento più denso di
calorie. Poi sono arrivati i cardiologi che hanno capito che alcuni tipi di grassi presenti nella dieta erano
fortemente associati al rischio di sviluppare problemi cardiovascolari. I due gruppi messi insieme
hanno presentato argomenti molto convincenti
inducendo gli americani a ridurre i grassi presenti nelle loro diete.
La logica dell’alimentazione
povera di grassi
Quando cercate di perdere peso, dovete bruciare più energia di quella che assumete. Bruciare
più energia è facile, basta alzarsi e fare qualcosa.
Assumere meno energia è la parte difficile. Il
modo più semplice per assumere meno energia è
concentrarsi sulla riduzione degli alimenti che contengono più energia, cioè gli alimenti grassi.
I grassi contengono 9 calorie per grammo. Le
proteine e i carboidrati hanno solo 4 calorie per
i grassi sono così densi di calorie, potete eliminare
molte calorie senza ridurre molto gli alimenti.
Non buttate via il bambino insieme
all’acqua sporca
Non tutti i grassi sono uguali. Credo che sarete felici
di sapere che i grassi si sono fatti una cattiva reputazione a causa delle conseguenze di mangiare troppi grassi “saturi”. Non tutti i grassi sono saturi e non tutti i grassi determinano i problemi per la salute
posti dai grassi saturi.
I grassi svolgono un ruolo più ampio del sempli
cemente dare consistenza, gusto e calorie alla dieta.
Proprio come alcuni amminoacidi sono essenziali per
la vita, lo stesso vale per alcuni grassi. I grassi sono
importanti per la struttura cellulare, la produzione
ormonale e per il deposito di energia. Durante gli stati
di malnutrizione, molti problemi
si verificano a causa della
mancanza di grassi essenziali.
L’associazione fra l’assunzione di grassi saturi e i problemi
cardiovascolari è ben conosciuta.
Gran parte di questa
associazione è centrata sul colesterolo.
I grassi saturi aumentano
i livelli di colesterolo totale e
di LDL ematici più di qualsiasi
altro elemento nella dieta. Gli
studi hanno mostrato che l’aumento dell’assunzione dei grassi
saturi incrementa l’LDL (colesterolo
cattivo) e abbassa l’HDL
(colesterolo buono)1. Il colesterolo e i grassi che circolano
nel sangue si accumulano sulle pareti delle arterie,
questo accumulo restringe le arterie e può rallentare
o bloccare il flusso ematico. Quando il livello di
colesterolo nel sangue è alto, i depositi sulle pareti
delle arterie sono più probabili. Nel corso del tempo
ciò può produrre un restringimento delle arterie e un
aumento del rischio di attacchi cardiaci.
Ogni dieta, quando
seguita con costanza
e combinata con
l’allenamento con i
pesi e quello aerobico,
produrrà una riduzione
significativa del peso.
Una buona dieta ricca di carboidrati e povera di
grassi è quella che prevede grosse quantità di frutta,
verdura, cereali interi e carni magre come pollo,
pesce e tagli magri di manzo. Seguitela e sperimenterete
non solo una perdita di peso ma anche una
riduzione del rischio di cardiopatia.
Riassumendo
Praticamente tutte le diete rientrano
in una di queste tre categorie.
Potreste trovare delle differenze
in quanto le aziende cercano
di far “apparire” le loro
diete completamente nuove ma
in generale rientrano comunque
nelle categorie sopraddette.
Spero che notiate che non
ho espresso preferenze per nessuna
dieta. Questo perché ogni
dieta, quando seguita con
costanza e combinata con l’allenamento con i pesi e quello
aerobico, produrrà una riduzione
significativa del peso. Quindi la dieta che scegliete
dipende in realtà dalle vostre preferenze.
Riferimenti
1 Loktionov A, Scollen S, McKeown N, Bingham SA. Genenutrient
interactions: dietary behavior associated with high
coronary heart disease risk particularly affects serum LDL cholesterol
in apolipoprotein E epsilon4-carrying free-living individuals.
Br J Nutr.2000 Dec;84(6):885-890.
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