| Articolo pubblicato su Olympian's News
numero 56. ©2003 by Think Muscle, all right reserved |
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D&R con il dott. Charles Staley |
Allenamento
per la forza per il tennis
Charles, in molti dicono che è possibile progredire nel tennis
attraverso l’allenamento per la forza però vedo pochi professionisti
di alto livello con fisici superiori alla media. L’allenamento per la
forza è dannoso per i tennisti?
È vero, pochi tennisti maschi hanno il fisico muscoloso comune in altri
sport di forza anaerobica di durata come il baseball, la pallacanestro, il football,
ecc. Cosa ancora più strana, alcune tenniste di alto livello, come Venus
Williams hanno un livello di muscolosità superiore in confronto ai loro
colleghi uomini. Esiste un livello ideale di ipertrofia per i tennisti uomini
o donne? Non credo. Credo che il tennis, lo sport dei gentiluomini per essenza,
abbia evitato il “non molto da gentiluomini” sollevamento pesi un
po’ troppo a lungo rispetto ad altri sport e adesso stia riguadagnando
il tempo perso. È assurdo che l’allenamento per la forza aumenti
le capacità in altri sport ma non nel tennis.
Michael Chang, che esemplifica la bontà dell’allenamento per la
forza con la sua parte inferiore del corpo ben sviluppata, ha sviluppato un
gioco da fondo campo molto efficace nonostante un’altezza non eccessiva.
Il tennis richiede alti livelli di forza di partenza, di agilità, di
forza di durata e di flessibilità. Tutte queste qualità migliorano
con un programma di allenamento per la forza ben eseguito. Osserviamoli uno
per uno:
Forza di partenza
La forza di partenza, ovvero la capacità di reclutare più unità
motorie (tutte le fibre muscolari controllate da un unico nervo motorio) possibile
in un istante è necessaria a partire dall’apertura del braccio.
Tecnicamente è considerata una componente della forza veloce.
Dovrebbe essere ovvio che i servizi a 130-225 km/h e gli scatti furiosi verso
la pallina non si eseguono senza accedere rapidamente alle unità motorie
della soglia alta. Ovviamente, solitamente le fibre muscolari restano un po’
dormienti fino a che si trovano davanti alla tensione che le “recluta”
per superare la resistenza. È possibile creare facilmente questo impegno
sotto forma di un programma di allenamento con opposizione di resistenza ben
progettato. Una volta allenate le unità motorie, diventa molto più
facile accedervi per gli impegni che richiedono l’accelerazione contro
le piccole resistenze, come la racchetta.
Forza esplosiva
La forza esplosiva è la capacità di mantenere attive le fibre
muscolari dopo la loro stimolazione, è la seconda componente della forza
veloce. La forza esplosiva è necessaria per scattare dopo una ribattuta
o in generale per tutti i movimenti di accelerazione. Questo è il motivo
più ovvio per l’allenamento per la forza, sviluppabile in palestra
in modo molto semplice e sicuro.
Ricordati di non confondere l’allenamento per la forza con il bodybuilding.
È possibile aumentare molto lo sviluppo della forza senza incrementare
molto la massa muscolare. Gli atleti stanno riconoscendo velocemente il bisogno
dell’allenamento per la forza nel tennis.
Agilità
L’agilità è la capacità di integrare la forza di
partenza, la forza esplosiva e l’equilibrio in un singolo esercizio o
movimento. Una tattica comune impiegata nel tennis è esaurire fisicamente
e mentalmente un avversario con dei colpi incrociati che obbligano a cambi direzionali
ripetuti e rapidi, debilitando così le riserve energetiche e i livelli
di forza dell’avversario.
Dato che è una qualità complessa, l’agilità è
una caratteristica allenabile. Un programma di allenamento per la forza non
darà a un tennista l’aspetto di Flex Wheeler ma la maggiore agilità
lo salverà negli ultimi set.
Forza di durata
Questa è la capacità di eseguire sforzi submassimali per un tempo
prolungato. Spesso le partite di tennis durano quattro o più ore. I maggiori
livelli di forza massima creano una forza di riserva affinché, per esempio,
gli impegni ripetitivi che richiedevano, diciamo, il 21% della forza massima
di un giocatore adesso potrebbero richiedere il 17% della forza massima. È
ciò che aumenta la capacità del giocatore di continuare a essere
efficace per un periodo di tempo più lungo.
Flessibilità
Una grande preoccupazione fra gli allenatori e i giocatori di tennis è
che l’allenamento con opposizione di resistenza diminuisca l’arco
di movimento (ROM) dell’atleta. Anche se l’allenamento con opposizione
di resistenza senza stretching potrebbe limitare il ROM di un atleta, l’esecuzione
regolare degli esercizi di stretching impedirà questa perdita di flessibilità.
Anche se molti atleti credono di essere degli atleti migliori o più in
salute quando sono più flessibili, si può anche essere troppo
flessibili. Limita l’allenamento per la flessibilità allo sviluppo
del ROM specifico per praticare il tuo sport lasciando un po’ di margine
per gli imprevisti, come scivolare in una spaccata parziale quando raggiungi
una palla corta. Sono due le cose che mi spaventano (e anche Austin Powers):
le armi nucleari e gli artisti del circo! Vi prego di non farmi vedere il vostro
numero di contorsionismo, lasciatelo per il circo.
Enfasi sulla
fase eccentrica
Charles, “Abbassalo sotto controllo” è un mantra
fra gli atleti esperti della palestra. Quindi lo scorso fine settimana sono
rimasto sorpreso di sentire da parte del dott. Fred Hatfield che in preparazione
per i record personali de-enfatizzava la porzione eccentrica dei suoi squat.
È una tecnica efficace?
A differenza di molti vecchi assiomi, questo ha una certa logica. È opinione
comune che noi abbiamo più forza eccentrica che forza concentrica. In
altre parole, possiamo abbassare un carico superiore a quello che possiamo sollevare.
Perciò, a volte durante la fase eccentrica possiamo “trarre maggiore
profitto” estendendo la sua durata nell’ambito della ripetizione.
Allora perché il dott. Hatfield parla di sollevare i pesi a velocità
che sono comunemente considerate inefficaci?
Ecco perché: che il tuo obiettivo principale nell’allenamento sia
la massa o la forza, dovresti dedicare del tempo a entrambe le qualità,
perché ognuna dipende dall’altra. Durante i periodi dediti allo
sviluppo dell’ipertrofia, una certa resistenza o tempo sotto tensione
è necessaria per forzare gli adattamenti metabolici. Questa durata varia
da persona a persona ma generalmente va dai 20 ai 60 secondi per serie.
Quando l’obiettivo del tuo allenamento è la forza, devi utilizzare
i carichi pesanti che sono più onerosi per il sistema nervoso che per
il sistema muscoloscheletrico. Con questo tipo di allenamento (carichi pesanti
e basso numero di ripetizioni), l’obiettivo è trarre vantaggio
dal ciclo di allungamento e accorciamento (la componente elastica del sistema
muscolotendineo) attraverso una fase discendente controllata ma piuttosto rapida
e poi accelerare attraverso il punto di difficoltà del sollevamento nella
fase concentrica. Le discese lente tendono a dissipare l’energia cinetica
che si accumula nei tendini durante la fase eccentrica.
Fra l’altro, Fred Hatfield mette in pratica quello che predica. Guarda
un video del suo squat con 460 kg. Fred abbassa questo carico quasi inimmaginabile
mostrando poca precauzione (anche l’attuale star del powerlifting Shane
Hammond, l’atleta più giovane di sempre ad aver eseguito lo squat
con 450 kg utilizza la tecnica di “discesa rapida”). Per un atleta
di forza esistono due benefici di apprendimento distinti per implementare una
fase eccentrica più veloce: usare dei carichi di allenamento maggiori
aumenta la quantità di unità motorie disponibili come detto precedentemente.
Inoltre, l’atleta può anche sviluppare un maggiore ciclo di allungamento
e accorciamento di cui ho parlato precedentemente. Anche se apparentemente ciò
sembra deleterio, dobbiamo ricordare che anche i tendini devono essere esposti
alla tensione affinché si adattino all’allenamento insieme ai muscoli.
C’è un tempo per i sollevamenti lenti e un tempo per i sollevamenti
veloci. Sia i bodybuilder che i sollevatori di pesi dovrebbero usarli entrambi,
decidendo a cosa dedicare la maggior parte del loro tempo a seconda di quale
sport praticano. Un bodybuilder può dedicare due settimane al sollevamento
di carichi più pesanti con una cadenza più lenta. Un sollevatore
di pesi potrebbe trarre maggiore beneficio facendo due settimane di intensità
inferiore con una cadenza più veloce ogni quattro settimane di intensità
maggiore con una cadenza più veloce.
Allenamento
statico
Sig. Staley, solitamente dedico le ultime quattro settimane di preparazione
a una gara di powerlifting piramidando il carico in tutti gli allenamenti fino
al mio 1RM. Pensi che come cambio di ritmo dovrei usare qualche serie statica?
Se in gara batti sempre i tuoi record personali, continuerei così usando
il carico piramidale solo nelle ultime quattro settimane. Dato che stai cercando
un cambio di ritmo, ne deduco che pensi che ci possa essere una tecnica più
efficace per te. Si dà il caso che abbia un’efficace fase di picco
di tre settimane che spesso uso con i sollevatori di pesi olimpici. In questo
caso modificherò questa fase di picco per i tuoi bisogni di powerlifter.
In questo ciclo ti alleni tre volte alla settimana e alleni ogni sollevamento
di gara due volte alla settimana. Gli allenamenti sono strutturati in questo
modo:
| Lunedì | Mercoledì | Venerdì |
| distensione su panca | squat | distensione su panca |
| stacco da terra | squat | stacco da terra |
Come dovresti progredire esattamente? Nella preparazione per le gare di sollevamento
pesi i miei atleti si concentrano principalmente sulle singole, eseguendo molti
tentativi che assomigliano ai sollevamenti di gara. In questa fase finale è
fortemente incoraggiato l’uso costante di cinture, fasce, maglie da sollevamento
e altri strumenti per il sollevamento pesi. Dopo questa fase, fai una settimana
intera come fase di supercompensazione prima della gara; durante quest’ultima
settimana non svolgere sollevamento pesi.
Ecco una progressione intelligente dell’intensità per questa fase
di picco:
Intensità delle serie e delle ripetizioni dell’allenamento (%1RM)
Allenamento uno: 7x1 80%
Allenamento due: 6x1 82,5%
Allenamento tre: 5x1 85%
Allenamento quattro: 4x1 87,5%
Allenamento cinque: 3x1 90%
Allenamento sei: 2x1 92,5%
Quando provi per la prima volta questo ciclo di picco, non compensare il carico
più leggero del solito accelerando o decelerando più di quanto
faresti con i carichi massimi, prova solo a simulare la velocità che
useresti con il 100% dell’1RM. Se la percentuale non si traduce in un
numero intero, arrotonda per difetto o per eccesso (a seconda di come ti senti
quel giorno) al carico utilizzabile più prossimo.
Infine, io sono un grosso sostenitore dell’uso dei riposi brevi fra le
serie, solitamente 1,5 e 2 minuti, che misuriamo con un cronometro. Questi riposi
più brevi hanno mostrato di aumentare la forza relativa e creano anche
un senso di urgenza: non hai il tempo di distrarti fra i sollevamenti.
Prova questo approccio e scrivimi che risultati hai ottenuto!
Serie intermittenti
per la distensione su panca e gli squat
Qualche mese fa hai consigliato le “serie intermittenti”
di trazioni alla sbarra per un grande allenamento dei dorsali. Si possono utilizzare
per esercizi come le distensioni su panca, squat, distensioni stando seduti,
ecc.?
Le “serie intermittenti”, a volte chiamate anche “serie
interrotte”, possono produrre un intenso effetto di allenamento che può
aumentare velocemente la forza relativa (la forza “pound per pound”).
Riassumendo, le serie intermittenti sono delle serie a tempo con brevi (molto
brevi) periodi di rilassamento entro i confini della serie. Il mio esempio di
serie intermittente per le trazioni alla sbarra prevedeva l’avvio del
cronometro, l’esecuzione in successione di più ripetizioni possibile,
poi la discesa dalla barra per le trazioni e un riposo di circa 20 secondi,
poi riprendere con altre una o due ripetizioni e così via fino al completamento
di un minuto. In altre parole, fai più ripetizioni possibile in un minuto,
indifferentemente da quante volte devi “fermarti e ricominciare”.
Le serie intermittenti sono più sicure e più efficaci per gli
esercizi che non richiedono molto tempo per “prepararsi”. Una delle
ragioni per cui le serie intermittenti funzionano così bene per le trazioni
alla sbarra è che è molto facile lasciare e afferrare la sbarra
durante la serie. Invece, nelle distensioni su panca pesanti con manubri, metà
esercizio è mettersi in posizione: impiegheresti metà del periodo
di riposo preparandoti.
Le serie intermittenti sono facilmente implementabili anche nella maggior parte
degli esercizi per i bicipiti e i tricipiti che usano i manubri. Per esempio,
prendi una coppia di manubri con cui puoi eseguire 6-8 ripetizioni. Fai più
ripetizioni possibile di portate alle spalle, riposati per 10-15 secondi e poi
esegui qualche altra ripetizione, ripetendo questo sistema fino all’esaurimento
del minuto. Tre serie e il giorno dopo non riuscirai a portare la forchetta
alla bocca.
In generale, se esegui un esercizio che necessita di un assistente, probabilmente
non è saggio implementare una serie intermittente. Per esempio, negli
squat di schiena, penso che la stanchezza che si accumula durante questo tipo
di allenamento renda il rientro nel rack quanto meno pericoloso. Invece, gli
squat eseguiti in una Smith machine (nota per Paul Chek: non sto consigliando
a nessuno l’esecuzione di questo esercizio) sarebbero un candidato per
le serie intermittenti.
Il dott. Charles Staley ha allenato atleti di alto livello di molti sport, compresi jujitsu, pugilato, atletica leggera, football, sollevamento pesi olimpico e bodybuilding. Ha scritto più di 100 articoli e tenuto molte conferenze sulla prestazione umana e l’allenamento. È autore del libro “Physically incorrect”, pubblicato da Sandro Ciccarelli Editore SRL, per informazioni telefonare allo 055-959530. Disponibile come libro stampato e come libro elettronico in formato PDF, pag.518.
Physically Incorrect -
€
38,00
Una raccolta di articoli di Charles Staley, in versione integrale, alcuni pubblicati e altri inediti, sull'argomento allenamento a 360 gradi, di come un solo esperto preparatore atletico può fare. All'interno del libro troverete molti esercizi descritti illustrati con fotografie, una sezione Domande e risposte suddivisa per argomenti, un glossario esauriente dell'attività fisica completo di fotografie e un glossario di termini. Anni e anni di esperienza con atleti di tutti i livelli e discipline, racchiusi in questa raccolta, rendono il libro un validissimo aiuto per tutti coloro che vogliono comprendere le varie sfaccettature della preparazione atletica e con pesi. |
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