| Articolo pubblicato su Olympian's News
numero 56. ©2003 by Think Muscle, all right reserved |
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Uno studio indica che un integratore funziona e un altro studio afferma
che lo stesso integratore non ha prodotto “differenze significative”,
ovvero, in altre parole, non ha funzionato. Qualche settimana dopo
leggete sul giornale che il caporicercatore afferma, “È necessario
svolgere altre ricerche in questo campo”. Con il diffuso accesso a internet
e alle altre fonti di informazione ci si è concentrati sul trovare tutte
le informazioni possibili così da prendere una decisione informata.
Parte di questo processo può essere lo svolgere semplici ricerche su
Medline e su altri database. Adesso avete gli studi che cercavate eppure per
una qualche ragione le cose sembrano ancora più confuse. Questo articolo
dovrebbe aiutare a chiarire parte di questa confusione armandovi con le tattiche
e le strategie necessarie per dare un senso alle informazioni tratte dagli studi
scientifici.
Definire
uno studio scientifico
Prendete una qualunque rivista, guardate l’etichetta di un prodotto dell’industria
degli integratori oppure leggete la pubblicità di un integratore e troverete
dei piccoli numeri di riferimento delle affermazioni disseminati in tutto l’articolo,
l’etichetta o la pubblicità. Questo è un passo nella direzione
giusta in quanto le affermazioni dovrebbero avere un riferimento. In questo
modo il consumatore riesce a comprendere meglio l’affermazione cercando
e leggendo lo studio usato per supportare l’affermazione. In parole semplici
uno studio scientifico è semplicemente un approccio sistematico e ordinato
per esaminare qualcosa. Usando questa definizione semplificata sembra che chiunque
possa fare uno studio e probabilmente nella maggior parte dei casi è
vero. Ma come potete sapere se lo studio che ho fatto in Florida è stato
eseguito secondo gli stessi standard usati per il vostro studio quando potreste
vivere in California o in un altro paese? Per risolvere questo ostacolo, gli
scienziati inoltrano un resoconto del loro lavoro a una rivista per un “controllo”.
Durante questo passaggio altri scienziati molto esperti dell’argomento
da esaminare ricontrollano le informazioni inoltrate. I controllori valutano
il progetto dello studio, le tecniche usate per misurare i cambiamenti e le
conclusioni tratte.
Per mantenere degli standard uguali, le riviste danno indicazioni per l’inoltro
degli studi. Le indicazioni delimitano le condizioni per l’accettazione
delle informazioni, l’ordine in cui le informazioni devono essere presentate
e lo stile di rimando ai riferimenti. Dopo che uno studio è stato inoltrato
a una rivista, il processo di revisione può impiegare un po’ di
tempo. Gli studi possono essere accettati con il consiglio di apportare piccole
modifiche, con il consiglio di apportare grosse modifiche oppure possono essere
rifiutati. Uno studio rifiutato può essere riscritto e poi sottoposto
a un’altra rivista e il processo ricomincia.
Una
volta che uno studio è stato pubblicato chiunque può leggerlo.
L’informazione non è più riservata perché è
di pubblico dominio. Molte aziende eseguono studi “in casa”, ciò
significa che hanno eseguito in proprio tutti i processi e le misurazioni. Poi
rendono pubbliche queste informazioni solo nelle pubblicità, senza mai
sottoporle alle riviste credibili per un controllo. Quando gli si chiede perché
non sottopongono gli articoli per un controllo, spesso accampano motivi di brevetto.
Si tratta di una risposta sciocca perché nella maggior parte dei settori
tutti sanno quello che stanno facendo gli altri. Ciò nonostante, esistono
molti modi in cui è possibile svolgere delle ricerche di qualità
proteggendo comunque gli interessi di brevetto dell’azienda. Un’altra
ragione per cui un’azienda non pubblica uno studio è che appare
evidente che l’informazione non sarebbe pubblicabile in una rivista di
controllo.
La caratteristica fondamentale di uno studio è che solitamente viene
pubblicato in una rivista di controllo. Esistono degli studi legittimi eseguiti
da varie organizzazioni le cui informazioni possono non essere destinate alla
pubblicazione per essere invece usate solo per un uso limitato o interno. Bollettini,
pubblicità, fotocopie senza i nomi delle riviste, Special Ad-Reports,
siti web non giornalistici e gli articoli delle riviste non sono fonti di studi
accettabili. Però il pubblico legge queste fonti e quindi le aziende
si concentrano su di esse per aumentare le vendite dei prodotti.
Progetti
di studio
Supponiamo di voler testare uno dei nuovi integratori sul mercato. Assumete
qualche capsula e dite a tutti che funziona perché in palestra avete
sollevato più carico. Siete convinti del prodotto. Nella ricerca le cose
non sono così semplici. Se sapete cosa state assumendo ciò potrebbe
influenzarvi verso il raggiungimento di determinati risultati. Per accertarsi
che sia veramente l’integratore quello che sta funzionando, i ricercatori
non vi dicono cosa state assumendo. Questo si chiama singolo cieco. Se il ricercatore
sa cosa sta assumendo il soggetto potrebbe influenzare in modo non intenzionale
i risultati, anche se il soggetto non sa cosa sta assumendo. Per prevenire questa
eventualità, i ricercatori si accertano che né il soggetto né
il ricercatore sappiano chi sta assumendo l’integratore. Questo si chiama
studio a doppio cieco. Un’altra cosa da prendere in considerazione è
che il solo gesto di assumere una pillola può avere un certo effetto.
Si chiama effetto placebo e può essere negativo o positivo. Per prevenire
questo effetto, approntiamo uno studio con il controllo placebo, ciò
significa che alcuni soggetti hanno ricevuto un placebo (una pillola inerte)
e altri hanno ricevuto un integratore. Normalmente uno studio coinvolge due
gruppi, uno riceve il trattamento (l’integratore) e l’altro non
riceve il trattamento (un placebo). A causa delle tante differenze fra le persone
diventa difficile per gli scienziati capire se quello che sta succedendo è
dovuto ai trattamenti o a un evento casuale. Per minimizzare gli errori in questo
ambito, è possibile suddividere i soggetti in due gruppi in cui il primo
gruppo riceve l’integratore e il secondo gruppo riceve il placebo. Dopo
un certo periodo, i soggetti sono scambiati o “incrociati”. Per
minimizzare gli strascichi da un periodo all’altro, è usato un
periodo di purificazione affinché i risultati dell’integratore
non influenzino i risultati del placebo e viceversa.
Detto questo, si capisce che un progetto di studio valido per valutare un integratore
prevede il sistema a doppio cieco, con controllo placebo, incrociato, con un
periodo adeguato di purificazione. Se non si conosce la durata degli effetti
di un integratore, è meglio confrontare due gruppi distinti e poi continuare
a tenere sotto controllo i gruppi dopo l’interruzione della somministrazione
dell’integratore e del placebo. Altri progetti di studio prevedono l’aggiunta
di altri gruppi per confrontare gli effetti di quantità diverse del trattamento
oppure trattamenti diversi, studi longitudinali in cui i gruppi sono controllati
periodicamente per un lungo periodo di tempo e prove a contenitore aperto in
cui tutti sanno cosa sta succedendo. Tutti questi progetti hanno dei vantaggi
e degli svantaggi.
Tipi
di prove
La maggior parte delle persone concorda che se molti studi di laboratori diversi
pubblicati in riviste di controllo mostrano risultati simili allora le prove
sono sufficienti. Il dilemma più difficile è cercare di interpretare
le prove quando c’è un solo studio pubblicato, quando lo studio
è stato eseguito sulle cellule o sugli animali o su una popolazione specifica.
Queste risorse addizionali possono avere un valore. Aiutano a fornire la struttura
concettuale per interpretare tutte le informazioni di ricerca disponibili complessivamente.
Prima di fare delle prove cliniche sugli esseri umani, è importante sapere
che l’integratore, il farmaco, ecc. è sicuro. Solitamente questo
processo inizia con gli studi sulle cellule. Questioni spesso sottovalutate
sono le concentrazioni dell’agente usate per testare le cellule.
Per esempio, se la concentrazione di glutammina in una coltura di cellule muscolari
era di molte volte superiore a quella osservata nel sangue, questo non significa
che con delle concentrazioni più basse otterremmo gli stessi risultati.
Però ci fa capire i possibili meccanismi attraverso i quali la glutammina
potrebbe influenzare le cellule muscolari. E se l’agente di trattamento
delle cellule muscolari avesse una struttura che permette un assorbimento molto
ridotto attraverso il tratto gastrointestinale? Il fatto che influenza le cellule
muscolari è significativo ma il fatto che non riesce ad attraversare
la barriera gastrointestinale significa che la sua applicazione è limitata.
Un’altra questione spesso sottovalutata sono i passaggi cellulari.
Un primo gruppo di cellule viene prelevato dal tessuto. In seguito questo gruppo
può essere congelato. In futuro se ne potrebbero prendere dei campioni
per studiarli. Quando la scorta di cellule si riduce, permettere a un campione
di cellule di produrre una coltura può generare altre cellule. Ogni volta
che viene generato un nuovo gruppo con lo scopo di creare un nuovo rifornimento
di cellule da cui trarre dei campioni si verifica un passaggio. Le cellule dei
passaggi multipli non sono uguali alle cellule dei primi passaggi od originali.
Questo significa che gli effetti osservati possono o non possono essere applicabili.
Altre questioni quando si controllano i dati cellulari comprendono l’assenza
di fattori fisiologicamente significativi come gli ormoni, i fattori di crescita,
le proteine, gli antiossidanti, le vitamine ecc. Negli animali e nelle piante
le cellule sono bombardate da numerosi fattori mentre in coltura molti di questi
fattori non sono presenti. I risultati che osserviamo dopo un trattamento possono
essere influenzati dall’assenza di uno o più fattori. L’esperienza
e la preparazione ci insegnano quali informazioni sono utili e quali no.
Dopo
che gli studi sulle cellule hanno stabilito che un agente non è tossico
per le cellule, è possibile svolgere studi sugli animali. Lo scopo di
questi esperimenti è comprendere gli effetti fisiologici degli agenti
e determinare le dosi sicure e quelle letali. Anche se per molti versi gli animali
sono simili agli umani, spesso ci sono delle sottili differenze che rendono
difficile l’applicazione diretta agli esseri umani. È sbagliato
dire che i dati sugli animali non si applicano all’uomo ma è sbagliato
anche presumere che si applichino. Una comprensione delle differenze fra il
modello animale testato e l’uomo può rendere l’interpretazione
molto più facile.
Dopo che gli studi sugli animali hanno stabilito che un prodotto è sicuro,
possono cominciare le prove sull’uomo. Spesso le prove coinvolgono popolazioni
specifiche (per esempio, malati di AIDS, diabetici ecc.). Dato che molte malattie
sono il risultato di un disturbo nella funzione normale del corpo, non è
saggio presumere che i progressi nella popolazione malata si applicheranno nella
popolazione sana. Inoltre, esistono anche le differenze di età, di sesso
e di etnia. Ciò può limitare l’applicazione dei risultati
da un gruppo a un altro.
Per dare un senso alle informazioni è possibile usare una strategia semplice.
Questa strategia si basa su una presentazione del dott. Jose Antonio “Prova
diretta e prova indiretta”. La prova diretta è uno studio condotto
sull’uomo applicabile così com’è. Un esempio sarebbe
uno studio che mostra un certo prodotto per la perdita di peso che causa la
perdita di peso nei maschi obesi. Non si sono riscontrati effetti collaterali,
quindi è possibile capire che almeno per il periodo di tempo studiato
il prodotto ha funzionato ed è stato sicuro per l’uso sugli uomini
obesi. Se i risultati si applicano alle donne, a gruppi di età diversa,
agli uomini più magri ecc., resta da dimostrare. Se qualcuno applica
queste prove ad altri campioni di popolazione obesa fa un’operazione di
estrapolazione. È un’operazione fatta di frequente e nella maggior
parte dei casi le diversità fra le popolazioni non sono così grandi
e la ricerca successiva conferma l’applicazione dei dati da un gruppo
a un altro. Comprendere le differenze fra le popolazioni minimizza la cattiva
applicazione dei dati da un gruppo a un altro.
La prova indiretta è una ricerca di appoggio condotta sulle cellule,
sugli animali e su popolazioni diverse da quella su cui verranno applicati i
dati. Si tratta dell’area preferita di molti speculatori e ditte di integratori.
Il motivo è che possono applicare la loro creatività per applicare
informazioni tratte da campioni di soggetti non collegati. Per esempio, se un
integratore mostra di combattere gli effetti del cortisolo nelle cellule muscolari
isolate delle cavie, farà lo stesso nell’uomo? Ovviamente la ditta
che vende l’integratore vuole che lo pensiate ma noi dobbiamo sapere in
che modo l’effetto si verifica nelle cellule muscolari delle cavie. Poi
lo dobbiamo confrontare con quello che sappiamo delle cellule muscolari umane.
Poi studiamo la possibilità che i livelli ematici raggiungano in modo
sicuro e praticabile nell’uomo la concentrazione studiata. Se tutte queste
cose assumono un senso allora il dato potrebbe essere applicabile. D’altra
parte, se la cavia usa un meccanismo diverso rispetto all’uomo, potrebbe
non essere saggio applicare l’informazione. Indifferentemente dal fatto
che sia applicabile o no, abbiamo comunque bisogno dei dati sull’uomo
per asserire che effettivamente gli effetti si verificano anche nell’uomo.
Ognuno di noi traccia i propri limiti per quanto riguarda cosa è un’informazione
accettabile e cosa non lo è. Spesso i medici e gli scienziati vengono
criticati perché non interpretano le ricerche ovvero si rifiutano di
commentarle. Si tratta di una precauzione di sicurezza, non di una debolezza.
Questi gruppi hanno la responsabilità di fornire informazioni equilibrate
e accurate. Sono tenuti a renderne conto. Non possono commentare tutti gli studi
che vengono pubblicati. Aspettano fino a che sono disponibili abbastanza prove
e poi rivelano le loro considerazioni. È un procedimento lento e spesso
non popolare nei confronti del pubblico profano. Così il pubblico profano
si rivolge verso altre fonte di informazione. Spesso persone di dubbia preparazione
si trovano nella posizione di offrire consigli. In generale, se vendono il prodotto
di cui stanno parlando, non credete alla gran parte di quello che dicono. Gli
interessi finanziari nei prodotti hanno indotto molte persone a distorcere le
loro interpretazioni. Considerando come sospette le informazioni provenienti
da queste fonti avete meno probabilità di cadere preda della disinformazione.
Se un’informazione è accurata, allora alla fine le altre fonti
la confermeranno.
Leggere
attraverso uno studio pubblicato
Le prossime sezioni valuteranno le parti di uno studio scientifico. In generale,
la prima cosa che si vede (a parte il titolo e i nomi dei ricercatori) è
il sottotitolo. Si tratta semplicemente di un riassunto di tutto lo studio.
Vengono menzionati solo i punti chiave. La parte successiva dello studio è
l’introduzione. Qui viene evidenziata la struttura concettuale alla base
di quello che i ricercatori si aspettano di trovare. La loro aspettativa si
chiama ipotesi. Solitamente l’introduzione è molto concisa senza
spiegazioni dettagliate dei meccanismi attraverso cui si sono verificate le
cose. Spesso i dettagli sono riservati alla sezione di discussione dello studio.
Metodi
Per la maggior parte delle persone la parte più difficile di uno studio
è il metodo. Si tratta semplicemente delle tecniche e degli strumenti
utilizzati per eseguire le misurazioni dello studio. È difficile incontrare
problemi in questa sezione. L’esperienza di ricerca nel settore specifico
è sicuramente la preparazione migliore perché si capiscono i limiti
dei vari metodi. Per le persone di preparazione non scientifica o di esperienza
diversa, ci sono altre opzioni. Una è inviare una email sulle tecniche
o i metodi a un newsgroup, a una lista, a un forum o a un sito web del settore.
Potreste ricevere molte risposte diverse, quindi dovete scoprire la preparazione
delle persone che rispondono. Accertatevi che abbiano le giuste credenziali
per offrire una spiegazione. Un’altra opzione è effettuare delle
ricerche su Medline cercando studi di controllo sul metodo o sull’argomento.
Poi potete ottenere una copia dello studio e leggere quello che hanno da dire
gli scienziati a proposito dei metodi in questione.
A volte non è necessario avere una formazione di ricerca formale per
interpretare l’appropriatezza di un metodo. Anni fa sono stati pubblicati
molti studi in cui le flessioni sulle braccia erano usate per misurare la forza.
La forza è misurata come il carico sollevabile una volta in un certo
movimento. Dato che le flessioni sulle braccia vengono eseguite per più
ripetizioni, non sono un metodo valido per determinare la forza della parte
superiore del corpo. Anche senza una formazione di ricerca formale avreste potuto
capire che il metodo non era appropriato.
Un’altra cosa da prendere in considerazione nella sezione dei metodi è
la verifica del prodotto. Nel corso degli anni sono stati eseguiti molti studi
sugli integratori e i prodotti non sono mai stati analizzati. Prendiamo come
esempio la proteina del siero del latte (o qualsiasi altra proteina). Nella
proteina del siero ci sono molte componenti. Queste microfrazioni hanno un’attività
biologica. Senza conoscere le componenti di microfrazione e le quantità
date ai soggetti non sappiamo cosa stava causando l’effetto. Le proteine
potrebbero essere state denaturate. Una semplice analisi chimica rivelerebbe
il contenuto proteico totale ma non rivelerebbe la denaturazione o la perdita
di bioattività delle proteine.
Risultati
Quando i risultati sono riportati come semplici cifre si chiamano dati assoluti.
Quando riportati come percentuali di miglioramento sono considerati dei dati
relativi. A molte ditte nelle loro pubblicità piace mostrare dati relativi
in bei grafici colorati. Ciò fa sembrare il cambiamento più significativo.
Idealmente, lo studio originale dovrebbe riportare entrambi, affinché
sia più facile per il lettore interpretare i cambiamenti. Solitamente
i risultati sono riportati come la media più o meno la deviazione standard
(DS) oppure la media più o meno l’errore standard (ES). La media
è la media aritmetica di tutti i risultati. Questo significa che alcuni
risultati sono stati più alti e alcuni più bassi. Possono esserci
state persone che non hanno risposto al trattamento mentre altri hanno reagito
in positivo o in negativo in modo piuttosto significativo. Per farci un’idea
della varietà delle risposte al trattamento facciamo la media e poi aggiungiamo
o sottraiamo il DS e l’ES. Se tutti i soggetti hanno avuto una risposta
positiva al trattamento allora si può concludere che il trattamento funziona.
Comunque, come si capisce se qualcosa ha avuto un effetto quando i risultati
non sembrano così ovvi?
Statistiche
Le statistiche ci aiutano a determinare se qualcosa ha prodotto un effetto nell’ambito
dello studio. Non è possibile correggere un progetto di studio carente
attraverso le statistiche. Esistono molti tipi di tecniche di statistica e di
modelli teorici che guidano i ricercatori in come dovrebbero trattare le varie
componenti dei lori dati. Spiegare queste tecniche vi farebbe di certo addormentare
quindi prendiamo in considerazione alcune cose che potrebbero essere leggermente
più importanti. La prima cosa da fare è anteporre la qualità
alla quantità. A volte gli effetti di un trattamento sembrano molto piccoli,
eppure sono significativi. Diciamo che avete assunto un integratore che vi ha
resi dell’1% più veloci. È importante? Ad alti livelli l’1%
può fare la differenza fra il primo e il secondo posto. Per la persona
nella media l’1% significa molto poco. Perciò, quando si interpreta
questa informazione bisogna prendere in considerazione a chi si applica. Un
altro esempio, supponiamo che leggiate uno studio che indica che solo una frazione
della quantità originale somministrata attraversa la barriera gastrointestinale.
Statisticamente, ciò ha mostrato di essere significativo. Ma ciò
è significativo nell’applicazione pratica? La risposta dipende
dal tipo di sostanza e da quanto viene metabolizzata e/o eliminata dal corpo.
Se è idrosolubile e i reni possono eliminarla facilmente, difficilmente
l’integratore avrà un grosso effetto perché la concentrazione
è troppo bassa in confronto al tempo di espulsione. Supponiamo invece
che sia un enzima o una proteina grande. La concentrazione può non essere
altrettanto importante perché il tempo di espulsione è molto lento.
Un errore comune commesso da molte persone è leggere uno studio e vedere
quanti soggetti c’erano e i livelli di significatività (valore
p). Facendo solo questo potreste prendere una decisione affrettata. È
impossibile dire se lo studio ha usato un numero adeguato di soggetti solo in
base all’entità del campione (n). Per determinare se lo studio
ha coinvolto abbastanza soggetti è necessario conoscere la portata dell’effetto,
la potenza statistica e il livello di significatività. La portata dell’effetto
è usata per descrivere la media della differenza fra il gruppo del trattamento
e quello di controllo (placebo). La portata e la potenza dell’effetto
interagiscono. Conoscendo questi valori prima di cominciare uno studio ci sono
buone probabilità di scoprire un effetto. Ciò ci fornisce un’indicazione
della forza dei dati. Un effetto di dimensioni notevoli con una forte potenza
significa che è necessario usare pochi soggetti per vedere un effetto
significativo. La cosa è un po’ complessa in quanto le cifre sono
collegate. Il livello di significatività (valore p) è semplicemente
la probabilità che questi risultati si verifichino casualmente. Quasi
sempre i ricercatori fissano il valore p accettabile a p = 0,05. Se quando eseguono
le loro analisi statistiche ottengono un valore p inferiore o uguale a 0,05,
ciò supporta l’ipotesi che il trattamento ha avuto effetto. La
significatività non vi dice che il dato si applicherà a tutti
o che sarà evidente. Assumere l’integratore X può aumentare
la vostra distensione su panca dello 0,5%. Se nella panca usate 136 kg, difficilmente
un incremento di 700 g è considerato significativo dato che nella maggior
parte delle palestre l’incremento sarebbe di 2 kg per arrivare a 138 kg.
Discussione/conclusione
Questa è la sezione di uno studio in cui i ricercatori spiegano le loro
ricerche e le confrontano con gli studi pubblicati precedentemente. Idealmente,
vengono discusse le limitazioni dello studio e come è possibile evitarle
in futuro. Ciò aiuta i lettori a interpretare le informazioni e a evitare
di fare gli stessi errori. Dato che questa sezione dello studio è l’interpretazione
dei risultati da parte dei ricercatori, è necessario leggerla con attenzione.
Gli scienziati possono tranquillamente affermare che un prodotto ha avuto un
effetto in base alla significatività statistica dei loro risultati eppure
il progetto di studio può non aver provato niente dal punto di vista
pratico. Un esempio comune è uno studio su una componente isolata di
una pianta. Presumiamo che gli scienziati dicano che dare 50 mg di vitamina
C alle persone diminuisce la produzione di radicali liberi durante l’attività
fisica. Qualcun altro legge lo studio e pensa di dover cominciare ad assumere
la vitamina C. Ma lo studio non ha preso in considerazione il fatto se la vitamina
C è necessaria oppure no, se una persona mangia già alimenti ricchi
di vitamina C. È probabile che aggiungendo uno o due alimenti otterreste
una protezione uguale o migliore.
Chi
ha finanziato lo studio
Solitamente alla fine dello studio viene ringraziata l’organizzazione
che ha finanziato lo studio. Sappiate che un’azienda paga molti soldi
per condurre una ricerca in un laboratorio. Può succedere che lo studio
scopra che i prodotti di una certa azienda non producono nessun effetto. In
questo caso le vendite dell’azienda precipitano e l’azienda potrebbe
smettere di finanziare il laboratorio. Vogliamo pensare che tutti gli scienziati
siano in grado di resistere a questa pressione e che seguano l’etica professionale,
però non scommetteteci. Probabilmente nel lungo termine la spunterà
il bisogno del laboratorio di trovare dei finanziamenti.
E adesso?
Spero che vi siate fatti un’idea di come leggere e interpretare gli studi
scientifici. Il primo studio è il più difficile a cui dare un
senso. Con il tempo il gergo tecnico diventa incomprensibile e prima che lo
riusciate a capire vi ritrovate con la testa piena di risposte tipo Trivial
Pursuit. Se avete delle domande o dei commenti, non esitate a contattarmi. Sotto
ci sono alcuni link a vari siti web che possono tornare utili.
Riferimenti
Medline - http://igm.nlm.nih.gov/index.html
http://www.ncbi.nlm.nih.gov/PubMed/
International Bibliographic Information on Dietary Supplements - http://odp.od.nih.gov/ods/databases/ibids.html
Patent information - http://www.uspto.gov/
National Center for Complementary and Alternative Medicine - http://nccam.nih.gov/
Sports Detective - http://www.sportquest.com/
High Wire Press for free full text articles - http://highwire.stanford.edu/
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