Articolo pubblicato su Olympian's News numero 55.
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Aggiornamento sulla ricerca

• Ciclizzazione della creatina;
• Gli steroidi e il cuore;
• Bevande sostitutrici di pasto.



dott.
Bryan Haycock - bryan@thinkmuscle.com

La scienza del bodybuilding sta progredendo più velocemente che mai. Sono ormai lontani i giorni dei tentativi empirici per la costruzione muscolare. Il bodybuilder moderno vuole di più del semplice “sentito dire” per adottare una nuova routine di allenamento o un nuovo integratore alimentare. Questa rubrica è stata creata per tenere informati i bodybuilder di oggi sulla ricerca scientifica che potrebbe aiutarli nella loro ricerca della perfezione fisica.


• State ciclizzando la creatina? Scoprite perché dovreste farlo.

Titolo
Integrazione con la creatina nella salute e nella malattia. Effetti in vivo dell’assunzione cronica di creatina: smorzamento dell’espressione degli isomorfi trasportatori della creatina nei muscoli scheletrici.
Ricercatori
Guerrero-Ontiveros ML, Wallimann T.
Istituto di biologia cellulare, Istituto Federale svizzero di Tecnologia, ETH-Honggerberg, Zurigo.
Fonte
Mol Cell Biochem, luglio 1998; n. 184 (1-2), pp. 427-437

Riassunto
Questi ricercatori hanno studiato l’effetto in vivo della creatina alimentare e del 3-GPA (una sostanza analoga alla creatina che è anche un inibitore concorrente dell’entrata della creatina) sull’espressione del trasportatore della creatina (creatina T). Precedentemente, l’alimentazione a lungo termine delle cavie con il 3-GPA aveva mostrato di diminuire i livelli di creatina nei muscoli scheletrici senza influenzare l’espressione del creatina T. In questo studio l’espressione del creatina T è stata esaminata nelle cavie nutrite a lungo con la creatina al 4% o con il GPA al 2,5%. La creatina alimentare somministrata per 3-6 mesi ha abbassato in modo significativo l’espressione dei polipeptidi del creatina T. Le cavie nutrite con l’analogo della creatina, il GPA, non hanno evidenziato praticamente nessun cambiamento (forse addirittura un piccolo incremento) nell’espressione dei polipeptidi del creatina T.

Discussione
La grande diffusione della creatina fra gli atleti e i bodybuilder ha sollevato preoccupazioni sui possibili effetti collaterali negativi. Ovviamente, la gran parte dei bastian contrari vuole controllarne l’accessibilità preoccupandosi ben poco del benessere di quelli che la usano. Questo studio ha risposto a una domanda che girava nella testa di molti, e cioè, “C’è una qualche ragione per ciclizzare la creatina?”. Dallo studio sopraddetto capiamo che la quantità e l’attività del trasportatore della creatina sono influenzate negativamente dall’assunzione della creatina a lungo termine. Il trasportatore della creatina è smorzato dall’esposizione continua alla creatina extracellulare.
Esiste un limite alla creatina che i muscoli scheletrici dell’essere umano possono contenere all’interno delle cellule. Questo limite è pari a circa 150-160 mmol/kg di muscolo a secco. Quando la concentrazione intracellulare di creatina si avvicina a questo livello, la sintesi dei trasportatori della creatina si riduce e alla fine si interrompe a seconda della quantità di creatina assunta nel corso del tempo. Nello studio sopraddetto è stato mostrato che il trasportatore della creatina è regolato dal contenuto di creatina nelle cellule piuttosto che dall’interazione della creatina, o del suo analogo 3-GPA, con il trasportatore.
Tutti i concetti secondo i quali l’assorbimento della creatina è un fattore limitante alla quantità di creatina presente nella cellula sono una bufala. Non è necessario che la creatina sia “micronizzata” o “effervescente” per produrre un aumento della quantità di creatina presente nei muscoli. Il fattore limitante è l’attività del trasportatore della creatina. Il maggiore assorbimento indotto di creatina accelererà lo smorzamento del trasportatore della creatina. Bastano solo 5 g al giorno per 30 giorni per aumentare il contenuto di creatina all’interno del tessuto muscolare quanto lo fanno 30 g al giorno per 6 giorni. Prima raggiungete il limite superiore e prima i muscoli diventano incapaci di assorbire la creatina. È meglio mantenere dei livelli sufficienti di trasportatori della creatina così da non causare un declino rapido del contenuto di creatina una volta interrotta l’integrazione con la creatina. Questo è chiaramente un buon motivo per ciclizzare l’integrazione con la creatina.
Gli autori di questo studio consigliano di non usare la creatina per più di 3 mesi alla volta. Per ciclizzare veramente la creatina è necessario fare almeno 4 settimane di pausa. I livelli di creatina impiegano almeno un mese per tornare ai livelli preintegrazione. Può essere importante fare un mese intero di pausa perché uno dei presunti meccanismi dello smorzamento del trasportatore della creatina si verifica quando i livelli intracellulari (i livelli dentro alla cellula muscolare) aumentano e i trasportatori della creatina vengono disgregati e non sono sostituiti fintanto che i livelli di creatina restano alti. Perciò potrebbe volerci anche un mese affinché i trasportatori ritornino al livello normale dopo l’integrazione cronica con la creatina. Ricordatevi che nessuno ha mai effettivamente mostrato che l’integrazione a lungo termine con la creatina è una cosa negativa.


• Ricercatori troppo frettolosi nell’incolpare gli steroidi per i cambiamenti nel muscolo cardiaco.

Titolo
Negli atleti di forza di élite l’ispessimento della parete del ventricolo sinistro si verifica con o senza l’uso degli steroidi.
Ricercatori
Dickerman RD, Schaller F, McConathy WJ
Dipartimento delle scienze biomediche, Centro per lo studio della salute dell’università del North Texas, Fort Worth, Tex., USA.
Fonte
Cardiology, ottobre 1998; n. 90 (2), pp. 145-148

Riassunto
I ricercatori hanno esaminato usando l’ecocardiografia bidimensionale 4 atleti di élite allenati con l’opposizione di resistenza. Inoltre, hanno esaminato in retrospettiva le dimensioni del ventricolo sinistro di 13 bodybuilder rilevate dai nostri precedenti studi ecocardiografici. Tutti i 4 atleti d’élite allenati con l’opposizione di resistenza avevano uno spessore della parete del ventricolo sinistro superiore ai 13 mm. Uno dei bodybuilder di élite ha il più grande spessore della parete del ventricolo sinistro (16 mm) mai riscontrata in un atleta di potenza. In retrospettiva, il 43% dei bodybuilder natural e il 100% degli utilizzatori di steroidi aveva uno spessore della parete del ventricolo sinistro superiore al valore normale pari a 11 mm. Inoltre, un soggetto natural e 3 utilizzatori di steroidi erano oltre la soglia critica dei 13 mm. Nessuno dei soggetti mostrava una disfunzione diastolica. Contrariamente ai resoconti precedenti, abbiamo dimostrato che uno spessore della parete del ventricolo sinistro >/= 13 mm può essere presente spesso negli atleti di élite che si allenano con opposizione di resistenza e che non usano gli steroidi anabolizzanti.

Discussione
L’ipertrofia del ventricolo sinistro è caratterizzata dall’ispessimento della parete del ventricolo a causa dell’ingrossamento delle fibre cardiache. Normalmente l’ipertrofia del ventricolo sinistro è causata da un aumento cronico della pressione ematica nel sistema. Può anche essere accompagnato da un improvviso o rapido guadagno di peso. L’ispessimento della parete del ventricolo sinistro dovuto al maggiore carico creato dalla maggiore resistenza vascolare può essere in parte considerato un adattamento di protezione. Oltre un certo limite, l’ipertrofia del ventricolo sinistro è un forte indice del rischio di problemi cardiovascolari.
Durante l’allenamento pesante con i pesi, la pressione ematica del sistema aumenta attraverso quella che è definita la manovra valsalva. La manovra valsalva è semplicemente una espirazione forzata, con la bocca e il naso chiusi producendo una “depressione” dell’addome. La pressione aumenta anche a causa dell’occlusione dei vasi sanguigni durante la contrazione dei muscoli. Andrebbe detto che l’ipertrofia del ventricolo sinistro osservata nei bodybuilder e nei powerlifter si chiama “ipertrofia concentrica del ventricolo sinistro” che significa che è il risultato della contrazione contro un forte aumento della pressione nel sistema e non è stata considerata patologica. L’ipertrofia “eccentrica” del ventricolo sinistro è causata dagli incrementi costanti della pressione ematica non dovuta alla manovra valsalva ma invece all’ipertensione continua che costringe il ventricolo a espandersi contro una resistenza. Prima si pensava che l’aumento intermittente della pressione ematica causato dal sollevamento pesi pesante non fosse sufficiente per stimolare l’ipertrofia concentrica del ventricolo sinistro. Tutti i segni di ipertrofia concentrica del ventricolo di sinistra negli atleti di forza o nei bodybuilder erano considerati indici dell’uso degli steroidi anabolizzanti.
Nello studio sopraddetto i ricercatori hanno identificato un’ipertrofia del ventricolo di sinistra di 13 mm od oltre non solo nei bodybuilder che usano gli steroidi anabolizzanti ma anche negli atleti natural. Benché sia stato mostrato che quelli che usavano gli steroidi anabolizzanti mostravano uno spessore del ventricolo significativamente maggiore, almeno un atleta natural era oltre la soglia dei 13 mm.


• Le bevande sostitutrici di pasto sono veramente importanti dopo l’allenamento? Leggete e decidete voi stessi.

Titolo
Risposte ormonali a giorni consecutivi di attività con opposizione di resistenza pesante con o senza integrazione alimentare
Ricercatori
Kraemer WJ, Volek JS, Bush JA, Putukian M, Sebastianelli WJ
Laboratorio per la prestazione umana, Ball State University, Muncie, Indiana 47306, USA.
Fonte
Journal of Applied Physiology, ottobre 1998; n. 85 (4), pp. 1544-55.

Riassunto
Nove uomini allenati con l’opposizione di resistenza hanno assunto o un integratore di proteine e carboidrati (MassFuel della Twin Lab) o un placebo per una settimana in un progetto a incrocio separato da 7 giorni. Negli ultimi 3 giorni di ogni trattamento i soggetti hanno eseguito attività fisica con opposizione di resistenza. L’integratore era assunto (mezza porzione) 2 ore prima e immediatamente dopo (mezza porzione) l’allenamento, e il sangue era prelevato prima e dopo l’attività fisica (0, 15, 30, 45 e 60 minuti dopo l’allenamento). Immediatamente dopo l’attività fisica, il lattato, l’ormone della crescita e il testosterone erano significativamente maggiori (P <= 0,05) sia nel gruppo placebo che nel gruppo integrato. Nei giorni 2 e 3 di integrazione la risposta del lattato era significativamente più bassa. Nel giorno 1 di integrazione le risposte dell’ormone della crescita e della prolattina erano significativamente più alte. Durante l’integrazione, dopo l’attività fisica il testosterone scendeva sotto i valori a riposo. Nel giorno 1 il cortisolo diminuiva immediatamente dopo l’attività fisica; nei giorni 2 e 3 la risposta era inferiore. Durante l’integrazione il glucosio e l’insulina aumentavano in modo significativo nel giro di 30 minuti e nel periodo placebo restavano stabili. Nei giorni 2 e 3 di integrazione il fattore di crescita insulino-simile 1 era più alto. Questi dati indicano che l’integrazione con proteine e carboidrati prima e dopo l’allenamento può modificare le risposte metaboliche e ormonali a giorni consecutivi di attività fisica pesante con opposizione di resistenza.

Discussione
Il motivo dell’esecuzione di questo studio era vedere cosa succedeva dopo giorni consecutivi di allenamento e integrazione con una bevanda di carboidrati e proteine. Quasi tutti gli studi precedenti sugli effetti dell’integrazione dei macronutrienti sono fatti sempre dopo una sola sessione di attività fisica.
I risultati di questo studio non sono sorprendenti. C’è stato un forte aumento del glucosio e dell’insulina postallenamento a causa dei carboidrati e degli amminoacidi ramificati presenti nella bevanda integrativa. Come negli studi precedenti, c’è stato anche un incremento del livello postallenamento dell’ormone della crescita, comunque era superiore al placebo solo dopo il primo allenamento. Dopo il secondo e il terzo allenamento le differenze erano molto piccole. Nel gruppo di integrazione c’era un aumento significativo dei livelli di IGF-1 a riposo e nessuna differenza nei livelli postallenamento in confronto al gruppo placebo. Ciò non è insolito in condizioni di “sovralimentazione”. In questo studio l’integratore aggiungeva 1575-2475 chilocalorie al giorno.
C’era una tendenza alla diminuzione dei livelli di cortisolo sia nel gruppo placebo che in quello di integrazione. Sorprendentemente, i livelli di cortisolo non erano molto diversi dopo l’integrazione postallenamento. L’integrazione non sembrava influenzare la prestazione. Questo non è insolito dopo un protocollo di allenamento così breve (3 giorni). C’è stata una differenza significativa che andrebbe evidenziata e cioè il testosterone ematico era significativamente più basso nel gruppo del MassFuel. Gli autori hanno spiegato questa osservazione dal punto di vista delle percentuali dei macronutrienti. Vedete, durante l’integrazione con il MassFuel la percentuale delle calorie tratte dai grassi scende fino al 14%, in confronto al 24% del periodo placebo. È noto che i livelli più alti di testosterone a riposo sono raggiunti quando i grassi rappresentano circa il 30% delle calorie. In base ai dati che hanno misurato la percentuale del sangue totale e dell’SHBG si può ipotizzare ottimisticamente che i livelli di testosterone libero siano rimasti uguali.
Qual è il messaggio da recepire? Primo, non c’è stata praticamente nessuna differenza nel modo in cui il corpo ha risposto a tre giorni consecutivi di allenamento delle stesse parti corporee. Non è irragionevole allenare una parte corporea per 2 o 3 giorni consecutivi e poi lasciarla riposare per un paio di giorni. Infine, usando un integratore liquido di carboidrati e proteine dopo l’allenamento siete certi che la sintesi proteica inizierà il prima possibile dopo l’attività fisica.

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L'editore di Olympian's News Sandro Ciccarelli

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