| Articolo pubblicato su Olympian's News
numero 52. ©2002 by Think Muscle, all right reserved |
|||
|
|||
|
Progettato dal dott. Bryan Haycock - brian@thinkmuscle.com |
L'allenamento per la massa è l'interesse principale dei bodybuilder.
Dopo tutto, il bodybuilding non è
nient'altro che fare tutto il possibile per far crescere i muscoli.
L'obiettivo è usare le conoscenze che abbiamo a disposizione su come
il tessuto muscolare reagisce al sovraccarico meccanico imposto e ai microtraumi
per pianificare la strategia o routine che meglio stimola un effetto di crescita.
Sappiate che da qui in poi vedrete aree in cui approcci diversi sono ugualmente
validi. Una delle ragioni è la mancanza di ricerche di qualità
che studiano specificatamente l'ipertrofia muscolare nell'essere umano attraverso
l'uso di protocolli di allenamento tipici (o atipici in questo caso) che durano
più di 8-12 settimane. Solitamente la lunghezza di un normale semestre
o quadrimestre impone la lunghezza di un dato studio. Solitamente i soggetti
sono studenti volontari ed è difficile tenerli sotto controllo quando
cambiano il piano di studi o inizia l'estate. Soltanto ricordatevi che per far
crescere un muscolo senza l'aiuto dei farmaci dovete costantemente danneggiare
il muscolo sufficientemente da farlo ingrossare ma non al punto da causare un
infortunio ai tendini.
Metodi di grande interesse per il bodybuilder serio sono le negative, lo stretching
con sovraccarico (contrariamente all'idea popolare, questo metodo non richiede
il consumo di bevande alcoliche prima dello stretching) e i microcicli di carico
concentrato. Analiz-ziamo brevemente questi metodi e i termini usati per descriverli.
"Negative" è un termine del bodybuilding usato per descrivere
la fase eccentrica di un movimento o esercizio. A volte negli studi scientifici
è chiamato "allungamento attivo". Ciò significa allungare
un muscolo per aumentarne la lunghezza mentre si esegue una contrazione volontaria
per resistere all'allungamento. Il risultato di questa azione eccentrica è
un aumento delle microlesioni al tessuto e un incremento della forza eccentrica.
Le negative sono note per causare il famoso indolenzimento muscolare ritardato
(DOMS) che così tanti di noi cercano sadicamente di raggiungere. L'aumento
della forza eccentrica è il risultato degli adattamenti neurologici che
facilitano la coordinazione delle unità motorie durante le contrazioni
eccentriche. In quanto bodybuilder, tutto quello che ci interessa sono i microtraumi.
Dobbiamo creare dei microtraumi per permettere ai fattori di crescita di "fuoriuscire"
nello spazio interstiziale e perciò attivare le cellule satellite. Poi
queste cellule satellite cedono i mionuclei favorendo la produzione di altre
proteine contrattili e strutturali. Di certo non consiglierei le negative se
non ci fossero delle prove che indicano la loro utilità. Durante le contrazioni
eccentriche le fibre tipo II sono stimolate maggiormente rispetto alle fibre
tipo I. Le fibre tipo II sono quelle che maggiormente contribuiscono alla crescita
prodotta dall'allenamento per il bodybuilding. Lo stimolo prodotto dal carico
eccentrico e quello prodotto dal carico concentrico sono simili eccetto che
le proporzioni degli stimoli prodotti dal carico eccentrico sono diverse per
alcuni aspetti molto importanti. Primo, il carico posto sul muscolo durante
un movimento eccentrico non è distribuito su tante fibre quante durante
un movimento concentrico (Ebbeling, 1989). Durante la misurazione dell'attività
EMG, ovvero l'attività elettrica nel muscolo, Ebbeling ha scoperto che,
sia all'intensità massimale che a quella submassimale, durante il lavoro
negativo l'EMG è inferiore. Ciò indica che per produrre grandi
forze vengono reclutate relativamente poche fibre. Perciò, a parità
di carico, le azioni eccentriche producono maggiore tensione per area di sezione
trasversale di muscolo attivo rispetto alle contrazioni concentriche. In altre
parole, abbassare il carico produce più carico per fibra rispetto al
sollevarlo! Aumentare il carico per fibra come visto nelle contrazioni eccentriche
produce un aumento del diametro della fibra, ovvero CRESCITA? Hortobagyi (Hortobagyi,
1996) ha scoperto differenze significative fra i soggetti che eseguono contrazioni
concentriche isocinetiche e quelli che eseguono contrazioni eccentriche isocinetiche.
La forza muscolare, la dimensione delle fibre, e l'attività EMG di superficie
dei quadricipiti sono state confrontate dopo 36 sessioni (12 settimane) di leg
extension isocinetico massimale eccentrico o concentrico. L'allenamento eccentrico
ha aumentato la forza eccentrica 3,5 volte in più (pre/post 46%) di quanto
l'allenamento concentrico ha aumentato la forza concentrica (pre/post 13%).
L'allenamento eccentrico ha aumentato la forza concentrica e l'allenamento concentrico
ha aumentato la forza eccentrica più o meno allo stesso modo (rispettivamente
5 e 10%). L'allenamento eccentrico ha aumentato l'attività EMG durante
la valutazione eccentrica 7 volte di più (pre/post 86%) di quello che
l'allenamento concentrico ha fatto misurare nell'attività EMG della fase
concentrica (pre/post 12%). L'allenamento eccentrico ha aumentato l'attività
EMG misurata durante le prove concentriche e l'allenamento concentrico ha aumentato
l'attività EMG misurata durante le prove eccentriche più o meno
allo stesso modo (rispettivamente 8 e 11%). Le percentuali di fibre muscolari
tipo I non sono cambiate in modo significativo ma le fibre tipo IIa sono aumentate,
e le fibre tipo IIb sono diminuite, in modo significativo in entrambi i gruppi
di allenamento. Le aree delle fibre tipo I non sono cambiate in modo significativo
ma l'area delle fibre tipo II è aumentata circa 10 volte di più
nel gruppo eccentrico rispetto al gruppo concentrico. Questi ricercatori hanno
concluso che gli adattamenti all'allenamento con contrazioni eccentriche massimali
sono specifici alle azioni muscolari eccentriche che sono associate a un maggiore
adattamento neurale e una maggiore ipertrofia muscolare rispetto all'attività
fisica concentrica. È la specificità di questo tipo di attività
fisica che la rende di valore incerto per gli atleti agonisti.
C'è molta controversia circa la quantità ottimale di carico che
dovrebbe essere usata durante il lavoro eccentrico. Invece di chiedersi chi
ha ragione e chi ha torto, ricordatevi che se un movimento è troppo veloce,
diciamo 1 secondo o meno, non parteciperà un numero sufficiente di fibre
per produrre una buona crescita. Se il movimento è troppo lento, si eseguono
dei movimenti quasi isometrici che non producono abbastanza microtraumi. Quindi,
una buona regola generale è eseguire ripetizioni che durano almeno 3
secondi e non più di 5 secondi. Potreste chiedervi, "quanto carico
dovrei usare?". La domanda trova risposta nel tempo che dovreste impiegare
per eseguire la ripetizione eccentrica. Se è troppo pesante non riuscirete
a rallentare sufficientemente il carico verso il basso per rientrare nei 3-5
secondi, se il carico è troppo leggero vi ritroverete ad "abbassarlo"
anche se potreste interromperne la corsa.
I movimenti eccentrici dovrebbero essere eseguiti con l'aiuto di un assistente
ogniqualvolta possibile. Non mi sento di dire che le ripetizioni eccentriche
debbano essere eseguite solo saltuariamente. Non ho visto prova che controindica
l'uso frequente delle negative in routine di "bodybuilding". Gli atleti
agonisti dovrebbero concentrarsi sui movimenti muscolari che maggiormente allenano
quelli usati nello sport. Non ci sono molti sport che richiedono più
contrazioni eccentriche pesanti che contrazioni concentriche specifiche, il
lavoro eccentrico eccessivo sarebbe perciò controindicato.
L'allungamento con sovraccarico e la crescita muscolare non sono stati studiati
negli esseri umani. Una delle ragioni è che nessuno sport richiede questa
"caratteristica". Fidatevi di me. Tutti i modelli animali che usano
l'allungamento con sovraccarico dimostrano che si tratta di uno stimolo potente
per l'ipertrofia muscolare. Molti di voi che conoscono questo modello animale
di ipertrofia muscolare possono protestare e dire che il modo in cui si allenano
i bodybuilder è completamente diverso dai protocolli usati in questi
esperimenti per indurre l'ipertrofia muscolare. Sono d'accordo in quanto sarebbe
molto improbabile che una commissione di esame permetta l'uso di questo metodo
sugli esseri umani, ciò nonostante, c'è uno studio che avanza
la probabilità che lo stretching anche limitato potrebbe essere uno stimolo
potente per la crescita muscolare. Ecco un estratto da uno di questi studi a
sostegno dello stretching nell'allenamento per l'essere umano.
1) Sono stati studiati gli stimoli di allungamento passivo di durata dai 30 minuti alle 8 ore al giorno sulle fibre a contrazione lenta del grande dorsale (ALD) del pollame per un periodo di 5 settimane.
2) In tutte le sessioni giornaliere di applicazione dello stimolo di allungamento è stato osservato un aumento significativo della massa dell'ALD. Gli allungamenti di appena 30 minuti al giorno hanno prodotto un aumento della massa pari a quasi il 50% dell'aumento che si è verificato con l'allungamento per 8 ore.
3) Dato che l'allungamento è l'equivalente del sovraccarico dinamico per quanto riguarda l'aumento della massa muscolare, si conclude che i periodi di stimolazione con allungamento di appena 30 minuti al giorno possono essere efficaci quanto i periodi più lunghi quando l'ipertrofia è il risultato desiderato, come in seguito a una frattura o per la costruzione muscolare così da aumentare la prestazione atletica.
4)
Può essere infatti che gli stimoli giornalieri di maggiore durata siano
deleteri per il muscolo in quanto la capacità funzionale può essere
compromessa (Comp Biochem Physiol Comp Physiol, Dicembre 1993; 106 (4) pp. 755-758).
Questi ricercatori hanno detto quello che io ho sempre pensato. È molto
interessante che il 50% dell'ipertrofia prodotta con 8 ore di allungamento al
giorno fosse già presente con soli 30 minuti al giorno. Ovviamente, non
ho paura di sbagliarmi perché è molto probabile che riesca a produrre
un po' di crescita. Nel metodo di allenamento che presenterò fra breve,
incoraggio lo stretching con sovraccarico applicato prima di riporre il carico.
Allungare i muscoli "affaticati" aiuta a eliminare lo spasmo indotto
dalla contrazione e inoltre produce uno stimolo da sovraccarico molto efficace.
Cambiamo argomento per un attimo e parliamo della forza. Per illustrare il modo
più efficiente per aumentare la forza sono stati eseguiti molti studi
sulla variazione dei regimi di serie, ripetizioni, carichi, periodi di riposo
e velocità di movimento. Per far sì che vi facciate un'idea propria
su quali sono i metodi di allenamento migliori, fornirò una panoramica
di queste ricerche. Credetemi quando vi dico che c'è ancora spazio per
l'interpretazione anche dopo anni di sperimentazione. Benché esistano
molti modi per allenare un muscolo, come quello isometrico o quello isocinetico,
ci concentreremo sulla ricerca che studia l'allenamento isotonico. Isotonico
significa "uguale tensione". È il tipo di allenamento svolto
con i pesi liberi. Benché il normale allenamento con i pesi liberi non
sia perfettamente isotonico a causa delle variazioni nella posizione dell'articolazione
e nella leva, è l'etichetta comunemente accettata per questo tipo di
allenamento.
Di grande importanza nella determinazione del modo più efficiente per
allenarsi in modo isotonico è la valutazione della resistenza o "carico"
applicato al muscolo. Una ripetizione massimale (1RM) è la quantità
di carico sollevabile una volta. Spesso l'1RM è usata per standardizzare
il carico. Il carico sarà indicato come una percentuale dell'1RM.
Già nel 1940 MacFadden (MacFadden, 1940) dava consigli sul carico. Diceva
che il carico non doveva superare il 90% dell'1RM. In seguito DeLorme (DeLorme
1945, DeLorme 1946) consigliava che il carico venisse aumentato progressivamente
dal 50% al 100% del 10RM individuale nell'arco di 3 serie. Per esempio, la prima
serie inizia con il 50% dell'1RM per 10 ripetizioni, nella seconda serie il
carico è aumentato al 75% dell'1RM per 10 ripetizioni, nella serie finale,
considerata la "serie di allenamento", il carico è pari al
100% del 10RM. Da allora questa routine di tre serie è stata usata come
standard per confrontare l'efficacia di molti schemi diversi di carico.
Nel 1951, Zinovieff, della Oxford University, ha proposto un approccio diverso.
Ha detto che il carico andrebbe ridotto quando la fatica comincia a limitare
la prestazione in un allenamento. Il metodo Zinovieff, od "Oxford",
prevede l'uso di un carico iniziale pari al 10RM dell'individuo, nelle serie
successive il carico è ridotto progressivamente ma solo quanto necessario
per permettere il completamento di ogni serie successiva. Subito dopo la presentazione
del metodo Oxford, McMorris ed Elkins (McMorris & Elkins, 1954) lo confrontarono
con il metodo DeLorme. Scoprirono che probabilmente la tecnica Oxford era migliore
ma la differenza era così minima che si trattennero dal fare affermazioni
assolute.
Nel 1961 (Barney & Bangerter, 1961) vennero confrontati al metodo DeLorme
due regimi diversi di serie e ripetizioni. Il primo regime prevedeva 3 serie
di 10 ripetizioni usando lo stesso carico 10RM in ogni serie. Il secondo regime
prevedeva 3 serie con aumento del carico dal 10RM nella prima serie all'1RM
nell'ultima serie (MacQueen, 1954). Gli autori hanno concluso che tutti e tre
i regimi aumentavano la forza misurata con la prova dell'1RM (2,41% per il 3
x 10RM con carico costante, 2,19% per le 3 serie con incremento del carico e
2,31% per il protocollo DeLorme 3 x 10 con ripetizioni costanti e incremento
del carico) ma anche in questo caso non c'erano differenze significative fra
i guadagni fatti con ogni protocollo.
Berger (Berger, 1965) ha valutato gli aumenti di forza nello "squat"
confrontando carichi diversi nel protocollo una ripetizione per una serie. Ha
confrontato il 66%, l'80%, il 90% e il 100% del carico 1RM. Ha eseguito anche
una prova 1RM ogni settimana. Ha concluso che gli incrementi di forza si verificheranno
allenandosi con carichi superiori ai 2/3 del massimale a patto che ogni settimana
venga eseguita una 1RM. Dunque, quali conclusioni reali sul carico e la forza
è possibile trarre da uno studio del genere che alla fine commenta, "a
patto che ogni settimana venga eseguita una prova del massimale"? Vuol
dire che i protocolli non avrebbero funzionato senza l'esecuzione tutte le settimane
di una 1RM?
Nonostante le dubbie conclusioni di questo studio, Berger (Berger, 1962, 1963)
ha condotto uno studio precedente che studiava il numero ottimale di serie e
ripetizioni per sviluppare la forza massima. In questo studio Berger ha confrontato
nove combinazioni diverse usando la distensione su panca. Si affermava che 3
serie di 6 ripetizioni usando un carico pari al 6RM producevano gli incrementi
maggiori di forza. Questa scoperta concordava con studi precedenti eseguiti
da Keipen (Keipen, 1956) che mostravano la superiorità di 3 serie di
5 ripetizioni con un carico pari al 5RM.
Siff e Verkoshansky (Siff & Verkoshansky, 1996) hanno tratto le seguenti
conclusioni:
1) L'allenamento con carichi submassimali (75% o più dell'1RM) due volte alla settimana e con carichi massimali una volta alla settimana è efficace quanto l'allenamento con carichi massimali tre volte alla settimana per quanto riguarda lo sviluppo della forza.
2) L'aumento di forza prodotto dall'allenamento con il 75% del massimale due volte alla settimana e con il 95-100% del massimale nel terzo allenamento è dovuto principalmente all'allenamento con il 95-100% dell'1RM nel terzo allenamento.
3) Per ottenere l'aumento ottimale della forza con tre allenamenti alla settimana, il carico per serie dovrebbe attestarsi fra il 3RM e il 10RM.
4) L'allenamento una volta alla settimana con l'1RM per una serie aumenterà la forza in modo significativo fino a 6 settimane.
5) L'allenamento due volte alla settimana usando il 10RM è efficace quanto l'allenamento 3 volte alla settimana con il 10RM.
6) Se in una serie usate il 10RM, le serie aggiuntive con meno del 10RM non hanno nessun valore per quanto riguarda lo sviluppo della forza.
Queste osservazioni sono state fatte prendendo in considerazione le ricerche svolte su soggetti "non allenati". Questo significa che al momento non seguivano un programma di attività fisica né avevano avuto lunghe esperienze di allenamento. Io, per esempio, allenandomi da oltre 20 anni, non posso aspettarmi che queste indicazioni funzionino per me efficacemente quanto hanno fatto con i soggetti di questi studi. Comunque, c'è un'altra ricerca che si concentra sugli atleti esperti. In questa ricerca compare il termine "periodizzazione". Dato che la maggior parte di quelli che leggono questo articolo sono più interessati allo sviluppo del fisico che al sollevamento pesi agonistico, ci concentreremo solo sugli aspetti della periodizzazione che possono dare beneficio al bodybuilder moderno.
Strategie di periodizzazione
per raggiungere gli obiettivi nell'allenamento.
Questa sezione dell'articolo parlerà solo brevemente della periodizzazione.
Approfondire maggiormente le tante varianti della teoria della periodizzazione
va oltre lo scopo di questo articolo. Potrete comunque usare le informazioni
che daremo per programmare meglio l'allenamento e continuare a progredire. Per
una trattazione più approfondita della periodizzazione si consiglia di
leggere "Super Training: Special Strength Training for Sporting Excellence"
di Siff & Verkhoshansky, "Special Strength Training" di Verkhoshansky,
"Fundamentals of Sport Training", di Matveyev e "Science and
Practice of Strength Training" di Zatsiorski.
Probabilmente il principio più influente nell'allenamento moderno è
il "sovraccarico progressivo". Forse vi ricordate la storia di Milo,
il leggendario eroe greco che fin da giovane sollevava un vitello. Milo continuò
a sollevare il tranquillo animale che cresceva insieme a lui. Con il passare
del tempo, Milo sollevava progressivamente sempre più carico a causa
della lenta ma costante crescita del suo bovino compagno di allenamento. Questa
è la spiegazione di come Milo divenne forte. Oggi si presume che venga
utilizzato lo stesso principio e la maggior parte, se non tutti, dei sollevatori
di pesi seri si allena secondo questa teoria del "sovraccarico progressivo".
Quindi, dobbiamo credere che se Milo avesse continuato a sollevare il suo amico
bovino nel corso di tutta la vita adulta dell'animale si sarebbe allenato usando
migliaia di chilogrammi? Interpretando alla lettera il principio del sovraccarico
progressivo la risposta è "sì"! È veramente questo
quello che succede? No. Alla fine si verifica una diminuzione dei guadagni di
forza. La curva di incremento è ripida all'inizio ma poi si smorza lentamente
fino a che diventa praticamente orizzontale. È a causa di questo stallo
della curva di crescita che la stessa persona non può superare continuamente
gli stessi record del mondo. Questo nel regno dei sollevatori di pesi e atleti
esperti. È stata questa curva la "necessità" che ha
prodotto l'invenzione della "periodizzazione".
Prima di tutto un po' di terminologia. Il termine periodizzazione si riferisce
alla natura altalenante dell'allenamento per la forza di alto livello. È
altalenante perché le capacità di recupero del corpo non sono
costanti e possono aumentare o diminuire in base a molti fattori ambientali
e psicologici. La periodizzazione è quindi intesa avvantaggiarsi della
capacità mutevole del corpo di rispondere allo stress dell'allenamento.
Anche senza una pianificazione accurata, forse avete notato per esperienza diretta
che ci sono stati momenti in cui siete inaspettatamente cresciuti velocemente
oppure avete sperimentato improvvisi incrementi della forza. Questo perché,
attraverso successi ed errori, avete raggiunto un punto in cui avevate lo stimolo
giusto al momento giusto. È come il surf. Se si è troppo veloci
o troppo lenti si perde la cresta dell'onda e l'avanzamento è ostacolato.
Prendete l'onda al momento giusto e verrete proiettati in avanti guadagnando
velocità e avanzando fino a che l'onda perde lentamente la sua energia
verso il fondo del mare.
L'allenamento periodizzato è suddiviso in "cicli". Un ciclo
è semplicemente un periodo di tempo in cui caratteristiche specifiche
dell'allenamento sono tenute e mantenute sotto controllo per produrre il risultato
desiderato. Ci sono i macrocicli, i mesocicli e i microcicli. I macrocicli,
che solitamente durano 5-12 mesi, sono i più lunghi e sono composti da
più mesocicli che solitamente durano 4-6 settimane. I mesocicli a loro
volta sono composti da più microcicli di 5-10 giorni. Non voglio dilungarmi
molto su queste cose perché sono certo che la maggior parte di voi conosce
già piuttosto bene questa terminologia.
Negli ambienti sportivi sono usate molte strategie di periodizzazione diverse.
La forma più comune usata nell'emisfero occidentale è stata resa
popolare dal Matveyev (Matveyev, 1964). Prevede la diminuzione del volume di
allenamento e il contemporaneo aumento dell'intensità nel corso della
stagione di allenamento. L'obiettivo di questo tipo di periodizzazione è
allenare l'atleta all'intensità massima appena prima della competizione.
Il trucco è evitare di superallenare l'atleta durante l'incremento dell'intensità.
Ecco alcune delle varianti più comuni della periodizzazione dell'allenamento.
1) Variazioni dolci del carico nel corso di fasi definite. Come detto precedentemente, questa è la strategia più comunemente usata nell'occidente. La ricerca ha mostrato che non è ottimale allenare un atleta con il 100% del carico raggiunto durante il periodo di allenamento preparatorio, meglio restare del 10-15% al di sotto di ciò. Quindi, appena prima del periodo di massima competizione l'atleta dovrebbe cominciare a ridurre il carico di allenamento.
2) Variazioni consistenti e improvvise dei carichi di intensità diversa (leggero, medio, pesante) nel corso di microcicli e mesocicli. Durante sia l'allenamento giorno per giorno che durante i cicli mensili, il carico di allenamento viene variato improvvisamente da leggero a pesante, da pesante a leggero, oppure con un'altra sequenza. Questo tipo di allenamento si è dimostrato efficace nelle situazioni sia pratiche che di ricerca (Vorobyev, 1978).
3) Distribuzione uniforme del carico e degli aspetti tecnici dell'allenamento. Questa tecnica è stata usata con successo dalla squadra di atletica leggera sovietica del 1980. È stato mostrato che l'allenamento tecnico intenso seguito dall'allenamento per la forza di grande volume nel corso della fase preparatoria finale e della fase agonistica è stato efficace per lo sviluppo di capacità che in seguito sono servite per eseguire con precisione gesti di forza associati con la prestazione atletica.
4) Carico concentrato a onda. Si riferisce a fasi di carico intense della durata di 5-10 settimane alla volta. Se durante ogni fase di carico concentrato sono usate delle enfasi specifiche, è possibile svolgerle in successione con un susseguente accumulo nel corso del tempo degli effetti dell'allenamento. Questo metodo è per gli atleti di alto livello e deve essere utilizzato in modo intelligente per evitare il superallenamento durante una delle fasi.
Nel corso della pianificazione dell'allenamento, per ottenere i risultati migliori dovrebbero essere seguite alcune indicazioni universali. Resta comunque molto spazio per la varietà all'interno di queste indicazioni. Siff e Verkhoshansky danno queste semplici regole da seguire:
|
L'allenamento
aerobico (4-6 settimane) può essere usato L'allenamento
aerobico (4-6 settimane) può essere usato L'allenamento
glicolitico (4-6 settimane) può essere usato L'allenamento
continuato non dovrebbe andare oltre 5 mesi, |
"Aerobico" si riferisce a un allenamento di grande volume e intensità
molto bassa come correre o pedalare. Glicolitico si riferisce a un allenamento
di intensità e volume moderati come quello usato dai bodybuilder. Un
esempio di allenamento glicolitico sarebbe l'allenamento con un 8-10RM per 2-3
serie per esercizio con periodi di riposo relativamente brevi (cioè 1-2
minuti). L'allenamento per la potenza si riferisce all'uso di un 1-5RM per 1-5
serie per esercizio con lunghi periodi di riposo.
Queste indicazioni si basano su osservazioni che mostrano che gli effetti della
metodologia di allenamento precedente restano durante tutto il periodo di allenamento
successivo solo quando eseguito in sequenze specifiche. Per esempio, un bodybuilder
che vuole aumentare la produzione di potenza dovrebbe prima allenarsi per la
potenza per circa 4-6 settimane. Dopo questo mesociclo di allenamento può
allenarsi per l'ipertrofia senza perdere tutta la potenza per la quale ha lavorato
così duramente durante il ciclo precedente. Se inverte l'ordine in cui
applica ogni metodo di allenamento, gli adattamenti sistemici non si complementano
uno con l'altro e il livello sia dell'ipertrofia che della potenza guadagnate
è inferiore. L'ultima indicazione si riferisce al superallenamento e
alla capacità del corpo di adattarsi in modo positivo agli oneri dell'allenamento.
Continua nel prossimo numero.
|
|
|
|
|
| © Olympian's news 1989 - 2010 all right
reserved. Nessuna parte di questa pubblicazione potrà essere riprodotta senza l'autorizzazione scritta dell'editore. |