Articolo pubblicato su Olympian's News numero 47.
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"Bodybuilding natural":
una contraddizione moderna?
(parte 2 di 3)

di Rick Collins e Krista Scott-Dixon - RickCollinsEsq@worldnet.att.net

Cos'è "natural"?
La parola natural deriva dalla parola latina "naturalis", che significa "per nascita". In altre parole, indica lo stato o la condizione che la natura ha inteso originariamente, al momento della nascita (cosa interessante, oggi ci riferiamo alla nascita di un bambino senza assistenza tecnologica o farmaceutica con la ridondanza linguistica "bambino nato naturalmente"). In questo senso, nessuno di noi può mai essere in uno stato naturale. Nel momento in cui veniamo alimentati, vestiti e spinti a usare il linguaggio, restiamo implicati nella "cultura".

      Da un punto di vista antropologico, oggi la parola "naturale" richiama immagini nostalgiche di una condizione umana bucolica e precivilizzata nella quale le persone vivevano secondo i capricci dell'istinto invece che in base ai dettami rigidi del pensiero razionale. Viene in mente l'immagine del "bel selvaggio", primitivo e non corrotto dalla cultura. Pensiamo a Tarzan delle scimmie, ai guerrieri nativi americani o a Conan il barbaro. "Natura", in questo contesto, è concepita come parte di un binario (combinazione di due parti opposte che si escludono a vicenda) con "cultura". Ma è necessario dire che storicamente, "naturale" ha assunto connotazioni positive o negative a seconda delle idee filosofiche esistenti. Per esempio, il famoso studio dell'antropologo Levi-Strauss su "il crudo" (natura) e "il cotto" (cultura) posizionava saldamente la natura e la cultura in un'opposizione binaria. Quando la cultura sopprime la natura, la cosiddetta civilizzazione (un'altra nozione carica di significati) sopprime i desideri più bassi dell'essere umano. Perciò "natura" significa tutto ciò che è caotico, senza forma e senza controllo. Nel contesto della prima parte del 20° secolo, venne data preferenza alla cultura che fu considerata un attributo positivo.

      Molte persone hanno detto che la cultura e la civilizzazione esistono proprio per contenere gli impulsi naturali possibilmente incontrollabili degli esseri umani e che con il progredire della cultura, le istituzioni culturali e sociali diventano sempre più efficaci nel regolare il corpo e l'intelletto delle persone. Per esempio, Michel Foucault ha detto in Discliplina e Punizione che il sistema della giustizia criminale si è evoluto come un modo per produrre cittadini docili che rispondono ai sistemi regimentati di disciplina, sia all'interno delle istituzioni penali che come lavoratori nella rivoluzione industriale. Altri hanno detto che il modo in cui "cultura" e "natura" sono interpretate in relazione l'una con l'altra ha favorito particolari ideologie politiche come l'espansionismo e il colonialismo europeo. Il dilagare della civilizzazione occidentale è stato fondato sulla conquista o l'annientamento delle società più primitive. L'idea natura-cultura è stata usata anche per negare alle donne un ruolo negli affari politici ed economici; la sfera pubblica, commerciale e politica dominata dal maschio è stata paragonata a una giungla in cui la natura, violenta, minacciava di danneggiare la sensibilità delicata del "gentil sesso" più educato che doveva indirizzare le proprie attenzioni alla civilizzazione dei bambini e dei mariti. Perciò la distinzione fra cos'è naturale e cos'è culturale viene discussa da molto tempo e viene da molto implicata, in modo diverso, in molte usanze e ideologie sociali.

      Recentemente la nozione di "naturale" è stata tirata in ballo in molti modi e a differenza del modello di Levi-Strauss le è stato assegnato uno status positivo. La sociobiologia e la psicologia evolutiva, emerse per la prima volta negli anni '70 e criticate pesantemente, stanno godendo di un risorto interesse popolare per le loro teorie che usano il comportamento animale e la genetica per spiegare il comportamento umano. I movimenti new age spingono alla riconquista del proprio "elemento naturale" e della propria "magia naturale". Per esempio, quando "naturale" è usato per descrivere un paesaggio, indica che la bellezza del paesaggio non è inquinata dall'uomo. Quando è usato per descrivere il cibo, indica che il prodotto è intero e puro, privo di sostanze chimiche e additivi. Recentemente i fautori dell'alimentazione sana hanno esposto le teorie "mangia come un cavernicolo" in libri come NeanderThin e molte altre pubblicazioni di "diete paleolitiche" (la mia preferita è Starch Madness che sembra scritta con lo stesso tono miope da tecnologia andata fuori controllo dei film di serie B degli anni '50), oltre all'integrazione con fitonutrienti e nutraceutici, indicati come cure preventive e "naturali" per i rigori del mondo moderno. Sempre di più, il mondo civilizzato tecnologico una volta considerato la salvezza del genere umano (vi ricordate di tutte le fantasie sulle macchine volanti?) è considerato una fonte di stress, malattie e infelicità (guardate, per esempio, il manifesto di Unabomber). In questo contesto "naturale" forma un binario con "artificiale", "falso" o "tecnologico". Implicita in questo paradigma molto positivo è l'assenza di cambiamenti o progressi creati dall'uomo, considerati negativi.

      Quando parliamo dell'idea di "naturale" applicata al corpo umano, tendiamo a intendere l'assenza di alterazioni artificiali o sintetiche. Come esempio estremo, una donna con una protesi al seno non è considerata avere un petto naturale (anche se spesso le bodybuilder sono considerate "innaturali" se non si mettono delle protesi, anche se evidenti). Comunque, sono considerate "innaturali" anche le pratiche che vanno contro le norme culturali. Un esempio è la scarificazione per scopi estetici; una cicatrice è una formazione fisiologica molto naturale ma quando eseguita nella cultura occidentale per scopi estetici è considerata anormale. Quindi, quello che è "naturale" non esiste in modo indipendente dalla cultura ma dipende invece da essa per la sua definizione. Oggigiorno, spesso "naturale" è sinonimo di "normale", quindi dobbiamo essere cauti a proposito di quali norme sociali stiamo avanzando quando esponiamo l'ideale di naturalezza.

      Ma i principi alla base del binario non sono così semplici. Un'area fertile per lo studio si può trovare sugli scaffali del nostro negozio di integratori.

      Tanto per cominciare, l'idea che i cosiddetti alimenti "naturali" siano privi di sostanze chimiche è assolutamente falsa. Tutti gli alimenti, compresi gli "alimenti sani" sono composti interamente da sostanze chimiche, spesso da molte sostanze diverse. Lo stesso vale per il corpo umano! Inoltre, il solo fatto che un alimento non contenga additivi artificiali non lo rende necessariamente salubre per noi. Molte sostanze alimentari "naturali", come gli oli di palma e di noce di cocco e anche il buon vecchio zucchero, sono stati collegati a pericoli per la salute.

     Come si può vedere, il concetto di "naturale" è piuttosto complesso e diventa ancora più dubbio quando messo in relazione con il concetto di "bodybuilding".

 

Nel prossimo numero: Parte III, Naturale e bodybuilding, concetti in conflitto.

 

Bibliografia
Foucault, Michel.  Discipline and Punish: The Birth of the Prison (trans. Alan Sheridan). New York: Vintage, 1979. 
Levi-Strauss, "The Culinary Triangle".  In Counihan, Carole and Pennyvan Esterik, eds.   Food and Culture: A Reader.  New York: Routledge, 1997.

Notizie sugli autori

Il dott. Rick Collins è un avvocato difensore penale, partner della società Collins, McDonald & Gann (http://www.cmgesq.com) ed ex bodybuilder agonista e allenatore personale diplomato. Ha scritto molte cose sugli argomenti riguardanti il bodybuilding e gli steroidi anabolizzanti, ha rappresentato o consigliato molti atleti sospettati o accusati di crimini in questo settore e ha aperto un sito Web educativo al http://wwwsteroidlaw.com.

La laureata in lettere Krista Scott-Dixon, è una candidata al dottorato alla York University di Toronto. Gestisce un sito Web dedicato all’allenamento con i pesi per le donne al http://www.stumptuous.com/weights.html e ha scritto dei pezzi sul sesso e l’allenamento per Mesomorphosis (http://www.mesomorphosis.com). Quando non sgobba sulle sue dissertazioni legge le etichette nei negozi di integratori o chiede la carità agli atleti della sua palestra.

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L'editore di Olympian's News Sandro Ciccarelli

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