Articolo pubblicato su Olympian's News numero 47.
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ATTIVITA' FISICA
per la salute mentale

di Kelly O'Brien - kelly@thinkmuscle.com

Gli effetti dell'attività fisica sul benessere fisico, in particolare sui disturbi cardiaci, sono ben conosciuti sia dai medici che dalle persone comuni. Benché studiati dai primi anni '80, gli effetti positivi che l'attività fisica ha sul benessere mentale, come l'ansia e la depressione, stanno arrivando solo adesso all'attenzione degli esperti della salute mentale.

Mentre studiavo per la realizzazione di questo articolo, ho trovato un caso di un uomo depresso che aveva dei disturbi cardiaci e l'ho considerato un esempio appropriato per cominciare questo pezzo. Kenneth Cooper (esperto di esercizi aerobici) ha riportato un caso da lui incontrato (Seasonal Affect Disorder):

      "Era così avvilito che voleva morire. Dato che il suo cuore era debole, pensava che il modo migliore per suicidarsi senza mettere in imbarazzo la famiglia era correre intorno all'isolato più forte che poteva fino a uccidersi. Dopo molti tentativi inutili di creare in questo modo un attacco di cuore mortale, scoprì con sua sorpresa di cominciare a sentirsi meglio e alla fine scelse di vivere invece di morire"1.

      Una scoperta costante delle prime ricerche che hanno esaminato gli effetti dell'allenamento con i pesi e di quello aerobico era che chi si allenava con regolarità era meno depresso, arrabbiato e confuso ed era meno ansioso di chi non svolgeva attività fisica2,3,4. Più di recente, Hassmen e altri6 hanno esaminato le abitudini fisiche e il benessere mentale di 3.403 adulti finlandesi. Gran parte della popolazione finlandese soffre di un disturbo depressivo conosciuto come SAD (Seasonal Affect Disorder) ovvero 'disturbo stagionale' dovuto alle poche ore di luce del sole durante i mesi invernali. Hassmen ha scoperto che le persone che svolgevano attività fisica 2-3 volte alla settimana erano molto meno depresse, stressate, arrabbiate e ciniche rispetto a quelle che non facevano attività fisica.

      Quali sono i meccanismi attraverso i quali l'attività fisica svolge questo effetto positivo sul benessere mentale? I ricercatori hanno ipotizzato tre meccanismi principali5.

 

Meccanismi biochimici
Probabilmente l'esempio più conosciuto di contributo biochimico proviene sotto forma di una sensazione di euforia susseguente l'attività fisica prolungata e intensa. Conosciuti come "picchi dei corridori", gli incrementi di beta-endorfine ematiche sono considerati alla base di questo stato mentale, benché non sia ancora chiaro se favoriscono il benessere mentale nel lungo termine. Alcune ricerche più promettenti indicano come meccanismi per migliorare l'umore la noradrenalina e la serotonina (5-HT); entrambe sono elevate dopo l'attività fisica intensa. Dato che anche molti farmaci antidepressivi funzionano aumentando i livelli di questi neurotrasmettitori nel cervello, sembra ragionevole dedurre che è questo il meccanismo attraverso il quale agisce l'attività fisica.

Meccanismi fisiologici
Molte delle sensazioni di stress, ansia e depressione che sperimentiamo provengono dalla percezione di come il corpo si sente in un certo punto. Per esempio, se percepiamo la tensione muscolare nel collo come stress, allora è stress, e possiamo reagire sotto forma di risposte allo stress. L'aumento del ritmo cardiaco e respiratorio può essere percepito come ansia, il che ci rende veramente ansiosi. Dato che l'attività fisica si traduce in pressione ematica più bassa, ritmo cardiaco più lento e respirazione più facile, potremmo dire che la cosa influenza la nostra percezione della depressione e dell'ansia. Purtroppo, gli studi rilevano solo una debole relazione fra il benessere fisico e la riduzione della depressione e dell'ansia. Comunque, ciò non cancella il maggiore afflusso di sangue al cervello e il maggiore rilassamento muscolare che accompagna il benessere.re fisico.

Nella società materialista di oggi
"l'aspetto fisico" sembra essere una
della maggiori ossessioni.

Meccanismi psicosociali
In questo ambito le ipotesi sono molte e probabilmente sono quelle comprese più facilmente. L'idea che l'attività fisica regolare e il benessere fisico possano migliorare la percezione della nostra autostima e della nostra autoconsiderazione non è nuova e probabilmente per molti di noi rappresenta uno stimolo per svolgere attività fisica, depressi o no. Nella società materialista di oggi "l'aspetto fisico" sembra essere una delle ossessioni maggiori. Ci influenza fino al punto che tutti i nostri gesti ne sono condizionati. I modelli alimentari, l'abbigliamento, l'attività fisica e anche il modo in cui camminiamo o stiamo fermi sono in qualche modo collegati al nostro desiderio di avere un buon aspetto fisico. Non è sorprendente scoprire che l'aspetto fisico e l'autostima sono associati l'uno con l'altra più strettamente di qualsiasi altra dimensione personale5. Molti effetti dell'attività fisica, come perdere grasso e migliorare la forma e la definizione muscolare, offrono un modo per migliorare l'aspetto fisico e quindi l'autostima. Dovrebbe essere notato che l'autostima positiva è legata al benessere mentale.

      Cambiare l'aspetto fisico attraverso l'attività fisica può anche contribuire a migliorare l'autostima attraverso il senso di controllo che guadagniamo quando apportiamo dei cambiamenti nel corpo. Un altro fattore che può contribuire è l'interazione sociale che accompagna le attività che coinvolgono l'attività fisica. Comunque, questo vorrebbe dire che giocare a scacchi potrebbe essere altrettanto efficace se si trattasse di un semplice atto di interazione sociale.

      La causa alla base del miglioramento dell'umore è difficilmente il risultato di un singolo fattore, è piuttosto un insieme complesso di fattori che si alimentano l'uno con l'altro per produrre dei risultati positivi. Forse non è necessario, o nemmeno possibile, distinguere i fattori specifici di base che contribuiscono al benessere mentale di una persona. "Ognuno è fatto a modo suo".

      Quello che dovrebbe cambiare è la generale riluttanza degli esperti di salute mentale a prescrivere l'attività fisica come parte dei programmi di cura. Dato che nella cura della depressione e dell'ansia l'attività fisica è efficace quanto gli interventi psicoterapeutici5, sembra illogico non inserirla nella cura, visti i suoi ampi effetti positivi, come il rilascio di neurotrasmettitori, il miglioramento dell'aspetto fisico ecc.

      Perché l'attività fisica non è usata come cura da parte degli psicologi e degli psichiatri? Le ragioni sono molte. La prima è dovuta a una mancanza genuina di conoscenza della ricerca sull'attività fisica e una certa parzialità nei confronti delle cure classiche. La seconda ha a che fare con l'idea che l'attività fisica non può essere affiancata ai metodi di cura tradizionali. L'ultima ragione è probabilmente dovuta semplicemente all'idea che l'attività fisica non può essere efficace quanto le altre tecniche che abbiamo impiegato anni a imparare. Quest'ultima ragione è in contrasto con la ricerca attuale e può essere giustificata solo dichiarando l'ignoranza completa di questa ricerca. Quindi spargete la parola perché la ricerca sta dimostrando il detto "mente sana in corpo sano".  

Bibliografia
Hays, K.F. (1999) Working it out: using exercise in psychotherapy. APA.
Gondola, J., & Tuckman, B. (1982). Psychological mood states in average marathon runners. Perceptual and Motor Skills, 55, 1295-1300.
Dyer, J.B., & Crouch, J. G. (1987). Effects of running on mood: A time series study. Perceptual and Motor Skills, 64, 783-789.
Wilson, V., Morley, N., & Bird, E. (1980). Mood profiles of marathon runners, joggers, and nonexercisers. Perceptual and Motor Skills, 50,117-118.
Fox, K.R. (1999). The influence of physical activity on mentalwellbeing. Public Health Nutrition, 2(3a), 411-418.
Hassmen, P., Koivula, N., & Uutela, A. (2000). Physical exercise and psychological wellbeing: A population study in Finland. Preventive Medicine: An international journal devoted to practice and theory. 30(1),17-25.

Notizie sull'autore

Kelly O'Brien è una laureanda in psicologia all'università di Otago, in Nuova Zelanda. Kelly conosce in modo approfondito molte aree della psicologia, comprese la psicofarmacologia, la neuropsicologia, la psicologia clinica e sociale. A Kelly piace scrivere degli effetti dell'attività fisica e del bodybuilding sulle cause e la diminuzione della depressione, dell'uso delle figure retoriche come strumento per migliorare la prestazione massima, dei sintomi psicologici del superallenamento e dei cambiamenti nell'autostima e nell'autoconsiderazione dopo un programma di attività fisica o di allenamento con i pesi a lungo termine. Kelly è anche un atleta di successo con 10 anni di esperienza nel bodybuilding, la pallavolo, il rugby e il cricket.

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L'editore di Olympian's News Sandro Ciccarelli

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