Articolo pubblicato su: Olympian's news - Settore: Allenamento
Inserito il: 29/07/2006 - Visto: 5632 - Gradimento:
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Il metodo infinito modificato

di Roberto Del Gaudio

Mi è sembrato interessante come metodo per costruire muscoli, tanto che ho deciso di creare un’opzione valida a quella già esistente nel BIIO. Cos’è il Metodo Infinito per le cosce? È un’alternanza di moduli di ripetizioni che vengono cambiati da un microciclo all’altro. Nel BIIO si è riusciti a trovare un modo per evitare lo stallo della forza, nelle cosce, ed allo stesso tempo evitare il microciclo di scarico, per questo gruppo muscolare. Praticamente, quando gli atleti dimenticavano di scaricare, riuscivano egualmente ad aumentare il carico sul bilanciere, sempre. Ciò dava come conseguenza che il limite non era più la progressione del carico, bensì la struttura della schiena che non riusciva più a reggere un carico diventato troppo pesante nello squat. Effettivamente penso che, alternando il range di ripetizioni, si allunghi il periodo di tempo in cui si torna ad allenarsi con il modulo precedente; e quindi posso dire che è una forma di scarico indiretto. Cioè, le gambe “riposando” da quel numero di ripetute, successivamente vengono allenate con altro modulo. Questa sembra una metodica che può essere applicata con successo solo nello squat e varianti di stacco classico; anche se l’utilizzazione con una leg press a 45 gradi non è da escludere. Certo, questo concetto va bene finché stiamo prendendo in esame lo squat o la leg press; ma se consideriamo lo stacco, che facciamo? Evitiamo lo scarico per la schiena e poi scarichiamo l’esercizio di rematore?  Siccome con lo stacco viene allenato anche il gran dorsale ed io opero lo scarico sul rematore, sto attuando lo scarico sul gran dorsale? No, poiché il cambio di range di ripetizioni fa sì che il gran dorsale continui ad essere allenato con il carico corrispondente al nuovo range di ripetizioni scelto. Da ciò si deduce che non c’è un vero scarico. C’è un “però” che salva lo stacco: una ridotta frequenza di allenamento. Posso allenare l’esercizio a 20 ripetizioni; la settimana dopo scendere sulle 8-10 ripetizioni e poi tornare  alle 20 ripetute dopo 15 giorni. Questa frequenza potrebbe essere solo teorica, per il lento recupero che ha lo stacco. Una deroga consentita, valida solo per questo esercizio, è applicare uno scarico totale dopo il cambio di modulo. Così, leggendo la rivista HARDGAINER (edizione italiana), la mia attenzione si è posta su un’idea di un atleta della sezione FORUM. Il signor Smart sosteneva che per aumentare massa e forza andavano benissimo anche le 20 ripetizioni, per tutti i settori muscolari; non solo le gambe! Allora ho pensato: il METODO INFINITO MODIFICATO. Modificato, perché la metodica viene applicata a tutti gli esercizi, non solo allo squat e allo stacco. Possiamo applicare tale tecnica, scegliendo tra due opzioni: per chi ha una costituzione più robusta (quindi che non rappresenta il vero hard gainer), alternare l’applicazione delle 20 ripetizioni in quegli esercizi che abbiamo allenato con le basse ripetizioni, nel micro precedente. Per coloro i quali sono veri hard gainer, o ultra hard gainer, invece, abbinare il microciclo di 20 ripetizioni dello squat o dello stacco alle basse ripetizioni negli altri esercizi; ed utilizzare le alte ripetute (20) negli altri esercizi con ripetizioni medio basse nello squat e nello stacco, il micro seguente. Come utilizziamo tale metodica con le tre categorie di atleti: principianti, intermedi ed avanzati? Non consiglio ai principianti di provare l’Infinito Modificato, poiché questa è una tecnica da usare solo quando ormai il corpo dell’atleta ha  assimilato non solo l’esecuzione degli esercizi, ma l’idea d’intensità di allenamento. Solo il bodybuilder con esperienza capisce la  differenza del range di ripetizioni, quando riesce ad usare carichi impegnativi per lui. Se facessi provare questo metodo ad un atleta “fitness” (come generalmente viene inteso tale termine), non otterrei niente. Perché il nostro cliente si allena sempre con carichi non impegnativi e quindi non si accorgerebbe degli effetti che danno al suo corpo le basse e le alte ripetute con carichi pesanti. Secondo la concezione classica, principiante è colui che inizia ad allenarsi con i pesi fino ad un tempo massimo di 6-8 mesi. Tuttavia i collaboratori di Stuart sostengono che, seppur senza carichi pesanti, il novello bodybuilder deve subito adottare la più  corretta scelta di esercizi per lui. Quindi, subito squat senza passare per il leg press, per esempio. Tale teoria però, non deve autorizzare l’esaltato nuovo atleta a provare subito una tecnica (Metodo Infinito Modificato) che non può e non sa controllare; bensì deve affidarsi ad un bravo allenatore che gli permetterà di utilizzare tale metodica, quando sarà in grado di gestirla efficacemente. Gli intermedi hanno una scelta: usare  l’Infinito e l’Infinito modificato, alternandoli nei due macrocicli annuali. O, secondo quanto mi è lecito consigliarvi, adottare l’Infinito per i tre-cinque anni in cui siete intermedi e, in seguito, provare l’Infinito Modificato quando ormai siete arrivati allo stadio di avanzati. Per quest’ultima classe di atleti si utilizzano le tecniche d’intensità, seguendo come modello l’opzione della persona esile. Questo perché non dobbiamo mai dimenticare di essere hard gainer, e quindi l’immissione di tecniche d’intensificazione comporta sempre un possibile pericolo verso il superallenamento. Consiglierei di adottare tutte le tecniche tranne: il Bosco, la tecnica di fatica cumulativa e lo stripping, quando ci alleniamo a 20 ripetizioni. Mentre possiamo scegliere una sola tecnica d’intensità qualsiasi, quando utilizziamo il ridotto range di ripetute. Il Metodo Infinito Modificato può essere usato anche per riabilitare una certo settore del corpo che ha subito qualche infortunio (per nostra  negligenza nell’esecuzione di un esercizio, o per un’errata scelta che abbiamo operato nel progettare la scheda). Tale metodica può essere sfruttata per controllare l’overtraining (superallenamento) in periodi di stress eccessivo. In che modo? Usando la percentuale di carico di quando ci alleniamo a 20 ripetizioni per il range medio basso. Ciò permette d’incrementare il carico solo in due o tre settori muscolari applicando, nelle restanti zone, una sorta di scarico attivo. Poi, nel mesociclo seguente, si alterneranno i gruppi da allenare pesante in quei settori dove abbiamo operato il mantenimento. Il training a 20 per tutti i settori del corpo può essere utilizzato anche per migliorare ed apprendere l’esecuzione di uno specifico esercizio, in cui notiamo notevole difficoltà nell’apprendimento motorio. In questo caso particolare, applichiamo l’Infinito Modificato per tutti gli esercizi,  tranne che in quel determinato movimento in cui l’esecuzione della tecnica è l’obiettivo primario; dove opteremo solo per le 20 ripetizioni. Nel BIIO, l’Infinito Modificato può essere applicato in tutti i mesocicli, tranne che in: preparazione alla forza, forza 1 e forza 2 del periodo preparatorio. Anzi nel periodo agonistico, in particolare nel mesociclo di definizione, arriviamo ad utilizzare il ”Modificato Sincrono”. Cioè, l’alternanza, negli esercizi base, delle 20 ripetizioni con un range medio-basso e una o due superserie di esercizi complementari a 10 ripetute, il top! Anche nel Metodo HARDGAINER possiamo sfruttare sia l’Infinito che l’Infinito Modificato, senza problemi; questo perché la principale attenzione di qualsiasi metodica razionale resta sempre la progressione del carico negli esercizi fondamentali. Con tale metodica, comunque, non ho intenzione di eliminare il prezioso periodo di transizione ogni tot mesocicli. Provate il Metodo Infinito Modificato, ritengo sia una variante da non scartare a priori, nell’ambito di un allenamento sensato senza farmaci.

Roberto Del Gaudio è Nato a Roma nel 1972, è Istruttore di primo e secondo livello N.B.B.F, Istruttore di primo livello Accademia del Fitness, Istruttore federale FIPCF-CONI (abilitazione ufficiale del CONI all’insegnamento della Cultura Fisica). Email: daero@tiscalinet.it, Sito: http://web.tiscalinet.it/viviilfitness

 

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L'editore di Olympian's News Sandro Ciccarelli

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