| Articolo pubblicato su Olympian's news
numero 57. ©2003 by Olympian's News, all right reserved |
|||
|
|||
|
a cura
di Carlo Buzzichelli |
D: Carlo, ho bisogno che tu mi risponda a una
domanda alla quale non riesco mai ad avere una
risposta definitiva: come allenarmi con i pesi per la
massima esplosività al fine di correre velocemente e
saltare più in alto. Ho letto moltissimo a riguardo ed
ognuno dice una cosa differente, ho bisogno di sapere
quanto, con quale peso, per quante serie, la tecnica
da impiegare (se velocemente o lentamente), il
riposo tra le serie, etc.
Alcune delle cose che ho letto suggeriscono 4-6
ripetizioni per ogni esercizio e di fare squat completi,
cosa che mi ha fatto sentire veramente più lento e
meno reattivo sin da quando ho iniziato a farlo. Altri
dicono qualcosa del tipo 50-60% del 1RM per un certo
numero di ripetizioni. So che la cosa migliore per migliorare nella corsa e nel salto è fare quelli, ma so
anche che c’è un modo di allenarsi con i pesi che
migliora la performance.
Ad esempio, ho fatto qualcosa del tipo alzate
olimpiche all’inizio del workout, seguite da squat
completi, panca, lat machine, e così via, facendo il
tutto con carichi pesanti per 4-6 ripetizioni. Mi sento
molto più forte ma la mia potenza semplicemente
sembra non migliorare. Come dire: sento che correrei
altrettanto velocemente o salterei altrettanto in alto
con una giacca zavorrata da 50kg.
So che non è un problema che ha a che fare con
me, perché in passato mi allenavo con i pesi giusto
per divertimento e potevo saltare più che adesso.
Sembra che la mia routine sia migliore per aumentare
la forza che la potenza, e
quindi non adatta a ciò che
cerco di raggiungere. Mi
potresti aiutare?
Daniel, USA
![]() |
| Carlo Buzzichelli ha collaborato con i velocisti della squadra nazionale Nigeriana durante i Giochi del Commonwealth 2002 |
R: I migliori velocisti al
mondo hanno avuto
successo con programmi
per la forza molto diversi,
come sempre devi trovare
ciò che funziona meglio per
te. In ogni modo, questi
grandi sprinters hanno
impiegato programmi periodizzati
in cui le variabili
acute (serie, ripetizioni, riposo
tra le serie e velocità ’esecuzione),
così come la
selezione degli esercizi,
sono variate durante l’anno.
Devo trovarmi concorde
con Ato Boldon quando dice che molti velocisti si perdono nella palestra, e in questo
mi pare che tu, come molti altri, non tenga in debita
considerazione la “trasformazione” della forza acquisita.
Infatti, la fatica residua e la mancanza di adattamenti
specifici stanno probabilmente impedendoti di dimostrare
l’aumento di forza in pista. Devi pensare che
durante la fase competitiva, e in particolar modo prima
delle gare più importanti della stagione, i velocisti
hanno un volume di lavoro molto ridotto. Questo permette
di sfruttare quella che Verkhoshansky chiama la “trasformazione ritardata degli effetti allenanti”, rendendo
possibile, inoltre, concentrare tutte le energie
nell’attività competitiva vera e propria (e di recuperare).
Questo stesso autore separa i mesocicli in cui viene
allenata in modo prevalente la forza da quelli in cui si
allenano la velocità e la tecnica, per evitare gli infortuni
e sfruttare la trasformazione ritardata degli effetti allenanti.
Addirittura egli afferma che maggiore sarà la
diminuzione degli indici di forza-veloce durante il
mesociclo (blocco) di forza, a causa dell’alto volume,
maggiormente questi miglioreranno in seguito. Ti
posso dire d’aver personalmente assistito a miglioramenti
fino a 0.5” nei 100m nel giro di un paio di settimane
dall’inizio dello “scarico” dei pesi.
Per finire, il mio consiglio è di diminuire il volume
del tuo lavoro di forza con i pesi e incrementare gli
esercizi pliometrici o gli sprint a seconda di quale
evento tu voglia affrontare principalmente. Se non hai
competizioni al momento, mantieni la calma e testa la
tua performance alla fine della prossima settimana di
scarico del tuo piano d’allenamento.
D: In generale non approvi il sistema target prima
serie in quanto troppo gravante sul sistema nervoso,
oppure in un contesto di periodizzazione a
lungo termine potrebbe essere inserito all’interno di
un mesociclo?
Poiché il mio desiderio è di conoscere in concreto
quali sono i tuoi cardini riguardo ad una programmazione
d’allenamento per BB, potresti elencare i tuoi
principi (organizzazione dei macro-meso-microcicli),
scelta degli esercizi, modulazione dei parametri volume-
intensità-densità, ecc. In sostanza ti sto chiedendo,
me ne rendo conto e me ne scuso, “brevi cenni
sull’universo”, tuttavia sarei interessato a che tu,
gradualmente, ci possa esporre la tua visione in merito
all’allenamento del BB.
Lungi da me creare contrapposizioni o polemiche,
dato che il metodo Tozzi esposto nel suo ultimo libro è
quello che sinora mi ha più intrigato e con adattamenti
del caso ho cercato maggiormente di attuare; in che
cosa il tuo sistema differisce e quali sono eventualmente
gli appunti che ti sentiresti di muovere alla
periodizzazione proposta da Tozzi? Se non chiedo
troppo potresti mostrarci un esempio di macrociclo di
sei mesi che da una fase marcatamente ipertrofica ci
conduca ad una prettamente dedicata alla forza pura?
Fiducioso di un tuo riscontro ti porgo i miei più cordiali saluti.
Mauri
R: Da diversi anni non seguo più bodybuilders
(comunque sempre natural e non competitivi).
Purtroppo a causa di un virus informatico
ho perduto tutti i files riguardanti il
mio lavoro di allora. Tra le altre
cose avevo ideato un programma basato sugli studi di
Kraemer a proposito dei cambiamenti ormonali acuti
dovuti all’allenamento che ha dato ottimi risultati ai
miei atleti, peccato che non sia mai stato un grande
amante dei tests e non abbia misurato tali “ottimi
risultati”. Con la preparazione atletica, poi, ho imparato
che per scambiare dati più o meno oggettivi a
proposito di metodiche d’allenamento, questi dati
vanno raccolti. Con ciò non voglio però avallare completamente
la “malattia dei tests” che caratterizza i
preparatori italiani.
Tornando al punto, ti posso dire che, per quanto
riguarda il bodybuilding, mi hanno influenzato particolarmente
McRobert prima e Poliquin in seguito.
Non credo che il bodybuilding necessiti di un piano
d’allenamento altrettanto strutturato quanto la preparazione
atletica per uno sport; da un lato questa è una
semplificazione del lavoro di chi questo allenamento lo
deve pianificare, però, dall’altro, richiede una maggiore
sintonia tra mente (pianificante) e corpo (rispondente
al piano) del bodybuilder. Questo vale ancor più nel
caso degli “hardgainers”, i quali potrebbero trovare
utile avere maggiori conoscenze di fisiologia e teoria
dell’allenamento per facilitare questo collegamento,
per capire cosa ha funzionato e come.
Quindi, per quanto riguarda la programmazione,
penso che una semplice alternanza di mesocicli di“accumulo” (in cui lo stressor principale sia il volume)
e mesocicli di “intensificazione” (in cui lo stressor
principale sia l’intensità) sia sufficiente. D’altra parte
credo anche che il BIIO (anch’esso una variazione
pressoché continua di alcune variabili del sovraccarico)
sia un ottimo modo per organizzare la conoscenza
del proprio corpo della maggior parte dei bodybuilders.
Una sola critica posso muovere a Claudio: di
non considerare la velocità d’esecuzione delle ripetizioni
come un parametro importante, misurabile e
quindi da misurare. Un’altra cosa in cui differisco da
Claudio è che reputo di poca importanza l’andamento
dei cicli ormonali durante l’anno in quanto, a mio
parere, l’allenamento dovrebbe essere organizzato in
accordo con le variazioni dei fattori di stress “esterni”
ed ulteriori allo stimolo allenante che hanno un effetto
acuto sui livelli degli ormoni endocrini molto più
marcato. Nel caso di situazioni stressanti non previste
non resta che modificare il piano d’allenamento. Nel
caso, invece, che si abbia uno schema che si ripete
negli anni allora si dovrà tenerne conto nella pianificazione
annuale. Per questo è molto importante tenere
un dettagliato diario d’allenamento, nonostante
che il corpo e il suo stato di forma siano in continuo
mutamento: se sei forte adesso non significa che lo
sarai per sempre in modo immutabile, se adesso
recuperi con difficoltà non è detto che sarà
sempre così, e così via. In particolare,
avendo lavorato con un certo
numero di atleti, ti posso
dire che gli “stressors
esterni” hanno
il maggiore influsso negativo sulla capacità di recupero; molti
credono che taluni volumi di lavoro siano fattibili soltanto
da atleti che impiegano farmaci, trascurando il
fatto che una volta raggiunto un certo livello competitivo,
grazie molto spesso alla sola genetica, questi
stessi atleti riescono a condurre una vita praticamente
priva di stress esterni che permette carichi di lavoro
più elevati. Questo può essere un limite quando ci
si trova a scrivere per un pubblico generico e a lavorare
con atleti d’élite; ogni riferimento a Charles
Poliquin è del tutto intenzionale, ma ciò non toglie che
sia molto più preparato dei suoi detrattori.
Tornando al BIIO, se quando ho iniziato ci fosse
stato un testo come “La Scienza del Natural
Bodybuilding” sicuramente avrei progredito molto
più velocemente, sia come allenatore sia come atleta,
purtroppo così non è stato, e ho dovuto emanciparmi
velocemente dai testi “weideriani”; è per questo che
consiglio la lettura de “La Scienza del Natural
Bodybuilding” a tutti coloro che sono interessati al
bodybuilding.
Per quanto riguarda la “prima serie target”, non
credo che sia troppo gravante sul sistema nervoso ma
la ritengo di una qualche utilità soltanto nel caso si
impieghino poche serie per esercizio, di non poche
ripetizioni (quindi un numero tale da generare un
certo stress metabolico) e possibilmente ad esaurimento.
I lavori prettamente neurali, con impiego di
tempi di recupero tra le serie adeguati, mostrano, per
un numero variabile di serie susseguenti, incrementi
di forza, mentre i lavori metabolici, o misti
neurali/metabolici, con i ridotti tempi di recupero normalmente
impiegati, comportano una fatica residua di
maggiore entità e per questo sono più indicati per
essere “misurati” con la “prima serie target”. Quindi,
qualora si impieghino parametri del sovraccarico che
rientrano in questa descrizione (che sono poi quelli
più comunemente usati per i programmi d’ipertrofia),
l’utilizzo della prima serie target è indicato.
Per ciò che concerne altri concetti generali, credo
che non sia molto utile dilungarcisi, in quanto ci si
trova poi, sempre, a lavorare con individualità che per
un aspetto o per un altro esulano dalla norma; è per
questo che è importante avere conoscenze di teoria
dell’allenamento più vaste possibile senza sposarne
nessuna in modo esclusivo. In particolare nella preparazione
atletica una certa elasticità mentale è imprescindibile.
Per questo motivo non trovo costruttivo, né
tantomeno fattibile, descriverti una fase tanto lunga
come quella che mi hai chiesto, e comunque in sei
mesi un bodybuilder non principiante dovrebbe cambiare
i parametri del sovraccarico molte volte per continuare
a progredire.
Sono sicuro che ti sarebbe interessata una risposta ancora più pratica, ma vedrai che con il tempo
saprai apprezzare quello che ti ho scritto.
![]() |
Non credo che il bodybuilding necessiti di un piano d’allenamento altrettanto strutturato quanto la preparazione atletica per uno sport; da un lato questa è una semplificazione del lavoro di chi questo allenamento lo deve pianificare, però, dall’altro, richiede una maggiore sintonia tra mente (pianificante) e corpo (rispondente al piano) del bodybuilder. |
D: Sono un velocista della Nuova Zelanda. Dopo
essere stato fermo tre anni sono pronto a salire
di livello, per questo mi trasferirò in Europa la prossima
primavera. Mi chiedevo se puoi allenarmi. Per
adesso i miei personali sono 6.4” manuale sui 60m,
10.68” elettrico sui 100m e 21.81” sui 200m, ma il mio
allenatore pensa che possa scendere almeno a 10.20”
elettrico. Non ho mai impiegato farmaci di alcun tipo;
l’impiego di farmaci va contro la mia morale e non
voglio prendere delle scorciatoie poiché so di avere il
talento necessario per raggiungere il mio scopo in
modo onesto, così puoi essere sicuro che non ti
creerò problemi.
In palestra al momento faccio 120Kg di girata per
4-6 ripetizioni e 220Kg di squat per 4 ripetizioni. Lo
squat è eseguito fino a 90 gradi di flessione delle
ginocchia, in quanto né io né il mio allenatore crediamo
nello squat profondo, ma sono consapevole che ci
sono diverse teorie a riguardo. Tu cosa ne pensi?
Cameron Frazer, NZ
R: In primavera dovrei allenare un gruppo di velocisti
professionisti, se ce ne sarà la possibilità
potrai unirti a noi. Per quanto riguarda lo squat non
credo in angolazioni delle ginocchia prestabilite:
dipende dal ritmo lombo-pelvico, dallo stile di accosciata
e dalla fase annuale. È anche interessante vedere,
con apposite macchine, la curva forza/tempo per
poter lavorare agli angoli e/o sulle qualità carenti.
Più in generale non credo che ci siano esercizi “cattivi”,
soltanto cattivi esecutori d’esercizi.
D: Ho letto le tue risposte sul Web a riguardo delle
mie domande sull’allenamento della forza per il
Ju-Jitsu Brasiliano. Sono state di grande aiuto e, se non ti rubo troppo tempo, mi piacerebbe chiedere la
tua opinione su alcuni dubbi che ho a riguardo della
programmazione del mio allenamento. La tua raccomandazione
precedente è stata di non concentrarmi
sulla forza resistente poiché il volume dell’allenamento
specifico si prenderebbe cura degli adattamenti metabolici
di cui ho bisogno. Concordo, infatti ho identificato
nella forza massimale il mio obiettivo principale.
Tenendo a mente ciò, apprezzerei molto la tua opinione
a riguardo di quanto segue:
1) Sto pensando di adottare un modello di periodizzazione
alternata in cui concentrarmi sulla forza
massimale per 4 settimane e sulla potenza per 2. Il
maggior tempo devoluto all’allenamento della forza
massimale rifletterebbe la mia priorità del momento.
2) Qual’è il tuo pensiero a riguardo della frequenza
d’allenamento per esercizio? Alcuni, come il Prof.
Bompa, sembrano pensare che allenare lo stesso
esercizio tre volte alla settimana sia una buona cosa,
mentre altri, come Poliquin, King e Simmons, sembrano
pensare che un esercizio debba essere impiegato
ogni 5-7 giorni. Nel caso che impieghi lo stesso
esercizio più di una volta alla settimana, dovrei fare
un allenamento più leggero (per intensità o volume)
durante la settimana?
3) Questi sono gli esercizi che vorrei includere nel
mio programma con annessa spiegazione del perché
li ho scelti: Squat completo in stile olimpico – Stacco – Girata – Panca orizzontale – Trazioni alla sbarra al
mento con varie prese – Push-press.
Oltre a questi esercizi di base, ovviamente, allenerò
regolarmente gli addominali e la muscolatura del
collo. Sei d’accordo con la mia scelta? Ho trascurato
qualche esercizio o ne ho inclusi troppi?
4) La prossima domanda unisce la 2 e la 3: Se
includessi lo squat, lo stacco e la girata nel mio programma
settimanale, come potrei farlo in modo da
ottenere il massimo dei risultati senza sovrallenarmi?
Per quanto ho letto, il Prof. Bompa mi farebbe allenare
con gli stessi esercizi 2-3 volte alla settimana. Però
ho soltanto tre giorni alla settimana per l’allenamento
della forza e non posso immaginare di fare squat,
stacco e girata in ognuno di quegli allenamenti, sono
sicuro che mi sovrallenerei. Infatti penso addirittura di
non poter fare nemmeno lo squat e lo stacco in
maniera adeguata nello stesso allenamento, a meno
che uno dei due non abbia volume o intensità basse.
Poliquin o King mi farebbero fare probabilmente uno
stesso esercizio una volta alla settimana, ma in quel
caso sarei in grado di guadagnare forza altrettanto
velocemente? Dovrei forse togliere uno di questi tre
esercizi dal programma? Nel caso, quale? Come puoi
capire sono un po’ confuso.
Ho notato dalla tua biografia che conosci Poliquin
ed hai partecipato a dei suoi seminari, cosa ne pensi
della sua split usuale? Pensi che il suo metodo di allenare
una parte del corpo per poi farla recuperare sia
ottimale per un lottatore estremo?
Ti ringrazio per ogni tipo d’aiuto che mi potrai dare. Mi rendo conto che sei un trainer professionista
e che ti ho chiesto un sacco di cose. Fammi sapere
se c’è un modo per il quale tu mi puoi seguire pur abitando
in Inghilterra.
Don Milliken, U.K.
![]() |
|
| Carlo Buzzichelli con il vincitore dei 100m alla Coppa del Mondo IAAF 2002: Uchenna Emedolu. |
R: La modalità dell’alternanza delle abilità biomotorie
dipende da quanto tempo hai per la preparazione,
dalla struttura del mesociclo (quello che
Bompa chiama macrociclo) e dalla tua capacità di
lavoro. A prima vista non mi sembra una struttura del
macrociclo (“fase” di Bompa) ottimale.
Se usi lo schema con tre allenamenti settimanali,
alterna le intensità per ogni esercizio (non necessariamente
la stessa intensità per ogni esercizio nella
stessa unità d’allenamento) tra Alta, Media e Bassa;
altrimenti puoi usare esercizi diversi per ognuna delle
tre sedute, pur restando fedele ad un approccio “full
body”. In questo modo puoi fare due sessioni in cui
enfatizzare lo sviluppo della forza massimale e una
(basso volume; di solito a metà settimana) in cui allenare
la potenza, con intensità medie più alte rispetto
allo schema precedente. Ovviamente, nello schema
con tre sedute alla settimana devi usare all’incirca il 30% di volume in meno per unità d’allenamento
rispetto ad uno schema da due volte alla settimana, e
ridurre il ricorso all’esaurimento concentrico. Per
quanto riguarda gli esercizi, lo stacco e la girata lavorano
quasi la stessa catena cinetica, cosicché sono
una scelta alternativa. Se fai squat veramente pesante
(o duro), non puoi fare la girata in modo sicuro ed
efficace, per questo dovresti porre la girata prima di
quello nell’allenamento. In alternativa, puoi mettere
la girata e il push-press in due unità d’allenamento
diverse o metterle assieme in una seduta dedicata
all’allenamento della potenza. Dovresti allenare
anche la presa e porre attenzione nella scelta degli
esercizi per gli addominali.
Ho condiviso più volte la palestra con Charles a
New York ed ho partecipato a due dei suoi seminari.
Penso che l’alto livello di DOMS che si hanno dalle
split routines con serie ad esaurimento, generalmente,
sia accettabile soltanto nella fase preparatoria
generale.
Per scrivere a Carlo Buzzichelli o avere informazioni riguardo ai suoi seminari andate su www.carlobuzzichelli.com.
|
|
|
|
|
| © Olympian's news 1989 - 2010 all right reserved. Nessuna parte di questa pubblicazione potrà essere riprodotta senza l'autorizzazione scritta dell'editore. |