| Articolo pubblicato su Olympian's news
numero 30. ©2001 by Olympian's News, all right reserved |
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| Serie & Ripetizioni Di Claudio Tozzi Direttore della NATURAL BODY BUILDING FEDERATION Come quando
e perché vanno effettuate le serie/ripetizioni nel breve - intenso - infrequente. |
![]() Come evitare per tutta la vita lo scandalo del " 4 x 10 " ! |
Una delle cose più aberranti che il "4 x
10" (ormai divenuto simbolo dell'osceno allenamento ad alto volume di serie e sedute)
ha provocato, è sicuramente l'incapacità di interpretare bene COME e CON CHE PESO si
devono effettuare le serie. Questo è dovuto al fatto che quando un atleta vede la scheda
e sa che deve fare 4-8 esercizi per 3-4 serie da 10- 12 ripetizioni, si guarda bene da
spingere adeguatamente le prime serie in quanto, istintivamente, tende a risparmiarsi per
poter comunque arrivare alla fine della marat... ehm della scheda. Basta osservare i
malcapitati alle prese con una qualsiasi delle squallide serie del "4 x 10".
Normalmente quando stanno all'ottava o alla nona ripetizione, appena sentono un accenno di
acido lattico, fanno la decima con una composta smorfia di dolore, e via verso gli appoggi
della panca! Ne potevano fare benissimo magari anche 4 o 5 in più, ma lì sulla scheda
c'è scritto 10 e quindi... Molti di loro, che magari vanno in palestra da 510 anni, a
volte non sanno nemmeno quanto peso fanno di panca e sono fermi sugli stessi carichi ormai
dagli anni '80. In realtà, come più volte ripetuto in questa sede, quello che conta non
è tanto il numero delle serie ma l'intensità con cui vengono svolte. L'esperienza ci
dice che, al fine di ottenere eccezionali risultati sulla forza/massa, al massimo sono
circa 5 - 6 le serie allenanti da effettuare per ogni gruppo muscolare. Ammiro molto il
lavoro di Poliquin, ma non sono assolutamente d'accordo con lui quando dice che per la
massa muscolare vanno bene sia poche che tante serie, basta che ci sia proporzione e
periodizzazione. Con un alto numero di serie e ripetizioni ho visto crescere solo:
| 1) mesomorfi puri o semipuri (e che comunque sono raddoppiati muscolramente
con il passaggio a poche serie); 2) dopati; 3) l'incrocio delle due categorie; 4) nessun altro. |
Quindi fare 25 serie per muscolo come Arnold o passare la giornata in palestra come Nubret, è assolutamente inutile e quel poco di "gonfiore" (altro non è, visto che si tratta soprattutto di vascolarizzazione esasperata e non di vera ipertrofia/iperplasia) che si ottiene con questi metodi sparisce quasi totalmente dopo un mese di non allenamento. Farli natural poi è un suicidio, provare per credere, vi ritrovate tirati come Lee Priest ma con il fisico di Veronica Pivetti al Festival di Sanremo ...
Ritornando a noi, quello che più conta è che ognuna di queste poche serie deve essere svolta come se fosse l'ultima della vostra vita, cioè al massimo cedimento muscolare. Diciamo che mediamente bastano 1-2 esercizi da 3 serie per i gruppi muscolari grossi e un esercizio (a volte nessuno) per quelli piccoli, sempre da 3 serie. Dico la verità, anch'io credo che una serie allenante, come enunciato da Mike Mentzer, possa essere efficace, ma i problemi che ostacolano questa pratica, secondo me, sono molti:
1. Per dare il massimo in una sola serie, l'atleta deve essere maturo, motivato e con un'esperienza sul breve-intenso di almeno 2-3 anni, nel frattempo cosa fa, non cresce? 2. Secondo Mentzer, bisognerebbe allenare ogni gruppo muscolare ogni venti giorni. Posso essere anche d'accordo, ma ciò presuppone che l'allievo sia al punto 1 e che venti giorni dopo sia mentalmente e fisicamente al massimo e ciò non è sempre possibile; quindi c'è il rischio che abbia già supercompensato prima dei venti giorni (non avendo spinto al massimo la monoserie) o se dopo averla fatta a dovere, non sia al massimo della concentrazione dopo i venti giorni (statisticamente in questo lasso di tempo può succedere di tutto). Se accade questo, l'atleta deve aspettare ancora ulteriori 20 giorni per riallenare quel muscolo! Tra l'altro fare 2 o 3 serie per esercizio dà risultati ottimali e quindi non vedo il motivo di fare gli splendidi e rischiare, in modo assolutamente inutile, la monoserie. Tutto questo lo dico nonostante anch'io sia convinto del ciclo di 20 giorni per ogni muscolo, a patto che il training sia veramente intenso. Comunque ho notato che non tutti gli atleti, anche di alta qualificazione, supercompensano adeguatamente dopo questo periodo; molti hanno solamente un'attestazione della forza. E la conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, che ogni allenamento va tarato e calibrato a seconda delle caratteristiche di recupero dell'atleta. Comunque cito un episodio capitato ad un mio atleta; stava eseguendo un programma che prevedeva, nel primo microciclo 3 serie rest-pause da eseguire con il 90% del massimale. Una sola ripetizione, dieci secondi di riposo, un altro colpo, altri dieci secondi e così via fino a compiere 7-8 ripetizioni in tutto. Dopo aver eseguito 4 ripetizioni con 103 kg di tirate inverse al lat-machine da solo nella prima serie, questo atleta successivamente si ammalò e si ripresentò in palestra solo dopo circa 15 giorni. Naturalmente mi chiese cosa fare ed io gli dissi di usare gli stessi carichi di quando aveva lasciato. Con lo sguardo un po' perplesso si avviò verso il lat-machine e, abbastanza stupito, fece 6 ripetizioni da solo prima di scaricare: per il gioco dei microcicli erano passati 19 giorni da quando aveva fatto l'ultima volta la lat-inversa... Ma non aveva fatto una serie ma tre e gli stessi risultati li ho visti ottenere con 7-15 giorni tra un allenamento e l'altro di uno stesso muscolo. Quindi l'Heavy Duty 11, pur essendo concettualmente valido, è un meccanismo troppo delicato da mettere in atto per tutti i praticanti. 3. Mentzer utilizza pectoral machine e leg-extension ed altri esercizi di isolamento; non ho mai visto crescere NESSUNO con questi movimenti. |
Appare quindi ideale utilizzare 3 serie, in modo da evitare al massimo errori sull'intensità.
Per determinare l'esempio da utilizzare successivamente, si sceglie per la prima serie un numero da 6 a 10 (per colpire le fibre bianche) per la prima serie e per utilizzarlo come test per i vostri progressi. Per comodità e visto che si colloca a metà del range, appare logico scegliere 8 per la prima serie come riferimento. La seconda serie può essere da 6 ripetizioni, per colpire ancora le fibre bianche ma nel contempo sollecitare anche la forza ed infine la terza serie da 4, per stimolare direttamente il sistema neuromuscolare sulla forza pura. Quindi la serie da svolgere è un classico piramidale 8 - 6 - 4; in questa sequenza, così è noto, bisogna aumentare il peso ad ogni serie successiva. Per far sì che l'atleta sia indirizzato verso la massima intensità muscolare si possono seguire due strade: quello della percentuale rispetto al massimale e quella che possiamo denominare "TARGET PRIMA SERIE".
Il metodo delle percentuali si basa sul fatto che l'allievo vede sulla scheda non 8-6-4, ma 75% - 77,5% - 80% del massimale (corrispondenti in linea di massima al nostro piramidale) e quindi è per forza costretto a fare il massimo delle ripetizioni possibili. Infatti vedendo 8 - 6 - 4, state pur certi che psicologicamente molti legherebbero a quei numeri e si fermerebbero ad 8, a 6 e a 4 anche se le loro unità motorie hanno ancora parecchie cartucce da sparare. Vi posso assicurare che è quello che succede ancora nella maggioranza delle palestre a causa dell'ignoranza e del l'approssimazione. Inoltre, come alcuni di voi avranno già notato, solo la prima serie corrisponde esattamente alle tabelle canoniche della relazione percentuale del massimale/ripetizioni, in quanto se si forza in maniera ottimale la prima serie al 75% (8-9 rip., per esempio con un massimale di 100 kg) è estremamente difficile aggiungere altri 5 kg e farne 6-7 (che corrispondono in teoria all'80%, vedere tabella 1).
| % 100% |
Rip. 1 |
TABELLA 1:
Numero di ripetizioni |
Ma vediamo praticamente come deve essere correttamente sviluppata questa serie piramidale.
Poniamo che nella prima serie vengano fuori 9 ripetizioni; mettiamo 2,5 kg e aspettiamo circa due minuti e probabilmente ne verranno 7, altri 2,5 kg e altri due minuti di pausa e ne usciranno 5. Mettiamo il tutto in tabella:
Esempio:
Lunedì prima settimana
| Panca orizzontale (massimale 100 Kg) quindi: | |||
| PERCENTUALI PESO (Kg) RIPETIZIONI |
75% 75 9 |
77,5% 77,5 7 |
80% 80 5 |
| totale ripetizioni = 21 | |||
Nella seconda settimana, si potrà avere un risultato simile a questo:
Lunedì seconda settimana
| Panca orizzontale (massimale 100 Kg) quindi: | |||
| PERCENTUALI PESO (Kg) RIPETIZIONI |
75% 75 10 |
-77,5% 77,5 6 |
-80% 80 4 |
| totale ripetizioni = 20 | |||
Apparentemente abbiamo perso una ripetizione in totale, rispetto alla prima seduta, ma in realtà abbiamo aumentato la prestazione, in quanto quello che conta è aver aumentato LA PRIMA SERIE, quella all80%, l'unica che viene svolta freschi, senza essere inficiata dall'acido lattico delle precedenti. Infatti le altre al 77,5% e all'80% si sono abbassate proprio perché il positivo aumento della prima ha naturalmente aumentato un po' il livello di acido lattico e della stanchezza nervosa, compromettendole. In questo modo l'allievo mantiene sempre il giusto livello di intensità.
Il metodo delle percentuali, tuttavia, presuppone che ognuno di noi abbia ogni mese i massimali aggiornati, visto che dopo un po' si rischia di fare andare fuori range delle fibre bianche cioè 1012 ripetizioni, compromettendo un po' la crescita.
Non essendo sempre conveniente fare i massimali ogni mese, questo sistema sembra più idoneo per i periodi di forza pura, cioè quando si lavora sui sub-massimali sotto le 6 ripetizioni, in quanto provare le massime alzate in questa fase è molto incentivante e dà l'opportunità di maneggiare grossi pesi. Inoltre la produzione di acido lattico è quasi nulla e il tempo di recupero completo richiesto dal lavoro di forza è di almeno 3 minuti.
Per esempio è perfetta una sequenza come un 6 x 90% del massimale, che sviluppata può dare:
| Panca orizzontale (massimale 100 Kg) quindi: | |||||
| 1° serie ( 90 Kg) 4 rip. |
2° serie ( 90 Kg) 4 rip. |
3° serie ( 90 Kg) 3 rip. |
4° serie ( 90 Kg) 3 rip. |
5° serie ( 90 Kg) 3 rip. |
6° serie ( 90 Kg) 2 rip. |
Nella seduta successiva, la sequenza può diventare:
| Panca orizzontale (massimale 100 Kg) quindi: | |||||
| 1° serie ( 90 Kg) 5 rip. |
2° serie ( 90 Kg) 3 rip. |
3° serie ( 90 Kg) 3 rip. |
4° serie ( 90 Kg) 3 rip. |
5° serie ( 90 Kg) 2 rip. |
6° serie ( 90 Kg) 2 rip. |
L'aumento della performance sulla prima serie dovuta ad un'ottimale supercompensazione, può abbassare il numero delle successive, ma non è un problema, anzi. Quello che conta è che aumenti la prima, che è l'UNICA ad essere svolta fresca, senza essere inficiata dalla stanchezza neuromuscolare delle precedenti e quindi altamente attendibile ai fini del controllo dell'allenamento. Non deve interessarvi se le successive decrescono, anzi è segno estremamente positivo, perché vorrà dire che avete aumentato la prima. Se invece è la prima serie a non aumentare le ripetizioni, allora è il caso di controllare se c'è qualcosa che non va nell'allenamento o nell'alimentazione/ recupero.
Molte volte, tuttavia, ho visto accadere anche una sequenza del genere:
| Panca orizzontale (massimale 100 Kg) quindi: | |||||
| 1° serie ( 90 Kg) 5 rip. |
2° serie ( 90 Kg) 4 rip. |
3° serie ( 90 Kg) 4 rip. |
4° serie ( 90 Kg) 5 rip. |
5° serie ( 90 Kg) 2 rip. |
6° serie ( 90 Kg) 2 rip. |
Cioè ci si aspetta sempre che il numero delle ripetizioni vada a decrescere via via che si fanno le serie ed invece diverse volte mi sono imbattuto in irregolarità del genere come nell'esempio qui sopra, (la quarta serie con più ripetizioni della terza) anche in atleti maturi ed evoluti.
Si può ipotizzare un incompleto riscaldamento, oppure una deconcentrazione da perizoma femmineo che si aggira nei paraggi per le serie precedenti, oppure il fatto che l'atleta, volontariamente o no, abbia aspettato più di 3 minuti prima di fare la serie "anomala" e quindi abbia ricaricato più creatinfosfato.
Infatti, secondo degli studi che sono stati fatti prelevando un campione di tessuto muscolare tramite biopsia prima dell'inizio dell'esercizio e, in seguito, periodicamente durante il restauro seguente allo sforzo massimale esaustivo, il CP (creatinfosfato) si ricarica secondo la seguente tabella:
| RIPRISTINO DEL CP (%) 85 |
TEMPO (minuti) 2 |
Quindi in pura linea teorica, bisognerebbe aspettare almeno otto minuti tra una serie e l'altra per avere lenergia al top e quindi sfruttare al massimo il training. A questo proposito un vecchio alzatore dì potenza mi raccontava che dopo una serie di panca, faceva circa mezz'ora di pausa (fumandosi una sigaretta!) e poi ne eseguiva un'altra. Chissà, a parte la sigaretta, l'istinto di questo atleta lo aveva portato a conclusioni molto vicino alla realtà scientifica, anche perché dopo 30 minuti si rialza anche il livello di testosterone, calato a causa dello stress da esercizio. Comunque l'applicazione pratica nell'aspettare almeno otto minuti, mi sembra complicata in quanto la maggior parte degli allievi si straniscono già ad attendere i classici tre minuti! Chissà, forse è il retaggio di tanti anni passati ad aspettare 30-40 secondi tra una serie e laltra "sennò non fai massa", frase storico-epico-leggendaria anni '80 di molti istruttori rimasti ancora attaccati ai principi Weider... Come si dice la verità sta nel mezzo ed infatti la soluzione migliore appare quella di aspettare circa 4 minuti, visto che si hanno comunque a disposizione ben il 90% delle riserve energetiche, circa il 2,5 % in più rispetto ai canonici tre minuti. Alcuni mi hanno contestato le 6 serie per la forza, dicendo che sono troppe e contraddicono il "breve intenso ed infrequente".
Naturalmente non sono d'accordo, in quanto si tratta di un training finalizzato al bombardamento del sistema nervoso, in modo da farlo adattare ai pesanti carichi sub-massimali. Infatti ci vogliono un po' più di serie per stimolare adeguatamente i meccanismi supercompensativi della forza. Inoltre molte volte mi imbatto in allievi affetti da un problema che io ritengo gravissimo per un natural bodybuilder: la paura del peso. Ho visto gente grande e grossa letteralmente tremare sotto un bilanciere appena più pesante del normale, per paura di chissà che cosa! La disabitudine ai pesi importanti e anni e anni di istruttori convinti che la "forza non fa massa" ha creato una generazione di persone terrorizzate dai chilogrammi. Ma ci avete mai pensato bene?
Fate bodybuilding, una delle massime espressioni del lavoro con i pesi e vi hanno inculcato la paura di essi! E' come se il vostro istruttore di guida sportiva vi dicesse di andare piano con l'auto! Pazzesco!
Quando capitano questi casi, far eseguire più serie al di sotto delle sei ripetizioni, abitua piano piano a familiarizzare con i "pesoni" e dopo circa un mese si maneggeranno con la massima scioltezza. Non fate "resistenza", siate duri, se non aumentate i carichi non crescerete MAI.
Inoltre le sei serie durano lo spazio di un microciclo, già al secondo sono 5 e al terzo, di scarico, sono solo due; vorrei sapere dov'è il troppo carico di lavoro (secondo me date troppo retta a Mike Mentzer .. ). Per quanto riguarda il riscaldamento continuo a vedere delle cose inaccettabili, del tipo serie da 12-15 ripetizioni tirate a volte quasi al limite! Le serie preparatorie invece non devono mai superare le 5 ripetizioni e comunque non vanno fatte al limite, altrimenti che riscaldamento è? Il loro scopo è solo di preparare adeguatamente la struttura neuromuscolare alle dure serie "vere" e quindi se si superano le 5 ripetizioni, anche se il peso non è eccessivo, si rischia di produrre sempre un po' di acido lattico che impedisce l'esecuzione alla massima efficienza della sequenza di sei effettivi. DEVE ESSERE RISCALDAMENTO E NON COTTURA! Un corretto warm-up, mettiamo per un massimale di squat intorno ai 100 kg, deve essere eseguito con queste modalità:
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Questa metodica, al di là dei massimali deve essere eseguita anche per l'esecuzione delle normali serie, modificando i pesi in relazione al carico da adottare per il primo sei di un dato esercizio.
Successivamente potrebbe essere più pratico utilizzare appunto il sistema "PRIMA SERIE TARGET", che consiste nello scegliere un numero da 6 a 10 (sempre per le fibre bianche) per la prima serie e utilizzarlo come test per i vostri progressi. Per comodità e visto che si colloca a metà del range, appare logico scegliere 8 come riferimento. In pratica se noi, nell'ambito della ciclizzazione annuale, mettiamo SEMPRE nella prima serie degli esercizi base, lo stesso numero di riferimento, appunto 8, possiamo controllare rapidamente i nostri progressi anche a distanza di mesi. Per esempio, se a ottobre ottenevamo 8 ripetizioni per 80 kg nella prima serie di panca ed a febbraio riusciamo a farne 8 con 90 kg, capiamo subito che abbiamo fatto dei buoni progressi, senza fare tanti calcoli complicati. Nell'ambito invece del microciclo si deve operare in questo modo:
Lunedì prima settimana |
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| Panca orizzontale (massimale 100 Kg) quindi: | |||
| PESO (Kg) RIPETIZIONI |
80 8 |
82,5 6 |
85 4 |
| totale ripetizioni = 18 | |||
Nella prima serie abbiamo fatto (ovviamente in corretto stile) 8 ripetizioni, raggiungendo così il nostro target, e "vincendo" un piccolo aumento di peso nella seduta successiva, in modo da riottenere lo stesso risultato.
Nella seconda settimana, quindi, si potrà avere un quadro simile a questo:
Lunedì seconda settimana |
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| Panca orizzontale (massimale 100 Kg) quindi: | |||
| PESO (Kg) RIPETIZIONI |
81 8 |
83,5 6 |
86 4 |
| totale ripetizioni = 18 | |||
A meno che non siate in una fase iniziale dopo un periodo di pausa e quindi i vostri carichi salgano molto velocemente, per esperienza, quando siete con i carichi ai vostri limiti, aggiungete solo un kg per volta per ogni "8" vinto. Per esempio:
| Prima seduta | |||
| PESO (Kg) RIPETIZIONI |
82 8 |
84,5 6 |
87 4 |
| totale ripetizioni = 18 | |||
| Seconda seduta | |||
| PESO (Kg) RIPETIZIONI |
82 8 |
84,5 6 |
87 4 |
| totale ripetizioni = 18 | |||
e così via.
Se invece alla prima serie aumentando 2,5 kg ne fate solo 7, togliete quei 2,5 kg e nella prossima seduta aggiungete solo 1 kg.
Se invece ne fate nove, vi potete permettere di aggiungere anche 2,5 kg direttamente nella seduta successiva. Se invece ne fate dieci provate con 3,5 kg e cosi via.
Per esempio:
| Prima seduta | |||
| PESO (Kg) RIPETIZIONI |
82,5 9 |
85 5 |
87,5 3 |
| totale ripetizioni = 17 | |||
| Seconda seduta | |||
| PESO (Kg) RIPETIZIONI |
85 8 |
87,5 6 |
90 4 |
| totale ripetizioni = 18 | |||
Normalmente, se eseguite lo scarico con il modulo 2:1 (per esempio 2 settimane di carico e una di scarico) alla terza seduta, appunto in scarico, dovrete comportarvi così:
| Terza seduta (-20% del peso, 2 sole serie, stesse ripetizioni dell'ultimo microciclo precedente) |
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| PESO (Kg) RIPETIZIONI |
68 8 |
70 6 |
| totale ripetizioni = 14 | ||
| Quarta seduta (Primo microciclo di ricarica al 105%, cioè aggiungendo un 5% di peso in più rispetto al precedente primo microciclo al 100% dell'intensità) |
||
| PESO (Kg) RIPETIZIONI |
68 8 |
70 6 |
| totale ripetizioni = 14 | ||
Naturalmente le ripetizioni segnate in tutti gli esempi sono assolutamente indicative, e posso variare sul campo a seconda del sesso, del soggetto, del grado di allenamento, del recupero e delle circostanze ambientali, ma si è voluto dare comunque dei punti di riferimento su cui lavorare. Un'ultima considerazione; quando un atleta è veramente maturo, può capitare la sequenza:
| PESO (Kg) RIPETIZIONI |
85 8 |
87,5 3 |
90 1 |
| totale ripetizioni = 13 | |||
Infatti, se la prima serie è veramente spinta allo spasimo, anche aumentando solo 2,5 kg o addirittura lasciando 85 kg, nelle seguenti serie non riesce a rispettare le ripetizioni, diciamo così, ufficiali. In questo caso aumentate solo il peso della prima serie (il target è stato comunque raggiunto) e lasciate inalterati i pesi delle seconda e terza serie finché non raggiungono rispettivamente le 6 e le 8 ripetizioni.
Se volete contattere direttamente l'autore dell'articolo per ulteriori chiarimenti potete farlo scrivendo a Claudio Tozzi.
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