Articolo pubblicato su: IronMan - Settore: Nutrizione
Inserito il: 18/06/2005 - Visto: 17222 - Gradimento:
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Farmacologia del bodybuilding
la follia dell'efedra
di Jerry Brainum

L'efedrina e la sua versione erboristica, il ma huang, sono due dei più diffusi ed efficaci termogeni attualmente in vendita - ma probabilmente presto non più disponibili. I mass media riportano regolarmente i presunti pericoli dell'utilizzo di efedrina ed i decessi di più di un atleta professionista piuttosto conosciuto che l'avevano usata sotto forma di integratori ha accelerato la rimozione dell'efedrina e del ma huang dalle categorie di farmaci da banco a causa della loro intrinseca "tossicità".

Così facendo i mass media trasmettono il messaggio implicito che l'efedrina è una sostanza pericolosa e dagli effetti imprevedibili per tutti. In realtà, la maggioranza dei dati scientifici più avanzati a disposizione non avvallano proprio quello scenario. Difatti, come ho già scritto nel passato proprio in questa rubrica, quasi ogni caso che ha presentato un grave problema di salute ascrivibile all'efedrina o al ma huang era dovuto a reazioni idiosincratiche. Detto in due parole, ci sono molte persone che usando l'efedrina o sostanze affini osservano gravi effetti collaterali a causa di patologie cardiache preesistenti che costituiscono una controindicazione all'assunzione stessa dell'efedrina o ad un dosaggio eccessivamente elevato.

L'efedrina è un farmaco "simpatomimetico", ossia agisce in maniera simile agli ormoni simpatetici, per esempio epinefrina e norepinefrina, o ne promuove la loro produzione. Questi ormoni sono conosciuti anche come "gli ormoni della reazione nervosa di fronte ad uno stress" e comportano l'elevazione della pressione sanguigna in seguito ad una costrizione vascolare oltre al rilascio del glucosio e dei grassi nel sangue. Una persona sana può tollerare facilmente questi effetti i quali, però, possono rivelarsi pericolosi per chi già presenta una patologia cardiovascolare, soprattutto se la dose che viene assunta è alta.

In uno studio recente,
soggetti disesso maschile
[che prendevanol’efedrina]
hanno registrato un miglioramento
del 48% alla pressaedel 16% alla panca piana.
Per unsimile progresso di solito
occorrono 4-12 settimane diallenamento.

É abbastanza sensato ipotizzare che l'efedrina influenzi il comportamento perché ha alcune proprietà in comune con altre sostanze, quali la cocaina e l'amfetamina, di cui sono attestati gli effetti sul cervello. Dosi maggiori di efedrina hanno ripercussioni a livello mentale che imitano, in senso lato, gli effetti delle amfetamine sebbene le ricerche pubblicate indichino che l'efedrina non presenta il possibile rischio di dipendenza o l'immediata tossicità cardiaca e cerebrale delle amfetamine.

Chi usa l'efedrina e non ne subisce effetti collaterali a livello mentale avverte una leggera euforia abbinata ad una sensazione di maggiore energia. L'effetto è amplificato nei soggetti con malattie mentali i quali spesso usano dosi spropositate di integratori con efedrina grazie al fatto che possono procurarseli più facilmente della cocaina o delle amfetamine. L'efedrina è davvero tanto simile per struttura alle amfetamine che se viene usata prima di un test anti-doping, dà un falso risultato positivo per le amfetamine. Solo un secondo test può stabilire se si tratti dell'una o dell'altra.

Nella letteratura medica più recente sono citati effetti collaterali psicologici apparentemente indotti dall'efedrina. In un articolo si descriveva il caso di un diciannovenne che dopo l'uso di due dei più famosi integratori a base di efedrina 1 non riusciva a dormire quanto prima, era più aggressivo e accusava disturbi del comportamento. Ne prendeva dosi talmente elevate da essere arrivato ad aprire le capsule e a sniffare la polvere come se fosse cocaina. Comunque è indicato che il soggetto non aveva precedenti disturbi psichiatrici.

In un altro caso un ventunenne aveva assunto un popolare termogeno a dosi sempre crescenti e presto si era ritrovato con manie e psicosi oltre che con deliri mentali. I dosaggi sono stati omessi e sappiamo solo che il soggetto aumentava su base regolare la dose. Un elettroencefalogramma aveva rivelato un'atrofia cerebrale - anormale per la sua età - la quale può causare disturbi mentali.

Studi pubblicati in precedenza che collegavano l'efedrina alle malattie mentali riportano 510 mg quotidiani come dose tipica assunta prima di arrivare a quei sintomi. Pensate alla differenza rispetto ai 90 mg giornalieri considerati sicuri o a 25 mg, la quantità tipicamente presente in una singola capsula della maggioranza degli integratori con efedrina. Il sintomo collegato più spesso all'assunzione di efedrina paiono essere le manie e, anche qui, pressoché ogni soggetto dei casi riportati aveva già il problema da prima di usare l'integratore contenente efedrina o ma huang. Quasi sempre ne abusavano e questo porta a problemi chiunque. Come si dice: "Il troppo stroppia".

Un altro studio effettuato da poco su caso ha documentato un effetto collaterale raro ma possibile: il priapismo. 2 Si tratta di un'erezione prolungata ed involontaria. All'inizio pare una bella cosa, ma l'erezione è sangue fermo nel pene e che se non viene lasciato defluire dopo un po' può causare seri danni, tra i quali, paradossalmente, compromettere la funzionalità sessuale.

I casi esposti in quegli studi riguardavano l'uso di cocaina e di integratori a base di efedrina, anche se non simultaneamente. La cocaina causa il priapismo inibendo la ricaptazione della norepinefrina, la quale estende l'attività vasocostrittiva del sistema nervoso simpatico. È interessante che l'uso della cocaina porta spesso ad un'impotenza temporanea perché l'erezione dipende da un giusto equilibrio tra sistema nervoso parasimpatico e sistema nervoso simpatico. All'inizio è dominante il sistema parasimpatico e promuove l'erezione dilatando i vasi sanguigni nei tessuti del pene. Una volta che questi sono congestionati di sangue, entra in azione il sistema simpatico per restringere i vasi sanguigni, in pratica intrappolandovi il sangue al fine di mantenere l'erezione. In circostanze normali la vasocostrizione è soppressa dalle contrazioni della muscolatura pelvica e dal rapido rilascio del sangue fermo nei tessuti, tutti elementi collegati all'orgasmo. Tuttavia cocaina ed efedrina possono bloccare l'effetto mantenendo i tessuti congestionati e comportando la brutta sensazione di eccitazione senza possibilità di orgasmo. (Mi sono sempre domandato perché si parli di "performance" sessuale).

Nei casi descritti nello studio, i soggetti che utilizzavano integratori di libera vendita contenenti efedrina avevano erezioni che duravano 7-9 ore. Ahi! E senza Viagra!

Ad ogni modo devono essere considerati casi di reazioni soggettive perché molti uomini prendono i medesimi integratori con efedrina e non hanno erezioni prolungate e dolorose. I soggetti di quello studio magari avevano problemi di salute o di circolazione non conclamati e ciò li ha resi particolarmente vulnerabili a tale effetto. In fondo, se l'erezione prolungata fosse un effetto comune avrebbe senz'altro ricevuto molta pubblicità.

L’insulina è
indispensabile
per diverse fasi
dell’immagazzinamento
e delmetabolismo
delle sostanzenutritive.

Nella letteratura scientifica dove si riportano gli effetti collaterali dell'efedrina spicca uno studio positivo. 3 Tredici uomini hanno assunto caffeina (4 mg per ogni chilogrammo di peso corporeo), efedrina (0,8 mg per ogni chilogrammo di peso corporeo), una combinazione di queste due sostanze oppure un placebo. Novanta minuti dopo hanno eseguito tre serie di pressa per le gambe e tre serie di distensioni sulla panca piana.

Chi ha assunto la combinazione di caffeina ed efedrina e chi ha preso la sola efedrina ha presentato un incremento della resistenza muscolare però soltanto nella prima serie di ciascuno degli esercizi. Per tutte e tre le serie chi ha preso gli integratori è stato in grado di sollevare carichi maggiori rispetto a chi ha ricevuto un placebo; in particolare, coloro che hanno usato l'efedrina hanno visto alzarsi la pressione sanguigna prima dell'allenamento. Il miglioramento alla pressa è stato in misura del 48% e alla panca piana del 16%, risultati che a cose normali si ottengono nell'arco di 4-12 settimane di allenamento. I ricercatori hanno notato che l'abbinamento di caffeina ed efedrina non ha dato niente di più della sola efedrina, contraddicendo quanto si va affermando ultimamente che l'efedrina non abbia alcun beneficio ergogenico.

 

Abuso di insulina

Se venti anni fa chiedevate ai bodybuilder agonisti quali fossero le applicazioni dell'insulina, vi sarebbe stato risposto dalla maggioranza di loro che era un farmaco per diabetici. È vero che l'insulina serve per la cura del diabete, una patologia che si presenta in due forme. Il diabete di tipo I è caratterizzato da un deficit completo delle cellule beta del pancreas le quali non sono più in grado di sintetizzare l'insulina. Ecco perché chi ne soffre è costretto a ricorrere all'insulina per via iniettabile. Il diabete di tipo II, o "diabete a insorgenza nella maturità" (perché si manifesta dopo i 40 anni), può essere tenuto sotto controllo con altri farmaci insieme ad una riduzione del peso corporeo e ad una dieta equilibrata, sebbene in alcuni casi diventi necessaria l'insulina per mantenere normale la glicemia.

L'insulina è di importanza vitale per svariati aspetti connessi all'immagazzinamento e al metabolismo delle sostanze nutritive. È richiesta per l'assorbimento del glucosio da parte delle cellule ed aiuta il passaggio degli aminoacidi all'interno dei muscoli. Favorisce l'attività del glicogeno sintetasi, un enzima che limita il ritmo della sintesi del glicogeno. Tra gli effetti meno desiderabili, l'insulina è l'ormone più potente nell'induzione della sintesi dell'adipe.

I bodybuilder, come pure altri atleti, usano l'insulina per vari motivi. Uno è che permette di ripristinare rapidamente i depositi muscolari di glicogeno e ciò aumenta le energie a disposizione e la pienezza dei muscoli. Il suo ruolo nell'assimilazione degli aminoacidi è cruciale in quanto gli aminoacidi sono utilizzati per le reazioni che rientrano nel processo di sintesi delle proteine muscolari. Inoltre l'insulina ha un effetto anticatabolico a livello del tessuto muscolare e previene che ne venga sacrificata una quantità eccessiva.

Si aggiunge poi il fatto che l'insulina agisce in sinergia con altri ormoni anabolici quali il testosterone e l'ormone della crescita. Anzi, la combinazione di questi tre ormoni è alla base delle enormi masse muscolari dei bodybuilder professionisti attuali. I tre ormoni amplificano gli effetti anabolici l'uno dell'altro. Purtroppo la medesima combinazione è anche motivo dell'addome dilatato tanto frequente oggi sui palchi di gara. Sembra che usare insieme insulina e IGF-1 (per il GH assunto) comporti un ingrossamento dei visceri ed un ispessimento della muscolatura della parete addominale.

Varie forme di insulina possono essere acquistate senza una prescrizione medica proprio per facilitare i pazienti diabetici. Gli atleti usano di preferenza due generi di insulina sintetica, entrambi prodotti per mezzo della tecnologia con DNA ricombinante: l'Humalog, una forma veloce che raggiunge il picco della concentrazione in due ore e viene smaltita dopo quattro ore, e l'Humulin-R, la quale agisce altrettanto rapidamente ma scende in 6-8 ore. L'insulina deve essere sempre e comunque iniettata perché è un polipeptide costituito da lunghe catene di aminoacidi; l'assunzione orale la renderebbe inattiva in tempi troppo rapidi. L'iniezione deve essere sottocutanea e i siti in cui si inietta vanno cambiati continuamente.

Un centimetro cubo colmo di insulina equivale a 100 UI e le dosi utilizzate dai bodybuilder si aggirano, mediamente, su 1 UI ogni 6,8 kg di peso corporeo. Lo schema di assunzione che è consigliato di solito prevede di consumare un minimo di 10 g di carboidrati semplici, ad assorbimento veloce, entro 20-30 minuti dall'iniezione. Se i carboidrati non vengono consumati si può arrivare in poco tempo ad un'ipoglicemia, ossia ad un brusco abbassamento degli zuccheri nel sangue. I sintomi sono sonnolenza, torpore, fame, visione offuscata, vertigini, sudorazione, difficoltà di articolazione delle parole, incapacità a concentrarsi, formicolio a mani e piedi con altri effetti ancora. Se non vengono introdotti immediatamente degli zuccheri semplici appena si presentano tali sintomi, il cervello si trova privato della sua fonte energetica primaria (il glucosio) e può subentrare il coma.

Diversi bodybuilder sono entrati in coma per un utilizzo scriteriato dell'insulina. Nel caso più recente riferito nella letteratura medica, un bodybuilder di 31 anni era entrato in coma dopo essere passato a farsi dell'insulina ad azione rapida. 4 In passato aveva usato la forma ad azione più lunga e pare che non fosse informato sulle differenze nei tempi di azione e sulla necessità di consumare i carboidrati semplici nei tempi e nelle quantità precise. In un altro caso un bodybuilder di 21 anni ha avuto un grave danno cerebrale sempre a causa dell'insulina. 5

Peter Sonksen, medico e ricercatore britannico, osserva: "Sbagliandone la somministrazione, l'insulina può uccidervi all'istante o lasciarvi come un vegetale per tutta la vita".

Per quanto riguarda i tempi di assunzione, se siete tanto intrepidi o sciocchi da volerla utilizzare, è meglio farlo appena alzati di mattina e dopo un'intensa sessione d'allenamento. In quei momenti è elevato il cortisolo, il potente ormone catabolico, e l'insulina va a contrastarne gli effetti.

Dovreste sapere, comunque, che l'iperinsulinemia, ossia valori elevati dell'insulina, comporta gravi conseguenze a lungo termine per la salute oltre ai grossi pericoli immediati di cui abbiamo già parlato. Valori elevati dell'insulina promuovono un processo nel corpo conosciuto come "glicazione", ossia il depositarsi di zuccheri nei tessuti, ritenuta una delle principali cause dell'invecchiamento. Sappiamo che i diabetici, che stiano seguendo o meno la terapia con l'insulina, invecchiano prima. Recenti studi svolti su animali mostrano che controllare per tutta la vita i valori dell'insulina può essere un passo importante per l'anti-aging e per mantenere le energie anche in età avanzata.

Uno studio ha indicato che l'impiego dell'insulina favorisce l'ossidazione delle lipoproteine a bassa densità (LDL), il cosiddetto colesterolo cattivo. 6 Ciò comporterebbe l'aterosclerosi e, di conseguenza, le patologie cardiache. Un'altra ricerca mostra che dosi elevate di insulina possono portare al vasospasmo delle coronarie e, di conseguenza, all'infarto miocardico. 7

Uno studio pubblicato all'inizio dell'anno indica la possibilità che valori elevati dell'insulina siano collegati all'insorgenza dell'Alzheimer. 8 Il meccanismo riguarda una maggiore produzione e l'inibizione della degradazione della proteina beta-amiloide che si accumula nel cervello dei malati di Alzheimer e si ritiene all'origine della malattia. È strano che invece, nei giovani, l'insulina migliori la memoria; ad ogni modo un ricercatore che ha partecipato allo studio ha affermato che "valori elevati di insulina fanno male al cervello come al corpo". A proposito di questo, le dosi di insulina impiegate nello studio erano maggiori di quelle impiegate dai diabetici ma vicine a quelle suggerite ai bodybuilder per ottenere un effetto "anabolico".

Alcuni studi
ipotizzano una relazione
tra iperinsulinemia e
comparsa dell’Alzheimer.

L'unico aspetto dell'utilizzo dell'insulina che trovo curioso è che nei protocolli solitamente consigliati agli atleti non viene mai fatta menzione dell'uso di aminoacidi insieme al farmaco. Eppure ci sono dati a chiara dimostrazione che l'insulina promuove la sintesi delle proteine muscolari soltanto in presenza di quantità elevate di aminoacidi. Sembra prudente, perciò, assumere gli aminoacidi - e non una fonte di proteine intere - insieme agli zuccheri subito dopo un'iniezione di insulina ad azione rapida perché l'insulina "spinge" quegli aminoacidi direttamente nei muscoli con uno spiccato effetto sulla sintesi proteica.

Dovreste sapere inoltre che se siete già insensibili all'insulina perché avete una quantità eccessiva di adipe, il protocollo basato su insulina e zuccheri peggiorerà la situazione. Sarebbe come cercare di spegnere un fuoco versandoci sopra la benzina. Tenete presente che l'insulina promuove la sintesi dell'adipe attivando ogni processo corporeo che agisca in tale direzione e, al tempo stesso, disattivando la lipolisi. La lezione da imparare è che non dovete neppure pensare di usare l'insulina - a meno di non essere diabetici - e ridurre l'adipe invece per mezzo della dieta e dell'allenamento. L'insulina possiede perfino una potente azione di ritenzione dell'acqua e del sodio e questo può portare, in alcuni soggetti, ad ipertensione.

Coloro che (saggiamente) preferiscono evitare un prodotto potenzialmente pericoloso come l'insulina, possono raggiungere un effetto simile (anche se meno spiccato) sulla sintesi proteica muscolare consumando una fonte proteica ad assimilazione veloce (per esempio il siero del latte) abbinata, immediatamente dopo l'allenamento, ai carboidrati semplici. La combinazione rende massima la produzione endogena di insulina e ciò aumenta l'assorbimento degli aminoacidi nei muscoli oltre a ripristinare in minor tempo il glicogeno. La cosa migliore, poi, è che non rischiate di entrare in coma.

Bibliografia
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Munarriz, R., et al. (2003). Cocaine and ephedrine-induced priapism: case reports and investigation of poten-tial adrenergic mechanisms. Urology.62:187-92.
Jacobs, I., et al. (2003). Effects of ephedrine, caffeine,and their combination on muscular endurance. MedSciSports Exer.35:987-94.
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Quinones, A., et al. (1999). Evidence that acute insulinadministration enhances LDL cholesterol susceptibility tooxidation in healthy humans. Aterioscler Thromb Vasc Biol.19:2928-2932.
Kamijo, Y., et al. (2000). Myocardial infarction withacute insulin poisoning. Angiology.51:689-693.8Watson, G.S., et al. (2003). Insulin increases CSF Ab42levels in normal older adults. Neurology.60:1899-1903.

Alcuni studi ipotizzano una relazione tra iperinsulinemia e comparsa dell'Alzheimer.

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L'editore di Olympian's News Sandro Ciccarelli

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