| Articolo pubblicato su Olympian's News
numero 53. ©2002 by Ironman, all right reserved |
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Il bodybuilding è molto diverso dalla maggioranza degli sport seguiti
dalla maggioranza della gente. Pallacanestro, baseball e football si basano
tutti e tre sulla velocità, sull'agilità, sulla coordinazione
mano-occhio, tutti attributi fisici che inevitabilmente vengono persi quando
raggiungiamo la mezza età. Il bodybuilding, al contrario, è uno
dei pochi sport che permette di ottenere miglioramenti anche a quaranta anni
inoltrati e potete sempre gareggiare (se scegliete di farlo) a settanta e ad
ottanta anni - ammesso che facciate tutto nella maniera giusta ed
apportiate
i cambiamenti necessari per la vostra età.
Anche se il grande Arnold Schwarzenegger si ritirò dall'agonismo alla
giovanissima età di 28 anni - e poi ritornò cinque anni dopo -
altre leggende dello sport, compresi Chris Dickerson, Bill Pearl e Frank Zane,
hanno raggiunto la maturità fisica dopo i 40. Ovviamente non possiamo
dimenticare i grandi Albert Beckles ed Ed Corney che non hanno avuto successo
se non dopo avere compiuto quaranta anni. Nella scena odierna del bodybuilding
un ottimo esempio è Vince Taylor. Ha vinto il Master Olympia per cinque
volte e, all'età di 45 anni, ha partecipato con una splendida forma all'ultimo
Masters Olympia.
Non
c'è quindi dubbio che potete continuare a fare bodybuilding anche se
siete di mezza età, ma sorge una domanda: quali cambiamenti si dovrebbero
apportare all'allenamento con il passare degli anni? Non sono ancora in pensione
(ho 38 anni), ma ho visto molti bodybuilder che continuano ad allenarsi intensamente
e con carichi pesanti nonostante l'età. È comunque un dato di
fatto che il corpo va incontro a cambiamenti con il passare degli anni e di
questi cambiamenti dobbiamo tenere conto.
Il primo cambiamento è inevitabilmente a scapito del recupero. Vi ricordate
che prima potevate martoriare i muscoli con sessioni pesanti ed intense senza
avere molti problemi se non per i gruppi più forti e più grossi?
Quella miracolosa capacità di recupero non dura molto oltrepassati i
trenta anni.
La maggioranza di bodybuilder che hanno oltrepassato la trentina allenano ogni
gruppo muscolare una sola volta la settimana. Fare passare sette giorni per
recuperare da una sessione all'altra per lo stesso gruppo muscolare è
solitamente l'ideale se vi allenate intensamente. I muscoli, i tendini e le
articolazioni - ma anche tutto l'organismo - hanno bisogno di una pausa.
La tabella che seguo ora rispecchia questa maggiore necessità di recupero.
Da ragazzino mi allenavo sei giorni la settimana, ogni gruppo muscolare due
volte la settimana. Ingrossando, aumentando la forza ed iniziando a fare allenamenti
più intensi, ho deciso con il mio compagno d'allenamento di fare un giorno
di riposo ogni tre giorni di allenamento. Abbiamo avuto subito vantaggi da quel
giorno di recupero in più. In poche settimane ottenni enormi miglioramenti.
Molti anni dopo decisi di aggiungere un altro giorno di riposo. Allenavo sempre
tutto il corpo in tre giorni ma aggiunsi un ulteriore giorno di recupero ogni
due sessioni. La vecchia tabella era la seguente:
1° giorno: pettorali, braccia, polpacci
2° giorno: addominali, gambe
3° giorno: deltoidi, dorsali, polpacci
4° giorno: riposo
5° giorno: riprendere dal 1° giorno
Aggiungendo un giorno di recupero diventava così:
1° giorno: pettorali, braccia, polpacci
2° giorno: addominali, gambe
3° giorno: riposo
4° giorno: deltoidi, dorsali, polpacci
5° giorno: riposo
6° giorno: riprendere dal 1° giorno
Quell'ulteriore giorno di recupero equivaleva ad allenare ogni gruppo muscolare
ogni cinque giorni invece che ogni quattro. Inoltre potevo allenarmi più
intensamente. Il giorno di riposo tra la sessione delle gambe e quella dei dorsali
mi permetteva di riposare maggiormente per poi lavorare gli importantissimi
muscoli della bassa schiena, i quali, in definitiva, una volta rafforzati, mi
permettevano di usare più peso allo squat e agli stacchi.
Il passo successivo su per la scala del recupero consisteva in una giusta suddivisione
dei gruppi muscolari, dividendo tutto il corpo in quattro giorni e non in tre.
Ecco allora come diventò la mia tabella:
1° giorno: pettorali, tricipiti, polpacci
2° giorno: addominali, gambe
3° giorno: riposo
4° giorno: deltoidi, polpacci
5° giorno: dorsali, bicipiti
6° giorno: riposo
7° giorno: riprendere dal 1° giorno
Così allenavo ogni gruppo muscolare ogni sei giorni invece che ogni
cinque. Riposavo ancora di più tra la sessione delle gambe e quella dei
dorsali. Iniziai a notare che la bassa schiena aveva bisogno di maggiore recupero
tra le due sessioni. Infatti esercizi come lo squat e gli stacchi a gambe tese
il giorno delle gambe e il rematore con bilanciere e gli stacchi il giorno dei
dorsali stressano la regione lombare. Se non tenete conto del fattore recupero
quando stendete un programma d'allenamento, potete facilmente infortunare quella
delicata zona del corpo.
La mia tabella d'allenamento è rimasta quella per diversi anni, finché
non mi sono deciso ad aggiungere un altro giorno di recupero in modo che tra
una sessione e l'altra per ogni gruppo muscolare riposavo ben sette giorni.
Ecco allora come è diventato il programma:
1° giorno: pettorali, tricipiti, polpacci
2° giorno: riposo
3° giorno: addominali, gambe
4° giorno: riposo
5° giorno: deltoidi, polpacci
6° giorno: dorsali, bicipiti
7° giorno: riposo
8° giorno: riprendere dal 1° giorno
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ESPLOSIONE DI GH IN PALESTRA
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Non solo questo programma mi ha permesso di riposare e recuperare di più,
ma tornava benissimo con i miei impegni di lavoro al tempo. Ho così sempre
allenato pettorali, tricipiti e polpacci di lunedì, le gambe di mercoledì,
ecc. Era più facile organizzare l'allenamento in base agli impegni quotidiani
piuttosto che il contrario dato che la mia settimana era già stabilita.
Anzi, seguo ancora questo programma. L'unico cambiamento che ho apportato l'anno
scorso è stato una settimana di completo riposo ogni 6-8. Programmare
i periodi di recupero serve pure come incentivo mentale perché mi alleno
più intensamente in quelle 6-8 settimane sapendo che dopo mi aspetta
un meritato riposo di ben sette giorni.
Comunque, per quanto il mio nuovo programma favorisca un recupero migliore,
sono perfettamente consapevole che con il passare degli anni c'è sempre
il rischio di un infortunio, come una nuvola nera che minaccia la riuscita di
un picnic. Per evitarlo e per ottenere risultati senza interruzioni, i bodybuilder
devono essere più attivi e cercare nuovi modi per recuperare maggiormente.
L'anno
scorso, quando mi preparavo per le gare, ho deciso di avvalermi del vantaggio
di un massaggio profondo la settimana e della chiroterapia. I massaggi mi hanno
aiutato enormemente a rilassare alcuni gruppi muscolari che si erano irrigiditi
molto allenandomi con carichi elevati - soprattutto la bassa schiena, le anche,
i glutei ed i deltoidi anteriori. La chiroterapia mi è servita per mantenere
il corretto allineamento della mia colonna vertebrale. Aggiungendo questi due
trattamenti ho migliorato maggiormente il recupero ed ho evitato gli infortuni.
Solitamente allenandomi trascuravo la flessibilità e quindi non facevo
lo stretching. Come molti altri bodybuilder non mi piace. Lo trovo fastidioso
se non addirittura doloroso.
Eppure i benefici dello stretching sono innegabili, soprattutto quando gli anni
passano. Con l'invecchiamento il corpo perde per forza di cose la massa muscolare
- ma questo non accade ai furbi bodybuilder che continuano ad allenarsi con
i pesi - e tendiamo a diminuire anche la flessibilità. Il problema è
più grave per i pesisti che si allenano sempre in modo molto pesante.
I miei flessori delle anche, i glutei e la bassa schiena sono diventati molto
rigidi dopo essere stati bombardati con esercizi quali lo squat, gli stacchi
e il rematore con bilanciere.
Adesso mi sforzo di inserire un po' di stretching quotidianamente - anche se
solamente 10 minuti. I giorni in cui mi alleno ne inserisco dai 15 ai 20 minuti
prima degli esercizi. Il mio massaggiatore mi ha consigliato di farne altri
10 minuti al termine dell'allenamento, soprattutto nei giorni pesanti dei dorsali
e delle gambe.
Lo stretching permette di prevenire gli infortuni allentando gran parte della
rigidità muscolare. Se quel giorno farò lo squat, per eseguirlo
correttamente mi occorre avere glutei e femorali elastici. Se quei due gruppi
muscolari sono rigidi è probabile che l'esecuzione sia scorretta e che
finisca con l'affaticare troppo la bassa schiena.
Un altro problema al quale vanno incontro i bodybuilder con il passare degli
anni sono i dolori e la rigidità alle articolazioni. Mi ricordo benissimo
come era la situazione quando avevo venti anni. Come entravo in palestra mi
stendevo sulla panca ed iniziavo ad allenarmi. Senza riscaldamento, senza stretching
- caricavo il bilanciere ed iniziavo. Le spalle non mi facevano male, non avevo
fitte acute ai gomiti e le ginocchia stavano bene. Ah, che bei tempi!
Oggigiorno
è ovvio che la situazione sia diversa. Da quanto ho capito, con il tempo
il corpo produce meno liquido sinoviale (la preziosa sostanza che circonda le
articolazioni e fa da loro cuscino). Non ho bisogno di leggere le ricerche scientifiche
per averne conferma. Mentre mi riscaldo con i manubri da 4 kg capisco perfettamente
che il mio liquido sinoviale non è più come una volta.
Invecchiando ho scoperto che il riscaldamento è assolutamente necessario
prima di iniziare la sessione. Le zone problematiche durante gli esercizi di
spinta sono le articolazioni delle spalle e dei gomiti. Prima di attaccare le
gambe e la schiena devo invece prestare attenzione ai flessori delle anche,
alla bassa schiena ed ai dorsali. Infine le ginocchia (oh, le mie povere ginocchia!)
hanno senz'altro necessità di un buon riscaldamento prima che tenti lo
squat o anche la pressa.
Consigliato dal mio chiroterapeuta, eseguo esercizi specifici per la cuffia
dei rotatori prima di iniziare a lavorare spalle e pettorali. Quando arrivo
in palestra e devo ancora riscaldarmi, inizio con qualche serie leggerissima
(prendo i manubri da 4 kg) di distensioni con manubri stando in piedi e curl
alternato con manubri, sempre in piedi. Nelle distensioni giro i polsi, secondo
una versione modificata delle distensioni alla Arnold, ed esagero la supinazione
delle mani per riscaldare quanto più possibile gomiti e polsi.
Dopo il breve riscaldamento passo a due serie per ciascuno degli esercizi per
la cuffia dei rotatori. Li faccio costantemente da cinque anni e sono contento
di potere dire di non avere avuto problemi alle spalle durante gli esercizi
per pettorali e deltoidi. Gli esercizi e il riscaldamento non portano via molto
tempo e sono meravigliosi per evitare gli infortuni.
Prima dell'importantissima sessione di allenamento per le gambe sono solito
allenare l'addome. Con l'esperienza mi sono accorto che esercizi come il situp
su panca inclinata e il sollevamento delle gambe da appeso allenano indirettamente
anche i quadricipiti. Quindi mi servono per riscaldare le gambe e prepararmi
agli esercizi che devo fare.
Prima di iniziare la tabella delle gambe faccio anche un po' di cyclette perché
lo squat e la pressa stressano molto i tendini della rotula, nel ginocchio.
Sei minuti intensi di cyclette fanno veramente affluire il sangue nei quadricipiti
e le ginocchia si riscaldano quel tanto per potere caricare tanto peso.
Inoltre penso sia saggio adottare il metodo piramidale. Terminato il riscaldamento
inizio sempre con un carico leggero, durante la prima serie, e poi aumento il
carico gradualmente ad ogni serie. Il metodo piramidale è in giro da
decenni e ci sarà pure un motivo: perché funziona!
Se usate i metodi di allenamento che ho illustrato nell'articolo e vi avvalete
della consulenza di un massaggiatore e di un chiroterapeuta, penso che potrete
allenarvi pesantemente ed intensamente anche con il passare degli anni. Ovviamente
dovete stare attenti - a differenza di quei bei tempi spensierati della gioventù
- ma è sempre possibile tirare avanti la carretta. Trattate il vostro
corpo come una vecchia automobile che ha bisogno di tanta manutenzione per continuare
a viaggiare con efficienza. Non dimenticatevi mai, comunque, che avete un solo
corpo. Non potete andare a sostituirlo con un modello nuovo.
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