| Articolo pubblicato su Olympian's News numero 47. ©2001 by Ironman, all right reserved |
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di Jerry Brainum |
Durante
i recenti Giochi Olimpici di Sidney, in Australia, gran parte dellattenzione che
avrebbe dovuto essere riservata per le gare internazionali di atletica è stata sviata
sulla domanda di quale atleta sarebbe stato trovato positivo al successivo test
antidoping. Perfino quando leccellente star dellatletica Marion Jones stava
facendo del suo meglio per aggiudicarsi ben cinque medaglie doro sul campo, il
marito, il lanciatore di peso C. J. Hutter, che nemmeno gareggiava, riceveva addirittura
maggiore attenzione di lei perché si scopriva che non aveva superato il test antidoping
per quattro volte di seguito. Ancora più controverso era il farmaco che lo aveva fatto
risultare positivo: il nandrolone.
Il nandrolone è il nome generico di un gruppo di steroidi anabolizzanti, il più conosciuto tra essi comprende sostanze iniettabili come il Deca-Durabolin e il Durabolin. Hunter sosteneva di non avere mai assunto steroidi anabolizzanti di alcun tipo e suggeriva che il suo risultato positivo al test per il nandrolone fosse eventualmente dovuto alluso di compresse di ferro "contaminate". A meno che Hunter non avesse avuto problemi di anemia o avesse subito una qualche perdita occulta di sangue, non avrebbe dovuto prendere un integratore di ferro ma questa è unaltra storia.
Molti altri atleti sono risultati positivi al nandrolone durante gli ultimi tre anni. Questo è curioso perché tra tutti gli steroidi anabolizzanti a disposizione, il nandrolone è probabilmente la peggiore scelta che possa fare un atleta che deve sostenere un test antidoping. Con le attuali procedure di controllo dei prodotti, i metaboliti del nandrolone sono rintracciabili per 18 mesi o anche di più. Questo significa che potreste essere trovati positivi al nandrolone anche se non lo usaste più da un anno e mezzo. La maggioranza degli atleti lo sa e pertanto ne evita luso. Allora ciò si fa beffe della recente impennata di test con risultati positivi al nandrolone?
Alcuni studi di recente pubblicazione possono dare la risposta. Ad esempio, in uno studio, quando tre uomini normali, che non usavano alcun tipo di steroide anabolizzante né di farmaco, hanno mangiato 310 g di suino, hanno escreto sottoprodotti del nandrolone nelle urine a livelli che li avrebbero fatto risultare positivi in un test antidoping per il nandrolone.
Una spiegazione maggiormente verosimile è quella alla quale alludeva C. J. Hunter: la contaminazione dei supplementi venduti senza ricetta medica (N.d.D. Negli Stati Uniti i pro-ormoni sono considerati e venduti come integratori). Un nuovo studio indica che il problema potrebbe essere in alcuni famosi integratori di pro-ormoni, in particolare landrostenedione, che è usato per incrementare il testosterone.
I soggetti erano 41 uomini in buono stato di salute, di età compresa tra i 20 e i 44 anni, che erano stati assegnati con un procedimento casuale ad uno dei seguenti gruppi: un gruppo che prendeva 100 mg di andro al giorno per sette giorni, un altro gruppo che prendeva 300 mg al giorno per sette giorni e un gruppo di controllo che non prendeva landro. Al fine di avere dei termini di paragone, altri quattro soggetti prendevano 10 mcg di 19-norandrostenedione.
Mentre i pro-ormoni19-nor comportano senzaltroMentre i pro-ormoni 19-nor comportano senzaltro un incremento dellescrezione attraverso le urine di metaboliti che sono simili a quelli prodotti dagli steroidi a base di nandrolone (anche se in concentrazioni piuttosto basse), landro non dovrebbe farlo. Tuttavia tutti i soggetti che prendevano landro in una qualsiasi dose avevano i metaboliti del nandrolone rintracciabili nelle urine. Chi prendeva la dose da 100 mg ne aveva leggermente di più del livello minimo per risultare positivi ad un test anti-doping. Chi ne prendeva 300 mg al giorno aveva il livello dei metaboliti del nandrolone che era di circa quattro volte e mezzo maggiore del minimo per un risultato positivo al test. I risultati mostravano che 20 dei 24 soggetti che assumevano gli integratori con landro sarebbero risultati positivi ad un test per il nandrolone.
Un altro problema che è diventato evidente in questo studio riguarda la purezza degli integratori di proormoni che si trovano in vendita (negli U.S.A. N.d.D.). Delle nove marche impiegate, una non conteneva andro per niente; questo significa che non conteneva affatto andro e neppure un pro-ormone 19-nor, anche se letichetta riportava che conteneva 50 mg di andro. Le marche che dovevano avere 100 mg di andro in pratica presentavano contenuti variabili tra i 35 e i 103 mg. Una marca conteneva addirittura 10 mg di testosterone! Anzi, sei delle nove marche di andro impiegate nello studio avevano errori sulletichetta per quanto riguarda il contenuto di andro del prodotto.
Per quanto riguarda il motivo per il quale gli integratori di andro contenessero metaboliti del nandrolone, gli autori possono solamente avanzare delle speculazioni. Essi sottolineano che gli steroidi aromatizzabili gli steroidi che possono essere aromatizzati, ossia convertiti in estrogeni possono portare ad una via che produce i metaboliti del nandrolone. Landro è soggetto a questo genere di conversioni. Altri studi indicano che alcuni uomini sembrano produrre metaboliti del nandrolone nel loro corpo; in ogni caso, nessuna delle ricerche finora fatte ha mostrato livelli sufficientemente alti da far risultare positivi ad un test anti-doping.
Lo scenario
maggiormente probabile riprende la scusa di C. J. Hunter: landro è stato
contaminato durante la lavorazione. Ciò può avere significato uno scarso controllo della
qualità, come lavere mescolato il materiale dellandro nella medesima
attrezzatura che era stata usata per gli "integratori" del 19-nor e pertanto
lasciando che una quantità sufficiente di 19-nor cadesse nellintegratore a base di
andro facendo risultare positivi al test anti-doping. Certamente questa è una pura
ipotesi, ma non cambia il fatto che molti integratori con andro siano proprio contaminati
con i metaboliti del nandrolone e alcuni atleti che pensavano di stare usando solamente
landro probabilmente sono stati trovati positivi al nandrolone per questo motivo.
Se alcuni altri eventi che sono stati riportati recentemente si rivelassero veri, i pro-ormoni non saranno gli unici integratori (negli U.S.A. N.d.D.) di vendita libera possono essere stati contaminati con i metaboliti del nandrolone. La giavellottista tedesca Carolin Suboll, 19 anni, che è arrivata seconda ai Campionati Europei di atletica Juniores, è recentemente risultata positiva al nandrolone dopo avere usato un prodotto con creatina. Però non è stata sospesa dalle gare, perché le analisi dellintegratore in questione hanno rilevato che esso conteneva una concentrazione di metaboliti del nandrolone sufficientemente alta da fare risultare positivi al test.
Se la storia fosse vera non ho alcuna conferma sicura è certamente il colmo dellironia, dato che la creatina prodotta in Germania gode della reputazione di essere tra la più pura e meno adulterata al mondo. Questo ipotizzando, ovviamente, che lintegratore che ella ha usato sia stato di origine tedesca.
Uno studio chiamato "The Andro Project" ha esaminato gli effetti fisiologici ed ormonali delluso di un integratore orale quale 200 mg di androstenedione (andro) o di androstenediolo (4-AD) in 50 uomini, di età compresa tra i 35 e i 65 anni.3 Gli uomini sono stati casualmente ripartiti in un gruppo che assumeva landro, un gruppo con il 4-AD e un gruppo con il placebo. Si sono anche impegnati in un programma di allenamento con i pesi ad elevata intensità durante lintero svolgimento dello studio. Nessuno dei soggetti prendeva un qualche genere di farmaco androgeno e tutti presentavano, allinizio, livelli di testosterone normali.
Durante lo studio della durata di 12 settimane tutti gli uomini che prendevano gli integratori con pro-ormoni mostravano un aumento significativo dellaromatizzazione. Il gruppo con landro presentava anche un incremento del 16% del testosterone totale dopo un solo mese; in ogni caso, calavano di nuovo ai valori di riferimento entro il termine dello studio. Gli autori hanno indicato che il calo del testosterone al termine fosse stato causato dallincremento dellaromatizzazione abbinato ad un calo della produzione del testosterone endogeno.
Essi basano tale congettura su un calo dellormone luteinizzante (LH) che in media va dal 18 al 33%. LLH è un ormone pituitarico che controlla la sintesi del testosterone nelle cellule di Leydig dei testicoli. Un incremento dei valori di estrogeni ritrasmette un messaggio di feedback allipotalamo, nel cervello, per fermare il rilascio del fattore liberante le gonadotropine (GnRH), il quale evita la liberazione a livello pituitarico dellLH.
Nessuno dei due integratori con pro-ormoni aumentava un qualche adattamento allallenamento oltre quello raggiunto dal gruppo trattato con placebo per quanto riguarda il miglioramento della composizione corporea, come il dimagrimento, o laumento di forza. Entrambi i pro-ormoni, comunque, abbassano le lipoproteine ad alta densità (o colesterolo HDL) in maniera sufficiente per indurre un incremento del 6,5% del rischio cardiovascolare. Al contrario, il gruppo con il placebo presentava un aumento pari al 5,1% dei valori del colesterolo HDL durante lo studio, indicando leffetto benefico dellallenamento con i pesi nella prevenzione delle patologie cardiovascolari. In base a quei risultati, gli autori hanno concluso che "i precursori del testosterone non potenziano gli adattamenti allallenamento con i pesi quando sono consumati alle dosi consigliate dai produttori."
Un problema con lo studio è che i soggetti, come quelli degli studi precedenti, presentavano percentuali di grasso corporeo superiori. Questo è significativo perché percentuali più alte di grasso corporeo portano ad un incremento dellaromatizzazione del testosterone in estrogeno. Ladipe è una fonte ricca di aromatasi, lenzima che catalizza il processo di aromatizzazione. Un altro problema è la forma di supplemento usata nellesperimento. I pro-ormoni orali devono fare un primo passaggio attraverso il fegato, che degrada una grossa quantità del supplemento. Il fegato contiene anche un sistema che converte direttamente il testosterone in estrogeno; in ogni caso il fatto che il testosterone totale si elevi durante il primo mese dello studio indica che parte dei pro-ormoni è sopravvissuta al primo passaggio dal meta-bolismo epatico.
Secondo il guru dei pro-ormoni, Patrick Arnold, che ha giocato un ruolo decisivo nello sviluppo di molti degli integratori odierni a base di pro-ormoni, i ricercatori di questo studio non erano sicuri di quale tipo di pro-ormone usassero. Per esempio, uno dei ricercatori con cui Arnold parlò non era certo di quale isomero dellandrostenediolo avessero impiegato. Questo è significativo perché gli isomeri 4 e 5 dellandrostenediolo seguono vie diverse.
Inoltre, mentre i livelli di DHEA si alzano nei soggetti che prendono landrostenediolo, Arnold sottolinea che la forma 4-AD non può essere convertita in DHEA, mentre la forma 5-AD, meno efficace, agisce da diretto precursore della sintesi del DHEA nel corpo. Tutti gli studi hanno mostrato che il 4-AD è largamente superiore al 5-AD nei termini della conversione in testosterone e che il 5-AD è anche più prontamente convertito in estrogeno ciò può spiegare i ritmi elevati di conversione degli estrogeni riscontrati nello studio.
Arnold dice anche che le versioni orali più vecchie di un qualsiasi genere di pro-ormone non sono proprio le più efficaci. Per il modo in cui sono meta-bolizzati, egli osserva, le forme orali possiedono una possibilità maggiore di incrementare gli estrogeni e al tempo stesso ridurre lHDL con la sua funzione protettiva.
"Lo dico per due motivi", afferma Arnold. "Il primo
è che ho visto le analisi del sangue dei [pro-ormoni] sublinguali e transdermici e le ho
viste di prima mano. Inoltre, lenzima aromatasi e la sintesi delle lipoproteine si
verifica in larga misura a livello epatico e considerando lesposizione prolungata al
fegato che si verifica con il primo passaggio dal metabolismo orale, è logico che gli
effetti che riguardano quei sistemi siano accentuati.
"Scommetterei che si potrebbe prendere il testosterone stesso, somministrarlo oralmente e vedere laumento dellaromatizzazione e degli effetti negativi sulle lipoproteine [riduzione dellHDL, aumento dellLDL] in confronto alla somministrazione non orale. Mi piacerebbe vedere un gruppo di ricerca indipendente esaminare gli effetti del modo di somministrazione in maniera che possiamo stabilire come stiano veramente le cose."
Le idee di Arnold sono sensate. Anche a me piacerebbe vedere eseguire uno studio simile con alcuni dei più nuovi sistemi di trasporto per i pro-ormoni, per esempio i tipi con il ciclodiolo sublinguale. Occorrono assai meno pro-ormoni perché sono assorbiti con molta più efficacia. Evitano la grossa barriera del primo passaggio dal metabolismo epatico. Sospetto che non porterebbero ad un incremento degli estrogeni comparabile, come verificatosi in questo studio, né che darebbero come risultato i cambiamenti cardiovascolari potenzialmente negativi che si sono verificati. I soggetti per tali studi non dovrebbero avere oltre il 15% di grasso corporeo per evitare gli effetti sconcertanti dellincremento di aro-matizzazione. Finché non verrà pubblicato uno studio di questo tipo, sarà prematuro etichettare gli "integratori" con i pro-ormoni come inutili.
Patrick Arnold dice che le versioni oraliDaltra parte, quando ho chiesto al principale autore di questo nuovo studio, Craig E. Broeder, Ph. D., direttore dellHuman Performance Lab presso la East Tennessee State University, di alcuni tra gli interrogativi che erano stati sollevati, egli ha osservato: "È possibile che usando sistemi diversi di trasporto per i pro-ormoni dalle versioni orali si possa migliorare la situazione, ma sarà difficile. Ad oggi esistono pochi dati controllati, se non addirittura nessuno, sugli argomenti dei sistemi di trasporto. Ho avuto loccasione di recensire un articolo lanno scorso per una stimata rivista di alimentazione per sportivi. I sistemi di trasporto impiegati in questo studio erano sublinguali. I ricercatori non riscontravano i medesimi cambiamenti negativi, ma avevano solamente il minimo degli effetti positivi. Lo studio presentava un numero tremendo di sbagli nella raccolta dei dati, però, che i ricercatori non controllavano per una varietà di motivi. In base alle tre preoccupazioni dei recensori sulla qualità e sulle pecche metodologiche dello studio, non venne accettato per la pubblicazione.
"Se valutassimo cose come le iniezioni intramuscolari di testosterone, vedremmo che si verificano pur sempre le riduzioni dellaromatizzazione e dellHDL. Anche con il sistema di trasporto del cerotto con il testosterone, che è spesso impiegato quando le persone possiedono ancora la capacità di sintetizzare il proprio testosterone e stanno solo incrementando gli attuali livelli medio-bassi, vediamo pur sempre simili effetti negativi se la dose è troppo alta e se il prodotto è assunto senza essere ciclizzato con periodi di interruzione".
I dati epidemiologici collegano linsorgenza di certi tipi di tumore,"In base ad ogni dubbio effetto sulla composizione corporea, non ne sono stati osservati alcuni in questo studio. La percentuale di grasso corporeo andava dal 14,5% del gruppo normale al 24,2% del gruppo sopra la media. Nella fase con placebo durante lo studio, i valori di estradiolo salirono nella maniera seguente: il gruppo con la percentuale di grasso corporeo normale, 15,5%; sopra la media, 9,6%. Quando assumevano il pro-ormone diol, lestradiolo aumentava dell80,4% nel gruppo con percentuale normale di grasso corporeo, del 22,4% nel gruppo sopra la media. Con il pro-ormone dione, lestradiolo aumentava del 123,2% nel gruppo normale e del 91,6% nel gruppo sopra la norma."
Broeder ha notato pure che sebbene non sia stato riportato nello studio, i rischi di tumore alla prostata e al pancreas si sono alzati con luso di "integratori" contenenti pro-ormoni. I profili dei rischi aumentavano "molto drammaticamente", egli diceva, e dovrebbero essere largomento centrale delle future ricerche. Un prossimo articolo sul Journal of the American Medical Association esaminerà la connessione con i tumori più da vicino.
Le relazioni suggeriscono davvero una connessione tra livelli più elevati di androstenedione e di estrogeni negli uomini che hanno un tumore al pancreas; ad ogni modo, tutti i casi si sono verificati con valori bassi di testosterone sierico. Perciò, mentre le persone che hanno un tumore pancreatico mostrano valori più elevati di androstenedione e di estrogeno, anche il testosterone basso fa parte del quadro. In una persona sana, in teoria, landro dovrebbe abbassare il testosterone permanentemente mentre al tempo stesso aumenta lestrogeno per duplicare il modello ormonale del tumore pancreatico. Non penso che sia avvenuto in qualche persona sana.
Incrementi a lungo termine del testosterone sono un fattore di rischio per il tumore della prostata. Per collegare tali tumori definitivamente allimpiego dei pro-ormoni occorrerebbe lo studio di alcuni casi di persone che li hanno contratti in tal maniera. Per quanto ne so, nessun caso simile è mai stato pubblicato. Per meglio dire, vari steroidi anabolizzanti sono stati collegati ai tumori per anni, tuttavia lincidenza del cancro in atleti che usano addirittura quantità più ampie di steroidi è relativamente basso in proporzione al numero totale di utilizzatori. Ciò non significa che non sia possibile, solo che non è altrettanto frequente come viene spesso suggerito.
Secondo Broeder, ad ogni modo, i dati epidemiologici collegano linsorgenza di certi tipi di tumore, in questo caso il cancro della prostata e del pancreas, a specifici profili ormonali. Gli uomini con il tumore alla prostata hanno valori elevati di androstenedione o di estrogeni, o di entrambi. La connessione tra cancro e androstenedione si riferisce allestrogeno elevato prodotto dallaromatizzazione dellandro in estrogeno. Il corpo sembra essere incapace di smorzare lincremento della produzione di estrogeni, cosa che promuove il tumore. Broeder dice che le persone che usano "integratori" orali con andro imitano il modello ormonale associato ai tumori della prostata e del pancreas.
Questo è, di gran lunga, leffetto collaterale più serio collegato ai pro-ormoni e abbiamo bisogno di ulteriori ricerche per dimostrare definitivamente le relazioni di causa ed effetto. Ancora una volta, comunque, dubito che si sia verificato un qualsiasi caso di cancro collegato ai pro-ormoni. Finché non abbiamo gli studi, rimane una pura speculazione. Per sicurezza, però, è probabilmente prudente per chiunque abbia una storia familiare di tumore alla prostata o al pancreas evitare di usare "integratori" con il pro-ormone androstenedione.
Bibliografia
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