Articolo pubblicato su Hardgainer numero 4.
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La verità
sui grassi saturi
parte 4

di John Christy

Metodi moderni di lavorazione dei grassi

Estrazione
Continua dal numero precedente Esiste una tecnica moderna sicura per l’estrazione che penetra nei semi ed estrae l’olio e il suo carico prezioso di antiossidanti a basse temperature e con esposizione minima alla luce e all’ossigeno. Questi oli non raffinati ottenuti tramite espulsione, restano freschi a lungo se messi in frigorifero in bottiglie scure.
L’olio extra vergine di oliva è prodotto schiacciando le olive fra macine di pietra o di acciaio. Questo è un procedimento non violento che preserva l’integrità degli acidi grassi e i tanti conservanti naturali presenti nell’olio di oliva. Se l’olio di oliva è confezionato in contenitori opachi, conserva per molti anni la sua freschezza e il prezioso carico di antiossidanti.

Idrogenazione
È il procedimento che trasforma i polinsaturi, normalmente liquidi a temperatura ambiente, in grassi solidi a temperatura ambiente: la margarina e il grasso. Per farli, i produttori partono dagli oli più economici (soia, mais, semi di cotone o canola, già rancidi a causa del processo di estrazione) e li mischiano con minuscole particelle di metalli, solitamente con l’ossido di nickel. L’olio con il suo nickel catalizzatore è poi esposto a gas idrogeno in un reattore ad alta pressione e alta temperatura. Poi sono inseriti nella miscela emulsionanti simili al sapone e amidi per dare una consistenza migliore; l’olio è poi nuovamente soggetto ad alte temperature quando è pulito a vapore. Questo serve a eliminare il suo odore sgradevole. Il colore naturale della margarina, un grigio poco appetibile, è modificato con la varichina. Poi devono essere aggiunti coloranti e forti aromatizzanti per farla assomigliare al burro. Infine, la miscela è compressa e confezionata in panetti o tubi e venduta come un alimento sano.
Le margarine e i grassi parzialmente idrogenati sono ancora peggiori per voi degli oli vegetali molto raffinati con cui sono fatti a causa delle trasformazioni chimiche che si verificano durante il processo di idrogenazione. Alla presenza delle alte temperature, il nickel catalizzatore spinge gli atomi di idrogeno a cambiare posizione nella catena degli acidi grassi. Prima dell’idrogenazione, nella catena sono presenti delle coppie di atomi di idrogeno, che costringono la catena a piegarsi leggermente e a creare una concentrazione di elettroni nel punto del doppio legame. È detta formazione cis, la configurazione più comune presente in natura. Con l’idrogenazione un atomo della coppia si sposta dall’altra parte e la molecola si raddrizza. Si chiama formazione trans, presente raramente in natura.
La maggior parte di questi grassi trans creati dall’uomo è tossica per il corpo ma sfortunatamente il sistema digestivo non li riconosce come tali. Invece che eliminati, i grassi transsono incorporati nelle membrane cellulari come se fossero grassi cise le cellule diventano parzialmente idrogenate! Una volta entrati, gli acidi transgrassi, con i loro atomi di idrogeno fuori posto, creano problemi nel metabolismo cellulare perché le reazioni chimiche possono verificarsi quando gli elettroni nelle membrane cellulari si trovano in determinate disposizioni o accoppiamenti che il processo di idrogenazione disturba.
Negli anni ’40 i ricercatori hanno scoperto una forte correlazione fra il cancro e il consumo di grassi, i grassi presi in esame erano i grassi idrogenati anche se i risultati sono stati presentati come se i colpevoli fossero i grassi saturi54. Infatti, fino a poco tempo fa, solitamente i grassi saturi erano messi insieme ai grassi trans nei vari database USA che i ricercatori usano per correlare le tendenze alimentari con le malattie55. Così, i grassi saturi naturali sono stati macchiati della stessa cattiva reputazione degli oli vegetali idrogenati innaturali.
I grassi idrogenati parzialmente alterati fatti con gli oli vegetali bloccano l’utilizzo degli acidi grassi essenziali, causando molti effetti deleteri compresa la disfunzione sessuale, l’aumento del colesterolo ematico e la paralisi del sistema immunitario56. Il consumo di grassi idrogenati è associato con tutta una serie di altre malattie gravi, non solo il cancro ma anche l’arteriosclerosi, il diabete, l’obesità, la disfunzione del sistema immunitario, neonati sottopeso, difetti congeniti, riduzione della vista, sterilità, difficoltà nella lattazione e problemi alle ossa e ai tendini57. Eppure i grassi idrogenati continuano a essere promossi come alimenti salubri.
La popolarità della margarina parzialmente idrogenata rispetto al burro rappresenta un trionfo della falsità della pubblicità sul buon senso. La vostra migliore difesa è evitare come la lebbra la margarina parzialmente idrogenata.

Omogeneizzazione
Con questo procedimento le particelle grasse della panna sono spinte attraverso pori minuscoli grazie a una forte pressione. Le particelle di grasso che ne risultano sono così piccole che restano in sospensione invece che salire in cima al latte. Ciò rende i grasso e il colesterolo più suscettibili all’irrancidimento e all’ossidazione e alcune ricerche indicano che i grassi omogeneizzati possono contribuire alla cardiopatia58.
L’attacco costante dei media ai grassi saturi è molto sospetto. Le ipotesi che il burro causi livelli di colesterolo cronicamente alti non sono state convalidate dalla ricerca, anche se alcuni studi mostrano che l’assunzione di burro ne causa un piccolo aumento temporaneo, mentre altri studi hanno mostrato che l’acido stearico, l’elemento principale del grasso del manzo, in realtà abbassa il colesterolo59. La margarina, invece, provoca livelli di colesterolo cronicamente alti ed è stata collegata sia alla cardiopatia sia al cancro60. Le nuove margarine morbide o le creme, sebbene povere di grassi idrogenati, sono comunque prodotte con oli rancidi e contengono molti additivi.

Burro

I dittocrati alimentari sono riusciti a convincere gli americani che il burro è pericoloso quando in realtà è un elemento importante di molte diete tradizionali e una fonte dei seguenti nutrienti:

Vitamine liposolubili
Comprendono la vera vitamina A o retinolo, la vitamina D, la vitamina K e la vitamina E oltre ai loro cofattori naturali necessari per ottenere l’effetto massimo. Il burro è la migliore fonte americana di questi nutrienti importanti. Infatti, la vitamina A è meglio assorbita e utilizzata se proveniente dal burro invece che da altre fonti61. Fortunatamente, queste vitamine liposolubili sono relativamente stabili e superano il processo di pastorizzazione.
Quando il dott. Weston Price ha studiato i popoli tradizionali isolati in tutto il mondo, ha scoperto che il burro era un elemento fondamentale di molte diete indigene (nessuna popolazione isolata consumava grassi polinsaturi). I gruppi da lui studiati davano particolare valore al burro giallo scuro prodotto dalle mucche alimentate con erba verde a crescita rapida. Il loro intuito naturale diceva loro che le sue qualità vitali erano particolarmente benefiche per i bambini e le donne incinte. Quando il dott. Price ha analizzato questo burro giallo scuro ha scoperto che era estremamente ricco di tutte le vitamine liposolubili, in particolare di vitamina A. Price ha chiamato queste vitamine “catalizzatori” o“attivatori”. Senza di esse, secondo il dott. Price, non siamo in grado di utilizzare i minerali che ingeriamo, indifferentemente dalla quantità presente nella dieta. Price considerava anche le vitamine liposolubili necessarie per l’assorbimento delle vitamine idrosolubili. Le vitamine A e D sono essenziali per la crescita, per la salute delle ossa, per il giusto sviluppo del cervello e del sistema nervoso e per un normale sviluppo sessuale.
Molti studi hanno mostrato l’importanza del burro per la riproduzione; la sua assenza si traduce in “castrazione alimentare”, cioè il mancato sviluppo delle caratteristiche sessuali maschili e femminili. Da quando il consumo di burro in America è diminuito, il tasso di sterilità e i problemi di sviluppo sessuale sono aumentati. Nei cuccioli di mammifero, i sostituti del burro sono incapaci di promuovere la crescita o di sostenere la riproduzione62.
Non tutte le società studiate dal dott. Price mangiavano burro ma tutti i gruppi osservati mangiavano grosse quantità di cibi ricchi di vitamine liposolubili: pesce, crostacei, uova di pesce, organi interni, grasso degli animali marini e insetti. Senza sapere il nome delle vitamine presenti in questi alimenti, le società tradizionali isolate riconoscevano la loro importanza nella dieta e mangiavano liberamente i prodotti animali che le contenevano. Pensavano giustamente che questi alimenti fossero necessari per la fertilità e lo sviluppo ottimale dei bambini.
Il dott. Price analizzò i nutrienti presenti nelle diete indigene e scoprì che contenevano sempre circa 10 volte tanto le vitamine liposolubili presenti nella dieta americana degli anni ’30. Probabilmente oggi questo rapporto è ancora più estremo perché gli americani hanno ridotto deliberatamente il consumo di grassi animali. Il dott. Price capì che queste vitamine liposolubili favorivano la bella struttura ossea, il palato ampio, la dentatura distesa e senza difetti e le facce belle e proporzionate che caratterizzavano i membri dei gruppi tradizionali isolati. Solitamente i bambini americani non mangiano pesce od organi, di sicuro non in grosse quantità, e il grasso e gli insetti non fanno parte delle dieta occidentale; molti non mangiano le uova. L’unica buona fonte di vitamine liposolubili nella dieta americana, una salubre, è il burro. Il burro aggiunto alle verdure e spalmato sul pane e la panna aggiunta alle zuppe e alle salse, garantiscono la giusta assimilazione dei minerali e delle vitamine idrosolubili presenti nelle verdure, nei cereali e nella carne.

Il fattore Wulzen
Detto il fattore “antirigidità”, questa sostanza è presente nel grasso animale crudo. La ricercatrice Rosalind Wulzen ha scoperto che questa sostanza protegge l’essere umano e gli animali dalla calcificazione delle articolazioni: l’artrite degenerativa. Inoltre protegge contro l’indurimento delle arterie, la cataratta e la calcificazione dell’epifisi63. I cuccioli alimentati con latte pastorizzato o latte scremato sviluppano rigidità nelle articolazioni e non prosperano. Questi sintomi spariscono quando alla loro dieta è aggiunto il grasso del latte. La pastorizzazione distrugge il fattore Wulzen che è presente solo nel burro intero, nella panna e nel latte intero.

Il fattore Price o Attivatore X
Scoperto dal dott. Price, l’Attivatore X è un potente catalizzatore che, come le vitamine A e D, aiuta il corpo ad assorbire e utilizzare i minerali. Si trova negli organi degli animali che pascolano e in alcuni frutti di mare. Il burro può essere particolarmente ricco di Attivatore X se origina da mucche che mangiano erba che cresce rapidamente in primavera e in autunno. È assente nelle mucche alimentate con alimenti ricchi di semi di cotone e di proteine della soia64. Fortunatamente, la pastorizzazione non distrugge l’Attivatore X.

Molti studi hanno mostrato l’importanza del burro per la
riproduzione; la sua assenza si traduce in “castrazione
alimentare”, cioè il mancato sviluppo delle caratteristiche
sessuali maschili e femminili.

Acido arachidonico
Si tratta di un polinsaturo con 20 atomi di carbonio che contiene 4 doppi legami ed è presente in piccole quantità solo nei grassi animali. L’acido arachidonico (AA) ricopre un ruolo nella funzione cerebrale, è un elemento fondamentale delle membrane cellulari ed è un precursore delle importanti prostaglandine. Alcuni guru dell’alimentazione sconsigliano l’assunzione di alimenti ricchi di AA, dicendo che contribuisce alla produzione di prostaglandine
“cattive”, quelle che causano infiammazione. Ma l’AA è all’origine anche delle prostaglandine che combattono l’infiammazione. Acidi grassi a catena breve e media Il burro contiene circa il 12-15% di acidi grassi a catena breve e media. Questo tipo di grasso saturo non deve essere emulsionato dai sali biliari ma è assorbito direttamente dall’intestino tenue al fegato, dove è convertito in energia rapida. Questi acidi grassi hanno anche proprietà antimicrobiche, antitumorali e di sostegno del sistema immunitario, specialmente l’acido laurico con 12 atomi di carbonio, un acido grasso a catena media non presente
in altri grassi animali.
Il fortemente protettivo acido laurico dovrebbe essere considerato un acido grasso condizionalmente essenziale perché è prodotto solo dalla ghiandola mammaria e non dal fegato come altri grassi saturi65. Dobbiamo trarlo da una o due fonti alimentari: piccole quantità di burro o grosse quantità di olio di noce di cocco. L’acido butirrico con quattro atomi di carbonio è quasi esclusivo del burro. Ha proprietà antifungine ed effetti antitumorali66.

Acidi grassi essenziali omega-6 e omega-3
Sono presenti nel burro in quantità piccole ma quasi uguali. Questo equilibrio eccellente fra l’acido linoleico e l’acido linolenico previene il tipo di problemi associati al sovraconsumo di acidi grassi omega-6.

Acido linoleico coniugato
Il burro fatto con latte di mucche alimentate al pascolo contiene una forma di acido linoleico riarrangiato detto CLA che ha forti proprietà anticancro. Il CLA incoraggia anche l’accumulo di massa muscolare e impedisce l’accumulo di grasso. Il CLA sparisce quando le mucche sono alimentate con fieno secco o con nutrienti raffinati67.

Lecitina
La lecitina è un elemento naturale del burro che aiuta la giusta assimilazione e metabolizzazione del colesterolo e di altri nutrienti.

Colesterolo
Il latte materno è ricco di colesterolo perché è essenziale per la crescita e lo sviluppo. Il colesteroloè necessario anche per produrre una serie di steroidi che proteggono contro il cancro, la cardiopatia e le malattie mentali.

Glicosfingolipidi
Questo tipo di grassi protegge contro le infezioni gastrointestinali, specialmente nei giovanissimi e negli anziani. Per questo motivo, i bambini che bevono il latte scremato soffrono di diarrea in percentuali 3-5 volte superiori rispetto ai bambini che bevono il latte intero68.

Oligominerali
Nella membrana globulo grassa del burro sono incorporati molti oligominerali, per esempio, manganese, zinco, cromo e iodio. Nelle zone montane lontane dal mare, lo iodio presente nel burro protegge contro il gozzo. Il burro è estremamente ricco di selenio, un oligominerale con proprietà antiossidanti, ne contiene una percentuale maggiore delle aringhe e del germe di grano.

Un’obiezione spesso mossa contro il consumo di burro e di altri grassi animali è che tendono ad accumulare le tossine ambientali. È vero che gli inquinanti liposolubili come il DDT si accumulano nei grassi ma gli inquinanti idrosolubili, come gli antibiotici e gli ormoni della crescita, si accumulano nella frazione acquosa del latte e della carne. Anche le verdure e i cereali accumulano gli inquinanti. Mediamente una pianta di grano riceve dieci trattamenti con pesticidi, dalla semina all’immagazzinamento, mentre solitamente le mucche pascolano in pascoli non trattati. L’aflatossina, un fungo che cresce sul grano, è uno dei carcinogeni più potenti. È plausibile presumere che tutti i nostri alimenti, di origine sia animale sia vegetale, possano essere contaminati. La soluzione agli inquinanti ambientali non è eliminare i grassi animali, essenziali per la crescita, la riproduzione e la salute complessiva, ma cercare carni e burro biologici da mucche alimentate al pascolo, oltre a verdure e cereali biologici. Questi prodotti stanno diventando sempre più reperibili nei negozi biologici, nei supermercati e attraverso ordini postale e cooperative.

Riassumendo, la scelta dei grassi e degli oli è estremamente importante. La maggior parte delle persone, specialmente i neonati e i bambini, traggono benefici da un aumentodei grassi nella dieta piuttosto che da una riduzione. Ma i grassi che mangiamo devono essere scelti con cura. Evitate tutti gli alimenti raffinati contenenti gli strani grassi idrogenati e gli oli polinsaturi. Invece, usate gli oli vegetali tradizionali come l’olio extra vergine di oliva e piccole quantità olio di semi di lino non raffinato. Scoprite i vantaggi dell’olio di noce di cocco per cuocere in forno e dei grassi animali per le fritture occasionali. Mangiate i tuorli e altri grassi animali con le proteine a cui sono attaccati. Infine, usate tutto il burro di buona qualità che volete, sapendo che è un alimento completo, diremmo essenziale, per voi e per tutta la vostra famiglia. Il burro biologico, l’olio extra vergine d’oliva e l’olio di semi di lino spremuto tramite espulsione sono reperibili nei negozi biologici e nelle gastronomie. L’olio di noce di cocco commestibile è reperibile nei mercati indiani e caraibici.

Tratto da NOURISHING TRADITIONS: THE COOKBOOK THAT CHALLENGES POLITICALLY CORRECT NUTRITION AND THE DIET DICTOCRATS, di Sally Fallon e la dott.ssa Mary G. Enig, copyright 2000 NewTrends Publishing, (877) 7-7- 1776, www.newtrendspublishing.com. Ristampato con il permesso degli autori.

Riferimenti
54 Enig, Mary G, PhD, Nutr Quarterly, 1993, 17:(4):79-95
55 Enig, Mary G, PhD, Trans Fatty Acids in the Food Supply: A Comprehensive Report Covering 60 Years of Research, 2nd Edition, Enig Associates, Inc, Silver Spring, MD, 1995, 148-154; Enig, Mary G, PhD, et al, J Am Coll Nutr, 1990, 9:471-86
56 Holman, R T, Geometrical and Positional Fatty Acid Isomers, E A Emkin and H J Dutton, eds, 1979, American Oil Chemists’ Society, Champaign, IL, 283-302; Science News Letter, Feb 1956; Schantz, E J, et al, J Dairy Sci, 1940, 23:181-89
57 Enig, Mary G, PhD, Trans Fatty Acids in the Food Supply: A Comprehensive Report Covering 60 Years of Research, 2nd Edition, Enig Associates, Inc, Silver Spring, MD, 1995; Watkins, B A et al, Br Pouli Sci, Dec 1991, 32(5):1109-1119
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60 Nutr Week, Mar 22, 1991, 21:12:2-3
61 Fraps, G S, and A R Kemmerer, Texas Agricultural Bulletin, Feb 1938, No 560
62 Schantz, E J, et al, J Dairy Science, 1940, 23:181-89
63 van Wagtendonk, W J and R Wulzen, Arch Biochemistry, Academic Press, Inc, New York, NY, 1943, 1:373-377
64 Personal communication, Pat Connolly, Executive Director, Price Pottenger Nutrition Foundation
65 Enig, Mary G, PhD, “Health and Nutritional Benefits from Coconut Oil,” Price-Pottenger Nutrition Foundation Health Journal, 1998, 20:1:1-6
66 Prasad, K N, Life Science, 1980, 27:1351-8; Gershon, Herman, and Larry Shanks, Symposium on the Pharmacological Effect of Lipids, Jon J Kabara, ed, American Oil Chemists Society, Champaign, IL, 1978, 51-62
67 Belury, M A, Nutr Rev, April 1995, 53:(4)83-89; Kelly, M L, et al, J Dairy Sci, Jun 1998, 81(6):1630-6
68 Koopman, J S, et al, AJPH, 1984, 74:12:1371-1373

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