| Articolo pubblicato su Hardgainer numero
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Riccardo Bazzi |
Recensione di un libro
Kelso Shrug Book di Paul Kelso
THE KELSO SHRUG SYSTEM, che era regalato congiuntamente all’acquisto di
una Trap Bar, non è più stampato da alcuni anni. Riconoscendo
il valore del materiale unico presentato in quel libro, i sollevatori di pesi
hanno cercato o di trovarne una copia o, recentemente, di anticipare l’arrivo
del suo sostituto, il KELSO SHRUG BOOK.
Come nel primo libro sulla scrollata, Paul Kelso offre una serie di idee per
l’allenamento del cingolo scapolare attraverso l’uso delle varianti
della scrollata: esercizi con arco di movimento breve con poco coinvolgimento
delle braccia.
Eliminando il movimento del gomito, questi esercizi permettono il sovraccarico
preciso dei muscoli usati per muovere la scapola in molte direzioni. Rafforzare
questi muscoli, a sua volta, spesso si traduce in un miglioramento della prestazione
nei grandi movimenti composti. In particolare, Kelso descrive le varianti della
scrollata utilizzate per migliorare i tre sollevamenti del powerlifting, inserendo
molte pagine e varianti specifiche per migliorare la prestazione nella distensione
su panca, e i sollevamenti olimpici, oltre alle varianti che migliorano la prestazione
nei grandi movimenti per la parte superiore del corpo come le trazioni alla
sbarra e i rematori. Ci sono anche varianti della scrollata indicate per scopi
estetici, di bodybuilding. In tutte le sezioni del libro dedicate alla scrollata,
Paul Kelso offre cenni storici, consigli per la sicurezza e indicazioni su come
scegliere e inserire le varianti della scrollata per scopi specifici.
Il libro contiene una sezione sull’uso della Trap Bar, qui usato come
termine generico per tutti i bilancieri per lo stacco da terra con presa parallela.
Anche in questo caso Kelso offre cenni storici e una selezione di movimenti
da eseguire con questo bilanciere. I consigli sull’esecuzione offerti
aumenteranno la sicurezza e la comodità.
Questa sezione offre anche un esempio di come è possibile inserire questi
bilancieri nella preparazione di una gara di powerlifting per ridurre lo stress
sulla schiena.
Il libro contiene anche una sezione sull’allenamento per l’allargamento
e la crescita della cassa toracica.
Oltre a parlare dei soliti squat e pullover respiratori, Kelso offre alcune
idee supplementari per gli esercizi respiratori e per l’inserimento dei
movimenti di scrollata in una routine incentrata sull’espansione della
cassa toracica.
Tutte le sezioni contengono o illustrazioni o fotografie che sono sufficienti,
insieme al testo, a spiegare chiaramente l’esecuzione dei movimenti. Le
sezioni sono tutte ampliate rispetto al primo THE KELSO SHRUG SYSTEM; la sezione
sulla scrollata è lunga quasi il doppio. Il libro è scritto con
uno stile sobrio, i lettori non devono aspettarsi lo stile divertente che Kelso
ha esibito in POWERLIFTING BASICS, TEXAS STYLE. I lettori possono comunque attendersi
di applicare e trarre beneficio dalle idee sull’allenamento offerte.
Il valore di questo libro risiede nel suo contenuto unico. In pratica, nessun
altro libro analizza in questo modo l’argomento e molti movimenti sono
descritti solo qui. Il materiale è utilizzabile da qualsiasi sollevatore
di pesi agonista e la maggior parte degli atleti avanzati e intermedi dovrebbe
riuscire a trovarci delle dritte per il raggiungimento degli obiettivi nell’allenamento
della forza. La comprensione del libro necessita di una certa conoscenza ed
esperienza precedente, è quindi probabilmente di beneficio marginale
per un sollevatore di pesi principiante.
Anche se le 95 pagine del libro non sono molte, è presente molto materiale
utilizzabile dal sollevatore di pesi intelligente.
Dave Maurice
Parallelo con l’agricoltura biologica
Avendo passato parte della mia giovinezza in una fattoria convenzionale (uso
di pesticidi e di diserbanti) e avendo passato parte della mia vita di adulto
in una fattoria biologica, posso affermare che la differenza fra le due è
come il giorno e la notte. Forse è più preciso dire che è
come la differenza che c’è fra HARDGAINER e il bodybuilding predominante.
Credo che il confronto sia valido sotto molti punti di vista: fisico, mentale
e spirituale.
L’attenzione,
sia nell’agricoltura convenzionale sia nel bodybuilding convenzionale,
è posta sulla quantità e non sulla qualità, sui guadagni
miopi a breve termine e non sulla salute sostenibile a lungo termine, sulla
forte centralizzazione del potere economico, sulla visione del corpo, e per
estensione della terra, come un oggetto puramente inerte, sul rifiuto ossessivo
di guardare alle implicazioni più ampie delle azioni e la lista potrebbe
andare avanti. Forse l’aspetto più importante è che, in
entrambi i settori, gran parte del segreto del “successo” non è
discusso apertamente o descritto al pubblico generale. Come sulle etichette
degli alimenti non si vedono gli spruzzatori di pesticidi o i barili di diserbanti,
nelle riviste del bodybuilding predominante non si vedono fotografie degli “eroi”
del bodybuilding che ingeriscono o si iniettano gli steroidi.
A volte è detto che al momento non ci sono studi universalmente accettati
che indicano che gli alimenti biologici sono più sani degli altri. È
necessario comprendere tutto il contesto. Uno studio del genere dovrebbe essere
esteso, complesso e molto lungo per essere attendibile e i soldi a disposizione
per un tale intento sono pochi. Dato che la maggior parte delle persone che
mangiano alimenti biologici non riesce a farlo in modo esclusivo, richiederebbe
uno sforzo enorme anche solo riuscire a trovare delle popolazioni adeguate per
confrontare i dati in modo chiaro. Va anche detto che almeno negli USA la stragrande
maggioranza della ricerca si concentra sull’agricoltura convenzionale,
perché la maggiore parte dei finanziamenti per la ricerca proviene (direttamente
o indirettamente) da lì, perché è lì che si trova
il grosso dei soldi. Oggi l’agricoltura biologica può essere grande
in confronto a quello che era 20 anni fa ma è sempre minuscola in confronto
all’agricoltura convenzionale.
Inoltre, e forse più importante, dovremmo ricordare che il fumo di sigaretta
si è diffuso per decenni e il fumo di tabacco si è diffuso per
secoli se non millenni prima che la comunità medica arrivasse a un consenso
unanime sulla sua pericolosità per la salute. Nonostante il fatto che
alcuni medici e “salutisti” deplorassero queste abitudini da molti
anni. Il nostro istinto circa quello che è sano e salubre, sebbene soggetto
a disinformazione e cattiva interpretazione, non deve assolutamente essere abbandonato.
Negli anni ’40 era facile lamentare la mancanza di ricerche valide sugli
effetti sulla salute delle sigarette, nonostante l’obiezione piuttosto
ovvia dettata dal buon senso che buttare ripetutamente fumo nei polmoni di certo
non può essere salubre.
Carl Ramm
Buttate via gli aiutini
Questo articolo è scritto dal punto di vista di un bodybuilder amatore.
Capisco che quello che funziona per me non si applica necessariamente agli atleti
di forza o ai powerlifter agonisti. Mi alleno con i pesi da molti anni e ho
visto passare tutte le mode. Non ho mai usato nessun gadget, aggeggio o aiuto
di nessun tipo per gran parte di questo periodo ma a volte mi sono ritrovato
a usare vari aiutini. Il mio primo contatto con gli aiutini è stato un
paio di guanti per l’allenamento con i pesi, il tipo senza dita e con
la chiusura con il velcro sul dorso. A dire la verità, li ho cominciati
a usare non perché ne sentissi la necessità ma perché pensavo
che fossero carini. Inoltre li usavano tutti. Ma perché? La palestra
in cui mi allenavo allora aveva solo macchine e tutte avevano prese di plastica
o di gomma sulle maniglie. In tutta la palestra non c’era un bilanciere
zigrinato. A cosa servivano i guanti? Li ho trovati troppo costrittivi e non
mi ci sono mai sentito a mio agio. Dopo qualche mese ho deciso di uscire dal
branco e ho abbandonato i guanti. Mi sono imbattuto nuovamente negli aiutini
quando ho cominciato ad allenarmi con i pesi liberi. Quasi tutti quelli della
palestra che sollevavano carichi impegnativi nello squat usavano le fasce per
le ginocchia: metri di fasce elastiche difficili da indossare e molto fastidiose.
Quando il carico del mio squat si fece serio,
decisi anch’io di usare le fasce per le ginocchia. Non l’ho mai
sopportato. Anche stare eretto era scomodo quando indossavo quelle cose. Mi
sembrava di essere una mummia. La serie era una pura tortura ma mi convincevo
del fatto che le fasce mi aiutavano. Il problema è stato che mi sono
affidato troppo a esse fino a che alla fine le indossavo anche nelle serie di
riscaldamento.
Mi fasciavo
per eseguire lo squat con 60 kg! Capii che c’era qualcosa che non andava.
Mi chiedevo se l’affidarmi a esse mi rendesse in realtà più
debole. Dovevo eliminarle, così mi disintossicai dal loro uso riducendo
del 20% il carico della serie di allenamento per poi ricostruire da lì.
Da sette anni le fasce giacciono sul fondo della mia borsa della palestra e
ormai ho di gran lunga superato il carico che sollevavo quando usavo le fasce.
Non ho mai usato le cinture intensamente come ha fatto qualcuno. Ho visto persone
indossare la cintura per eseguire la distensione su panca, i sollevamenti laterali
e anche i leg extension. È un paese libero, ognuno fa quello che vuole
ma non mi sorprenderei di vedere alcuni di loro lasciarsi la cintura addosso
anche sull’autobus che li riporta a casa.
Comunque, non sono del tutto contrario alle cinture.
Anche dopo aver abbandonato le fasce per le ginocchia, ho continuato a usare
la cintura per lo squat e per lo stacco da terra. Nello squat trovavo la cintura
scomoda ma pensavo che fosse essenziale per il sostegno della schiena. La cintura
me l’aveva regalata mia moglie e anche se un po’ piccola riuscivo
a chiuderla all’ultimo foro. Un Natale ho fatto un paio di settimane di
pausa dall’allenamento ma non ho ridotto le calorie. Quando sono tornato
in palestra la cintura non mi andava più. Adesso fa compagnia alle fasce
per le ginocchia sul fondo della borsa. Nonostante l’eliminazione della
cintura, non ho dovuto nemmeno ridurre i carichi. La mia schiena era abbastanza
forte anche da sola e senza cintura stavo molto più comodo.
Le cinghie per i polsi sono una cosa di cui avevo bisogno per lo stacco da terra.
La mia presa era troppo debole per trattenere il bilanciere, con le cinghie
riuscivo a eseguire un paio di ripetizioni in più. Anche se allenavo
la presa con le sospensioni alla sbarra per le trazioni e con le trattenute
statiche, non riuscivo a sorreggere il bilanciere dello stacco da terra per
tutta la serie senza aiuto. Solitamente mi alleno da solo ma un giorno un mostro
di 113 kg si è unito a me. Lo avevo visto allenarsi precedentemente,
era incredibile. Non indossava le cinghie. Fra le serie commentava il tempo
che perdevo per indossare le cinghie per i polsi.
Spiegai che era necessario perché avevo la presa debole. Mi disse che
quanto meno le cinghie contribuivano alla debolezza della mia presa.
Così decisi che la mia presa doveva mettersi in pari con la forza del
corpo, ridussi il carico del 20% e cominciai a usare una presa mista.
Da allora, senza cinghie, ho superato il carico che usavo conle cinghie; sono
migliorato anche nel lavoro per la presa.
Capisco perché i powerlifter e altri atleti di forza agonisti hanno bisogno
degli aiuti, visti i carichi che usano, ma la maggior parte dei sollevatori
di pesi amatori sani non dovrebbe usarli.
I piccoli incrementi progressivi del carico e il non dare importanza alle mode
nel sistema predominante, dovrebbero tenere distanti dagli aiutini la maggior
parte dei sollevatori di pesi sani. In base alla mia esperienza, considero questi
aiutini per il sollevamento pesi alla stregua delle sigarette: è meglio
non cominciare nemmeno a usarli.
Jim Allen
Editoriale del numero 2
La prima cosa che leggo quando ricevo HARDGAINER è il tuo editoriale.
Molto spesso mi fa riflettere, a volte su una cosa in particolare, ma nel numero
2 ti sei superato. Non so quanti lettori danno ascolto al tuo messaggio ma quelli
che passano del tempo con le donne concorderanno con le tue affermazioni sulle
preferenze delle donne. Ma quello che mi è veramente piaciuto è
stato il commento sugli altri uomini… Riflettendoci, penso che tu abbia
ragione anche su quello. È stato piuttosto illuminante.
Ed è sicuramente vero se si osserva la folla “dopolavoro”
di molte palestre. Io? Io ho 47 anni, un inglese trapiantato in Arizona da 18
anni. Sono stato sedentario e grasso per tutta la mia vita fino al 1998, quando
ho perso 34 kg grazie alla guida di Lance Dreher. Non l’ho riguadagnato.
Ho due obiettivi nell’allenamento: la forza e la durata. Ho cominciato
a correre circa 2 anni e mezzo fa e sono arrivato progressivamente a correre
una maratona, poi 50 km, 80 km e 160 km, anche se mi era stato detto che non
ce l’avrei fatta. Mi alleno con i pesi 3-4 volte alla settimana, non in
modo abbreviato come probabilmente consiglieresti. Sono più grosso della
maggior parte dei corridori ma ho ancora problemi con il grasso corporeo e la
costruzione di vera massa muscolare, anche se la mia forza sta lentamente migliorando.
Gli articoli di HARDGAINER mi piacciono molto, anche se non li seguo tutti.
Anthony C. Humpage
Citazioni motivanti
“Tutte le cose hanno una componente di bellezza ma non tutti la vedono”.
Confucio
“La felicità risiede nella gioia del successo e nell’emozione
dello sforzo creativo”.
Franklin D. Roosevelt
“Esami, tentazioni, delusioni, non sono difficoltà ma aiuti,
se li si usa correttamente. Non solo mettono alla prova la fibra del carattere
ma la rafforzano. Ogni tentazione sconfitta rappresenta una nuova fonte di energia
morale. Ogni esame superato con lo spirito giusto rende un’anima più
nobile e più forte di prima”.
James Buckam
“L’uomo che sposta una montagna comincia portando via le pietre
piccole”.
William Faulkner
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