| Articolo pubblicato su Hardgainer numero
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A
proposito di pettorali
di Lou Ravelle
Molte persone considerano il petto la parte più imponente del fisico di un uomo e la parte più in evidenza quando si è vestiti. Una volta Reg Park ha scritto che se gli fosse consentito di sviluppare solo una parte corporea sceglierebbe il petto, e Reg Park era uno molto sviluppato in tutte le parti corporee.
Cos’ha di speciale il petto? Può essere la prima cosa presa in
considerazione quando si giudica il fisico di un uomo. È la dimensione
del suo petto a dare (a voi e tanto più al signor Rossi) un’idea
generale della sua massa e della sua forza. Ovviamente questo concetto ha delle
pecche perché, per quanto riguarda la vera forza del corpo, un petto
grande è solo un soprammobile senza l’appoggio della potenza delle
gambe e della schiena.
Ottenere i risultati massimi nell’area del petto non è solo una
questione di sviluppo dei muscoli pettorali. La maggior parte degli atleti lo
sa ma molti sembrano dimenticarlo.
Oltre ai pettorali, anche la dimensione e la forma del torace ovvero della gabbia
toracica è molto importante. Le costole sono la base dei pettorali. La
cassa toracica è la struttura su cui si appoggiano i pettorali. È
evidente che gli esercizi per la gabbia toracica, oltre al lavoro per i pettorali,
devono fare parte del lavoro per costruire un petto imponente.
La circonferenza del petto è solo una misura e ovviamente prevede l’uso
di un metro a nastro (come strumento per il bodybuilding, il metro a nastro
è importante quanto lo specchio ma entrambi sono inferiori al bilanciere).
La misurazione del petto è fortemente influenzata dallo sviluppo della
schiena. Più sono larghi e spessi i dorsali, più sono i centimetri
registrati dal metro a nastro. Dato che questo è un articolo sul petto,
non dirò altro sullo sviluppo della schiena. Lo sviluppo della parte
alta della schiena è stato discusso approfonditamente nel mio articolo
“Lou sui dorsali” del numero precedente.
La
gabbia toracica
La gabbia toracica
è il barile sul quale si trovano i pettorali. Più grande è
il barile, più è lo spazio a disposizione per i pettorali. Se
sia possibile o meno espandere la gabbia toracica è oggetto di controversia.
In base alla mia esperienza personale e ai risultati raggiunti dai miei allievi,
è possibile.
Ovviamente ci sono delle limitazioni e l’età è molto importante.
Un ragazzo di 18-20 anni con molta flessibilità naturale riuscirà
a espandere il petto meglio di un uomo di 45 anni.
Ho notato che i risultati principali dell’espansione del petto riguardano
la profondità più che la larghezza.
I tre esercizi principali che influenzano quest’area sono il pullover
a braccia tese, la tirata per il petto Rader e lo squat respiratorio con un
alto numero di ripetizioni. Si dice che le aperture delle braccia “aprono”
o allargano la gabbia toracica. Io non sono d’accordo. Quello che so è
che molto spesso questo esercizio è il responsabile delle brutte smagliature
che alcuni bodybuilder sviluppano nel punto in cui i pettorali alti si incontrano
con i deltoidi.
L’esercizio di apertura è nel migliore dei casi un movimento di
isolamento per i pettorali.
Ci sono due esercizi che sono grandi allargatori della gabbia toracica:
a. Il pullover a braccia tese
b. La tirata per il petto Rader
Il pullover
a braccia tese
Per quanto riguarda l’allargamento della gabbia toracica, è molto
importante quando e dove si esegue il pullover all’interno della routine.
Andrebbe alternato con gli esercizi pesanti per le gambe, come gli squat, ed
eseguito mentre siete ancora senza fiato per lo sforzo. Per questo gli squat
andrebbero eseguiti con un alto numero di ripetizioni piuttosto che con uno
basso. Serie di 20 ripetizioni con un carico medio dovrebbero produrre la respirazione
pesante necessaria. Tre serie di 20 squat alternate a tre serie di 15-20 pullover
dovrebbero essere sufficienti.
Eseguite il pullover a braccia tese con un carico molto leggero, distesi su
una panca, e con i gomiti leggermente sbloccati (per evitare l’infiammazione
dei gomiti). Inspirate con forza in ogni discesa e fate uno sforzo cosciente
per allargare ed espandere completamente il petto. Procedete con cautela nei
primi allenamenti per evitare che il petto si indolenzisca troppo.
La
tirata per il petto Rader
A differenza del pullover “respiratorio”, la tirata per il petto
è un movimento poco conosciuto. Benché sia eseguita di rado, è
molto efficace. Anche questo andrebbe eseguito senza fiato, “riposando”
fra le serie di un qualche esercizio pesante.
Posizionatevi davanti a un oggetto fisso afferrabile all’altezza delle
spalle. Un bilanciere appoggiato nel rack per lo squat è l’ideale.
Diciamo che state usando questa opzione anche se ovviamente ci sono delle alternative,
compresa la barra orizzontale di un multipower.
Mentre respirate pesantemente dopo, per esempio, una serie di squat, posizionatevi
distanti della lunghezza del braccio dal bilanciere fisso e assumete una presa
leggermente inferiore della larghezza delle spalle. Tenendo le braccia stese
inspirate profondamente e contemporaneamente esercitate una pressione verso
il basso sul bilanciere, usando i dorsali. Mentre fate così, concentratevi
sul sollevare con forza il petto e la gabbia toracica a ogni respiro profondo.
Eseguite ritmicamente per il numero di ripetizioni necessario. Le trazioni andrebbero
eseguite in alternanza, serie per serie, con un esercizio pesante.
Quando il campione del mondo di sollevamento pesi Reub Martin aveva la sua famosa
palestra North London, diceva che tutti i suoi allievi dovevano alternare le
tirate per il petto con gli squat. Devo aggiungere che molti suoi allievi hanno
costruito un petto imponente. La tirata per il petto produce anche una bella
sensazione!
Lo
squat respiratorio
Molti considerano lo squat solo un esercizio per le gambe. Lo squat è
molto di più e per la maggior parte degli atleti è l’esercizio
più produttivo che possono fare a patto che lo eseguano in modo sicuro
e corretto. Fatto in una qualsiasi delle sue varianti, lo squat stimola il cuore
e il sistema respiratorio ma lo squat respiratorio è la variante che
lo fa maggiormente.
Solitamente lo squat respiratorio è eseguito per serie di 15-20 ripetizioni
e prima di ogni discesa si fanno più respiri. Ecco un esempio: avete
tolto il bilanciere dal rack, vi siete posizionati e siete pronti a cominciare.
Inspirate ed espirate profondamente più volte, poi trattenete il respiro
e scendete nella posizione di squat. Durante l’ascesa espellete l’ultima
inspirazione. Una volta giunti nel punto alto siete pronti per il ciclo di respirazione
successivo. Con il proseguire della serie respirerete in modo sempre più
pesante e farete sempre qualche respiro in più prima di ogni squat.
I tre (o forse più) respiri fra le ripetizioni non sono dei semplici
respiri. Mentre respirate dovete sollevare il bilanciere con una specie di movimento
di scrollata creato dall’innalzamento del petto.
Con la giusta quantità di carico finirete la serie boccheggiando e pronti
per una serie di pullover o di tirate per il petto. Questa combinazione fa meraviglie.
Lavoro
diretto per il petto
Probabilmente l’esercizio più popolare in qualsiasi palestra è
la distensione su panca. Perché? Perché è il costruttore
principale dei muscoli del petto. Esistono molte forme e varianti dell’esercizio
ed esistono anche molte varianti con le macchine. Comunque, la migliore resta
la vecchia versione con i piedi completamente appoggiati sul pavimento, eseguita
con un buon vecchio bilanciere. Andrebbe sempre eseguita in presenza di un assistente,
per motivi di sicurezza. Chi si allena da solo deve usare un qualche tipo di
rack di sicurezza.
Ci sono un paio di abitudini pericolose se non assolutamente stupide che si
vedono fare tutti i giorni nella maggior parte delle palestre. Notare che non
ho detto in tutte le palestre perché ce ne sono alcune in cui queste
pratiche sono proibite. Mi riferisco all’abitudine di fare le distensioni
su panca
a. con i piedi sulla panca, abitudine sbagliata
b. o con i piedi sospesi per aria, spesso incrociati, abitudine ancora più
sbagliata.
Entrambi questi esercizi riducono la stabilità e aumentano il rischio
di infortunio. Durante la distensione su panca c’è un solo posto
per i piedi: completamente appoggiati al pavimento. I piedi sono la vostra ancora,
i vostri stabilizzatori. Durante la distensione su panca solo la parte alta
della schiena e le natiche poggiano sulla panca. Sollevare i piedi dal pavimento
rovinerebbe la stabilità. Anche se non ondeggiate lateralmente o cadete
dalla panca, la tendenza a farlo è forte, a causa di questo rischio sarete
inconsciamente frenati dal dare tutto nell’esercizio.
Ho sentito persone dire che sollevando i piedi si elimina l’inarcamento
della schiena e così tutta la colonna vertebrale poggia sulla panca.
Questo è vero ma è pericoloso. Qualsiasi osteopata o chiropratico
vi dirà che dovreste sempre mantenere un certo inarcamento o lordosi
nella parte bassa della schiena quando il corpo è sottoposto a un carico,
anche se ovviamente l’arco naturale non andrebbe esagerato.
Non scendete a compromessi nella forma di esecuzione della distensione su panca,
niente cheating e inarcamenti e innalzamenti eccessivi. Mantenete basso il numero
di ripetizioni e il carico pesante (per voi).
Sebbene la distensione su panca piana sia secondo me il costruttore fondamentale
del petto, almeno per la maggior parte delle persone, eseguirla su una panca
inclinata di 45° (o meno) è una variante utile. Mentre la versione
normale orizzontale allena i pettorali in generale, la panca inclinata sposta
una parte maggiore del lavoro sui pettorali alti.
Sia la versione su panca piana sia quella su panca inclinata sono eseguibili
con i manubri. Comunque, con una buona coppia di montanti, le versioni con bilanciere
sono più facilmente gestibili quando il carico aumenta. La distensione
su panca con manubri può essere una variante utile, anche in presenza
di alcuni tipi di infortunio. Se, per esempio, un infortunio fastidioso rende
dolorosa la distensione su panca con bilanciere, l’uso dei manubrio può
rendere l’esecuzione dell’esercizio possibile.
Durante tutte le varianti della distensione su panca inspirate quando avete
le braccia distese, trattenete il respiro durante la discesa e poi espirate
con forza mentre rispingete il bilanciere o i manubri nella posizione di partenza.
C’è un altro importante costruttore dei pettorali: la spesso sottovalutata
flessione alle parallele. Questo movimento allena la maggior parte della parte
alta del corpo e si concentra sui pettorali bassi e sui tricipiti. Evitare l’uso
di un arco di movimento eccessivo e usare la forma di esecuzione impeccabile
e controllata sono due cose necessarie.
Routine per
il petto
Una routine per il petto ben programmata eseguita due volte alla settimana è
quasi un allenamento di bodybuilding completo:
1. Squat respiratori, 3-4 serie di 20 ripetizioni, dare la priorità
alla respirazione piuttosto che al carico
Alternare con lo stesso numero di pullover a braccia tese o di tirate per
il petto Rader.
2. Distensione su panca: riscaldamenti più 3-4 serie di 5-8 ripetizioni
Alternare con serie di 15 tirate per il petto Rader.
Se sentite il bisogno di fare un po’ più lavoro, aggiungete la
distensione su panca o la flessione alle parallele ma mantenete gli allenamenti
brevi e intensi. Per evitare il superallemamento dovete ridurre all’osso
il resto della routine.
Nel lavoro diretto per il petto cercate di aumentare costantemente i carichi
nel corso delle settimane senza sacrificare lo stile perfetto.
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