| Articolo pubblicato su Hardgainer numero
8. ©2001 by Hardgainer, all right reserved |
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Specializzazione
( Di Sean Toohey)
| Ho seguito il bodybuilding con grande passione sin dall'età
di 10 anni. Adesso ho superato i 30 e quindi mi ritrovo con 20 anni buoni di esperienza.
Le mie prime routine erano di quelle con grande volume tipicamente "alla
Weider". Ordinai la mia prima routine da MUSCLE BUILDER. Se mi ricordo bene, la
pubblicità prometteva che avrei guadagnato 5 cm sul petto nella prima settimana. Mi
"alienavo come i campioni". Passai da questa roba alle routine di Frank Zane
ordinate per corrispondenza, e da queste a quelle di Larry Scott, dal momento che entrambi
erano, a quanto pare, degli ectomorfi e comprendevano "chiaramente" tutti i
problemi di allenamento di un ragazzo esile. Quando raggiunsi l'ultimo anno di superiori avevo già percorso tutta la scala delle routine popolari, compreso il metodo Heavy Duty e le idee di allenamento originali ad alta intensità di Arthur jones. Ma ciò non aveva prodotto granché. Quando mi diplomai pesavo non più di 59 kg; con un'altezza di 175 cm ero "secco" come un manico di scopa. Al primo anno di università lessi per caso alcuni degli articoli di John McCallum. La lettura di McCallum mi portò a SUPER SQUATS e quel libro mi condusse a BRAWN. Alla fine dei primo anno non credevo ancora completamente nel potere dello squat e dell'allenamento a basso volume. Pesavo solamente circa 55 kg: in realtà avevo perso peso a causa di abitudini alimentari sbagliate accoppiate a un alto volume di allenamento con troppa intensità. Fu a quel punto che cominciai veramente a fare squat. Seguii un programma di specializzazione su squat a 20 ripetizioni veramente rigido. Da quell'estate a oggi sono aumentato di circa 35 kg, quasi tutti di muscolo. Sono passato da fare squat con 20 kg per 20 ripetizioni al mio record personale di 150 kg per 20 ripetizioni. L stata una strada lunga, con moltissimi esperimenti. Durante l'università ho lavorato come persona[ trainer, e poi ne ho fatto addirittura la mia professione; ma è un'impresa che non raccomanderei a nessuno. Questa esperienza mi ha aperto gli occhi sul livello di conoscenza - o meglio sulla mancanza di conoscenza - che ha la maggior parte degli allenatori, e sulla totale assenza di allenamento sensato che si vede nelle normali palestre. Ora ho cambiato professione e lavoro come tecnico dei computer per la National Public Radio. Ho frequentato la St. Louis University, la Pennsylvania State University e la American University. Ho una laurea in letteratura e ho studiato informatica, dietetica e fisiologia. Sean Toohey |
"Se un albero non ha germogli in primavera, si cercheranno invano i frutti in autunno." Hare Charles "Verrà un momento in cui si crederà che tutto sia finito. Quello sarà l'inizio." Louis L'Amour |
Leggete un attimo le due citazioni riportate qui
sopra. Forniscono le due regole principali della specializzazione nell'allenamento con i
pesi. Primo, occorre impiegare un certo tempo nel crescere prima di intraprendere una
specializzazione. Secondo, è necessario impiegare un tempo sufficiente nel crescere in
modo che si pensi di essere arrivati. Poi si fa la specializzazione! Detto questo, diamo
uno sguardo da vicino a una delle aree dell'allenamento con i pesi che è capita peggio e
che causa la maggior parte dei fallimenti.
Considerando le attuali tendenze, mi auguro che la situazione prenda presto un'altra
direzione. Si può osservare che c'è stato un periodo in cui le informazioni
sull'allenamento con i pesi mantenevano le promesse. Circa 30 anni fa, i bodybuilder più
in vista e più pubblicizzati cominciarono a lamentarsi dei tempi "terribili"
che dovevano impiegare per livellare uniformemente le loro proporzioni. Poco dopo saltò
fuori un'altra di queste "regole" del bodybuilding che diceva, in sostanza,
"non bisogna fare l'errore di concentrarsi su uno o due muscoli: costruire il fisico
in modo proporzionale, fin dall'inizio, e non lasciare nessun muscolo indietro".
Questo consiglio mediocre, in poche parole, spinse i bodybuilder a specializzarsi quasi
fin dall'inizio. Sono piuttosto certo del fatto che fu una delle cause delle routine
lunghe, piene zeppe di esercizi in isolamento che fruttano zero in termini di crescita
muscolare. Questo consiglio costringeva a specializzarsi su molti gruppi muscolari in ogni
allenamento!
Essenzialmente specializzazione significa eseguire un allenamento che si concentra su una
particolare arca. Questa però non deve necessariamente essere rappresentata da un gruppo
muscolare, sebbene questa sia l'interpretazione solita. Se correttamente impiegate le
routine di specializzazione sono capaci di trasformare il fisico in tempi record. Ma prima
è necessario comprendere appieno alcuni aspetti fondamentali.
1. Essenzialmente una routine di specializzazione è un programma che si concentra su un particolare aspetto del fisico evitando comunque il superallenamento. Può essere utilizzata per lavorare su un muscolo particolare, su una zona particolare, sulle dimensioni generali o anche per migliorare la forza o l'abilità tecnica in un particolare esercizio. 2. Ad eccezione della specializzazione sulle dimensioni in generale o su un particolare esercizio, è necessario aver versato il proprio tributo nell'allenamento prima di specializzarsi. Non ci si deve nemmeno sognare di cominciare a lavorare sui muscoli piccoli a meno che i grandi muscoli non abbiano sviluppato una forza piuttosto notevole. Lormai famosa terna dei 135 kg alla distensione su panca, 180 kg allo squat e 225 kg allo stacco da terra [300 - 400 500 libbre] che Stuart McRobert va promuovendo da tanti anni rappresenta un buon indicatore. Se si desiderano grossi bicipiti e si desidera esageratamente la specializzazione, se non si è già a questi livelli di 135 - 180 - 225 kg, o prossimi a essi, va previsto un programma di specializzazione per lo squat, non una specializzazione specifica per i bicipiti. 3. E necessario conoscere il proprio fisico e avere una buona alimentazione. La maggior parte dei praticanti che raggiungono buoni risultati ha un livello di conoscenza "fondamentale" delle proprie peculiari reazioni fisiologiche. Sanno esattamente quante proteine mangiare, quante calorie assumere, quanto gli occorre riposare, quanta intensità generare e così via. Se non ci si conosce abbastanza a fondo da poter rispondere a queste domande, non si è ancora pronti per concentrarsi su un gruppo muscolare "in ritardo". |
Le eccezioni sono rappresentate da alcune routine di specializzazione molto specifiche con cui i neofiti dovrebbero cominciare ad allenarsi già dopo non molto tempo. Si tratta delle routine che si concentrano su lavoro per le gambe e la schiena e che escludono praticamente tutto il resto. Un po' di mesi di solido allenamento su una tale routine può fare meraviglie per la forza e la massa totali. Ecco un esempio:
2 giorni a
settimana 1. Squat: serie di riscaldamento più 1 x 20 o 5 x 5 |
Si può inserire il pullover o la tirata Rader per
il torace dopo lo squat, ma l'idea rimane la stessa: mettere tutto il proprio sforzo
nell'allenare le gambe, i fianchi e la schiena. Alcune persone rimangono scettiche su una
routine così focalizzata, ma per esperienza personale posso dire che non si perderà
massa o forza in nessuna altra area. Le zone su cui si incentra principalmente una routine
di specializzazione come questa - gambe, fianchi e schiena - cresceranno assolutamente in
modo impressionante. Louis Abele fu uno dei primi atleti, più di 50 anni fa, a promuovere
l'allenamento pesante per gambe e schiena e spiegava che dopo un po' di tempo da quando
ritornava a una routine normale, in seguito a un periodo di specializzazione su gambe,
anche e schiena, i muscoli che erano diminuiti ritornavano alle loro dimensioni - e poi
ingrossavano di più! - molto velocemente.
Un trucco molto valido per la routine esposta sopra consiste - dopo che il lavoro abbia
cominciato a esigere dal fisico in modo eccezionale - nel togliere a uno a uno i vari
esercizi finché non si rimane solo con lo squat. La maggior parte delle routine di
specializzazione per la massa non propugnano questo comportamento, ma è molto sensato
restringere la messa a fuoco sull'esercizio cardine per ottenere da esso un
"chilometraggio" maggiore proprìo alla fine di un cielo, momento in cui si è
esposti al rischio massimo di superallenamento. Ricordate sempre che quando si è
concentrati su massa e forza è necessario nutrire questo processo. Ma è di importanza
critica, come con ogni routine di specializzazione, che la dieta sia perfettamente
strutturata! La formula completa è allenamento duro, buona alimentazione e tanto riposo,
e non solo allenamento duro!
Specializzazione Localizzata
I programmi di specializzazione per un gruppo
muscolare "rimasto indietro" sono tutta un'altra storia rispetto a quanto appena
esposto. Lasciatemi ripetere che chi non ha pagato il suo tributo a costruire massa e
forza sui grandi esercizi fondamentali semplicemente non si avvicina nemmeno all'essere
pronto per concentrarsi su un piccolo muscolo. Includere esercizi di isolamento in una
routine è normalmente ciò che manda in superallenamento i praticanti novelli. E questo
approccio produce superallenamento praticamente per chiunque non abbia investito tempo e
sforzi a costruire la base necessaria prima di concentrarsi su gruppi muscolari piccoli.
Dal momento che il 99% dei fallimenti riguarda persone che tentano di usare una routine di
specializzazione per aumentare le dimensioni delle braccia, prendiamo questa situazione
come esempio proprio per vedere in che pessimo modo si va in superallenamento.
Mettiamo che Tizio sollevi pesi da un paio d'anni e ora voglia costruire delle braccia
"da trofeo". Fa lo squat, le distensioni e i rematori fino a diventare paonazzo,
solo che adesso fa altre 3 serie per i tricipiti e 3 serie per ì bicipiti. Visti i
livelli di fatica sviluppati nelle sue braccia muovendo grossi pesi nelle distensioni e
nei rematori - per non parlare della fatica generale per tutto l'organismo derivante dallo
squat - non stupisce che Tizio mandi in superallenamento le braccia. Dal momento che il
suo peso corporeo non era al livello necessario a suscitare la crescita delle braccia, si
blocca la crescita in tutto il corpo. Quindi, non solo non crescono le braccia, ma si
ferma anche l'aumento di massa in generale.
Il corpo ricerca un certo grado di equilibrio. Per i primi anni di allenamento - per lo
meno quando vengono usate delle buone routine - in genere tutto cresce insieme, per lo
meno nella mia esperienza, indipendentemente dal fatto che i muscoli vengano allenati
direttamente o indirettamente. Quando utilizzati correttamente, gli squat e gli stacchi da
terra hanno questo effetto, mentre gli esercizi di isolamento non svolgono questo compito.
Dopo un certo periodo però - un lungo periodo per la maggior parte dei praticanti - il
corpo comincerà a rallentare i suoi meccanismi di crescita e un breve periodo di
concentrazione sui piccoli muscoli farà sì rapidamente che essi si mettano in pari con
il resto del corpo, sempre che sia avvenuto questo sbilanciamento. Poi a questo punto,
ridiventa primario concentrarsi sui grandi esercizi multiarticolari e in genere i
risultati arrivano molto più velocemente, dal momento che il praticante è ora più
vicino all'equilibrio.
Ma quanti praticanti raggiungono veramente lo stadio in cui è necessaria la
concentrazione sullequilibrio? Pochissimi. Più il corpo si allontana da un livello
di equilibrio, più lentamente arrivano i risultati ' Dopo che sia stato sviluppato uno
squilibrio, il meccanismo di crescita si spegne. Più il corpo è vicino all'equilibrio,
più veloci arrivano i guadagni, a patto di seguire un allenamento sensato. Il meccanismo
è progettato per mantenere il corpo in equilibrio: ciò è necessario per tenere il
sistema scheletrico dritto e in grado di camminare. Gli esercizi compositi - quelli su cui
bisogna versare tanto sudore - stimolano il corpo nella sua interezza, contribuendo a
prevenire l'arresto della crescita dovuto allo squilibrio. Il volume di allenamento,
ovviamente, riveste anch'esso un ruolo significativo. Se si manda in superallenamento una
qualsiasi zona corporea, ne soffrirà la crescita in tutti i gruppi muscolari.
Come si fa a strutturare una routine di specializzazione per un gruppo muscolare "in
ritardo-? Concentrarsi prima sui grandi muscoli e poi su quelli piccoli. Fare un'analisi
del proprio sviluppo in quel dato momento. Se petto e braccia sono piccoli, concentrarsi
sul petto: i guadagni che si otterranno in quest'area ridurranno anche i problemi delle
braccia. t fondamentale mantenere al passo anche polpacci e addominali, i quali aggiungono
stabilità alla parte inferiore del corpo e al torso nei grandi esercizi multiarticolari.
Una volta che si arriva a un punto in cui sia necessario concentrarsi sui piccoli muscoli,
progettate la routine seguendo queste indicazioni:
1 . Non cercare di costruire un gruppo muscolare piccolo se il resto del corpo non sta crescendo bene. Mantenere un esercizio di crescita, come squat o stacco, come nucleo fondamentale della routine. 2. Evitare l'errore di stare a dieta per perdere grasso mentre si cerca di costruire massa. Troppe persone intraprendono una routine infruttuosa per ingrossare le braccia mentre si definiscono gli addominali". Prima si costruisce, poi si definisce. 3. Non credere che, mentre si mette in pari un muscolo attardato, ci si possa dimenticare all'improvviso di essere degli hardgainer. Mantenere la selezione degli esercizi breve, continuare con gli esercizi di base e usare un numero limitato di serie. Allenarsi duramente, non a lungo. 4. Concentrarsi su un gruppo muscolare piccolo per sei settimane è abbastanza. Oltre questo tempo sarà necessario interrompere l'allenamento per evitare di mandare in superallenamento i muscoli interessati. |
Ecco un esempio di un programma che si concentra sulle braccia. Alternare le due routine per un totale di due o tre allenamenti a settimana. Se si opta per i tre allenamenti a settimana continuare ad alternare le routine in modo che venga garantito un "pari trattamento" nell'arco di due settimane.
Routine A 1. Squat: 5 x 5 |
Routine B 1. Flessioni alle parallele: 1
x numero massimo di ripetizioni 1 x numero massimo di ripetizioni significa che si deve usare più peso possibile con forma di esecuzione perfetta in modo che il numero di ripetizioni possibili cada nell'intervallo tra 4 e 12, arrivando all'incapacità muscolare temporanea indipendentemente dal numero di ripetizioni raggiunto. |
Quando si usa un formato 5 x 5, eseguire 2 serie progressive di riscaldamento e 3 serie allenanti, o 3 serie progressive di riscaldamento (sugli esercizi di base) e 2 serie allenanti.
Questo programma è tutto quel che raccomanderei si
possa fare in modo ragionevole per rimettere in pari braccia che siano rimaste
terribilmente attardate.
Troppi praticanti stanno ancora cercando la scheda perfetta, quella che li renderà grossi
dappertutto più velocemente possibile. Ma si sa già qual è il programma migliore:
lavoro duro su una selezione di esercizi di base, tanto riposo e cibo sano in abbondanza,
e carichi di lavoro progressivi.
Quando si arriva al punto in cui veramente si ha la necessità di specializzarsi su un
gruppo muscolare carente, già si sarà compiuta una grande impresa, rispetto alla maggior
parte dei praticanti. Bisogna guadagnarsi il diritto a specializzarsi su un gruppo
muscolare attardato; e ben pochi praticanti arrivano a questo punto
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