Articolo pubblicato su Hardgainer numero 6.
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Editoriale
Nella foga dell’allenamento


( Di Stuart McRobert)

Qualche settimana fa stavo eseguendo delle serie di riscaldamento sulla macchina Tru-Squat. Usavo la mia solita posizione, con 50 cm tra la parte interna dei talloni e con le punte ben divaricate. Questa posizione è segnata sulla piattaforma per poterla riprodurre costantemente. Dal momento che è una posizione piuttosto ampia per una persona della mia altezza (175 cm), e ciò significa che i miei piedi sbattono sul telaio perimetrale della piattaforma, mi è sembrato che dovessi restringere un po’ la posizione. Preso dall’eccitazione dell’allenamento, ho agito. Ho riportato più in dentro i talloni, diminuendo la larghezza della posizione di circa 7,5 cm. Ciò ha posto i miei piedi all’interno del telaio della piattaforma. Le 20 ripetizioni sono andate alla perfezione e sono sembrate un po’ meno impegnative di quelle della settimana precedente. Addirittura avevo aggiunto _ kg in più sul carico. Le ginocchia stavano bene e ne ero contentissimo.

Il giorno dopo le ginocchia hanno cominciato a farmi male e la soddisfazione per il giorno precedente si è trasformata in irritazione per aver cambiato una posizione che funzionava bene. Per diversi giorni ho sofferto di un marcato fastidio.

Non è stato prima di dieci giorni dopo che le ginocchia sono tornate alla normalità. In genere faccio squat una volta a settimana. Questa volta ho aspettato sedici giorni. Poi sono ritornato alla mia solita posizione, con un altro _ kg in più di carico. La serie è andata bene e non ho sofferto indolenzimenti a comparsa ritardata. Dopo sette giorni ho fatto di nuovo squat con un altro _ kg di peso aggiunto e di nuovo è andata bene senza dolori ritardati.

A guardare indietro, cambiare la propria posizione allo squat di 7,5 cm e continuare a usare i propri pesi di allenamento massimi è stupido anche se non si sono mai avuti problemi alle ginocchia. Ma per una persona con i miei trascorsi a questa delicata articolazione, un cambiamento così marcato è stata pura follia. Nella foga dell’allenamento mentre ci si prepara per lo squat a 20 ripetizioni sono stato sbadato fino alla stupidità. E in genere sono tanto attento quando mi alleno.

Ogni volta che si apportano degli aggiustamenti alla propria forma di esecuzione, indipendentemente da quanto appaiano minimi, occorre farli in maniera incrementale e progressiva, e mai usando i pesi con cui ci si allenava prima. Più si hanno trascorsi di problemi fisici e infortuni, più occorre essere prudenti. Ho pagato il prezzo con un periodo di dolori e con la perdita di una sessione di squat, ma poteva andarmi molto peggio.

Una delle regole con le quali non avrei nemmeno pensato di darmi pena è l’elevazione dei talloni. Per assicurare un’elevazione dei talloni pari a zero, faccio squat solo a piedi nudi. Ciò è pratico perché mi alleno nella mia palestra casalinga. Se mi allenassi in una palestra con altre persone indosserei scarpe con zero elevazione del tallone. Sollevare i talloni, anche solo con il tacco di una scarpa, accresce lo stress sulle mie ginocchia a livelli intollerabili.

Potrei sempre provare una posizione più stretta e farlo progressivamente, ma non voglio preoccuparmi più di tanto. Quel che faccio sta funzionando bene e allora perché darsi troppa pena? La brama per "il di più" è sempre presente, perciò fateci attenzione nel vostro allenamento! L’obiettivo è il progresso lento e costante. Se già sta accadendo, allora rimanete fedeli a tale allenamento per un periodo di un anno o due e allora assisterete a un progresso sostanziale. Provate ad affrettare il progresso e, sebbene possa andarvi bene, il risultato più probabile sarà di rovinare il progresso lento ma costante. L’ansia di accelerare i miglioramenti finisce troppo spesso per uccidere i progressi e produrre infortuni. Fare specialmente attenzione a non allenarsi troppo spesso, a non aggiungere peso troppo rapidamente, a non includere esercizi non necessari e a non mettere su peso corporeo troppo velocemente. Ma l’ironia è che il modo di affrontare il problema "lento e costante" è il metodo più veloce sul lungo termine. È sicuro, sano e pratico. Ed ecco tutto ciò in cui consiste l’allenamento sensato.

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L'editore di Olympian's News Sandro Ciccarelli

 
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