| Articolo pubblicato su Hardgainer numero
19. ©2001 by Hardgainer, all right reserved |
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Allenamento attraverso
prove ed errori
Fin da ragazzo ho accettato
il fatto che non sarei mai diventato famoso nello sport. Fin da adolescente ho
sofferto di un problema alla schiena congenito, una struttura fragile e dei
problemi di coordinazione. Ero anche indietro nello sviluppo. Non avevo una
grande considerazione di me.
In questo articolo vorrei dire che
l'allenamento con opposizione di resistenza, anche se praticato in modo molto
inferiore agli standard scientifici più alti, può non solo migliorare il
fisico e modificare la tipologia corporea, ma può anche migliorare
considerevolmente la coordinazione, la velocità, il tempo di reazione,
l'equilibrio, la precisione e il controllo.
Ho cominciato ad allenarmi con i pesi
quando avevo 18 anni (70 kg per 180 cm). Mi concentravo principalmente sullo
stacco e distensione insieme a qualche altro movimento per le braccia. Non mi
preoccupavo della forma di esecuzione corretta; facevo tutto il possibile per
spostare il bilanciere. Gli infortuni che mi sono inflitto in questo modo sono
durati per anni.
Nel 1949, dopo essermi allenato in
questo modo per circa un anno, scrissi a Joseph Hise, che a quel tempo lavorava
nel Colorado. Mi rispose in modo molto esauriente, preparando per me una
filosofia di allenamento completa e integrata oltre a un programma
personalizzato. Insisteva, comunque, che prima di toccare un bilanciere io
esaminassi la mia vita giornaliera per vedere se c'era un dispendio inutile di
energie fisiche e nervose. Dovetti imparare a rallentare, a riposarmi a ogni
opportunità e, soprattutto, a coltivare uno stato di calma interiore. Mi
parlava degli strongmen del passato come Louis Cyr, Horace Barre e, soprattutto,
Louis Uni (Apollo), uomini la cui prodigiosa forza naturale era accompagnata da
un buon carattere placido, calma e un'attitudine nei confronti della vita
generalmente rilassata. Hise mi scriveva anche, per contrasto, degli individui
nervosi, agitati che non progrediscono mai nell'allenamento perché hanno
dilapidato le loro riserve energetiche alla ricerca di "emozioni
sfrenate" e "che non conoscevano il significato di tranquillo, calmo e
sicuro". Una descrizione piuttosto precisa di me.
Hise stava dando gli stessi consigli a
G. W. Kelling (ero in contatto anche con lui). Ci diceva di non correre mai
quando potevamo camminare; di non stare mai in piedi quando potevamo sederci;
non stare mai seduti quando potevamo sdraiarci. A quel tempo
G. W. suonava la batteria in una formazione amatoriale. Hise disapprovava
le attività non necessarie; non approvava nemmeno il battere il piede per
seguire il ritmo della musica.
Hise diceva sempre che questo stato di
inattività non è il prodotto della pigrizia; la determinazione fisica e
mentale può nascere solo dall'intelligenza e la volontà.
Il secondo prerequisito di Hise per la
crescita era l'assunzione di quantità eroiche di cibo: non insalate, pasta e
latticini ma bistecche, lardo, tutti i tipi di piatti di carne, stufato,
salsicce, pasticcio di carne e gnocchi alla carne. Sia Hise che John Grimek
potevano mangiare una bistecca di 3 kg in una volta sola!
Questi prerequisiti erano difficili
per me da soddisfare. Dormivo male, non riuscivo a rilassarmi e avevo un
appetito molto scarso. Mi ricordo di una zia gentile che mi metteva davanti una
quantità di fritto da ricoprire il piatto. Avrebbe fatto impazzire un ragazzo
normale; a me invece faceva solo seccare la gola. Cercavo di mangiare di più ma
lo facevo come un lavoro.
Il
regime di Hise
Hise mi pose in quello che
oggi è il regime Hise classico per le persone sottopeso: "dinky
squat" seguiti dai pullover su panca curva, scrollate, stacchi da terra
stile hopper ed esercizi per il collo. A questo avevo aggiunto la distensione a
un braccio con manubrio e il curl con bilanciere. Non permetteva di fare nessun
esercizio per gli addominali che, riteneva, interrompevano la crescita. Hise
pensava che lo sforzo costante dei muscoli della postura coinvolti nel mantenere
il corpo perfettamente eretto forniva un ottimo allenamento per gli addominali.
La postura eretta era, secondo Hise,
il prerequisito essenziale della crescita. Spesso Hise elogiava il fisico e la
postura di John Grimek. Rimasi stupito, quando incontrai per la prima volta
Grimek, dalla posizione straordinariamente eretta del suo corpo. Infatti, sia in
piedi che da seduto era talmente eretto che sembrava inclinato all'indietro. Una
volta mi sono seduto accanto a lui al ristorante e non si è mai rilassato una
volta dalla perfetta posizione eretta della sua spina dorsale.
Hise
sottolineava costantemente l'importanza per gli hard gainer del moderare
l'intensità e il volume dell'attività fisica. L'hard gainer estremo,
classificato da William Sheldon e i suoi soci come l'ectomorfo, caratterizzato
da una faccia sottile e scarna, fronte alta, petto e addome stretti, braccia e
gambe esili e un po' di grasso sottocutaneo, dovrebbe limitarsi, come esercizi
di base, a una o due serie di squat "dinky" con 23-32 kg, i pullover
su panca curva, lo stacco da terra hopper e una serie di scrollate. Questi
movimenti dovrebbero essere accompagnati da non più di altri quattro esercizi.
In circa cinque settimane passai dagli
squat minimalisti agli squat con il peso corporeo e poi qualche settimana dopo
agli squat con 90 kg per due serie di 10 ripetizioni. Anche se i 90 kg
sembravano molto pesanti, scoprii che se discendevo piuttosto velocemente e
rimbalzavo su dalla posizione bassa, l'intero movimento diventava molto più
facile. Brutto errore. Fu l'inizio di anni di problemi alle ginocchia.
Lo stacco da terra hopper era eseguito
con 90 kg. Stavo in piedi a cavalcioni di una forte sedia da cucina e abbassavo
il bilanciere in modo che toccasse la sedia e rimbalzasse verso l'alto. Riuscivo
a farlo perché non stavo usando un carico molto pesante, altrimenti le sedie
sarebbero crollate. Avrei dovuto fare questo esercizio nel modo Hise classico
usando dei copertoni o la sua piattaforma "hopper". Anche il modo
"corretto" può essere deleterio, quindi lo userei con cautela, a meno
di avere una persona di tipo "Hiseano", che sa veramente quello che
fa, a sorvegliare. Hise pensava che questo fosse un esercizio utile per lo
sviluppo dell'hard gainer (negli anni successivi mi sono allenato in modo
piuttosto intenso nello stacco da terra normale, come esercizio per la crescita
di tutto il corpo).
Hise enfatizzava che i pullover
dovevano essere eseguiti quando ancora si respirava a fatica dopo gli squat e
gli stacchi da terra.
L'allenamento si concludeva eseguendo
l'esercizio "dell'asciugamano" di Hise. Si mette un asciugamano sulla
parte posteriore della testa (non del collo); si tengono in mano le estremità
dell'asciugamano e si sposta la testa all'indietro contro la resistenza fornita
dalle mani.
Hise mi diceva di eseguire un altro
esercizio nel corso della giornata, ogniqualvolta ne avevo l'opportunità, per
allargare la cassa toracica. Ci si dovrebbe posizionare a circa 60 cm da una
porta aperta, le mani dovrebbero essere poste sui due lati verticali della
struttura della porta, all'altezza della testa (o anche più in alto,
sull'architrave). Poi si dovrebbe spingere il corpo in avanti fino a sentire una
sensazione di apertura nella zona dello sterno. Questa apertura dovrebbe essere
accompagnata da una respirazione profonda.
Per alcuni tipi corporei questo
esercizio può essere in realtà troppo efficace e alla fine dare un aspetto
grottesco alla gabbia toracica. È una specie di "super tirata per il petto
Rader". È necessario un po' di aggiustamento personale, per la posizione
dei piedi, la posizione delle mani, l'angolo di inclinazione, la quantità di
piegamento delle braccia ecc. perché questi fattori sono influenzati dalla
lunghezza e l'altezza degli arti e del tronco e le loro relative proporzioni.
In quel periodo ero attratto dal
vegetarianismo. Una difficoltà in più per riuscire a seguire le istruzioni di
Hise per la dieta. Non mi preoccupai di informare Hise che oltre ad avere delle
difficoltà a mangiare bistecche, braciole, salsicce e carne macinata tre volte
al giorno, non riuscivo a bere mezzo litro di latte in una volta sola. In quel
periodo, per me 350 g di latte più una banana non era un brutto risultato. Per
molto tempo ho indugiato sui pasti, mangiando lentamente e senza piacere,
sentendomi completamente a disagio. Ho impiegato un po' di tempo prima di
riuscire a finire quello che una persona nella media considerava un pasto
sostanzioso. Mentre progredivo con la routine di allenamento di Hise, notavo
tutti i vari cambiamenti che avevano luogo. Mangiavo meglio, dormivo meglio e mi
rilassavo meglio. Cosa interessante, sembravo sviluppare un'intolleranza
all'alcol (anche G. W. Kelling l'aveva notato). Un paio di birre mi davano una
leggera nausea.
Dopo due o tre mesi del regime Hise di
base, passai dallo squat per 2 serie di 10 ripetizioni con 90 kg allo squat per
1 serie di 20 ripetizioni con 90 kg. Alla fine di quasi sei mesi ero arrivato a
1 serie di squat regolari per 20 ripetizioni con 110 kg di e 1 serie di squat
frontali per 10 ripetizioni con 90 kg. Facevo molti respiri profondi prima di
ogni ripetizione, scrollando il bilanciere in alto quando inalavo. Penso che gli
squat frontali eseguiti in questo modo siano ancora più produttivi degli squat
regolari. Per molti anni, gli squat frontali sono stati gli unici squat che ho
fatto. Mentre respiravo ancora profondamente dopo gli squat eseguivo i pullover
su panca curva. In seguito aggiunsi i pullover da un ponte del lottatore. Il
ponte del lottatore non è un buon esercizio e i dottori lo guardano di
traverso. Alcuni allenatori di lotta del college proibiscono questo esercizio.
Se mi ricordo bene, ho guadagnato
circa 7 kg nel corso di sei mesi di allenamento Hise. Tuttavia, presto avrei
scoperto che non si trattava di un guadagno di peso stabile, permanente. O la
massa muscolare che guadagnavo non era della qualità migliore oppure il mio
corpo non voleva semplicemente funzionare con un peso corporeo superiore.
In
mare
Feci questa scoperta
deludente quando mi imbarcai, poco dopo questo periodo, per lavorare come
stivatore su una nave a vapore. I fuochisti e gli stivatori lavoravano per
quattro ore e poi si riposavano per otto e poi ricominciavano. A parte i suoi
altri doveri, lo stivatore deve spalare circa 6 tonnellate di carbone dalle
stive per fornire il carbone ai fuochisti per le fornaci. Quando si trova nelle
stive lo stivatore respira la polvere di carbone. Quando pulisce i ceneratoi o
ricopre le scorie, respira il loro vapore. In un paio di mesi avevo perso gran
parte del peso corporeo guadagnato. Non riuscivo a capire. Nella stiva c'erano
alcuni personaggi molto muscolosi che sembravano mantenere il loro peso
corporeo. Possedevano un tipo diverso di massa muscolare oppure il loro sistema
omeostatico corporeo era programmato in modo diverso?
Tornato
a terra
Decisi, una volta tornato a
terra, di sperimentare mischiando l'allenamento Hise con l'allenamento per la
forza e l'allenamento per la durata. Speravo di scoprire, attraverso le prove e
gli errori, quali proporzioni di questi tre metodi diversi di allenamento
combinare per produrre i guadagni muscolari più durevoli. Non smisi di
considerare l'allenamento Hise un metodo efficace per stimolare la crescita (do
ancora molta importanza ai suoi insegnamenti). Tuttavia volevo determinare, se
era possibile costruire, contemporaneamente, massa, forza e durata e ottenere
anche quel tipo di massa muscolare che non se ne va quando le cose si fanno
difficili.
Nei due o tre anni successivi il mio
allenamento fu frammentario ma non abbandonai mai la mia ambizione di costruire
un fisico notevole sotto tutti gli aspetti, cioè un equilibrio fra la durata e
la forza riuscendo a rinunciare a poco di uno per riuscire a costruire l'altro.
Comunque, non puntavo più alla maggiore massa possibile. Se fossi riuscito a
guadagnare 10 o 15 kg di tessuto funzionale oltre il mio peso di partenza, sarei
stato soddisfatto. Era il limite che potevo sostenere mantenendo comunque un
alto livello di durata. Andare oltre questo livello di sviluppo avrebbe rovinato
le mie capacità di durata. Hise disapprovava questo mia riduzione degli
obiettivi che considerava una specie di capitolazione. Era convinto che un
teen-ager di altezza nella media dovrebbe porsi come obiettivo ultimo i 127-135
kg.
Cominciai ad allenarmi solo due volte
alla settimana con un allenamento di puro stile Hise quando mi concentravo sullo
squat, aggiungevo un allenamento, cercando di continuare a incrementare il
carico; quando facevo lo squat continuavo a usare la respirazione Hise. In
questo allenamento facevo un po' di distensioni in piedi, qualche ripetizione di
stacchi di potenza, tirate al mento e pullover dal ponte del lottatore. Una
volta alla settimana facevo un allenamento di stacco da terra per 5 serie di 20
ripetizioni, quarta sessione della settimana, cercando anche di raggiungere il
carico più pesante possibile. In questi allenamenti di squat e stacco da terra
usavo circa 130 kg (negli anni successivi sono arrivato fino a 10 kg in meno del
doppio del peso corporeo per 5 serie di 20 ripetizioni di stacco da terra e 10
kg più il doppio del peso corporeo per 2 serie di 10 ripetizioni di squat).
Gli allenamenti di stacco da terra mi
davano fastidio e temevo l'avvicinarsi del giorno dello stacco da terra.
Aggiungevo qualche esercizio extra
che, avevo sentito dire, veniva eseguito dai lottatori indiani. Eseguivano
migliaia di ripetizioni di squat liberi e un tipo speciale di flessione sulle
braccia. Mi sembra di ricordare che gli squat si chiamavano "battick"
e le flessioni si chiamavano "dund". Mentre quando si eseguono le
flessioni normali il corpo si muove su e giù lungo un alinea verticale, nei
dund mentre discendete vi spingete in avanti in modo che se faceste un segno sul
deltoide, il segno descriverebbe un'ellisse con l'asse lunga parallela al
pavimento. Non facevo migliaia di ripetizioni con il movimento ma eseguivo 6-12
serie di 20 ripetizioni. Le persone notavano quanto la parte superiore del
corpo, specialmente il cingolo scapolare, si irrobustiva quando mi concentravo
su questa variante della flessione sulle braccia.
Per completare questa routine
aggiungevo alla mia dieta una bevanda che, avevo sentito dire, veniva bevuta in
grandi quantità dai lottatori indiani; era del latte mischiato con del burro
liquefatto. Stavo anche sperimentando con altre bevande; la maggior parte
conteneva lievito di birra, farina di soia, uova e melassa nera; non so se mi
abbiano aiutato o no.
A prima vista, questo programma, che
prevedeva l'allenamento con i pesi quattro volte alla settimana, per non parlare
degli esercizi supplementari che facevo, poteva sembrare eccessivo. Comunque, io
trovavo impegnative solo le sessioni di squat e le sessioni di stacco da terra.
Gli allenamenti Hise mi lasciavano fresco e forte. Non riesco a spiegare la
scienza che puntella l'allenamento Hise. In un certo senso è difficile da
spiegare, essa da un impeto, una spinta all'effetto che hanno sul corpo tutti
gli esercizi di accompagnamento.
Dovrei aggiungere che nel giorno in
cui eseguivo l'allenamento dello squat e i suoi movimenti aggiuntivi, a volte
facevo qualche sollevamento olimpico. Questo portava l'allenamento oltre le due
ore.
Così tutte le settimane eseguivo un
lungo e duro allenamento, un allenamento duro più breve, due allenamenti facili
e in svariati momenti inserivo le flessioni e altri esercizi.
Oltre
l'apparenza
Devo aver trovato la
combinazione giusta di esercizi con l'intensità giusta all'età giusta perché
questo fu un periodo di cambiamento della massa, dell'aspetto complessivo e
anche delle capacità motorio-percettive. Non so perché questa unione
particolare di esercizi con opposizione di resistenza migliora le capacità
moto-sensoriali non solo riguardanti i grandi gruppi muscolari ma anche i
movimenti più particolari degli arti. Farò un esempio.
A scuola ero scarso nel ricevere e nel
lanciare. In seguito ho preso parte a un esperimento progettato per analizzare
la capacità complessa dell'afferrare una palla da tennis. Questo esperimento,
però, fu condotto in un laboratorio completamente oscurato. La palla era
lanciata da una macchina verso il soggetto, sulla base di una rapida occhiata,
il soggetto doveva mettere la mano (presa a una mano) dove pensava che la palla
andasse, anche se adesso non riusciva più a vederla.
Riuscii ad afferrare alcune delle
palle da tennis che venivano verso di me al buio ma ne mancai più di quante ne
presi. Alla fine mi scusai con lo psicologo, il dott. John Whiting, che stava
svolgendo l'esperimento, per aver fatto una prova così scarsa. Whiting mi disse
che alcuni soggetti non avevano preso nemmeno una palla. Mi disse che in realtà
avevo totalizzato un punteggio alto, un punteggio, disse, pari a quello di un
giocatore di cricket dello Yorkshire che aveva fatto il test quella mattina.
Il mio tempo di reazione, la
coordinazione e l'equilibrio stavano migliorando tantissimo. Il peso corporeo
era intorno agli 86 kg. I carichi degli esercizi stavano aumentando, quasi tutte
le settimane. Tutto il mio aspetto, anche la mia faccia, stava cambiando.
Hise continuava a inviarmi lunghe
lettere contenenti le sue idee innovative sull'allenamento insieme a delle
riflessioni su molti altri argomenti. Sfortunatamente, dopo tre anni la nostra
corrispondenza si interruppe. Fu colpa mia. In quel momento dedicavo più tempo
alla lotta che al sollevamento pesi. Hise, generoso come sempre, mi aveva
inviato una lettera di due pagine densamente scritte dove spiegava perché gli
sport di combattimento lo sconcertavano. L'allenamento con i pesi, dal suo punto
di vista, era un espressione della creatività umana; era, infatti, una forma
d'arte. Non si dovrebbe mai sviluppare la forza per imporsi. Qualsiasi cosa
alimentava la belligeranza, anche nello sport, Hise la considerava come
"un'inversione della traiettoria dell'evoluzione". Devo confessare
che, in quei giorni, ignoravo questo tipo di riflessioni, cercando informazioni
preziose sull'allenamento.
Gli
effetti negativi
Il periodo fra i 21 e i 22
anni di età fu un periodo di crescita e incremento della forza significativo,
accompagnato da un senso di progresso dolce, quasi indolore. Tuttavia, a 24
anni, il problema alla schiena e alle ginocchia cominciò a presagire dei
problemi più seri. Mi ero fatto male a causa del mio stile di esecuzione
sbagliato. Se c'era un modo sbagliato per sollevare un carico, era il modo in
cui sceglievo di sollevarlo. Eseguivo lo stacco da terra e lo squat con la
schiena incurvata; eseguivo la distensione in piedi con la schiena molto
piegata; nello stacco e strappo preferivo il tuffo allo stile corretto. La
lotta, come gli squat con rimbalzo, metteva le ginocchia in difficoltà. A
peggiorare le cose arrivò il consiglio comune di quei tempi: "Allenati
attraverso il dolore".
Quando avevo 24 anni incontrai un
pugile professionista, un peso welter di nome Roy Clarkson, che mi convinse a
intraprendere il pugilato, uno sport a cui non avevo mai pensato seriamente
prima di allora. Un risultato del passaggio al pugilato fu che la schiena e le
ginocchia ottennero un certo grado di rispetto.
Un
nuovo inizio
Ritornai alla lotta e al
sollevamento pesi solo dopo i 30 anni. Avevo sviluppato una routine che
combinava la corsa e l'allenamento con i pesi. Correvo 2 o 3 volte alla
settimana e facevo anche sollevamento pesi 2 o 3 volte alla settimana. Alcuni
giorni correvo 3-5 km con un ritmo moderato e poi eseguivo subito dopo un
allenamento con i pesi. Almeno una volta alla settimana eseguivo una sessione di
allenamento di qualità superiore dove, per esempio, facevo 3-6 allunghi di 800
m con una corsetta di recupero di 2 o 3
minuti fra ogni scatto. C'erano dei periodi in cui facevo delle corse di
allenamento più lunghe di 21-24 km. Gradualmente, con il passare degli anni,
riducevo i carichi da sollevare e introducevo sempre più allenamento
cardiovascolare nelle sessioni di sollevamento pesi.
Un giorno di allenamento tipico di
questo periodo poteva consistere di 8-10 allunghi da 800 m o 3-4 ripetute di 1,5
km, a un ritmo ragionevolmente duro, seguiti da una sessione con i pesi che
comprendeva squat (regolari e frontali), distensione dietro il collo con
bilanciere stando seduti, tirata al mento, iperestensioni, lavoro per gli
addominali, trazioni alla lat machine e qualche altro esercizio convenzionale.
Comunque, la novità di questa routine era rappresentata dall'esecuzione di
serie di squat con spinta o corse con sovraccarico tenendo due manubri da 23 kg
fra i movimenti del sollevamento pesi regolare.
Quando gli effetti di tutti i miei
infortuni alle ginocchia cominciarono a farsi vivi, ebbi delle difficoltà a
correre in assoluto. Cominciai a fare esperimenti, in sequenza, con vari regimi
di allenamento per la forza in cui il soggetto passa da un esercizio all'altro
senza fermarsi. Quando l'acido lattico raggiunge un livello critico in un gruppo
muscolare, impedendo temporaneamente il movimento, il soggetto passa a un
esercizio che allena un altro gruppo muscolare. Con questo allenamento, non solo
si rafforzano i muscoli ma aumenta anche il volume di pompaggio del cuore, il
contenuto di emoglobina del sangue aumenta e la capillarizzazione del muscolo
migliora rapidamente. Penso ancora che sia uno dei modi migliori per allenarsi.
Allora scoprii quello che l'industria
dietetica ha scoperto anni dopo: seguire una dieta e basta è un metodo
inefficace per controllare il peso corporeo. Per aumentare il peso per la lotta
aumentavo semplicemente il volume dell'allenamento (allenandomi a volte tre
volte al giorno) continuando a mangiare voracemente. Adesso avevo un buon
appetito e quando tornavo a casa dal lavoro mangiavo continuamente fino a quando
andavo a letto.
Provai anche una versione più
impegnativa di allenamento continuo per la forza che consiste nel passare da un
esercizio all'altro senza fermarsi ma in modo casuale. Questo significa che a
ogni esercizio viene assegnato un numero e che i numeri sono disposti con una
sequenza casuale (usando, per esempio, le tabelle degli statistici). Il soggetto
non sa quale esercizio eseguirà e, cosa importante, lo stesso numero può
uscire anche due o tre volte. Se il numero che esce due o tre volte è quello
assegnato allo squat frontale a 20 ripetizioni, per esempio, il soggetto si
ritroverà in un territorio sconosciuto, non solo in termini di fisiologia ma
anche in termini di carattere. Non consiglio l'allenamento casuale continuo
perché penso possa essere pericoloso per chi non è giovane e molto in forma.
Queste routine sono solo alcuni dei
metodi di allenamento che ho sperimentato. Hise si lamentava del fatto che
"ci sono così tante cose buone da provare e così poco tempo a
disposizione per provarle".
Con
il senno di poi
Cosa avrei fatto se avessi
potuto ricominciare da capo? Ho fatto così tanti errori che non so da dove
cominciare. Rifiuterei, per esempio, la strategia generale di sacrificare tutto
per la massa e la forza. I miei obiettivi principali sarebbero stati il fitness,
la flessibilità e la coordinazione; avrei dato la precedenza alla simmetria e
all'equilibrio del fisico invece che alla massa. Avrei eseguito tutti gli
esercizi lentamente e con lo stile di esecuzione perfetto; se la fatica avesse
reso impossibile l'uso della forma di esecuzione corretta, avrei ridotto la
resistenza.
Non avrei intrapreso gli sport di
combattimento; anche se ho dei bei ricordi di quel periodo della mia vita e
nonostante i buoni amici che mi sono fatto, gli sport di combattimento hanno
imposto il loro dazio.
Come ho detto, una buona parte del mio
allenamento è stato improduttivo, o addirittura controproducente. Questo
significa che ho passato molte ore inutili in palestra, ore che avrei potuto
usare in modo più produttivo. Ma è una lezione che ho dovuto imparare nel modo
più duro.
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