| Articolo pubblicato su Hardgainer numero
12. ©2001 by Hardgainer, all right reserved |
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Una parabola sull'allenamento
La nostra storia comincia
più di otto anni fa, quando a un quindicenne venne dato il permesso, da suo padre, di
cominciare ad allenarsi con i pesi. Lentusiasmo del giovane per il sollevamento pesi
stava fermentando da un po' di tempo. Da molto tempo aveva sviluppato un interesse in
questo tipo di allenamento, motivato dal desiderio di migliorare la sua prestazione
atletica. In un angolo della sua mente si annidavano anche i sogni di diventare grosso e
forte, anche solo la metà degli uomini che vedeva nelle tantissime riviste di
bodybuilding sparpagliate sul pavimento della sua camera.
Dal primo
giorno in palestra, il nostro aspirante uomo muscoloso pensò a se stesso come a un
esperto. Mai accusato di essere impreparato su qualunque cosa questo giovane aveva
sviluppato, attraverso lo studio, la routine e il regime alimentare "perfetti"
per raggiungere i suoi obiettivi. Conosceva ogni principio per costruire i muscoli, di
quante calorie extra derivate dai carboidrati complessi necessitava per favorire la
crescita, la giusta forma di esecuzione di ogni esercizio, e come gli esercizi
influenzavano aspetti diversi di ogni parte del corpo. Conosceva addirittura i segreti che
gli avrebbero dato dei vantaggi nei confronti del comune sollevatore di pesi; conosceva
gli integratori alimentari che funzionavano veramente, le varianti degli esercizi come la
distensione su panca portata al collo per ottenere pettorali perfetti, e sapeva che se
voleva veramente alzare la posta in gioco nel suo sviluppo poteva sempre fare una split
routine e andare in palestra due volte al giorno.
Armato
dell'arroganza di chi pensa di sapere tutto quello che c'è da sapere, il nostro
sollevatore di pesi andò in palestra, e si allenò duramente. Va detto a suo onore che
non si rilassava mai, e mai distoglieva la sua attenzione dai movimenti che causavano la
difficoltà maggiore. Nel suo giorno delle gambe cominciava con i piegamenti profondi
delle ginocchia. Faceva lo squat ben al di sotto della linea parallela, serie dopo serie.
Dopo continuava con lo squat frontale, poi il leg press e alla fine concludeva con qualche
serie composta di leg extension e leg curl per assicurarsi di dare definizione. Il giorno
delle spalle cominciava con lo strappo con portata alle spalle e distensione, continuava
con il lento dietro, poi qualche tirata al mento, poi sollevamenti laterali delle braccia
in tutte le direzioni per esaurire tutti e tre i capi dei deltoidi. Colpiva nello stesso
modo le altre parti del corpo: non mostrava pietà nel giorno delle braccia, nel giorno
del petto o nel giorno della schiena.
Dopo la
palestra, la prima cosa che faceva era assumere la sua dose necessaria di integratori
alimentari. All'inizio erano dibenconzide e amininoacidi, più tardi passò ai prodotti
"innovativi" come la creatina. Il nostro sollevatore di pesi sapeva che il
riposo era importante quanto l'allenamento, e non dormiva mai meno di otto ore per notte,
non fumava mai, non beveva mai, e non correva mai quando poteva camminare, non camminava
mai quando poteva restare fermo in piedi, e non stava mai in piedi quando poteva sedere.
Per lui tutto era in ordine per realizzare grandi guadagni dai suoi sforzi quasi senza
limiti in palestra.
Andò avanti in
questo modo per anni. Ovviamente faceva piccoli cambiamenti, ed era certo che ognuno di
essi gli avrebbe portato i risultati che desiderava. Per tutto il tempo rimase fedele ai
suoi sforzi perché sapeva quello che stava facendo: stava seguendo correttamente tutti i
principi che lo avrebbero trasformato in un campione. Lungo la strada provò con due
allenamenti al giorno così che potesse aumentare il suo volume di allenamento mantenendo
comunque alti livelli di intensità. Provò anche le serie a scalare, le negative, le
serie di pompaggio, serie giganti, doppie, triple, 5 x 5, e serie con peso piramidale;
addirittura mischiò e confrontò i vari approcci. E non dimentichiamoci delle routine di
allenamento provenienti dai paesi dell'est. Quando andò al college, il preparatore
atletico della squadra di football lo sottopose a una routine di periodizzazione molto
scientifica. Il nostro sollevatore di pesi la approvava e la seguiva.
Ora, è in questo momento della sua vita che il nostro
aspirante uomo muscoloso fu forzato a far fronte a una fredda, dura dose di realtà.
Durante il suo secondo anno di football al college, subì un infortunio alla spalla
sinistra sul campo da gioco. In precedenza si era allenato attraverso innumerevoli
infortuni, la maggior parte sviluppati in palestra, ma questa volta le cose erano diverse:
l'infortunio si dimostrò grave. Ora l'allenamento con i pesi gli era proibito e al
ragazzo fu costretto a seguire un periodo supervisionato di riposo e riabilitazione per la
sua spalla.
Fu un
contrattempo debilitante. Fuori della palestra, passava il tempo riflettendo sul suo
progresso fino a quel momento. Cosa aveva ottenuto a questo punto della sua carriera? A 19
anni, potete solo immaginare i cambiamenti che questo sollevatore di pesi aveva
sperimentato nel corso degli ultimi quattro anni di allenamento "come i
campioni". Muscoli grossi, tendini robusti, struttura imponente, grande forza e
salute superba, solo per nominare alcuni dei magnifici risultati di un programma di dieta
e allenamento con i pesi "ben progettato, scientifico". Ma
"l'immaginazione" è ben lontana dalla realtà!
Infatti, il
nostro sollevatore di pesi appare più che altro come un corridore di medie distanze. Pesa
poco più di 77 kg, completamente vestito, forse 2,5 kg più pesante di quando ha
cominciato ad allenarsi. Con un'altezza di poco più di 177 cm incute ben poca paura nel
cuore dei linebacker avversari. Distende alla panca il suo peso corporeo per 4 ripetizioni
circa, ed esegue lo squat parallelo con 102 kg per 8 ripetizioni. Inoltre può fare circa
otto trazioni alla sbarra e fare i curl con bilanciere con 45 kg per qualche ripetizione.
Sorpresi? Non
dovreste esserlo. Questo scenario si verifica in tutte le palestre di tutto il mondo.
Pochi individui sono dediti come questo nostro atleta, e in realtà ancora meno realizzano
i l'oro obiettivi seguendo un percorso simile. Tutto era a posto: l'allenamento,
l'impegno, la dieta e il desiderio, ma qualcosa è andato storto. Forse il nostro atleta
era destinato a rimanere piccolo e debole, limitato da fattori genetici? 0 forse il suo
approccio aveva delle pecche fin dall'inizio? Conosciuto per non aver mai mollato, il
nostro giovane, che ha una notevole capacità di recupero, resta determinato come sempre a
diventare un giorno grosso e forte.
Leggendo e
rileggendo, si imbatté in un articolo che attirò la sua attenzione. Non conosceva
l'autore perché non era un bodybuilder di un periodo che il giovane desideroso di essere
muscoloso poteva ricordare, ma qualcosa di quello che diceva l'autore era talmente sensato
che il nostro atleta fu costretto a rivalutare tutto quello che pensava di sapere
sull'argomento allenamento.
Lautore
dell'articolo affermava che non era necessario nessun lavoro diretto per le singole parti
del copro, a meno che l'atleta fosse molto esperto, distendendo alla panca 136 kg,
eseguendo lo squat con 180 kg ed eseguendo lo stacco da terra con 226 kg. Esortava il
lettore a porsi alcune domande: "Non pensi che avrai braccia, spalle e petto grossi
quando potrai distendere alla panca 136 kg? Non pensi che avrai cosce e busto grandi
quando potrai tenere sulla tua struttura ed eseguire uno squat con 180 kg? Non pensi che
avrai schiena, muscoli posteriori della coscia e avambracci grandi quando potrai sollevare
dal pavimento degli stacchi con 226 kg7, L'autore era Stuart MeRobert.
Il nostro
sollevatore di pesi era meravigliato della semplice logica delle affermazioni. Quei
carichi nei tre grandi esercizi, così lontani da ciò che aveva raggiunto, divennero
immediatamente i suoi obiettivi a lungo termine. Con rinnovato vigore, il giovane inizia a
cercare qualunque informazione apparentemente collegata a questo approccio abbreviato
all'allenamento. Presto sente fare il nome di un uomo di nome Mike Mentzer che promuove
solo una serie fino all'incapacità muscolare e allenamenti infrequenti. In preda
all'eccitazione ordina il libro SUPER SQUATS, di Randall Strossen.
Finalmente ordina un libro dal titolo THE ANABOLIC DIET, di Mauro Di Pasquale.
Assorbendo queste idee apparentemente radicali sull'allenamento e la dieta efficaci,
progetta una routine da poter fare non appena la sua spalla riabilitata sarà pronta per
l'impegno.
Finalmente
ritorna in palestra dopo sei mesi di assenza, comincia ad allenarsi con un nuovo tipo di
routine. Esegue solo i grandi movimenti come squat, stacco da terra, distensione su panca,
rematore, trazione alla sbarra, curl e distensione su panca con presa stretta. Il suo
regime contiene tutti questi movimenti, suddivisi in due allenamenti separati e alternati
al lunedì, mercoledì e venerdì. L'intensità è estremamente alta, e le una o due serie
di ogni esercizio vengono portate fino all'incapacità muscolare. La sua dieta, ora priva
di inutili integratori, prevede copiose quantità di carne, formaggio, uova, fibre e un
potente multivitaminico tutte le mattine. 1 fine settimana vengono passati o sul divano o
facendo avanti e indietro dal frigorifero; in questi due giorni si verifica un massiccio
carico di carboidrati.
I risultati
iniziali sono stati sorprendenti, e hanno fatto del nostro sollevatore di pesi un credente
nell'allenamento abbreviato. Nel giro di quelle prime 5 settimane guadagnò 7 kg di
muscoli e pochissimo grasso, pesando quindi quasi 84 kg. 1 livelli di forza stavano
volando oltre il soffitto e nessuno, compreso lui, riusciva a credere a quello che stava
succedendo.
Grandi
guadagni? Sì. Guadagni costanti? Assolutamente. Nel corso dei sei mesi successivi il
nostro sollevatore di pesi si scontrò contro un muro dopo aver raggiunto un picco di 86
kg. Avendo ancora fede nella sua routine continuò a combattere, ma presto cominciò a
perdere peso. A questo punto il nostro sollevatore di pesi trasse una conclusione logica:
se diminuire il volume si era tradotto in un'impennata nei guadagni di massa e forza, e il
maggiore volume era una strada infruttuosa che aveva percorso in precedenza, perché non
sperimentare con un'ulteriore abbreviazione?
Il nostro
sollevatore di pesi comincia eliminando gli esercizi di sovrapposizione, e cresce. Il
nostro sollevatore di pesi continua con una riduzione della frequenza a due allenamenti
alla settimana, e cresce ancora un po'. Il nostro sollevatore di pesi suddivide la routine
in tre parti e allena un grande movimento al giorno ogni 10-11 giorni, e cresce ancora un
po'. Tre anni dopo aver letto il suo primo articolo di HARDGAINER, ristampato su una
rivista patinata, l'aspirante uomo muscoloso sta osservando il risultato. Ora, con un peso
100 kg circa, è grosso. 1 suoi carichi in molti sollevamenti sono quasi raddoppiati; è
forte.
C'è rimasto ancora un anno della storia di questo sollevatore di pesi, che alla
fine è stato capace di guadagnare tanto quanto si impegnava nel l'allenamento. Non
essendo abbastanza mai abbastanza, ha cercato dei modi per spingere oltre il suo sviluppo.
La prima, e certamente non l'ultima lezione di allenamento avanzato che ha imparato gli è
stata impartita da Sean Toohey, un vero sollevatore di pesi della vecchia scuola. Con in
mano i suoi consigli, il nostro quasi ventitreenne sollevatore di pesi comincia a
sperimentare con qualcosa di nuovo: le routine di specializzazione. Routine che il giovane
non avrebbe nemmeno mai pensato possibile che prendessero forma nel suo allenamento. Per
mesi di seguito non esegue altro che squat; usa l'allenamento di affaticamento cumulativo
moderato per brevi cieli; allena alcuni movimenti con nient'altro che ripetizioni singole;
e alla fine dichiara che tutte queste forme di allenamento abbreviato sono forme di
allenamento tremende.
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