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| PREFAZIONE Il
mio coinvolgimento nel mondo dello sport è andato di pari passo con il
mio interesse nel controllo del peso corporeo. Sul finire della mia
adolescenza e all’inizio dei miei venti anni, facevo parte sia della
squadra di ginnastica sia di quella di wrestling presso la University of
Toronto. In abbinamento a queste due discipline sportive, mi allenavo con
i pesi per aumentare la massa muscolare e la forza. Dopo
l’internato, iniziai la pratica della professione medica in campagna e
per la mancanza di occasioni e strutture ebbi difficoltà a portare avanti
entrambi gli sport. Fu allora che mi volsi al powerlifting e in oltre 15
anni divenni uno dei top powerlifter al mondo. Tutti
e tre gli sport avevano qualcosa in comune. Tutti richiedevano una certa
efficienza fisica, il massimo di massa muscolare e di forza abbinate al
minimo di grasso corporeo al fine di arrivare alla massima prestazione
atletica. Così
il mio interesse su come controllare il peso corporeo e l’adipe, oltre a
come portare al massimo la massa muscolare e la forza, è stato una
conseguenza naturale della mia carriera sportiva. Nel corso degli anni ho
lavorato per trovare e perfezionare la dieta ideale che costruisse massa
magra e conferisse forza; una dieta che potesse essere utilizzata come
parte di un programma generale per massimizzare la forza e la massa magra
e minimizzare i depositi adiposi. Una dieta che, pur di possibile utilizzo
da parte degli atleti che ricorrono al doping, fosse intesa ad offrire
agli atleti in generale una valida alternativa all’uso dei farmaci. Nei
primi anni Settanta escogitai una dieta con una quantità bassa di
carboidrati e ricca di grassi e proteine ma che permetteva anche una dose
non indifferente di carboidrati per un breve periodo. Le fasi a
carboidrati limitati e quelle a carboidrati elevati erano ciclizzate
nell’arco di periodi di una settimana. Negli anni durante i quali
gareggiavo, seguii e migliorai questa dieta tanto che potetti arrivare al
meglio della mia massa muscolare magra e della mia forza e ridurre al
minimo l’adipe. Negli anni mi capitò di accennare alla dieta nei miei
scritti e nel 1992 ne scrissi in maniera dettagliata sulla mia newsletter
Drugs in Sports. Nel
1994 scrissi The Anabolic Diet, una dieta con fasi alternate studiata per
i bodybuilder in maniera che massimizzassero la muscolatura e
minimizzassero l’adipe. The Anabolic Diet fu il primo libro di
alimentazione per bodybuilder che si muovesse contro la dieta povera di
grassi e ricca di carboidrati complessi popolare tra tutti i bodybuilder
di quel tempo. Oggi la mia Dieta Anabolica con le sue successive varianti
è ampiamente seguita dai bodybuilder, tanto quelli agonisti quanto da
quelli che si tengono semplicemente in forma. Ho
passato oltre trent’anni ad accumulare informazioni, ricercando tra la
letteratura scientifica e medica, osservando e sperimentando sugli altri e
su me stesso. Mi resi conto quando scrivevo The Anabolic Diet che per
quanto il libro fosse indirizzato ai bodybuilder, i principi che
sottostavano alla dieta potevano essere applicati a chiunque fosse
interessato ad aumentare la massa magra e a smaltire i depositi adiposi e,
di fatto, a chiunque desiderasse avere un aspetto migliore. Mi
ero proposto di scrivere un altro libro da affiancare a The Anabolic Diet
per tutte le altre persone, ma sembra proprio che il tempo non basti mai.
L’anno scorso, mi resi conto che dovevo far conoscere questa dieta dato
che funzionava e anche perché c’era un notevole divario tra chi seguiva
una dieta a basso contenuto di carboidrati e chi una ricca di carboidrati.
Sussiste un divario che io ritengo non dovrebbe esserci perché entrambi i
tipi di dieta hanno una base comune che le accomuna. Tale base comune sarà
spiegata e analizzata in questo libro, La Dieta Metabolica. Dove
necessario ho inserito la bibliografia comprensiva di riviste presiedute
da comitati scientifici e da altri tipi di pubblicazioni. Purtroppo non è
stato condotto un numero sufficiente di validi studi sui vari aspetti
delle informazioni esposte in questo libro e parte delle informazioni
presentate sono un risultato di mie personali osservazioni e
sperimentazioni Un’avvertenza:
non sarà mai sottolineato a sufficienza che le mie teorie, anche se
sostenute direttamente e indirettamente da un notevole corpo di ricerche
scientifiche e in accordo con le mie personali osservazioni e
sperimentazioni, non sono affatto scolpite nel marmo. Ci sono molte
persone che non saranno d’accordo con le mie osservazioni e con le mie
conclusioni e, di conseguenza, non concorderanno neppure sui miei metodi. Ad
esempio, due critiche mosse alle diete con pochi carboidrati sono: per
prima cosa, non si può avere un metabolismo lipidico significativo senza
il metabolismo dei carboidrati. Per seconda cosa, l’attività fisica ad
elevata intensità non può essere sostenuta senza grosse quantità di
carboidrati come scorte energetiche. Entrambe
le premesse sono scorrette e non convalidate dall’attuale letteratura,
almeno in riferimento ad una dieta relativamente povera di carboidrati e
più ricca di grassi. Le affermazioni sono basate su studi e conoscenze
ricavate analizzando soggetti ed animali che si sono orientati verso una
dieta con una quantità elevata di carboidrati complessi e non su quelli
che si sono adattati con successo ad una dieta con più grassi e meno
carboidrati. Anzi, studi recenti hanno indicato che una dieta con una
quantità più elevata di grassi, elevate proteine e meno carboidrati può
aumentare la resistenza e avere un minimo effetto sull’attività fisica
ad elevato volume e/o elevata intensità. D’altra
parte, ci sono sufficienti ricerche per dimostrare che una certa quantità
di carboidrati nella dieta sono necessari se pur solo per lasciare una
quantità ragionevole di glicogeno nel fegato e nei muscoli. In persone
grasse adattate ad una dieta con pochi carboidrati, la quantità minore di
glicogeno dura per un periodo di tempo molto più lungo poiché i grassi
soddisfano gran parte del fabbisogno energetico di gran parte, anche se
non di tutto, l’esercizio fisico più intenso. Determinare quanti
carboidrati occorrono per arrivare a quantità soddisfacenti di glicogeno
varierà da individuo a individuo ed a questo punto può essere
ragionevolmente stabilito solo per mezzo di tentativi ed errori. Ulteriori
ricerche devono essere svolte per convalidare ulteriormente le mie teorie
e il ragionamento che sottostà alla Dieta Metabolica. Soprattutto, questa
ricerca deve essere diretta ai soggetti che hanno, in un modo o in un
altro, compiuto lo spostamento metabolico dal bruciare i carboidrati a
bruciare i grassi come principale fonte energetica. I risultati degli
studi che valutano l’effetto di una dieta con un contenuto da moderato
ad alto di grassi in soggetti che sono nella “modalità dei
carboidrati” possono non essere validi. Analogamente, l’intera
questione del ruolo dei grassi in certe patologie, compresi i disturbi
all’arteria coronaria e i tumori, è confusa e alquanto contraddittoria.
Prima di arrivare alla conclusione che i grassi vi fanno male, va
riconosciuto che ne esistono di benefici e di nocivi e che i grassi non
sono gli unici colpevoli. Inoltre, ridurre il consumo di certi grassi può
nuocere alla salute. Lo
scopo di questo libro, pertanto, oltre a presentare i vari aspetti della
Dieta Metabolica su come perdere peso e non riacquistarlo più, e su come
mantenere o aumentare la massa magra, consiste nell’educare e nello
spiegare come i carboidrati e i grassi trovino il loro posto nella dieta e
nelle idee di oggigiorno e come influenzino la salute e contribuiscano
all’insorgenza di varie malattie. Dr. Mauro Di Pasquale |
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