Articolo pubblicato su Hardgainer numero 5.
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applied_33_1.jpg (3157 byte) Pro-ormoni,
Immortalità del baseball e mass media

di Jerry Brainum
(direttore responsabile dell'edizione internazionale)

Un giorno, l'autunno scorso, poco dopo essere arrivato alla Gold's Gym, Venice, per la mia regolare seduta di allenamento, fui avvicinato da un giornalista, accompagnato da un cameraman. 1 due rappresentavano la rete televisiva Fox Sports e stavano cercando qualcuno da intervistare su una sostanza che avevano difficoltà a pronunciare - l'androstenedione. La ragione della loro curiosità su questa sostanza era legata ad un giocatore professionista di baseball, Mark McGwire, 35 anni, dei St. Louis Cardinals (nome della squadra americana, n.d.D.)

McGwire, per la fine della stagione, avrebbe raggiunto la bellezza di 70 punti (nel gioco del baseball si intendono i colpi con i quali il battitore fa un giro completo del campo e guadagna il punto, n. d. D.), battendo alla grande il record stabilito da Roger Maris dei New York Yankees nel lontano 1961. All'epoca Maris aveva raggiunto 61 punti, superando il precedente primato di 60 raggiunto nel 1927 da George Herman "Babe" Ruth. Tuttavia, McGwire non era l'unico a cercare di battere questo record, ormai di vecchia data. Sammy Rosa, dei Chicago Cubs, rimasto in gara fino all'ultimo, riuscì a raggiungere ben 66 punti e Ken Griffey Jr., dei Seattle Mariners, arrivò a 56.

Il collegamento tra McGwire e l'androste      nedione era proprio perché i giornalisti lo avevano notato in bella mostra nell'armadietto di McGwire, e il fatto che McGwire ricorresse ad una "sostanza in grado di migliorare la perfomance" stava minacciando di offuscare i risultati da lui raggiunti. Nello sforzo di fronteggiare qualsiasi pubblicità negativa riguardo l'utilizzo dell'androstenedione da parte di McGwire, sostanza che, d'altra parte, era completamente sconosciuta a quasi tutti i fari dello       sport, McGwire e i Cardinal fe      cero la seguente affermazione: "L'androstenedione è una so     stanza naturale ed è il precursore naturale del testosterone. Non ha effetti simili a quelli degli steroidi anabolizzanti né effetti collaterali di particolare importanza. Non contiene testosterone, [e] fa alzare leggermen      te i livelli di testosterone, naturalmente presenti nelle per       sone, per un breve periodo di tempo (un'ora). [In realtà, il testosterone raggiunge i massimi valori dopo circa un'ora dall'assunzione di una dose per via orale, rimanendo elevato fino ad un max. di tre ore].

 «Se preso circa un'ora prima, l'androstenedione può eventualmente rendere più efficace il proprio allenamento. In virtù dell'attuale ricerca, che manca di prove documentate riguardo l'esistenza di un qualsiasi effetto collaterale negativo, lo staff medico della squadra dei Cardinal non può dir niente sulla scelta di McGwire di assumere questo integratore alimentare perfettamente legale e in vendita senza ricetta medica" (negli U.S.A., in Europa è un farmaco a tutti gli effetti, N.d.D.).

 McGwire fece anche osservare che lui utilizzava regolarmente la creatina, un altro integratore alimentare, alquanto conosciuto nel campo del bodybuilding. L'assunzione dell'androstenedione è legale nel gioco del baseball, sebbene questa sostanza sia ufficialmente messa al bando dalla NFL, dal NCAA e dal Comitato Olimpico Internazionale. Trovo che è interessante notare come i mass-media non si preoccupino tanto sul fatto che McGwire assuma la creatina, che le ricerche hanno definitivamente confermato in grado di alzare di circa il 40% la forza muscolare dei soggetti che ne fanno uso   . Ovviamente il fatto che prendere l'androstenedione equivalga ad      assumere gli steroidi anabolizzanti, rende il tutto molto Più interessante.

 Tra le domande che il giornalista della Fox Sports chiese, erano comprese le seguenti: “Cos’è l’androstenedione e come funziona?" La    mia risposta fu che era il diretto precursore del testosterone e che veniva generalmente prodotto in piccole quantità a livello di ghiandole       surrenali. Dopo queste mie affermazioni, le domande che   mi furono poste furono, comunque tutte rivolte a suggerire che l'assunzione dell'androstenedione da parte di McGwire lo stava in qualche modo aiutando ad eclissare il record stabilito nel baseball, procurandogli una "insolita forza muscolare”.

 In quel preciso istante mi venne alla mente che quello a cui stavo assistendo era un tipico esempio di come i media riuscissero a stravolgere i fatti. Dissi al giornalista che, secondo me, l'androstenedione aveva probabilmente poco, se non niente, a che fare con le capacità naturali di McGwire. Sottolineai come l’atleta si allenasse regolarmente con i pesi e utilizzasse delle attrezzature moderne che Roger Maris non poteva avere, quasi 40 anni fa. In effetti, dubitavano anche che Maris avesse fatto del sollevamento pesi, dal momento che, a quei tempi molti allenatori di atletica ritenevano che allenarsi con i pesi in maniera regolare rendesse gli atleti “legati” e lenti.

 Come era prevedibile, venne fuori che fare punti era ormai un'abitudine per McGwire. il giocatore, altezza 1,96 m e peso 114 kg ca., segnò un punto persino durante la sua prima partita nella Little League (Federazione Minorile americana), all'età di sette anni. Nell'arco di tre anni McGwire aveva stabilito il record punti della Little League locale, con un punteggio di 13, che ha resistito per 20 anni. Come chiesi al giornalista, se l'androstenedione era magico come i mezzi di comunicazione di massa stavano cercando di suggerire, come mai tutti gli altri grandi campioni della Federazione Sportiva, che assumevano la sostanza, non riuscivano a mandare fuori i palloni dallo stadio, in maniera simile a McGwire?

 Per il 1999, suggerirei un altro integratore alimentare, di libera vendita, senza ricetta, per McGwire, Sosa, Griffey o qualsiasi altro atleta che cerchi di battere un record. Provate qualche erba "kava kava", ragazzi. Servirà sicuramente a far diminuire l'implacabile pressione che, senza alcun dubbio, starete adesso sperimentando, nella vostra ricerca dell'immortalità nel baseball.

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L'editore di Olympian's News Sandro Ciccarelli

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