| Articolo pubblicato su Applied Metabolics
numero 24. ©2002 by Applied Metabolics, all right reserved |
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Acido
Alfa Lipoico Unicità di una molecola antiossidante dott.
Andrea Poli |
Le informazioni presentate in questa rubrica hanno solo scopo educativo. Si basano su studi scientifici, esperienze cliniche o usi tradizionali. I risultati riportati non avvengono necessariamente in tutti gli individui. Consultare sempre il proprio medico, dietologo o farmacista prima di intraprendere l'uso di qualsiasi integratore dietetico. Le informazioni qui riportate non vogliono avere alcun valore di prescrizione medica.
Introduzione
L'acido alfa lipoico è un composto che ricopre un ruolo chiave nel metabolismo
energetico cellulare della maggior parte degli esseri viventi, a partire dai
batteri per arrivare fino all'uomo. Sono inoltre note le sue spiccate proprietà
antiossidanti. Per questa ragione, l'assunzione di acido alfa lipoico sotto
forma di integratore alimentare, può essere di grande utilità
per attivare queste funzioni di vitale importanza per l'organismo.
Acido alfa lipoico:
ruolo e biochimica
L'acido
alfa lipoico è una molecola relativamente piccola formata da una catena
di otto atomi di carbonio e due di zolfo collocati nella parte terminale. Nella
forma ridotta, nota anche con il nome di acido diidrolipoico, gli atomi di zolfo
sono presenti come tioli liberi (-SH), mentre nella forma ossidata, grazie alla
generazione di un legame disolfuro (-S-S-), danno origine ad una struttura terminale
ad anello ("dithiolane ring"). Data la sua particolare struttura molecolare,
l'acido alfa lipoico può sia andare incontro a reazioni di ossido-riduzione,
che fungere da trasportatore di elettroni, o di gruppi acetilici (o altri acili).
(Vedi figura 1)
Per questo motivo, l'acido alfa lipoico agisce da cofattore per numerosi enzimi
che partecipano al processo di conversione del glucosio, degli acidi grassi
e delle altre fonti energetiche in adenosin trifosfato (ATP) (es. piruvato deidrogenasi,
alfa-chetoglutarato deidrogenasi). Tale processo, che avviene a livello dei
mitocondri cellulari, comprende quel complesso insieme di reazioni che è
noto con il nome di "ciclo di Krebs". La disponibilità di acido
lipoico a livello cellulare, aumenta la percorribilità del ciclo di Krebs
e conseguentemente anche l'efficienza dell'intero processo.
Attività antiossidante
L'acido alfa lipoico possiede alcune particolari caratteristiche che lo rendono
non solo straordinariamente efficace come antiossidante, ma anche assolutamente
indispensabile al nostro organismo per contrastare i danni associati alla formazione
di radicali liberi. Le peculiarità che lo rendono unico sono le seguenti:
Alta assorbibilità: essendo una molecola relativamente piccola, l'acido
alfa lipoico può essere prontamente assorbito e trasportato attraverso
le membrane cellulari dove può quindi esercitare la sua azione.
Versatilità: l'acido alfa lipoico mantiene la sua attività sia
nei comparti cellulari acquosi (citoplasma) che in quelli lipidici (membrana
cellulare).
Mantenimento del potere antiossidante in entrambe le forme: sebbene la forma
ridotta (acido diidrossi lipoico) sia la più attiva, anche a quella ossidata
sono associabili apprezzabili proprietà antiossidanti.
Ampio spettro d'azione: l'acido diidrossi lipoico è attivo contro numerose
specie radicaliche (ad esempio: radicali di tipo perossil, idrossil e perossi-nitritico,
oltre a superossidi ed idroperossidi).
Rafforza e completa la rete difensiva messa a punto dalle altre molecole antiossidanti.
L'acido alfa lipoico nella forma ridotta (acido diidro lipoico) è in
grado di donare il suo elettrone alle forme ossidate e quindi non più
attive di glutatione (glutatione disulfide) e di vitamina C (acido deidroascorbico),
rigenerandole a glutatione ridotto e ad acido ascorbico. A sua volta, la vitamina
C in forma ridotta è in grado di riattivare la forma ossidata della vitamina
E (cromanossil radicale) riducendola a tocoferolo (vitamina E attiva). A tutto
questo processo può essere associato carattere di ciclicità. Dopo
la donazione di un elettrone, l'acido diidro lipoico ritorna alla forma ossidata
di acido lipoico. Dal momento che anche l'acido lipoico nella forma ossidata
possiede proprietà antiossidanti, il ciclo di rigenerazione può
proseguire nell'interesse della cellula.
Contenimento della fuoriuscita di radicali liberi originatisi in concomitanza
di un metabolismo energetico spinto: la metabolizzazione dell'energia attraverso
il ciclo di Krebs, quando è molto spinta, favorisce la formazione di
radicali liberi. Anche se la maggior parte di questi radicali sono contenuti
nell'ambito delle reazioni chimiche del metabolismo energetico, una piccola
parte può fuoriuscire e condurre gradualmente al danneggiamento cellulare.
La disponibilità di acido lipoico, sebbene aumenti la percorribilità
del ciclo di Krebs ed il conseguente rendimento energetico, incrementa anche
il contenimento dei radicali liberi in formazione nel corso dell'intero processo.
In tal modo viene garantito un sufficiente effetto protettivo, anche in condizioni
di elevato rendimento energetico.
Miglioramento
del controllo del glucosio
L'acido alfa lipoico non è in grado solo di incrementare l'efficienza
dell'insulina, ma può migliorare anche il trasporto del glucosio all'interno
delle cellule utilizzando vie indipendenti da quelle dell'insulina stessa. Tutto
ciò, unitamente ad una migliore efficienza dell'utilizzazione del glucosio
attraverso i normali processi metabolici, contribuisce alla normalizzazione
del livello di glucosio nel sangue. In tal modo, la probabilità che si
formino alcuni pericolosi composti di carattere radicalico, i cosiddetti AGEs
("Advanced Glycation End-products") risulta sensibilmente ridotta.
Tali prodotti si possono infatti generare a partire dalle proteine cellulari
in seguito all'accumulo di elevati livelli di glucosio nel sangue. È
ormai noto come le reazioni di glicosilazione e la formazione degli AGEs contribuiscano
all'invecchiamento ed alla degenerazione cellulare. In loro presenza aumenta
anche la predisposizione dell'organismo nei confronti di alcune patologie, in
particolare modo di quelle che interessano l'apparato cardiovascolare.
L'acido alfa lipoico possiede inoltre la proprietà di ridurre la resistenza
all'insulina, tipico fenomeno che concorre all'insorgenza di alcune patologie,
quali il diabete e la cosiddetta "Sindrome X" (un disturbo collegato
sempre alla resistenza insulinica ed, a seconda dei casi, anche ad altri fattori,
quali ad esempio: l'intolleranza al glucosio, il sovrappeso, l'ipertensione
arteriosa, la trigliceremia e l'ipercolesterolemia).
Per la funzionalità
nervosa
L'acido
alfa lipoico è in grado di proteggere i nervi dal danneggiamento agendo
su diversi fronti. In primo luogo, limitando i danni provocati dai radicali
liberi, li preserva da una pericolosa degenerazione. Secondariamente, migliorando
la velocità della comunicazione nervosa, ne ottimizza la funzionalità.
Inoltre, l'acido alfa lipoico esercita un'azione normalizzante nei confronti
della sensibilità nervosa, riducendo in tal modo sia il dolore che la
torpidità sensoriale.
Nel caso particolare della sciatalgia, ad esempio, sembra che la somministrazione
di acido alfa lipoico possa aumentare nel nervo sciatico la presenza di alcune
sostanze ad azione neurotropica, quali ad esempio il neuropeptide Y. Ciò
migliorerebbe sensibilmente la funzionalità nervosa e diminuirebbe il
dolore.
Contro la cataratta
Da numerosi studi condotti su animali è emerso come la somministrazione
di acido alfa lipoico possa ridurre il rischio della comparsa di
cataratta.
Questa patologia è molto spesso correlata ad elevati livelli di glucosio
nel sangue ed alla sovraesposizione alla luce solare. Tali fattori infatti contribuiscono
alla formazione di radicali liberi, i quali possono poi provocare danni alle
proteine delle lenti dell'occhio e favorire la generazione degli AGEs.
Uno dei principali antiossidanti presenti nel fluido che circonda l'occhio è
il glutatione. Come è già stato detto, l'acido alfa lipoico può
contribuire alla rigenerazione del glutatione. Tutto ciò risulta di particolare
importanza dal momento che la molecola del glutatione, a causa delle sue dimensioni,
non è facilmente assorbibile a livello intestinale e quindi neppure prontamente
assimilabile per via orale. C'è inoltre da sottolineare che l'acido alfa
lipoico contiene zolfo, vale a dire uno dei più importanti componenti
della molecola del glutatione. L'integrazione con acido alfa lipoico può
dunque risultare di grande utilità per incrementare i livelli di glutatione
nel nostro organismo, soprattutto nei distretti nei quali esso riveste particolare
importanza.
Altro
L'ictus è una grave patologia alla base della quale si colloca la formazione
di un coagulo che blocca il flusso di sangue in un vaso del cervello e conduce
al parziale o totale soffocamento delle cellule nella zona interessata. Anche
dopo che è stata rinstaurata la circolazione, data comunque l'avvenuta
formazione di un ingente quantitativo di radicali liberi, le cellule possono
continuare ad essere danneggiate. In questo caso, la disponibilità di
acido alfa lipoico può risultare di vitale importanza per la minimizzazione
dei danni.
Le applicazioni terapeutiche dell'acido alfa lipoico possono estendersi anche
in altri campi, ad esempio nel trattamento degli avvelenamenti da funghi Amanita
e Galeriana. Le tossine prodotte da questi funghi, infatti, sono in grado di
inibire la normale funzionalità del fegato e di distruggere le cellule
epatiche. L'estrema tossicità di tali composti può condurre a
conseguenze gravissime che comprendono, in funzione della dose ingerita, anche
il coma e la morte. Il trattamento più diffuso è rappresentato
dal trapianto del fegato. Questa soluzione, per motivi di varia natura, non
è sempre attuabile. L'azione benefica che può esercitare in questi
casi l'acido alfa lipoico non sembra tanto diretta alla neutralizzazione delle
tossine quanto piuttosto alla stimolazione della reattività delle cellule
epatiche. Ciò è direttamente visibile dalla graduale normalizzazione
di alcuni enzimi, quali ad esempio la SGPT.
L'azione epato-protettiva esercitata dall'acido alfa lipoico è di notevole
interesse terapeutico, anche se necessita di ulteriori approfondimenti. Per
queste ragioni, gli integratori a base di acido alfa lipoico potrebbero in futuro
rappresentare un'ulteriore arma preventiva a nostra disposizione per la difesa
nei confronti delle sostanze tossiche con le quali possiamo involontariamente
venire a contatto tutti i giorni.
Posologia e tossicità
L'acido
alfa lipoico è solitamente presente in maggiori quantità nei tessuti
che sono più ricchi di mitocondri, ovvero di quelli organelli cellulari
nei quali avvengono la maggior parte delle reazioni deputate alla produzione
di energia. In pratica, l'acido alfa lipoico è presente nelle foglie
delle piante che contengono mitocondri e nei tessuti vegetali non fotosintetici,
quali ad esempio i tuberi delle patate. Ne sono particolarmente ricchi anche
i broccoli e gli spinaci. La maggiore fonte di acido lipoico rimane comunque
la carne rossa e alcune frattaglie (in particolare modo il cuore).
Sebbene l'acido lipoico non rappresenti di per sé un costituente definibile
come essenziale, dal momento che il nostro organismo è in grado di sintetizzarlo,
esso si ritrova comunque in quantità abbastanza ridotte nel corpo umano.
Sussistono inoltre problemi di biodisponibilità per l'acido lipoico contenuto
negli alimenti in quanto esso è presente in forma complessata con la
lipolisina e crea un insieme più grande e più difficilmente assorbibile.
Quanto fino ad ora osservato gioca dunque a favore dell'assunzione di acido
alfa lipoico tramite integrazione. I dosaggi ottimali possono variare di molto
in funzione delle caratteristiche individuali, dello stile di vita, dell'attività
fisica, dell'esposizione ai raggi solari e della dieta.
La dose comunque normalmente consigliata a scopo genericamente preventivo nei
confronti delle degenerazioni causate dai radicali liberi per i soggetti sani
è di 50 mg/die, da assumersi preferibilmente in associazione con altri
composti ad azione antiossidante (quali ad esempio: vitamine A, C, E, Selenio,
Coenzima Q10, etc..). Per l'attenuazione dei disturbi collegati all'intolleranza
al glucosio ed alla Sindrome X sono invece suggeriti dai 100 ai 300 mg/die.
In presenza di soggetti diabetici, invece, sono consigliabili 600 mg/die, da
assumersi però sotto stretto controllo medico. In tali casi infatti,
la somministrazione di alte dosi di acido alfa lipoico può diminuire
il fabbisogno di altri farmaci in grado di abbassare il livello di glucosio
nel sangue.
Per quanto concerne la tossicità, possiamo affermare che l'assunzione
giornaliera di 50 mg/die di acido alfa lipoico non è stata fino ad oggi
collegata con alcun effetto collaterale specifico. Alcuni studi, che hanno coinvolto
dosaggi da 100 a 600 mg/die per periodi dai tre ai sei mesi, hanno evidenziato
una bassa tossicità sugli esseri umani. Per dosaggi molto più
alti sono invece stati riportati, anche se solamente in casi sporadici, significativi
decrementi della glicemia ed alcune reazioni allergiche a livello cutaneo. Altre
ricerche hanno inoltre documentato l'assenza di potere mutageno, teratogeno
o cancerogeno.
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Acido alfa Lipoico - Proprietà -
COME POTENTE ANTIOSSIDANTE, CONTRASTA EFFICACEMENTE I PROCESSI DEGENERATIVI
RADICALICI |
Tabella 1 - Tabella riassuntiva delle proprietà
dell'acido alfa lipoico.
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ACIDO
ALFA LIPOICO ATTIVITÀ
ANTIOSSIDANTE CONTROLLO
DELLA GLICEMIA DOSE
CONSIGLIATA SINERGIE
CON |
Tabella 2 - Tabella riassuntiva delle proprietà antiossidanti e di controllo della glicemia associate all'acido alfa lipoico. Sono riportate anche le dosi consigliate e le possibili sinergie.
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