| Articolo pubblicato su Applied Metabolics
numero 21. ©2001 by Applied Metabolics, all right reserved |
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Acetil-L-carnitina Un aiuto per i muscoli e per il cervello del dott. Anrea
Poli e della dott.ssa Claudia Valla |
Introduzione
La L-carnitina è stata scoperta nei tessuti muscolari nel 1905. È
presente come carnitina libera non esterificata e come carnitina esterificata
(acil-carnitina). L'acetil-L-carnitina rappresenta la forma più semplice
tra le carnitine esterificate, ovvero quella nella quale il gruppo acilico legato
è composto da solo due atomi di carbonio.
In pratica, l'acetil-L-carnitina è un estere dell'aminoacido trimetilato
L-carnitina, composto che gioca un ruolo di fondamentale importanza nel processo
di produzione di energia a partire dai lipidi. La L-carnitina, infatti, permette
il trasporto degli acidi grassi a lunga catena dal citosol cellulare ai mitocondri,
ove il processo continua attraverso la beta ossidazione, il ciclo di Krebs e
la fosforilazione ossidativa fino alla produzione di energia in forma di ATP.
L'acetil-L-carnitina riveste un ruolo cruciale in questo complicato processo,
vale a dire quello di trasportatore intermedio del gruppo acetilico tra la molecola
della L-carnitina e quella del CoA.
L'acetil-L-carnitina è in grado di: facilitare l'uptake di CoA nel mitocondrio
durante il processo di beta ossidazione degli acidi grassi, incrementare la
produzione di acetilcolina e stimolare la sintesi dei fosfolipidi di membrana.
Essendo dal punto di vista strutturale molto simile alla acetil-colina, l'acetil-L-carnitina
può anche esercitare un azione colino-mimetica.
Le possibili applicazioni dell'acetil-L-carnitina sono molteplici e rivestono
molti ambiti, dagli integratori energetici destinati agli sportivi, a quelli
contro la depressione e per la funzionalità cerebrale. La ricerca medica
ha inoltre individuato alcuni indirizzi terapeutici di tipo prettamente clinico,
quali ad esempio: il morbo di Alzheimer, le neuropatie diabetiche, l'ischemia
e la riperfusione cerebrale nonché il miglioramento delle facoltà
cognitive degenerate in seguito ad alcolismo. In questa sede ci atterremo solamente
al primo ambito, ovvero quello che maggiormente si rivolge alla prevenzione
od alla cura di una sintomatologia leggera e quindi non di carattere prettamente
patologico.
Metabolismo
La carnitina può essere sintetizzato nel cervello, nel fegato o nel rene
ad opera dell'enzima ALC-transferasi a partire da lisina, metionina ed in presenza
di vitamina C ed altre sostanze che fungono da substrato o cofattori. Il tessuto
del muscolo cardiaco e di quello scheletrico rappresentano le principali sedi
di stoccaggio di questa sostanza.
Il metabolismo della L-carnitina è riassunto nella figura. Come si può
notare, la produzione di acetil-L-carnitina avviene a partire dalla L-carnitina
e dall'acetil-CoA derivato dal processo di beta ossidazione degli acidi grassi
(entranti sotto forma di acil-CoA) grazie all'intervento dell'enzima carnitina-acetiltransferasi
presente nella matrice mitocondriale.
La disponibilità di L-carnitina e dei suoi esteri previene l'accumulo
di quantitativi tossici di acidi grassi e acil-CoA (rispettivamente nel citoplasma
e nel mitocondrio) e permette l'avviamento degli acetil-CoA alla sede mitocondriale
per la produzione di energia.
Per
le prestazioni sportive
I livelli di carnitina totale, di carnitina libera, di carnitina esterificata
presenti nel nostro organismo possono essere misurati tramite il prelevamento
di campioni di urina, plasma e tessuto (biopsie muscolari) umano. Grazie alla
misurazione dei metaboliti della carnitina che accompagnano l'esercizio fisico,
è stato possibile stabilire che l'allenamento intenso determina un'ingente
domanda metabolica di carnitina. In tal caso l'assunzione esogena di carnitina
può facilitare significativamente l'entrata degli acidi grassi nei mitocondri
e la conseguente produzione di ATP.
Per garantire una continua disponibilità di energia durante l'esecuzione
di un'attività fisica particolarmente intensa, possono essere assunte
indistintamente sia la forma libera della L-carnitina che quella esterificata
dell'acetil-L-carnitina (singolarmente od in miscela). I meccanismi che, in
entrambi i casi, entrano in gioco sono riassumibili come segue:
Per
le prestazioni intellettuali
Per la presenza del gruppo acetilico, l'acetil-L-carnitina è in grado
di oltrepassare la barriera ematoencefalica ed è quindi più adatta
della L-creatina libera ad ottimizzare la funzione cellulare nel distretto cerebrale.
In particolare, l'acetil-L-carnitina può prevenire il naturale deterioramento
cellulare che può verificarsi in seguito al perduramento di situazioni
di stress od all'invecchiamento. Coll'avanzare dell'età, infatti, la
quantità di acetil-L-carnitina presente nel nostro cervello diminuisce.
Per questa ragione, l'integrazione con tale sostanza è particolarmente
indicata per le persone anziane. L'acetil-L-carnitina risulta di grande utilità
anche nel caso in cui le cellule cerebrali siano state private di ossigeno per
un breve lasso di tempo. È stato infatti verificato che, grazie alla
somministrazione di acetil-L-carnitina, il recupero dei pazienti colpiti da
ictus può essere più veloce.
Il meccanismo con il quale l'acetil-L-carnitina può prevenire il deterioramento
delle cellule cerebrali ed ottimizzare la loro funzionalità coinvolge
diverse modalità. L'acetil-L-carnitina, oltre ad aiutare le cellule cerebrali
ad avere a propria disposizione energia prontamente disponibile, agisce anche
da potente antiossidante e contribuisce ad incrementare il livello di un importante
messaggero molecolare, l'acetil-colina. La disponibilità di energia è
particolarmente importante per le cellule cerebrali che, come è noto,
non sono sostituibili.
L'acetil-L-carnitina è inoltre in grado di diminuire la perdita di recettori
cellulari che normalmente avviene coll'avanzamento dell'età. Tali recettori
sono quelli che permettono la comunicazione tra diversi neuroni: ottimizzare
la loro funzionalità significa dunque ottimizzare la funzionalità
cerebrale. L'acetil-L-carnitina agisce anche a livello dei neurotrasmettitori,
vale a dire delle molecole che partecipano dal punto di vista chimico alla trasmissione
dell'impulso.
Proprio per la sua capacità di incrementare la vitalità e l'energia
a livello intellettuale, l'assunzione di acetil-L-carnitina risulta indicata
anche nel trattamento della depressione, soprattutto di quella che compare in
età avanzata.
In alcune sperimentazioni, inoltre, l'acetil-L-carnitina si è dimostrata
in grado di:
In sintesi, possiamo affermare che l'acetil-L-carnitina:
Dal momento che il cervello sovrintende a tutti i processi che regolano lo stress e l'invecchiamento, agendo positivamente in ambito cerebrale, l'acetil-L-carnitina contribuisce al mantenimento dello stato di salute globale del nostro organismo.
Dosi
e tossicità
Le dosi normalmente consigliate per l'acetil-L-carnitina variano dai 250 ai
2.000-3.000 mg/die a seconda del tipo e dell'indirizzo della formulazione6.
A titolo indicativo, è possibile riportare i seguenti dosaggi:
In corrispondenza dei dosaggi più elevati e/o prolungati, in alcuni soggetti possono presentarsi sogni più vivaci. Se si stanno assumendo farmaci a base di acido valproico (es. Depakote, Depakene), ma anche fenitoina (Dilantin) potrebbe essere necessario incrementare l'utilizzo di carnitina (in questi casi è sempre opportuno consultare prima il medico).

FIGURA: Metabolismo della
L-carnitina e dell'Acetil-L-carnitina.
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ACETIL
N-CARNITINA Proprietà,
azioni, impieghi: Dose
consigliata: Quando
iniziare ad assumerla: Possibili
sinergie con: Precauzioni
per l'utilizzo: Possibili
Effetti Collaterali: Possibili
interazioni con: |
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Andrea
Poli e Claudia Valla Le informazioni presentate in questa rubrica hanno solo scopo educativo. Si basano su studi scientifici, esperienze cliniche o usi tradizionali. I risultati riportati non avvengono necessariamente in tutti gli individui. Consultare sempre il proprio medico, dietologo o farmacista prima di intraprendere l'uso di qualsiasi integratore dietetico. Le informazioni qui riportate non vogliono avere alcun valore di prescrizione medica. |
Bibliografia
1 Alternative Medicine Review - Monograph. Acetyl-L-Carnitine. Volume 4, Number
6, December 1999 available on:http://www.thorne.com/altmedrev/mono-acetyl4-6.html.
2 John H. Furlong N.D. Acetyl-L-Carnitine: Metabolism and Applications in Clinical
Practice Alt Med Rev 1996;1(2):85-93.
3 Bucci L. I nutrienti come aiuti ergogeni per lo sport e per l'esercizio fisico.
Sandro Ciccarelli Editore SRL., Firenze 1999, pag 48-54.
4 Crayhon R. The carnitine miracle. M. Evans and Company Inc. New York, 1999.
5 Patti F et al. Effects of L-acetil-carnitina on functional recovery of hemiplegic
patients. Clinical Trials Journal 1988; 25 (Suppl 1), 87-101.
6 Bratman S. Natural Health Bible. Edited by Stepven Bratman, M.D. & David
Kroll, PhD 1999, p 151-153.
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