Articolo pubblicato su Hardgainer numero 18.
©2001 by Applied Metabolics, all right reserved

Torna all'elenco degli articoli torna agli articoli
applied_33_1.jpg (3157 byte) LA CREATINA E' CANGEROGENA ?

di Jerry Brainum
(direttore responsabile dell'edizione internazionale)

Il 23 gennaio 2001 la stampa mondiale riassunse una relazione pubblicata da un organo sanitario francese, l'AFFSSA, acronimo traducibile approssimativamente in "Agenzia francese per la sicurezza sanitaria degli alimenti". Apparentemente si tratta di un tipo di organo di controllo che esamina i problemi connessi alla sicurezza degli alimenti, compresi i popolari integratori alimentari. La nuova relazione esaminava l'impiego della creatina, uno dei più conosciuti integratoti alimentari. Interamente scritta in francese, la relazione può essere letta presso il sito Web w^affssa.fr.
Dire che questa nuova relazione francese è stata critica verso la creatina è dire poco. Anche se all'inizio pare che lo scopo principale sia salva
guardare la salute dei francesi, la realtà è che in Francia la vendita della creatina è, in ogni caso, bandita.
Martiri Husch, che è indicato come l'autore della diatriba di 50 pagine sulla creatina, non ha alcun titolo accademico accanto al proprio nome e la sua unica qualifica professionale pare essere l'appartenenza all'organo francese per la sicurezza alimentare che ha pubblicato la relazione. In ogni caso il documento stesso è stato scritto confermato in base alle ricerche di un gruppo francese di .esperti di alimentazione", nessuno dei quali identificabile. Nessuna parte delle informazioni contenute nella relazione è una ricerca originale, si tratta invece di notizie basate su studi circa la creatina svolti nel passato su varie riviste scientifiche e mediche di livello professionale e di fama internazionale.
La dichiarazione più controversa della relazione e quella che ha richiamato l'attenzione della stampa mondiale è che l'assunzione a lungo termine della creatina può essere collegata all'insorgenza di un tumore. In breve, gli .scienziati" francesi Ipotizzando che siano davvero scienziati) che hanno steso questa relazione affermerebbero che la creatina è probabilmente carcinogena. Gran parte dei dati su cui si baserebbe questa accusa sono estratti da
una recensione piuttosto vasta pubblicata l'anno scorso su una rivista professionale.
Uno dei ricercatori medici con il quale mi sono tenuto in contatto durante la preparazione di questo articolo mi ha detto che gli autori originari degli studi sui quali si basa largamente la relazione francese (per quanto riguarda gli effetti cancerogeni della creatina) hanno pubblicamente negato ogni possibile collegamento tra il normale impiego della creatina e l'insorgenza di un tumore.
Ma quali sono, per la precisione, queste dichiarazioni riferite all'assunzione della creatina e ai tumori?
La creatina è un costituente naturale dei corpo, sintetizzata dal fegato, dal pancreas e dai reni a partire dagli aminoacidi precursori arginina, metionina e glicina. Il corpo ne produce circa un grammo al giorno e un altro grammo è ricavato in media da alimenti ricchi di creatina, ad esempio carne rossa fonti proteiche. Un uomo che sa 68 kg possiede una scorta di creatina nel proprio corpo che ammonta a circa 120 g.
I francesi non dicono che sia cancerogena questa produzione endogena e l'assunzione attraverso i normali alimenti; se lo fosse, saremmo tutti già morti. Quanto vanno invece sostenendo è che dosi extra di creatina oltre a quella sintetizzata naturalmente dai corpo oppure introdotta con l'alimentazione sono rischiose, soprattutto se assunte per molto tempo.
Suggeriscono diverse vie lungo le quali si svolgerebbero gli effetti tossici, anche queste considerazioni sono basate sullo studio precedente riguardo il metabolismo della creatina.
L'organo sanitario francese preposto ai controlli alimentari osserva che le cellule tumorali richiedono maggiore energia per riprodursi al proprio ritmo, più rapido in confronto a quello delle cellule normali, e inoltre per promuovere la formazione di nuovi vasi sanguigni che rendano possibile alle cellule tumorali la diffusione in tutto il corpo, un processo noto come "metastasi". E' noto che le cellule tumorali seguono un percorso enzimatico che comprende la creatinchinasi, un enzima presente normalmente nel corpo e che agisce per "rafforzare" la creatina aggiungendo un gruppo di fosfati. Questo creatinfosfato aggiunto per mezzo dell'aumento dell'attività della creatinchinasi (CK) aiuta ad apportare l'energia ulteriore richiesta dal tumore o dalle cellule tumorali per continuare a dividersi rapidamente ed a diffondersi in tutto il corpo.
I ricercatori che indagano sui tumori hanno riconosciuto questo effetto e lo hanno contrastato sintetizzando degli analoghi della creatina che non inibiscono le normali vie energetiche cellulari ed i tessuti che richiedono una maggiore energia come il cervello, il cuore e le cellule muscolo scheletriche, ma influenzano negativamente la crescita e la diffusione dei tumore. Un tale analogo della creatina si chiama ciclocreatina? Questo tipo di analogo della creatina agisce meglio sulle cellule tumorali che presentano un grado maggiore di attività della creatinchinasi.
Gli studi pubblicati negli anni recenti su varie riviste scientifiche relative alla ricerca sui tumori indicano che la ciclocreatina ed analoghi della creatina similari sono efficaci contro vari tipi di tumori, compresi quelli alla mammella, alla prostata e alle ovaie. Svuotando le cellule tumorali dell'energia a loro sempre più necessaria ricavata dall'ATP per mezzo della creatina, gli analoghi della creatina permettono alla chemioterapia di svolgere un'azione più efficace nel debeliamento dei tumore dall'organismo.
La ciclocreatina contrasta i tumori anche modificando gli ormoni che lo influenzano. Per esempio, abbassa i valori dell'insulina dei 75-80%, alzando al tempo stesso e in misura significativa la somatostatina. Sappiamo che l'insulina agisce come fattore di crescita per svariati tipi di tumori, particolarmente quelli che riguardano l'apparato gastrointestinale. La somatostatina agisce inibendo il rilascio di altri ormoni, quali l'ormone della crescita e VIGFA, che possono anch'essi accelerare la crescita e la diffusione di un tumore già esistente.
Quello che ha fatto l'organo francese con il suo documento è estrapolare il dato di fatto che le cellule tumorali richiedono un aumento dell'attività dell'ATP e della creatina per dichiarare che l'assunzione di un integratore a base di creatina può anche dare energia alle cellule tumorali esistenti, promuovendone la crescita e la diffusione. In ogni caso, non c'è prova che ciò si verifichi nel corpo. I francesi stanno facendo delle deduzioni non fondate su alcun dato di fatto. Ad esempio, niente è stato pubblicato che testimoni che le cellule tumorali possano utilizzare la creatina esogena (quella apportata da un integratore a base di creatina). Esse impiegano sì la ciclocreatina, ma questa sostanza chimica possiede una configurazione chimica diversa rispetto alla normale creatina ed è impiegata più velocemente dalle cellule tumorali. Questo è ciò che rende la ciclocreatina efficace contro i tumori, perché assomiglia alla creatina ma non ha il medesimo effetto energetico della creatina per le cellule tumorali.
Il documento francese afferma pure che i mutageni derivati dalla creatina possono trovarsi anche negli alimenti cotti, per esempio nella carne, che hanno effetti carcinogeni. Gli scienziati sanno che certe sostanze chimiche prodotte dai grassi (idrocarburi aromatici) nel manzo sottoposto a cottura sono probabili agenti cancerogeni..Ma la via che i francesi suggeriscono non è ritenuta significativa dalla maggioranza dei ricercatori nel settore tumorale.
Il documento francese addita una sostanza chiamata AIA, isolata da vari alimenti sottoposti a cottura, per esempio pollo, manzo e suino, uova fritte e anche dai fumi della carne che cuoce. L'AIA è stata ritrovata nell'urina delle persone dopo che avevano consumato quegli alimenti. Quanto di questo mutagene alimentare si formi dipende da vari fattori, compreso il metodo di cottura, il tempo, la temperatura ed i rapporti di grassi, zuccheri, fibre ed aminoacidi negli alimenti cucinati. Cuocere gli alimenti con il forno a microonde, oppure aggiungere proteine della soia, clorofilla, marinate ed antiossidanti riduce al minimo la produzione di mutageni dei genere AIA negli alimenti.
La creatina ed il suo sottoprodotto metabolico, la creatinina, sono notoriamente precursori dei mutageni alimentari AIA. Ma i mutageni AIA si trovano pure nella birra, nel vino, nei chicchi di caffè tostati e nel fumo di sigaretta (quest'ultima cosa non ci sorprende!). Tuttavia, nessuna di queste sostanze contiene creatina, la quale non esiste nel lievito o nei vegetali. Un ricercatore ha suggerito che gli AIA si ritrovino in alcuni vegetali perché gli animali carnivori vi urinano sopra.
Gli studi indicano che la creatinina (un prodotto inerte dei metabolismo della creatina) è un precursore più potente dei mutageni AIA di quanto lo sia la creatina stessa. Anzi, è probabile che la creatinina, invece che la creatina, sia l'effettivo precursore diretto dei mutageni AIA. Questo suggerisce pure che la normale creatina sia, di fatto, un precursore relativamente "povero" della produzione di AIA. Quando gli alimenti cotti vengono zuccherati, l'AIA aumenta fino ad un certo punto. Ma più se ne aggiunge, più la produzione di mutageni AIA è inibita. Si pensa che questo accada perché la presenza di quantità maggiori di zucchero inibisce la conversione della creatina in creatinina.
Quindi, in che maniera tutto questo si riconduce al documento francese contro la creatina? Per prima cosa, non ci sono prove che la via dei mutageni AIA descritta qui rivesta un ruolo significativo nell'effettiva promozione dei tumore. è per lo più una possibilità teorica basata sull'osservazione che gli AIA prodotti nelle condizioni descritte prima. Nessuno sa se l'ingestione di AIA prodotti in tali condizioni possa davvero avere effetti cancerogeni e mentre i francesi mettono in guardia con il loro documento sul fatto che potrebbe essere un percorso di rilevanza significativa per l'insorgenza di un tumore, l'affermazione non è convalidata dalle ricerche citate per quanto riguarda il cancro nell'uomo.
Un altro modo attraverso il quale verrebbe favorita l'insorgenza di un tumore che il documento francese suggerisce riguarda la produzione di nitrati per mezzo della creatina. I nitrati sono carcinogeni collegati al tumore allo stomaco. Sappiamo che la creatinina si converte in un composto contenente nitrati, da qui la causa dei francesi. Ma quando la creatina la creatinina vengono testate in condizioni di acidità gastrica reale e simulata,
l'effetto dei nitrato non è significativo. La creatina e i suoi sottoprodotti, come la creatinina, possiedono effetti ridotti se non addirittura alcun effetto sui mutageni in tali condizioni. Un'esauriente recensione sul metabolismo della creatina citata dal documento francese ha concluso questo argomento osservando che: "è assai improbabile che queste reazioni arrivino ad un livello significativo".
La recensione sul metabolismo della creatina ha anche notato che .sulla base delle attuali conoscenze, in ogni caso, la creatina e i composti derivati dalla creatina, gli AIA e i nitrosi, possono rappresentare solamente un rischio minimo per la salute." La recensione afferma pure che l'ingestione di vitamina C (ed E) evita la conversione dei nitrati in agenti cancerogeni, cambiare le abitudini nei metodi di cottura riduce la formazione di mutageni (cioè non bisogna cuocere troppo o addirittura bruciare la carne) e altre sostanze contenute negli alimenti, come gli isotiocianati presenti nelle crocifere, per esempio nei broccoli e nei cavolfiori, e come la capsaicina presente nel peperoncino, aiutano a neutralizzare gli effetti su qualsiasi mutagene alimentare AIA ingerito nel corpo promuovendo l'attività enzimatica che scompone tali carcinogeni alimentari potenzialmente dannosi.
Ho posto alcune domande a due dei più eminenti scienziati al mondo che hanno studiato gli effetti della creatina ed ho scritto numerosi studi sulla creatina pubblicati su molte riviste scientifiche. Volevo conoscere la loro opinione su queste accuse francesi alla creatina. Il primo scienziato a cui mi sono rivolto è stato Paul Greenhaff, Ph. D., della University of Nottingham, Inghilterra. Egli ha risposto nella seguente maniera: "Ho visto il documento al quale si riferisce. Purtroppo il contenuto si basa più su congetture che su fatti e non contempla alcun dato sperimentale [il Dr. Greenhaff si riferisce qui ai dati sperimentali originari dai quali gli scienziati francesi hanno tratto il
materiale per il proprio documento].
"Per ora non esistono dati che dimostrino che l'integrazione a base di creatina causi tumori negli uomini.
L'autore [francese] ha fatto un grosso salto di fede.
Quando la carne viene cotta, c'è la possibilità, di produrre sottoprodotti carcinogeni che in vitro sono stati collegati ai tumori. Sospetto che ciò avvenga perché la carne contiene quantità elevate di creatina e perché la creatina è collegata a questo processo [tumorale] gli autori hanno concluso affrettatamente sbagliando. Ho notato che non suggeriscono che dovrebbe essere proibito il consumo di carne cotta.
"Per giunta, adesso abbiamo una quantità significativa di prove che suggeriscono che la creatina, ed i suoi analoghi, squilibrano veramente la crescita delle cellule tumorali. Chi scrive tali sciocchezze dovrebbe essere costretto a giustificare le proprie affermazioni."
Il professore Jacques R. Poortmans di Brussels, Belgio, è uno dei principali esperti mondiali sulla sicurezza della creatina. Ecco la sua risposta al documento dell'organo francese:
'Thi ha steso il documento francese sulla creatina ha reagito eccessivamente preoccupandosi fin troppo per gli effetti collaterali della creatina. Migliaia di persone assumono la creatina come integratore senza alcun effetto collaterale per la salute. Non ci sono state relazioni scientifiche e né commenti sul sito Web della FDA che presentino una qualche relazione tra la creatina e i tumori. Perfino gli autori dello studio sul metabolismo della creatina citato nel documento dell'organo francese negano questa relazione. In ogni caso, sembra che in certe condizioni in vitro, riscaldare la creatina a temperature elevate potrebbe indurre effetti mutageni. Per quanto ne so io, però, nessuno bruciacchia la creatina prima di ingerirla!
"C vero che solo alcuni articoli si sono concentrati sugli effetti a lungo termine della creatina. Lo abbiamo fatto valutando la funzionalità renale e non abbiamo trovato alcuna prova che sia rischiosa per la salute. Ma meglio stare sempre in guardia!"
Il documento sulla creatina dell'organo sanitario francese suggerisce che la sostanza sia in grado di causare altri problemi attraverso una via metabolica poco conosciuta. In maniera simile a tutte le altre tesi sostenute dai francesi, questa oscura via metabolica della creatina è stata trattata per la prima volta in un articolo recentemente pubblicato su una rivista scientifica. Secondo questo articolo, la creatina può essere convertita prima in metilamina, poi in formaldeide, perossido di idrogeno ed ammonio per mezzo di un enzima contrassegnato dall'acronimo SSAO. Il significato di tutto questo è che tutti i prodotti finali dei metabolismo della creatina sono tossici per le cellule viventi.
La formaldeide può promuovere reazioni che portano al cross-linking delle proteine e al danneggiamento dei DNA. Questi effetti, a loro volta, possono comportare il catabolismo di alcuni tessuti dei corpo, per esempio il rivestimento dei vasi sanguigni, come anche una possibile insorgenza di tumori se per qualche ragione l'organismo non riesce a compensare il danno al DNA riparandovi.
L'autore di questo studio sul metabolismo della creatina osserva che le persone con malattie renali non possono espellere questi prodotti finali della creatina altrettanto efficacemente dì chi possiede una normale funzionalità renale e,di conseguenza, la formazione di questi sottoprodotti tossici della creatina può portare ad un blocco renale completo.
La domanda che sorge qui è se l'effetto sia limitato alle persone con un problema renale preesistente o se avrà un effetto simile su chiunque utilizzi un integratore a base di creatina. Ho nuovamente contattato l'autore di questo studio sul metabolismo della creatina, il Dr. Peter H. Yu, della Divisione di Ricerche Neuropsichiatriche presso la University of Saskatchewan, in Canada, per,un chiarimento su questi effetti della creatina.
Il Dr. Yu ha sottolineato che per quanto le sue ricerche suggeriscono il possibile rischio della formaldeide creatasi a partire dall'assunzione di creatina, l'effetto non è ancora definitivamente dimostrato. Egli conviene che le dosi e il modo di assumere la creatina adottati dagli atleti non presentano alcun pericolo per la funzionalità renale in persone normali, ma sostiene anche che gli effetti cronici, ossia conseguenti all'uso a lungo termine e ininterrotto della creatina, sono ancora sconosciuti.
il Dr. Yu suggerisce che il danno ai tessuti dovuto all'effetto di cross-linking delle proteine indotto dalla formaldeide formatasi dalla creatina può essere inizialmente molto piccolo per essere notato, ma con il tempo diventa cronico e cumulativo, portando a danni non facilmente rilevabili con il tempo. Yu pensa che sia una buona idea assumere la creatina in maniera ciclica, perché il periodo di stacco può dare ai corpo il tempo necessario a riparare un eventuaíe danno esistente.
Il corpo possiede alcune maniere per far fronte alla formaldeide, afferma di Dr. Yu. Per esempio, la formaldeide è inattivata da un enzima chiamato aldeide deidrogenasi oppure può legarsi a proteine che si trasformano velocemente e che quìndi sono catabolizzate ed escrete dal corpo. Il pericolo, dichiara Yu, è che la formaldeide possa unirsi con un legame incrociato alle proteine formando proteine di lunga durata localizzate in tessuti come i tessuti connettivi e i vasi sanguigni. Egli osserva che il danno in questi tessuti non sarebbe subito apparente ma solo molto più tardi.
L'effetto di cross-linking dei tessuti con le proteine, Ad ogni modo, è anche parte normale dei processo di invecchiamento collegato agli effetti ossidativi a lungo termine. Gli antiossidanti contenuti negli alimenti come la vitamina C, E, l'acido alfalipoico e altri, possono aiutare a ritardare, in qualche misura, questo processo. Il cross-linking proteico è accelerato anche durante alcune malattie, come il diabete, spiegando perché le malattie dei reni e quelle dei vasi sanguigni sono comuni quando il diabete non è tenuto sotto controllo. i diabetici, in effetti, sono sottoposti ad un rapido processo di invecchiamento.
Il Dr. Yu conclude osservando: "Le mie ricerche iniziali hanno mostrato solamente che la formaldeide può essere sintetizzata nel corpo a partire dalla creatina. Sono necessarie più ricerche per dimostrare questa ipotesi (il corsivo è mio). Ancora una volta, sembra che chi ha steso il documento dell'organo sanitario francese si sia affrettato a trarre conclusioni premature. Può benissimo venire fuori che anche se il corpo sintetizza la formaldeide dalla creatina, una nota tossina cellulare, o il grado di produzione possa non rivelarsi significativo tranne che per chi ha una patologia renale preesistente (e non può espellere velocemente i sottoprodotti della creatina) o gran parte delle persone possiedono sistemi enzimatici di disintossicazione che servono a prevenire gli effetti tossici della formaldeide.
à interessante sapere che la formaldeide si produce anche durante il metabolismo dei dolcificante artificiale aspartame. in tal caso, la formaldeide deriva dalla scomposizione dei metanolo, l'alcool dei legno, contenuto in piccole quantità nell'aspartame. Gli studi che esaminano questo argomento della produzione di formaldeide a partire dall'aspartame hanno rilevato che il corpo degrada facilmente ogni quantità di formaldeide sintetizzata dopo avere consumato l'aspartame, probabilmente perché tali quantità sono relativamente minime.
Per quanto riguarda i possibili effetti a lungo termine dell'assunzione della creatina, quasi tutti gli scienziati che hanno risposto a questa domanda suggeriscono che sono necessarie più ricerche prima che si possa dare una risposta definitiva. Comunque, gli studi esistenti indicano veramente che esiste una buona dose di sicurezza associata all'impiego a lungo termine della creatina. Ad esempio, i pazienti colpiti da una malattia genetica chiamata gyrate atrophy hanno assunto 1,5 g di creatina per 5 anni consecutivi senza alcun apparente effetto collaterale. Dato che la creatina è stata commercializzata inizialmente nel 1993, anche molti atleti l'hanno assunta per 5 anni e più - anche loro senza effetti tossici rilevabili.
Forse il problema principale con gli attuali integratori a base di creatina è la purezza. Non è un problema solo della creatina, ma riguarda anche molti altri integratori alimentari sul mercato. La creatina in commercio è sintetizzata dalie sostanze chimiche sarcosina e cianamide. La creatina di pessima produzione può contenere contaminanti che sono sottoprodotti di queste sostanze chimiche, il completo effetto delle quali rimane oscuro.
Uno di questi possibili contaminanti che risulta dalla produzione incompleta o inefficiente della creatina è il diciandiamide. Si tratta di un prodotto di scarto della cianamide usata per sintetizzare la creatina. Il diciandiamide non è particolarmente tossico di per sé stesso, ma quando è esposto ad un acido forte si converte in gas di cianuro di idrogeno- lo stesso usato nelle camere, a gas.
La regione gastrica dei corpo, ossia lo stomaco, ha un pH basso che è pari a circa 2, nel senso che è senz'altro un ambiente acido. Tuttavia non abbiamo avuto alcun resoconto di persone morte per avvelenamento da cianuro dopo avere ingerito la creatina. Perché no? Tanto per iniziare, ingeriamo in media 1 mg al giorno di cianuro contenuto in vari alimenti, compresa la frutta. Questo cianuro che ingeriamo non ci dà alcun problema perché viene rapidamente convertito in una sostanza di tossicità minore chiamata tiocinato per mezzo di enzimi attivati dallo zolfo e localizzati in gran parte dei tessuti, ma non nel sangue.
Questo processo di disintossificazione, però, è limitato dall'attività enzimatica (che è finita) abbinata ad una minima quantità di molecole che apportano zolfo, il tiosolfato. Pertanto, ingerire quantità maggiori di cianuro graverebbe eccessivamente sulla barriera di disintossicazione del corpo. Assumere integratori come il NAC (un aminoacido contenente zolfo), aglio e le vitamine B1 e B12 può aiutare questo processo di disintossicazione apportando i gruppi dello zolfo e del tiolo.
Una produzione non ottimale di creatina , comporta pure un altro possibile contaminante: la diidrotriazina, della quale si sa poco. Vi prego di osservare che nessuno di questi contaminanti dovrebbe essere presente in un prodotto di creatina pura. Un autore che ha analizzato in passato questo argomento dei contaminanti nella creatina ha consigliato di richiedere un'analisi chimica di ogni integratore a base di creatina per garantire che questi contaminanti non siano presenti. Penso che sia un consiglio piuttosto ingenuo. Per prima cosa, come fate a sapere che una ditta farà un elenco di tali contaminanti? 0 peggio, come fate a sapere se li cancella dall'analisi in caso vi compaiano? L'unica soluzione possibile è comprare la creatina da ditte rispettabili che non possono permettersi di vendere prodotti con creatina di scarsa qualità.
Gli altri assunti dei documento francese non hanno neppure l'importanza di essere discussi qui. In breve, dicono che la creatina è inutile per attività che si protraggono oltre i 15 secondi e che il peso aumentato grazie alla creatina non è altro che acqua. Quest'ultimo punto è probabilmente giusto. La creatina promuove la ritenzione idrica ma gran parte di questa è acqua intracelluiare. Alcuni scienziati ritengono che tale ritenzione idrica intracellulare inizi un processo di gonfiore celluiare che comporta un aumento degli effetti anabolici, per esempio una sintesi proteica muscolare più efficiente. E questo, cari amici, è proprio vero.

Riferimenti bibliografici
Wyss M., et al. Creatine and creatinine metabolism. Physiological Review 2000;80:1107-1213
Ohira Y, et al. Effects of creatine and beta-guaniclinopropionate on the growth of Ehrlich ascites tumor celis: i.p. injection and culture study; Biochem Biophys Acta 1995; 1243:367-372
Bergnes G, et al. Creatine and phosphocreatine analogs: anticancer activity and enzymatic analysis. Oncology Research 1996; 8:121-130
Martin KJ, et al. Microtuble stabilization and potentiation of taxol activity by the creatine analog cyclocreatine. Anticancer Drugs. 1995; 3:419-26
Hoosein NM, et al. Antiproliferative effects of cyclocreatine on human prostatie carcinoma celis. Anticancer research 1995; 15:1339-42
Yu P, et al. Potential cVtotoxic effects of chronic administration of creatine, a nutrition supplement to augment athietic performance. Medicai Hypotheses. 2000; 726-728

Attenzione: questi articoli sono disponibili in chiaro grazie alla rivista Olympian's News che viene venduta regolarmente nelle migliori edicole. Per tale motivo vi consigliamo di comprare regolarmente la rivista in edicola oppure di abbonarvi. Solo in questo modo farete in modo che la Vostra rivista preferita continui a fornirvi le informazioni che desiderate, sempre più attuali e interessanti.
L'editore di Olympian's News Sandro Ciccarelli

vai all'inizio dell'articolo
Torna all'elenco degli articoli torna agli articoli  

© Olympian's news 1989 - 2020 all right reserved.
Nessuna parte di questa pubblicazione potrà essere riprodotta senza l'autorizzazione scritta dell'editore.