| Articolo pubblicato su Hardgainer numero
18. ©2001 by Applied Metabolics, all right reserved |
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LA CREATINA
E' CANGEROGENA ? di Jerry Brainum
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Il
23 gennaio 2001 la stampa mondiale riassunse una relazione pubblicata da un
organo sanitario francese, l'AFFSSA, acronimo traducibile approssimativamente
in "Agenzia francese per la sicurezza sanitaria degli alimenti". Apparentemente
si tratta di un tipo di organo di controllo che esamina i problemi connessi
alla sicurezza degli alimenti, compresi i popolari integratori alimentari. La
nuova relazione esaminava l'impiego della creatina, uno dei più conosciuti
integratoti alimentari. Interamente scritta in francese, la relazione può
essere letta presso il sito Web w^affssa.fr.
Dire che questa nuova relazione francese è stata critica verso la creatina
è dire poco. Anche se all'inizio pare che lo scopo principale sia salva
guardare la salute dei francesi, la realtà è che in Francia la
vendita della creatina è, in ogni caso, bandita.
Martiri Husch, che è indicato come l'autore della diatriba di 50 pagine
sulla creatina, non ha alcun titolo accademico accanto al proprio nome e la
sua unica qualifica professionale pare essere l'appartenenza all'organo francese
per la sicurezza alimentare che ha pubblicato la relazione. In ogni caso il
documento stesso è stato scritto confermato in base alle ricerche di
un gruppo francese di .esperti di alimentazione", nessuno dei quali identificabile.
Nessuna parte delle informazioni contenute nella relazione è una ricerca
originale, si tratta invece di notizie basate su studi circa la creatina svolti
nel passato su varie riviste scientifiche e mediche di livello professionale
e di fama internazionale.
La dichiarazione più controversa della relazione e quella che ha richiamato
l'attenzione della stampa mondiale è che l'assunzione a lungo termine
della creatina può essere collegata all'insorgenza di un tumore. In breve,
gli .scienziati" francesi Ipotizzando che siano davvero scienziati) che
hanno steso questa relazione affermerebbero che la creatina è probabilmente
carcinogena. Gran parte dei dati su cui si baserebbe questa accusa sono estratti
da una recensione
piuttosto vasta pubblicata l'anno scorso su una rivista professionale.
Uno dei ricercatori medici con il quale mi sono tenuto in contatto durante la
preparazione di questo articolo mi ha detto che gli autori originari degli studi
sui quali si basa largamente la relazione francese (per quanto riguarda gli
effetti cancerogeni della creatina) hanno pubblicamente negato ogni possibile
collegamento tra il normale impiego della creatina e l'insorgenza di un tumore.
Ma quali sono, per la precisione, queste dichiarazioni riferite all'assunzione
della creatina e ai tumori?
La creatina è un costituente naturale dei corpo, sintetizzata dal fegato,
dal pancreas e dai reni a partire dagli aminoacidi precursori arginina, metionina
e glicina. Il corpo ne produce circa un grammo al giorno e un altro grammo è
ricavato in media da alimenti ricchi di creatina, ad esempio carne rossa fonti
proteiche. Un uomo che sa 68 kg possiede una scorta di creatina nel proprio
corpo che ammonta a circa 120 g.
I francesi non dicono che sia cancerogena questa produzione endogena e l'assunzione
attraverso i normali alimenti; se lo fosse, saremmo tutti già morti.
Quanto vanno invece sostenendo è che dosi extra di creatina oltre a quella
sintetizzata naturalmente dai corpo oppure introdotta con l'alimentazione sono
rischiose, soprattutto se assunte per molto tempo.
Suggeriscono diverse vie lungo le quali si svolgerebbero gli effetti tossici,
anche queste considerazioni sono basate sullo studio precedente riguardo il
metabolismo della creatina.
L'organo sanitario francese preposto ai controlli alimentari osserva che le
cellule tumorali richiedono maggiore energia per riprodursi al proprio ritmo,
più rapido in confronto a quello delle cellule normali, e inoltre per
promuovere la formazione di nuovi vasi sanguigni che rendano possibile alle
cellule tumorali la diffusione in tutto il corpo, un processo noto come "metastasi".
E' noto che le cellule tumorali seguono un percorso enzimatico che comprende
la creatinchinasi, un enzima presente normalmente nel corpo e che agisce per
"rafforzare" la creatina aggiungendo un gruppo di fosfati. Questo
creatinfosfato aggiunto per mezzo dell'aumento dell'attività della creatinchinasi
(CK) aiuta ad apportare l'energia ulteriore richiesta dal tumore o dalle cellule
tumorali per continuare a dividersi rapidamente ed a diffondersi in tutto il
corpo.
I ricercatori che indagano sui tumori hanno riconosciuto questo effetto e lo
hanno contrastato sintetizzando degli analoghi della creatina che non inibiscono
le normali vie energetiche cellulari ed i tessuti che richiedono una maggiore
energia come il cervello, il cuore e le cellule muscolo scheletriche, ma influenzano
negativamente la crescita e la diffusione dei tumore. Un tale analogo della
creatina si chiama ciclocreatina? Questo tipo di analogo della creatina agisce
meglio sulle cellule tumorali che presentano un grado maggiore di attività
della creatinchinasi.
Gli studi pubblicati negli anni recenti su varie riviste scientifiche relative
alla ricerca sui tumori indicano che la ciclocreatina ed analoghi della creatina
similari sono efficaci contro vari tipi di tumori, compresi quelli alla mammella,
alla prostata e alle ovaie. Svuotando le cellule tumorali dell'energia a loro
sempre più necessaria ricavata dall'ATP per mezzo della creatina, gli
analoghi della creatina permettono alla chemioterapia di svolgere un'azione
più efficace nel debeliamento dei tumore dall'organismo.
La ciclocreatina contrasta i tumori anche modificando gli ormoni che lo influenzano.
Per esempio, abbassa i valori dell'insulina dei 75-80%, alzando al tempo stesso
e in misura significativa la somatostatina. Sappiamo che l'insulina agisce come
fattore di crescita per svariati tipi di tumori, particolarmente quelli che
riguardano l'apparato gastrointestinale. La somatostatina agisce inibendo il
rilascio di altri ormoni, quali l'ormone della crescita e VIGFA, che possono
anch'essi accelerare la crescita e la diffusione di un tumore già esistente.
Quello che ha fatto l'organo francese con il suo documento è estrapolare
il dato di fatto che le cellule tumorali richiedono un aumento dell'attività
dell'ATP e della creatina per dichiarare che l'assunzione di un integratore
a base di creatina può anche dare energia alle cellule tumorali esistenti,
promuovendone la crescita e la diffusione. In ogni caso, non c'è prova
che ciò si verifichi nel corpo. I francesi stanno facendo delle deduzioni
non fondate su alcun dato di fatto. Ad esempio, niente è stato pubblicato
che testimoni che le cellule tumorali possano utilizzare la creatina esogena
(quella apportata da un integratore a base di creatina). Esse impiegano sì
la ciclocreatina, ma questa sostanza chimica possiede una configurazione chimica
diversa rispetto alla normale creatina ed è impiegata più velocemente
dalle cellule tumorali. Questo è ciò che rende la ciclocreatina
efficace contro i tumori, perché assomiglia alla creatina ma non ha il
medesimo effetto energetico della creatina per le cellule tumorali.
Il documento francese afferma pure che i mutageni derivati dalla creatina possono
trovarsi anche negli alimenti cotti, per esempio nella carne, che hanno effetti
carcinogeni. Gli scienziati sanno che certe sostanze chimiche prodotte dai grassi
(idrocarburi aromatici) nel manzo sottoposto a cottura sono probabili agenti
cancerogeni..Ma la via che i francesi suggeriscono non è ritenuta significativa
dalla maggioranza dei ricercatori nel settore tumorale.
Il documento francese addita una sostanza chiamata AIA, isolata da vari alimenti
sottoposti a cottura, per esempio pollo, manzo e suino, uova fritte e anche
dai fumi della carne che cuoce. L'AIA è stata ritrovata nell'urina delle
persone dopo che avevano consumato quegli alimenti. Quanto di questo mutagene
alimentare si formi dipende da vari fattori, compreso il metodo di cottura,
il tempo, la temperatura ed i rapporti di grassi, zuccheri, fibre ed aminoacidi
negli alimenti cucinati. Cuocere gli alimenti con il forno a microonde, oppure
aggiungere proteine della soia, clorofilla, marinate ed antiossidanti riduce
al minimo la produzione di mutageni dei genere AIA negli alimenti.
La creatina ed il suo sottoprodotto metabolico, la creatinina, sono notoriamente
precursori dei mutageni alimentari AIA. Ma i mutageni AIA si trovano pure nella
birra, nel vino, nei chicchi di caffè tostati e nel fumo di sigaretta
(quest'ultima cosa non ci sorprende!). Tuttavia, nessuna di queste sostanze
contiene creatina, la quale non esiste nel lievito o nei vegetali. Un ricercatore
ha suggerito che gli AIA si ritrovino in alcuni vegetali perché gli animali
carnivori vi urinano sopra.
Gli studi indicano che la creatinina (un prodotto inerte dei metabolismo della
creatina) è un precursore più potente dei mutageni AIA di quanto
lo sia la creatina stessa. Anzi, è probabile che la creatinina, invece
che la creatina, sia l'effettivo precursore diretto dei mutageni AIA. Questo
suggerisce pure che la normale creatina sia, di fatto, un precursore relativamente
"povero" della produzione di AIA. Quando gli alimenti cotti vengono
zuccherati, l'AIA aumenta fino ad un certo punto. Ma più se ne aggiunge,
più la produzione di mutageni AIA è inibita. Si pensa che questo
accada perché la presenza di quantità maggiori di zucchero inibisce
la conversione della creatina in creatinina.
Quindi, in che maniera tutto questo si riconduce al documento francese contro
la creatina? Per prima cosa, non ci sono prove che la via dei mutageni AIA descritta
qui rivesta un ruolo significativo nell'effettiva promozione dei tumore. è
per lo più una possibilità teorica basata sull'osservazione che
gli AIA prodotti nelle condizioni descritte prima. Nessuno sa se l'ingestione
di AIA prodotti in tali condizioni possa davvero avere effetti cancerogeni e
mentre i francesi mettono in guardia con il loro documento sul fatto che potrebbe
essere un percorso di rilevanza significativa per l'insorgenza di un tumore,
l'affermazione non è convalidata dalle ricerche citate per quanto riguarda
il cancro nell'uomo.
Un altro modo attraverso il quale verrebbe favorita l'insorgenza di un tumore
che il documento francese suggerisce riguarda la produzione di nitrati per mezzo
della creatina. I nitrati sono carcinogeni collegati al tumore allo stomaco.
Sappiamo che la creatinina si converte in un composto contenente nitrati, da
qui la causa dei francesi. Ma quando la creatina la creatinina vengono testate
in condizioni di acidità gastrica reale e simulata,
l'effetto dei nitrato non è significativo. La creatina e i suoi sottoprodotti,
come la creatinina, possiedono effetti ridotti se non addirittura alcun effetto
sui mutageni in tali condizioni. Un'esauriente recensione sul metabolismo della
creatina citata dal documento francese ha concluso questo argomento osservando
che: "è assai improbabile che queste reazioni arrivino ad un livello
significativo".
La recensione sul metabolismo della creatina ha anche notato che .sulla base
delle attuali conoscenze, in ogni caso, la creatina e i composti derivati dalla
creatina, gli AIA e i nitrosi, possono rappresentare solamente un rischio minimo
per la salute." La recensione afferma pure che l'ingestione di vitamina
C (ed E) evita la conversione dei nitrati in agenti cancerogeni, cambiare le
abitudini nei metodi di cottura riduce la formazione di mutageni (cioè
non bisogna cuocere troppo o addirittura bruciare la carne) e altre sostanze
contenute negli alimenti, come gli isotiocianati presenti nelle crocifere, per
esempio nei broccoli e nei cavolfiori, e come la capsaicina presente nel peperoncino,
aiutano a neutralizzare gli effetti su qualsiasi mutagene alimentare AIA ingerito
nel corpo promuovendo l'attività enzimatica che scompone tali carcinogeni
alimentari potenzialmente dannosi.
Ho posto alcune domande a due dei più eminenti scienziati al mondo che
hanno studiato gli effetti della creatina ed ho scritto numerosi studi sulla
creatina pubblicati su molte riviste scientifiche. Volevo conoscere la loro
opinione su queste accuse francesi alla creatina. Il primo scienziato a cui
mi sono rivolto è stato Paul Greenhaff, Ph. D., della University of Nottingham,
Inghilterra. Egli ha risposto nella seguente maniera: "Ho visto il documento
al quale si riferisce. Purtroppo il contenuto si basa più su congetture
che su fatti e non contempla alcun dato sperimentale [il Dr. Greenhaff si riferisce
qui ai dati sperimentali originari dai quali gli scienziati francesi hanno tratto
il materiale per il
proprio documento].
"Per ora non esistono dati che dimostrino che l'integrazione a base di
creatina causi tumori negli uomini.
L'autore [francese] ha fatto un grosso salto di fede.
Quando la carne viene cotta, c'è la possibilità, di produrre sottoprodotti
carcinogeni che in vitro sono stati collegati ai tumori. Sospetto che ciò
avvenga perché la carne contiene quantità elevate di creatina
e perché la creatina è collegata a questo processo [tumorale]
gli autori hanno concluso affrettatamente sbagliando. Ho notato che non suggeriscono
che dovrebbe essere proibito il consumo di carne cotta.
"Per giunta, adesso abbiamo una quantità significativa di prove
che suggeriscono che la creatina, ed i suoi analoghi, squilibrano veramente
la crescita delle cellule tumorali. Chi scrive tali sciocchezze dovrebbe essere
costretto a giustificare le proprie affermazioni."
Il professore Jacques R. Poortmans di Brussels, Belgio, è uno dei principali
esperti mondiali sulla sicurezza della creatina. Ecco la sua risposta al documento
dell'organo francese:
'Thi ha steso il documento francese sulla creatina ha reagito eccessivamente
preoccupandosi fin troppo per gli effetti collaterali della creatina. Migliaia
di persone assumono la creatina come integratore senza alcun effetto collaterale
per la salute. Non ci sono state relazioni scientifiche e né commenti
sul sito Web della FDA che presentino una qualche relazione tra la creatina
e i tumori. Perfino gli autori dello studio sul metabolismo della creatina citato
nel documento dell'organo francese negano questa relazione. In ogni caso, sembra
che in certe condizioni in vitro, riscaldare la creatina a temperature elevate
potrebbe indurre effetti mutageni. Per quanto ne so io, però, nessuno
bruciacchia la creatina prima di ingerirla!
"C vero che solo alcuni articoli si sono concentrati sugli effetti a lungo
termine della creatina. Lo abbiamo fatto valutando la funzionalità renale
e non abbiamo trovato alcuna prova che sia rischiosa per la salute. Ma meglio
stare sempre in guardia!"
Il documento sulla creatina dell'organo sanitario francese suggerisce che la
sostanza sia in grado di causare altri problemi attraverso una via metabolica
poco conosciuta. In maniera simile a tutte le altre tesi sostenute dai francesi,
questa oscura via metabolica della creatina è stata trattata per la prima
volta in un articolo recentemente pubblicato su una rivista scientifica. Secondo
questo articolo, la creatina può essere convertita prima in metilamina,
poi in formaldeide, perossido di idrogeno ed ammonio per mezzo di un enzima
contrassegnato dall'acronimo SSAO. Il significato di tutto questo è che
tutti i prodotti finali dei metabolismo della creatina sono tossici per le cellule
viventi.
La formaldeide può promuovere reazioni che portano al cross-linking delle
proteine e al danneggiamento dei DNA. Questi effetti, a loro volta, possono
comportare il catabolismo di alcuni tessuti dei corpo, per esempio il rivestimento
dei vasi sanguigni, come anche una possibile insorgenza di tumori se per qualche
ragione l'organismo non riesce a compensare il danno al DNA riparandovi.
L'autore di questo studio sul metabolismo della creatina osserva che le persone
con malattie renali non possono espellere questi prodotti finali della creatina
altrettanto efficacemente dì chi possiede una normale funzionalità
renale e,di conseguenza, la formazione di questi sottoprodotti tossici della
creatina può portare ad un blocco renale completo.
La domanda che sorge qui è se l'effetto sia limitato alle persone con
un problema renale preesistente o se avrà un effetto simile su chiunque
utilizzi un integratore a base di creatina. Ho nuovamente contattato l'autore
di questo studio sul metabolismo della creatina, il Dr. Peter H. Yu, della Divisione
di Ricerche Neuropsichiatriche presso la University of Saskatchewan, in Canada,
per,un chiarimento su questi effetti della creatina.
Il Dr. Yu ha sottolineato che per quanto le sue ricerche suggeriscono il possibile
rischio della formaldeide creatasi a partire dall'assunzione di creatina, l'effetto
non è ancora definitivamente dimostrato. Egli conviene che le dosi e
il modo di assumere la creatina adottati dagli atleti non presentano alcun pericolo
per la funzionalità renale in persone normali, ma sostiene anche che
gli effetti cronici, ossia conseguenti all'uso a lungo termine e ininterrotto
della creatina, sono ancora sconosciuti.
il Dr. Yu suggerisce che il danno ai tessuti dovuto all'effetto di cross-linking
delle proteine indotto dalla formaldeide formatasi dalla creatina può
essere inizialmente molto piccolo per essere notato, ma con il tempo diventa
cronico e cumulativo, portando a danni non facilmente rilevabili con il tempo.
Yu pensa che sia una buona idea assumere la creatina in maniera ciclica, perché
il periodo di stacco può dare ai corpo il tempo necessario a riparare
un eventuaíe danno esistente.
Il corpo possiede alcune maniere per far fronte alla formaldeide, afferma di
Dr. Yu. Per esempio, la formaldeide è inattivata da un enzima chiamato
aldeide deidrogenasi oppure può legarsi a proteine che si trasformano
velocemente e che quìndi sono catabolizzate ed escrete dal corpo. Il
pericolo, dichiara Yu, è che la formaldeide possa unirsi con un legame
incrociato alle proteine formando proteine di lunga durata localizzate in tessuti
come i tessuti connettivi e i vasi sanguigni. Egli osserva che il danno in questi
tessuti non sarebbe subito apparente ma solo molto più tardi.
L'effetto di cross-linking dei tessuti con le proteine, Ad ogni modo, è
anche parte normale dei processo di invecchiamento collegato agli effetti ossidativi
a lungo termine. Gli antiossidanti contenuti negli alimenti come la vitamina
C, E, l'acido alfalipoico e altri, possono aiutare a ritardare, in qualche misura,
questo processo. Il cross-linking proteico è accelerato anche durante
alcune malattie, come il diabete, spiegando perché le malattie dei reni
e quelle dei vasi sanguigni sono comuni quando il diabete non è tenuto
sotto controllo. i diabetici, in effetti, sono sottoposti ad un rapido processo
di invecchiamento.
Il Dr. Yu conclude osservando: "Le mie ricerche iniziali hanno mostrato
solamente che la formaldeide può essere sintetizzata nel corpo a partire
dalla creatina. Sono necessarie più ricerche per dimostrare questa ipotesi
(il corsivo è mio). Ancora una volta, sembra che chi ha steso il documento
dell'organo sanitario francese si sia affrettato a trarre conclusioni premature.
Può benissimo venire fuori che anche se il corpo sintetizza la formaldeide
dalla creatina, una nota tossina cellulare, o il grado di produzione possa non
rivelarsi significativo tranne che per chi ha una patologia renale preesistente
(e non può espellere velocemente i sottoprodotti della creatina) o gran
parte delle persone possiedono sistemi enzimatici di disintossicazione che servono
a prevenire gli effetti tossici della formaldeide.
à interessante sapere che la formaldeide si produce anche durante il
metabolismo dei dolcificante artificiale aspartame. in tal caso, la formaldeide
deriva dalla scomposizione dei metanolo, l'alcool dei legno, contenuto in piccole
quantità nell'aspartame. Gli studi che esaminano questo argomento della
produzione di formaldeide a partire dall'aspartame hanno rilevato che il corpo
degrada facilmente ogni quantità di formaldeide sintetizzata dopo avere
consumato l'aspartame, probabilmente perché tali quantità sono
relativamente minime.
Per quanto riguarda i possibili effetti a lungo termine dell'assunzione della
creatina, quasi tutti gli scienziati che hanno risposto a questa domanda suggeriscono
che sono necessarie più ricerche prima che si possa dare una risposta
definitiva. Comunque, gli studi esistenti indicano veramente che esiste una
buona dose di sicurezza associata all'impiego a lungo termine della creatina.
Ad esempio, i pazienti colpiti da una malattia genetica chiamata gyrate atrophy
hanno assunto 1,5 g di creatina per 5 anni consecutivi senza alcun apparente
effetto collaterale. Dato che la creatina è stata commercializzata inizialmente
nel 1993, anche molti atleti l'hanno assunta per 5 anni e più - anche
loro senza effetti tossici rilevabili.
Forse il problema principale con gli attuali integratori a base di creatina
è la purezza. Non è un problema solo della creatina, ma riguarda
anche molti altri integratori alimentari sul mercato. La creatina in commercio
è sintetizzata dalie sostanze chimiche sarcosina e cianamide. La creatina
di pessima produzione può contenere contaminanti che sono sottoprodotti
di queste sostanze chimiche, il completo effetto delle quali rimane oscuro.
Uno di questi possibili contaminanti che risulta dalla produzione incompleta
o inefficiente della creatina è il diciandiamide. Si tratta di un prodotto
di scarto della cianamide usata per sintetizzare la creatina. Il diciandiamide
non è particolarmente tossico di per sé stesso, ma quando è
esposto ad un acido forte si converte in gas di cianuro di idrogeno- lo stesso
usato nelle camere, a gas.
La regione gastrica dei corpo, ossia lo stomaco, ha un pH basso che è
pari a circa 2, nel senso che è senz'altro un ambiente acido. Tuttavia
non abbiamo avuto alcun resoconto di persone morte per avvelenamento da cianuro
dopo avere ingerito la creatina. Perché no? Tanto per iniziare, ingeriamo
in media 1 mg al giorno di cianuro contenuto in vari alimenti, compresa la frutta.
Questo cianuro che ingeriamo non ci dà alcun problema perché viene
rapidamente convertito in una sostanza di tossicità minore chiamata tiocinato
per mezzo di enzimi attivati dallo zolfo e localizzati in gran parte dei tessuti,
ma non nel sangue.
Questo processo di disintossificazione, però, è limitato dall'attività
enzimatica (che è finita) abbinata ad una minima quantità di molecole
che apportano zolfo, il tiosolfato. Pertanto, ingerire quantità maggiori
di cianuro graverebbe eccessivamente sulla barriera di disintossicazione del
corpo. Assumere integratori come il NAC (un aminoacido contenente zolfo), aglio
e le vitamine B1 e B12 può aiutare questo processo di disintossicazione
apportando i gruppi dello zolfo e del tiolo.
Una produzione non ottimale di creatina , comporta pure un altro possibile contaminante:
la diidrotriazina, della quale si sa poco. Vi prego di osservare che nessuno
di questi contaminanti dovrebbe essere presente in un prodotto di creatina pura.
Un autore che ha analizzato in passato questo argomento dei contaminanti nella
creatina ha consigliato di richiedere un'analisi chimica di ogni integratore
a base di creatina per garantire che questi contaminanti non siano presenti.
Penso che sia un consiglio piuttosto ingenuo. Per prima cosa, come fate a sapere
che una ditta farà un elenco di tali contaminanti? 0 peggio, come fate
a sapere se li cancella dall'analisi in caso vi compaiano? L'unica soluzione
possibile è comprare la creatina da ditte rispettabili che non possono
permettersi di vendere prodotti con creatina di scarsa qualità.
Gli altri assunti dei documento francese non hanno neppure l'importanza di essere
discussi qui. In breve, dicono che la creatina è inutile per attività
che si protraggono oltre i 15 secondi e che il peso aumentato grazie alla creatina
non è altro che acqua. Quest'ultimo punto è probabilmente giusto.
La creatina promuove la ritenzione idrica ma gran parte di questa è acqua
intracelluiare. Alcuni scienziati ritengono che tale ritenzione idrica intracellulare
inizi un processo di gonfiore celluiare che comporta un aumento degli effetti
anabolici, per esempio una sintesi proteica muscolare più efficiente.
E questo, cari amici, è proprio vero.
Riferimenti bibliografici
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