| Articolo pubblicato su Hardgainer numero
17. ©2001 by Applied Metabolics, all right reserved |
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LA DIETA
PALEOLITICA Diventa grosso mastodontico e tagliato come dai denti a sciabola di Jerry Brainum Foto di Michael Neveux |
I
bodybuilder e gli altri atleti applicano tecniche specializzate per vari scopi.
I loro obiettivi possono consistere nella riduzione del grasso corporeo mentre
mantengono la massa magra o promuovono degli incrementi muscolari. Altri tipi
di dieta si concentrano sul consumo di maggiori quantità di alimenti
per aumentare di peso corporeo.
Aumentare o diminuire il peso corporeo è più una questione di
regolare l'introito calorico quotidiano che di qualsiasi altra cosa. Le diete
che si concentrano su specifiche sostante nutritive, come quelle che patrocinano
la decurtazione dei carboidrati - in tutte le loro varie fogge- consistono pur
sempre in una minore assunzione di calorie. L'aspetto che confonde maggiormente
nell'alimentazione per il bodybuilding, comunque, è trovare il migliore
programma dietetico per tutti i fini. Esiste una dieta unica che può
essere seguita per tutto l'anno?
Uno schema alimentare comprensivo di tutto promuoverebbe incrementi di massa
magra e al tempo stesso ridurrebbe al minimo l'aggiunta di adipe. Anche se sembra
che una dieta simile sia più un Santo Gral nutrizionale che altro, secondo
molti ricercatori esiste davvero.
L'alimentazione paleolitica
L'uomo è comparso
due milioni di anni fa e i ricercatori osservano che la composizione genetica
dell'uomo è cambiata meno dell'1% da quando arrivò sulla scena,
40.000 anni fa, l'uomo moderno.1 Con l'evolversi del genere umano, gli uomini
mangiarono certi tipi di alimenti e i ricercatori ritengono che perfino oggi
il nostro corpo funzioni meglio nel mangiare programmi simili a quelli consumati
durante l'Età della Pietra. In breve, siamo progrediti in molti settori
dell'esistenza umana, ma la nostra genetica di base è simile a quella
dell'uomo dell'Età della Pietra.
Gli antropologi osservano che il 55% di quanto costituisce la tipica dieta americana
sono "nuovi" alimenti - cose che i nostri antenati non mangiavano.
Tali alimenti comprendono cereali, latticini, alimenti preparati e lavorati,
alcol, grassi separati (i vari oli), carne commerciale, sale libero, farina
raffinata e diversi dolcificanti.2
Il prezzo pagato per il nostro modello di alimentazione "arricchito"
consiste in un mucchio di malattie degenerative che raramente si verificavano
nell'uomo primitivo ma sono comuni oggi, come le patologie cardiovascolari,
i tumori, l'artrite, il diabete e l'obesità. Lo scarto tra quello che
mangiamo oggi e quello che siamo geneticamente programmati di mangiare causa
come minimo il 75% di tutti i decessi nelle nazioni occidentali.3
Le osservazioni di primati non in cattività strettamente imparentati
con gli umani, come gli scimpanzé - i quali differiscono geneticamente
dall'uomo solamente per un 1,6% - mostra che le loro diete non sono soltanto
più naturali di quello che consumano gli uomini, ma possiedono anche
una densità di sostanze nutritive maggiore. Il fatto significativo qui
non è che siamo letteralmente gli zii delle scimmie, ma che ciò
di cui si nutrono gli scimpanzé liberi non è diverso da quanto
mangiavano anche i nostri lontani antenati. Ad esempio, in uno studio un'antropologa
ha osservato cosa mangiavano le scimmie sull'isola di Barro Colorado al largo
di Panama.4 Ella ha riscontrato che la scimmia dal peso medio di 6-7 kg assumeva
600 mg di vitamina C al giorno, ossia 10 volte tanto la quantità quotidiana
consigliata per esseri umani del peso di 68 kg. Le scimmie prendevano pure la
bellezza di 4.571 mg di calcio al giorno, in confronto agli 800 mg consigliati
per l'assunzione nell'uomo. Altre quantità di sali minerali assunte dalle
scimmie risultavano pure megadosi al confronto, come i 6.419 mg di potassio
e i 1.323. mg di magnesio. Questo al confronto del fabbisogno consigliato per
l'uomo, che è, rispettivamente, di 2000 e 350 mg.
L'antropologa che ha condotto lo studio sulle scimmie, Katherine Milton della
University of California a Berkeley, ha commentato i risultati osservando: "Nel
corso dell'intera storia gli uomini hanno sofferto per malattie connesse alla
dieta. Se prestassimo maggiore attenzione a quello che i nostri cugini primati
mangiano quando sono in libertà, forse potremmo apprendere cose nuove
sui nostri fabbisogni alimentari."
Anche se è vero che i primi uomini non vivevano a lungo - l'età
media a cui si moriva era a circa 30 anni - è anche vero che le persone
non morivano per i generi di malattie che uccidono la maggior parte delle persone
oggi. I primi uomini soccombevano a malattie come quelle batteriche che oggi
noi controlliamo per mezzo di vari farmaci e di misure igieniche. Il punto importante
è che coloro i quali sopravvivevano vivendo più a lungo sembravano
essere praticamente immuni dalle malattie che affliggono oggi l'umanità.
Un altro spunto che un modo di alimentarsi naturale è più adatto
per l'esistenza umana è stato visto nei primitivi (in termini di riferimento)
che esistono ancora oggi nel mondo. Raramente sono grassi, tendono ad essere
più muscolosi e più forti del cittadino occidentale medio o del
cosiddetto uomo moderno e non soffrono i danni della vecchiaia, come un aumento
della pressione sanguigna (che porta da un incremento della suscettibilità
a malattie cardiache ed ictus), incremento dell'incidenza di tumori (almeno
il 30% dei tumori è correlato a fattori alimentari) e una riduzione della
risposta immunitaria. Altri studi indicano che quando persone primitive come
queste accettano uno stile alimentare più moderno con alimenti lavorati
e alimenti che sono geneticamente estranei al loro corpo, anche essi contraggono
i medesimi tipi di disturbi degenerativi.
Quindi cosa mangiavano i nostri antenati primordiali e possiamo imitare oggigiorno
la loro dieta?
La Paleo-dieta
Il Dipartimento dell'agricoltura
degli USA consiglia le persone di consumare fino a nove porzioni al giorno di
frutta e verdura. Alcuni alimenti contendono fitonutrienti ed antiossidanti
che possiedono consolidate proprietà nella prevenzione di molti generi
di malattie, compreso i tumori e le malattie cardiache. Consumare così
tanta frutta e verdura non sarebbe un problema per il tipico cavernicolo, il
quale mangiava regolarmente tre volte tanto la quantità di frutta e verdura
consumata dall'uomo moderno. Anzi, frutta, verdura, legumi e semi rappresentavano
il 65% delle calorie giornaliere dei primi uomini.
Inoltre tali alimenti permettevano di arrivare ad un'ingestione media di fibre
pari a 100 g al giorno. L'assunzione di fibre da ingerire consigliata oggigiorno
è sui 25-30 g, tuttavia molte persone ne prendono solamente 15 g o anche
meno. Tra gli altri benefici, un'assunzione elevata di fibre previene le patologie
gastrointestinali ed offre degli effetti di prevenzione contro il cancro e le
malattie cardiovascolari. Le fibre incoraggiano anche la perdita di adipe riducendo
l'indice glicemico dei carboidrati ingeriti. In effetti, rallentano l'assorbimento
degli zuccheri semplici rapidamente digeriti, portando ad un minore rilascio
di insulina e una produzione minore di insulina ad ogni pasto comporta una minore
sintesi dei grassi.
L'ampia varietà di frutta, vegetali e semi consumata dalle prime società
di cacciatori e raccoglitori conteneva una quantità di vitamine, sali
minerali e antiossidanti naturali (come i polifenoli vegetali) cinque volte
maggiore di quella che consumiamo tipicamente oggigiorno. Tale livello di protezione
antiossidante senza dubbio giocava un importante ruolo nell'assenza di malattie
associate alle reazioni ossidative nel corpo, come tumori, malattie cardiache,
diabete e ipertensione.
Ma non commettete lo sbaglio di pensare che chi viveva ai tempi paleolitici
- un nome fantasioso per l'Età della Pietra - sopravvivesse solo a frutta
e verdura. Le loro diete contenevano una media del 35% di proteine, ossia due
o tre volte quanto ci viene consigliato oggi. In breve, i cavernicoli consumavano
una quantità di proteine commensurabili con quello che viene consigliato
oggi per i bodybuilder che si allenano intensamente.
Eppure la fonte proteica per l'uomo primitivo differiva in misura significativa
da quanto mangiamo oggi. Anche se la carne c'era nel menu paleolitico, era selvaggina
magra che in media conteneva
il 3,9% di lipidi. Confrontatelo con la maggior parte del manzo addomestico
di oggi, che è in media sul 25-35% di grassi. In aggiunta, il tipo di
selvaggina mangiata durante l'Età della Pietra - come i cervi, i bufali,
i cavalli e i mammut - conteneva livelli maggiori di grassi omega-3, una forma
più benefica di grassi che si trova oggi soprattutto nei pesci grassi,
come il salmone, le sardine e lo sgombro.5
Anzi, la selvaggina di una volta conteneva cinque volte in più i grassi
polinsaturi (come gli omega-3) rispetto al bestiame addomesticato di oggi.6
Il nostro manzo contiene solamente livelli in traccia di acidi grassi tanto
desiderabili. La mancanza di grassi nel manzo libero mangiato dall'uomo dell'Età
della Pietra voleva dire meno calorie, con il totale calorico simile a quello
dei pesci e del pollame di oggi. Tuttavia il contenuto proteico era il medesimo
del manzo più grasso di oggi. La quantità di colesterolo - che
non è un grasso - era simile.
La maggiore varietà di frutta, verdura e legumi dei primi uomini comprendeva
varie radici, germogli, tuberi e altri alimenti che non si vedono normalmente
nel reparto frutta e verdura del supermercato sotto casa. I cereali, d'altra
parte, erano consumati o in piccole quantità o non erano consumati affatto,
semplicemente perché non si trovavano. I cereali iniziarono ad essere
abbondanti a partire dal 1760, dopo che iniziò in Inghilterra la Rivoluzione
Industriale. Il punto qui è che molti ricercatori pensano che il corpo
umano non si è evoluto abbastanza per processare quantità apprezzabili
di cereali.
Un'altra categoria comune di alimenti che i cavernicoli non mangiavano erano
i latticini - anche qui perché semplicemente non c'erano. Poiché
le loro diete erano tipicamente composte per il 35% di carne, in apparenza non
avevano problemi a ricavare una quantità sufficiente di calcio. Perfino
gli Eschimesi, i quali praticamente vivono con alimenti proteici e grassi, presentano
strutture ossee pesanti senza alcun segno di carenze di calcio. Forse i primi
uomini non solamente mangiavano la carne, ma anche le ossa di vari animali,
che renderebbe conto dell'alta quota di calcio assimilata. Tutta quella frutta,
verdura e radici probabilmente contribuiva anche all'assunzione di calcio.
Le proteine dei primi uomini provenivano pure da altre fonti alimentari, come
i legumi ed i semi. Anche se i semi sono considerati un alimento ricco di grassi,
contengono pure una quantità benefica di acidi grassi, come i grassi
monoinsaturi abbracciati dai sostenitori della dieta mediterranea e della Dieta
a Zona. È tutta questione di quanto si mangia combinato con il livello
di attività. Inoltre, osservate che tali alimenti non erano lavorati
in alcun modo, quindi presentavano un rapporto positivo di potassio e sodio.
Il contenuto ridotto di sodio delle diete del Paleolitico spiega parzialmente
perché le persone a quei tempi non erano ipertese; anzi, è una
afflizione dei tempi moderni. Gli uomini primitivi del mondo d'oggi non sono
esposti ai "benefici" della moderna lavorazione degli alimenti, come
alimenti carichi di sodio, ancora non presentano segni di incremento della pressione
sanguigna con l'età. Le diete dell'Età della Pietra erano il contrario
delle diete dei giorni moderni; vale a dire, erano ricche di potassio, povere
di sodio.7
Un altro motivo che spiega la mancanza di problemi di ipertensione e patologie
cardiovascolari tra i primi uomini era lo stile di vita attivo. Le persone non
si sedevano a sgranocchiare cibo spazzatura e a guardare la televisione. Al
contrario, la maggioranza erano cacciatori e raccoglitori, con gli uomini che
cacciavano per procurare la carne e le donne che raccoglievano alimenti vegetali.
Tutta quell'attività, combinata con la loro dieta iperproteica, con grassi
da bassi a moderati e normoglucidica, portava ad un equilibrio naturale ottimale
tra le calorie quotidiane e il dispendio energetico. In breve, consumavano tutte
le calorie che introducevano, quindi non ingrassavano. Alcuni studi indicano
che gli uomini primitivi consumavano in media 3000 calorie al giorno o anche
di più, tuttavia l'obesità era rara a causa della notevole attività
fisica, che comprendeva molti sollevamenti di oggetti pesanti (mai sollevato
un mammut lanoso?) e la corsa.
Alcuni scienziati ritengono che l'uomo primitivo seguisse uno schema di attività
- ossia caccia, sollevamenti e trasporti - per due o tre giorni, facendo seguire
dal riposo. Alcuni hanno addirittura collegato un tale programma a quello dell'allenamento
con resistenza e periodizzazione, che è caratterizzato da sequenze alternate
di periodi di condizionamento pesanti e più leggeri per l'intero anno
d'allenamento. I ricercatori consigliano che poiché gli uomini primitivi
seguivano uno schema di lavoro alternato con i riposi, il corpo umano si era
evoluto per rispondere in modo ottimale a tale stile d'allenamento.
Le
proteine dei primi uomini provenivano pure
da altre fonti alimentari, come i legumi ed i semi.
Anche se i semi sono considerati un alimento ricco di grassi,
contengono pure una quantità benefica di acidi grassi.
Si può seguire una dieta dell'Età della Pietra oggi?
Non dovete cacciare bufali
selvaggi, cogliere di soppiatto un cervo nei boschi o cercare rari tuberi e
radici per seguire un programma alimentare con lo stile paleolitico, ma mangiare
in quel modo rende per niente problematico equilibrare l'attività e il
cibo. Gli aspetti più che iperproteici e con moderati carboidrati complessi
della dieta eliminano l'adipe in eccesso e massimizzano gli incrementi di massa
muscolare, quindi qualsiasi peso accumulate è probabile che consista
di massa magra, ossia muscolatura.
Forse il principale vantaggio di una dieta paleolitica per un bodybuilder è
che sarete più sani ed avrete maggiore salute, ma non dovrete seguire
diete pazzesche per conseguire la massima definizione muscolare. Semplicemente
dovete aggiustare leggermente le calorie quotidiane o i carboidrati, a seconda
delle vostre esigenze metaboliche. In molti casi il grasso corporeo sarà
tanto basso che non avrete necessità di una dieta pregara restrittiva.
Come potete mangiare alla maniera dei vostri antenati e trarne benefici simili?
Semplicemente mangiando meno gli "alimenti nuovi" ai quali il vostro
corpo non è geneticamente armonizzato. Lo stile di alimentazione paleolitica
differisce da quanto suggerito nella piramide nutrizionale USDA, con la sua
enfasi su certi tipi di carboidrati complessi. Al contrario, i sostenitori dell'alimentazione
paleolitica osservano che granaglie, cereali, pasta e pane non erano compresi
nel menu dell'uomo fino a 10.000 anni fa, un batter d'occhi in termini di genetica.
Alcuni sostenitori della paleolitica dicono che mentre i cereali di per sé
non sono così tanto dannosi - a meno che non si abbia una allergia conclamata
agli elementi nei cereali, come il glutine - tendono a riempire e ad evitarvi
di mangiare alimenti nutrizionalmente più densi che sono più positivi
per la salute alla lunga. Altri, però, collegano la quota di granaglie
come il frumento all'artrite, ai problemi gastrointestinali, alle emicranie
e ad altre manifestazioni possibilmente allergiche. Gli aspetti allergici sono
in predominanza perché, ancora una volta, il corpo umano non possiede
un tempo sufficiente per abituarsi ai cereali, considerando come "estranee"
le proteine che vi sono contenute.
Un altro gruppo di alimenti che la dieta paleolitica minimizza sono i latticini.
Come osservato, gli uomini delle caverne non bevevano latte ed il motivo era
che gli animali che producono latte non erano ancora stati addomesticati per
la coltivazione. Il problema principale del latte, comunque, è il suo
contenuto di grassi saturi e le varietà non grasse rendono maggiormente
adatti i latticini. Come è consapevole la maggioranza dei bodybuilder,
le proteine contenute nel latte, per esempio la caseina e il siero, sono quasi
le migliori a disposizione.
Le forme isolate delle proteine del latte, come quelle presenti in varie polveri
proteiche commerciali e in supplementi sostitutivi dei pasti, non sono solamente
facilmente assimilate dalla maggioranza delle persone ma contengono anche singolari
fattori alimentari protettivi, come vari peptidi proteici assorbiti intatti.
Solo perché gli uomini dell'Età della Pietra non bevevano latte,
non è motivo sufficiente per evitare le proteine del latte, soprattutto
per i fini del bodybuilding. Basta solamente che si eviti il contenuto di grassi
saturi di latticini interi.
La dieta paleolitica era priva di zuccheri lavorati. La cosa più vicina
allo zucchero che un cavernicolo può essere arrivato a mangiare era
il miele. I prodotti con zuccheri raffinati incrementano i valori dell'insulina
nel sangue, portando a malattie collegate alla resistenza all'insulina come
le patologie cardiache e il diabete.
Anche gli oli e i grassi sottoposti a processi di lavorazione sono un tabù
per una sana alimentazione paleolitica. I primi uomini avevano un rapporto assai
più desiderabile tra i grassi omega-3 e gli omega-6. Gli omega-6 si trovano
comunemente negli oli vegetali. Sebbene parte di quel tipo di grasso è
essenziale - ossia l'acido linoleico - troppo porta ad un innalzamento del rischio
di malattie cardiovascolari a causa di un incremento delle reazioni da ossidazione
e un aumento del rischio di varie malattie infiammatorie, come i dolori alle
articolazioni e l'artrite.
I grassi trans sono i peggiori grassi in assoluto. I grassi trans sono innaturali
-anche se pure essi vengono sintetizzati nel corpo umano - solitamente grassi
lavorati che agiscono nel corpo come un grasso saturo, portando ad un incremento
delle patologie cardiache e dei tumori. La maggioranza dei grassi trans è
elencata sulle etichette nutrizionali come "grassi parzialmente idrogenati".
Non esistevano nell'Età della Pietra e non dovrebbero nemmeno entrare
a fare parte di una dieta moderna.
I migliori tipi di grassi da consumare sono quelli monoinsaturi, che si trovano
nell'olio di oliva, nell'olio di canola e nella frutta a guscio, e i grassi
omega-3,, che si trovano nei tipi di pesci più grassi. Entrambi i generi
di grassi sono importanti per i vostri progressi nel bodybuilding, poiché
modulano in modo benefico i recettori delle cellule insuliniche oltre che la
sintesi degli eicosanoidi, la quale comporta una riduzione dell'infiammazione
e un tempo di recupero dall'allenamento più rapido.
Se non vi piace il pesce, è una buona idea usare un olio di pesce che
integra gli omega-3 oppure un'alternativa, per esempio l'olio di semi di lino.
Da quattro a cinque grammi di grassi omega-3 al giorno vi mettono in linea con
la dieta paleolitica.
In generale, il pesce e il pollo dovrebbero essere le vostre principali fonti
di proteine in una dieta paleolitica. La selvaggina magra che mangiavano gli
uomini primitivi è più difficile da trovare oggi, ma i livelli
di grassi riscontrati nel pesce e nel pollo sono confrontabili. Tagli più
magri di carne rossa, rimosso tutto il grasso in eccesso, vanno pure bene. Basta
che vi limitiate a cuocere al forno o alla griglia la carne. Non friggetela
mai.
Il miglior tipo di verdure da un punto di vista nutrizionale e di medicina preventiva
sono le crocifere, le quali contengono molte sostanze fitochimiche note per
la prevenzione dei tumori e di altre malattie. I cavolini di Bruxelles, i broccoli,
il cavolfiore, il ravizzone e il cavolo, la mostarda e le rape rientrano in
questo gruppo. Anche i pomodori sono ottimi perché contengono sostanze
protettive come il licopene. La maggioranza della frutta va benissimo. La cosa
importante è mangiarla nella sua forma naturale --cruda - non in scatola,
secca o surgelata.
Come discusso in precedenza, i prodotti a base di latte scremato sono concessi
in quantità limitate. Potete anche mangiare le uova. Mentre stanno a
dieta, molti bodybuilder gettano i tuorli, ritenendo che contengano i grassi
delle uova. Anche se è vero, i tuorli contengono anche tutte le vitamine,
i sali minerali e altre sostanze nutritive. Non contengono il colesterolo, ma
possiedono un buon rapporto di grassi.
Se consumate i cerali integrali, consumateli proprio come cereali integrali.
Questo significa zero pane bianco o qualche altro tipo di cereale raffinato.
L'avena, come quello che si trova nel porridge, contiene utili fibre solubili,
le quali aiutano a smussare curve glicemiche elevate, ossia a rallentare l'assorbimento
dei carboidrati semplici. Le fibre solubili aiutano anche il corpo ad eliminare
il colesterolo e i grassi presenti negli alimenti.
Nessuno in tutta onestà vorrebbe mai tornare a vivere nell'Età
della Pietra. Dopo tutto, cosa significherebbe per i nostri giochi al computer?
Emulare uno stile alimentare dell'Età della Pietra, però, può
prevenire le malattie, massimizzare l'energia e promuovere risultati di muscolatura
solida in chiunque. È un modo di alimentarsi per tutta la vita.
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Un tipico menù paleolitico Pasto 1 Pasto 2 Pasto 3 Pasto 4 Pasto 5 Nota: un tipico
programma alimentare paleolitico è composto dal 30% di proteine,
45-50% di carboidrati e 20-25% di grassi. |
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