Articolo pubblicato su Hardgainer numero 16.
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applied_33_1.jpg (3157 byte) INCENERITORI D'ADIPE
Nuovi mezzi completamente naturali
per farvi dimagrire

di Jerry Brainum
(direttore responsabile dell'edizione internazionale)

Il dimagrimento riguarda una semplice formula matematica: dovete bruciare più calorie di quante ne consumate ogni giorno. Questo significa che dovete seguire un qualche tipo di dieta che restringe il totale calorico mentre incrementate il vostro dispendio attraverso l'attività fisica. Ma altri fattori entrano a fare parte dell'equazione per il dimagrimento.
               
Ad esempio, la dieta senza attività fisica porta ad una perdita di adipe e di muscolatura in uguali proporzioni, con la perdita di muscolatura dominante durante alcuni tipi di dieta. L'attività fisica, soprattutto l'allenamento con i pesi, preserva la muscolatura durante una dieta, e tale muscolatura, a sua volta, evita che si abbassi il metabolismo a riposo. L'effetto risultante è una maggiore probabilità di non riprendere l'adipe perso.

L'incremento di serotonina e noradrenalina nel cervello
porta ad una riduzione dell'appetito e perfino ad un
miglioramento della sensazone di sazietà dopo aver mangiato


               
Per quanto possa sembrare semplice la formula, la realtà è piuttosto diversa. Il corpo tenta di mantenere il set point del peso esistente. Contrasta la perdita di peso attraverso meccanismi che includono un aumento dell'appetito, che si verifica quando le calorie sono ridotte e rende la dieta un esercizio di forza di volontà.
               
Una maniera per aggirare tale dilemma della dieta consiste nell'impiegare farmaci e altre sostanze come le fibre alimentari naturali per ridurre l'appetito inducendo una sensazione di sazietà. Questo può consistere sia nell'effetto fisico promosso da un aumento della quota di fibre sia attraverso la manipolazione di specifiche sostanze chimiche nel cervello che controllano le sensazioni di appetito attraverso il centro della fame nell'ipotalamo, sempre all'interno del cervello.
               
La maggioranza delle pillole dietetiche in commercio agiscono controllando la quantità di sostanze chimiche nel cervello collegate al controllo dell'appetito - compresi i neurotrasmettitori serotonina e noradrenalina. L'incremento di quelle sostanze nel cervello porta ad una riduzione dell'appetito e perfino ad un miglioramento della sensazione di sazietà dopo avere mangiato. L'effetto risultante è che si mangia di meno, con la conseguenza di una riduzione del peso.
               
Il problema con i farmaci dietetici sono i possibili effetti collaterali. Un esempio sono stati i molto pubblicizzati difetti cardiaci presumibilmente causati da una popolare combinazione di pillole dietetiche vendute dietro ricetta medica conosciuta con il nome di fen-phen.
               
Un altro approccio al controllo del grasso corporeo consiste nell'aumentare la termogenesi; vale a dire, nell'aumento dell'attività di meccanismi corporei che "sprechino" calorie. La termogenesi è ciò che è chiamato un ciclo energetico futile, poiché non viene eseguito alcun lavoro per bruciare energia. Consiste nella conversione delle calorie in calore. Gran parte dell'attività termogena si verifica in un tessuto adiposo specializzato chiamato tessuto adiposo bruno (BAT), così chiamato perché è di colore rosso. (Il grasso è bruciato, o meglio ossidato, nei mitocondri cellulari e il colore rosso è dovuto ad un aumento del contenuto di mitocondri.)
               
Il problema con il BAT nell'essere umano è che è maggiormente attivo per poco tempo dopo la nascita, si pensa che sia per un meccanismo di conservazione della temperatura corporea nei neonati. Con il passare degli anni e la dissipazione della quantità proporzionale di BAT, diventa poco meno di un'influenza sull'accumulo di adipe. La maggior parte di BAT negli adulti si trova nelle ascelle e tra le scapole - anche se quest'ultimo punto è controverso. Alcuni scienziati ritengono che il BAT possa essere più attivo in alcune persone. Se è vero, tali persone sarebbero in grado di consumare una quantità maggiore di calorie senza ingrassare, perché l'eccesso di calorie verrebbe dissipato sotto forma di calore a causa dell'attività del BAT.
               
L'ingrediente attivo nel BAT è una proteine specializzata chiamata proteina-1 di disaccoppiamento (UCP-1), la quale induce la termogenesi nel BAT disaccoppiando la fosforilazione ossidativa. Detto in termini semplici, l'UCP1 interferisce con il processo attraverso il quale l'ATP è sintetizzato nelle cellule, costringendo il corpo ad usare vie energetiche alternative. L'UCP1 esiste soltanto nel BAT e per questo, la maggioranza degli scienziati respingono l'idea che l'UCP1 sia un regolatore dei depositi adiposi negli esseri umani perché l'attività del BAT è insignificante negli adulti. Studi emergenti, però, indicano che le persone con una percentuale di grasso corporeo eccessiva possono presentare carenze di UCP1. Si sta ancora indagando sulla connessione precisa tra l'UCP1 sul controllo dell'adipe.
               
Ad ogni modo negli animali l'UCP1 si riscontra normalmente solo nel BAT. In questo studio, però, i topi sono stati alimentati in modo speciale e manipolati geneticamente in maniera che ci fosse dell'UCP1 nel tessuto dei muscoli scheletrici dei roditori. A causa di tale cambiamento, i ratti potevano mangiare quanto volevano senza alcun aumento di grasso. Non hanno sviluppato il diabete, perché l'apporto di glucosio dentro la loro muscolatura era potenziato dal cambiamento. Inoltre presentavano valori più bassi del colesterolo nel sangue. Al contrario, un gruppo analogo di topi che non erano stati manipolati geneticamente con l'UCP1 scheletrico ha seguito anche una dieta iperlipidica, ma quei topi sono ingrassati, presentavano il colesterolo più elevato e a tutti è venuto il diabete.
               
Per quanto l'UCP1 agisca aumentando la termogenesi, nessuno dei topi curati presentava un qualche genere di sovrariscaldamento nei muscoli. Erano altrettanto fisicamente in forma dei topi normali e avevano i medesimi valori di ATP muscolare e di creatina immagazzinata dei topi non trattati. Sebbene la manipolazione impiegata per i topi rimane una procedura estremamente sperimentale, può essere che un giorno venga usata negli esseri umani come un mezzo per sconfiggere l'obesità e prevenire il diabete.
               
Conosciamo alcune sostanze nutritive che aumentano l'attività dell'UCP1 negli animali. Uno studio recente ha mostrato che i retinoidi, che sono forme innaturali di vitamina A e dei suoi precursori, come il beta-carotene e la luteina, possono aumentare le reazioni di espressione genetica che portano ad un aumento dell'UCP1 nel BAT degli animali.2 Seguire una dieta che è più ricca di grassi, soprattutto grassi saturi, sembra anche aumentare l'attività dell'UCP1 negli animali.
               
La combinazione termogena naturale più familiare consiste di efedrina e caffeina. Occasionalmente vi viene abbinata l'aspirina. Gli studi mostrano che circa la metà degli effetti della combinazione di efedrina e caffeina è dovuta all'attività termogena, mentre l'altra metà è il risultato di una soppressione dell'appetito. Molto è stato scritto su questa combinazione, ma anche altre sostanze naturali possiedono proprietà termogene e possono agire in sinergia con l'efedrina e la caffeina come efficaci ausili per il dimagrimento.

 

Gli altri termogeni naturali

La popolare combinazione di efedrina e caffeina agisce promuovendo la liberazione di sostanze come la noradrenalina e l'adrenalina, che sono inserite nella categoria delle catecolamine e che interagiscono con i recettori beta-adrenergici degli adipociti per promuovere il rilascio degli acidi grassi nel sangue. Anche l'efedrina serve per il dimagrimento promuovendo la conversione del T4, l'ormone tiroideo meno attivo, nella forma T3, più attiva. Perciò, l'abbinamento di efedrina e caffeina possiede proprietà termogene, di soppressione dell'appetito e di stimolo del metabolismo. Altre sostanze naturali, però, possiedono anche alcune delle medesime proprietà.
               
Un esempio è la capsaicina, l'ingrediente attivo nel peperoncino rosso piccante. Un recente studio di 14 giorni sui ratti ai quali è stata somministrata della capsaicina e ai quali è stato fatto seguire un programma di esercizi ha rilevato maggiori riduzioni dei depositi adiposi nei ratti che hanno assunto la capsaicina rispetto a quanto si è verificato nei ratti del gruppo di controllo che seguivano il medesimo programma di esercizi ma prendevano un placebo al posto della capsaicina.3 Studi precedenti hanno mostrato che gli effetti di mobilitazione dei grassi esercitati dalla capsaicina sono particolarmente efficaci durante una dieta iperlipidica.4 Altri studi hanno indicato che la capsaicina agisce altrettanto bene per promuovere il dimagrimento nei ratti che seguono una dieta iperglucidica.5
               
Il meccanismo di come la capsaicina promuove la mobilizzazione dei grassi comprende un incremento della liberazione di catecolamine dalle ghiandole surrenali, seguito dall'interazione con i recettori degli adipociti beta-adrenergici. Notate che si tratta del medesimo meccanismo associato alla combinazione di efedrina e caffeina.

Circa la metà degli effetti della combinazione
di efedrina e caffeina è dovuta all'attività termogena,
mentre l'altra metà è il risultato di una
soppressione dell'appetito


               
Per quanto la maggioranza degli studi che illustrano gli effetti di mobilizzazione dei grassi da parte della capsaicina siano stati eseguiti su ratti, anche alcuni studi svolti su esseri umani hanno riscontrato tale effetto. Per esempio, uno studio su donne giapponesi le quali seguivano tanto diete iperglucidiche che iperlipidiche ha mostrato che l'aggiunta di peperoncino rosso alla dieta portava ad un aumento del dispendio energetico e dell'ossidazione dei grassi.6 Un altro studio svolto su esseri umani, però, ha mostrato che la capsaicina presa prima dell'allenamento aumentava l'impiego dei carboidrati durante l'attività fisica.
               
Potete ricavare la capsaicina mangiando il peperoncino rosso piccante (fate in modo di avere qualcosa da berci insieme!) oppure assumendo certi integratori. Gli integratori di capsaicina esistono ed ultimamente alcuni produttori di integratori termogeni hanno iniziato ad aggiungerla alle loro formulazioni.
               
Un'altra sostanza piccante la quale può anch'essa dare effetti termogeni e lipolitici è l'aglio. Uno studio ha mostrato che i ratti che seguivano una dieta iperlipidica integrata con otto grammi di aglio in polvere per ogni chilogrammo di peso corporeo presentavano un aumento della scomposizione dei trigliceridi, ossia dei grassi, abbinato ad una maggiore crescita di BAT.7 Gli ingredienti attivi nell'aglio che portano alla reazione sono vari composti solforosi volatili che agiscono incrementando il rilascio delle noradrenalina e dei grassi attraverso la stimolazione dei beta-adrenergici.8
               
Uno studio recente ha anche mostrato che l'aglio pare incrementare la sintesi dell'UPC1 nel BAT,9 le proteine che controllano le reazioni termogene nei grassi. Anche se è vero che l'attività del BAT non è significativa negli uomini quanto lo è nei ratti, il fatto che l'aglio promuova la liberazione di catecolamine lo rende un possibile aiuto per il dimagrimento.
               
L'aglio possiede molti altri effetti postivi per la salute che richiederebbero un articolo intero per essere discussi. In breve, può aiutare a prevenire le due principali cause di decesso degli USA: le patologie cardiovascolari e i tumori. Alcuni studi hanno mostrato che l'aglio pare ridurre il colesterolo ematico di media del 9-12%. Una recente analisi degli studi pubblicati sull'aglio come trattamento per il colesterolo alto ha concluso che l'aglio è superiore ad un placebo nella riduzione del colesterolo totale ma che l'effetto è modesto.10
               
D'altra parte, uno studio di quattro anni svolto su 280 adulti e pubblicato sulla rivista scientifica Atherosclerosis (144:237-249; 1999) ha visto che coloro che assumevano ogni giorno 900 mg di aglio in polvere avevano fino al 18% in meno di placche nelle arterie rispetto a quelli che prendevano un placebo. Si è pensato che l'effetto fosse dovuto ad una riduzione benefica nell'adesione delle piastrine, nel senso di una riduzione nelle formazione di coaguli di sangue interni. Tali coaguli possono ostruire un'arteria coronaria che è già ristretta a causa dell'aterosclerosi, portando ad un infarto miocardico.
               
Una rassegna degli studi pubblicati ha rilevato che l'aglio può servire a prevenire il tumore dello stomaco e del colon,11 mentre un altro studio ancora controverso ha visto che sebbene il consumo di frutta e verdura non impedisca il tumore del colon, l'aglio presentava qualche attività in quel settore.
               
Il motivo delle conclusioni paradossali sull'efficacia dell'aglio nella cura o nella prevenzione dell'insorgenza di varie patologie mediche può essere dovuto alla qualità dell'aglio utilizzato negli studi. A meno che i composti di solfuro volatile dell'aglio non siano presenti in quantità sufficienti, l'aglio non sarà attivo; in ogni caso altri ingredienti nell'aglio, come il minerale selenio, possono offrire benefici antitumorali. Chi consuma grosse quantità di tonno può anche essere interessato a sapere che il selenio blocca gli effetti negativi del mercurio, che alle volte si trova nel tonno crudo, sul corpo.
Una sostanza termogena spesso trascurata che, come l'aglio, offre pure un mucchio di preziosi benefici per la salute è il tè verde. In uno studio pubblicato l'anno scorso, 10 uomini, di età media sui 25 anni, hanno assunto o un estratto di tè verde con 50 mg di caffeina, o 50 g di caffeina oppure, infine, un placebo per sei settimane.12 Hanno seguito una dieta con il 13% di proteine, il 40% di grassi e il 47% di carboidrati - le percentuali che si riscontrano in una tipica dieta occidentale - e hanno assunto due capsule ad ogni pasto. Le misurazioni svolte in una speciale camera metabolica hanno mostrato che i soggetti che prendevano il tè verde avevano un dispendio energetico nelle 24 ore maggiore di coloro che assumevano soltanto la caffeina o il placebo. Ancora una volta si pensa che il meccanismo consista nell'aumento della produzione della noradrenalina, in questo caso dall'estratto di tè verde, a causa dell'inibizione del principale enzima che degrada le catecolamine nel corpo (COMIT).

Anche se è vero che l'attività del BAT
non è significativa negli uomini quanto lo è nei ratti,
il fatto che l'aglio promuova la liberazione di catecolamine
lo rende un possibile aiuto per il dimagrimento


     Un altro studio ha visto che l'estratto di tè verde può servire a bloccare la digestione dei grassi inibendo la lipasi, ossia gli enzimi per la digestione dei grassi.13 Questo studio, comunque, ha coinvolto tessuti isolati, un protocollo in vitro. Se ulteriori studi confermano l'attività, può essere che il tè verde mima gli effetti del farmaco per l'obesità Xenical, che riduce anche l'assorbimento di grassi nel corpo inibendo la lipasi.
    
Gli ingredienti attivi del tè verde sono i flavonoidi, soprattutto uno chiamato epigallocatechina gallato (EGCG). Uno studio presentato al congresso del 1999 dell'American College of Nutrition ha mostrato che il tè verde aumentava la secrezione di insulina venti volte negli adipociti isolati. Questo può avere sia effetti positivi sia negativi. La promozione della liberazione di insulina incrementa la sintesi dell'adipe se combinata con una dieta ipercalorica. D'altra parte, l'insulina promuove pure un incremento del glicogeno e della sintesi delle proteine muscolari. Tale aspetto del tè verde richiede ulteriori indagini, soprattutto nell'uomo, rispetto agli studi sui tessuti.
               
Sempre d'altra parte, in uno studio nel quale ad alcuni ratti veniva iniettato l'EGCG, i valori dell'insulina dei roditori sono calati e avevano anche livelli minori di colesterolo, di trigliceridi, di glucosio, di testosterone, di estrogeni, di IGF-1 e dell'ormone luteinizzante.14 Tale effetto apparentemente dannoso del tè verde sugli ormoni anabolizzanti come il testosterone e l'IGF-1 sembra problematico, a meno che non leggiate in pratica lo studio. L'effetto sembra verificarsi solo se viene iniettato l'EGCG. Se assunto oralmente, non ha un effetto simile sugli ormoni. Il tè verde assunto oralmente, in ogni caso, sembra avere la capacità di ridurre il colesterolo nel sangue.

Aggiungere il peperoncino rosso alle diete
porta ad un aumento del dispendio energetico
e dell'ossidazione dei grassi


               
Un altro approccio alla manipolazione del metabolismo per favorire il dimagrimento coinvolge l'ottimizzazione della tiroide. Un metodo spesso suggerito è usare un integratore contenente un estratto da un albero indiano chiamato guggul. Gli ingredienti attivi nell'estratto, chiamati guggulsteroni, sembrano favorire la conversione dell'ormone tiroideo T4, relativamente inattivo, nella forma maggiormente attiva del T3. Così facendo, gli integratori a base di guggul modulano in maniera favorevole il colesterolo nel sangue, il quale è parzialmente controllato dagli ormoni tiroidei.
               
Uno studio recente fatto in India ha visto che la combinazione del guggul con due altri estratti vegetali, l'ashwagandha e la bauhinia, portava ad un effetto sinergico sulla funzionalità della tiroide maggiore di quando uno degli estratti veniva somministrato da solo.15 Spesso di trovano combinati in certe formulazioni erboristiche.

 

Bibliografia
1 Li, B., et al. (2000). Skeletal muscle respiratory uncoupling prevents diet-induced obesity and insulin resistance in mice. Nature Medicine.
2 Serra, F., et al. (1999). Stimulation of uncoupling protein 1 expression in brown adipocytes by naturally occurring carotenoids. mt I Obesity. 23:650-655.
3 Yoshioka, M., et al. (2000). Effects of capsaicin on abdominal fat and free fatty acids in exercisetrained rats. Nutrition Research.20:1041-45.
4 Kawada, T., et al. (1986). Effects of capsaicin on Iipid metabolism in rats fed a high-fat diet. J Nutrition.116:1272-1278.
5 Matsuo, T.. et al. (1996). Cap saicin in diet does not affect glycogen contents in the liver and muscle of rats before and after exercise. I Nutr Sci Vita minol. 42:249-56.
6 Yoshioka, M., et al. (1998). Effect of red pepper added to high-fat and high-carbohydrate meals on energy metabolism and substrate utilization in Japanese women. British J Nutrition 80:503-510.
7 Oi, Y., et al. (1995). Garlic supplementation enhances norepinephrine secretion, growth of brown adipose tissue. and triglyceride metabolisin in rats. J Nutr Biochem. 6:250-255.
8 Oi, Y.. et al. (1998). Allun and volatile sulfur-containing compounds in garlic enhance thermogenesis by increasing norepinephrine secretion in rats. J Nutr Biochem. 9:60-66.
9 Oi, Y, et al. (1999). Allyl-containing sulfldes in garlic increase uncoupling protein content in brown adipose tissue and noradrenaline secretion in rats. J Nutrition.129:336-342.
10 Stevinson, C., et al. (2000). Garlic for treating hypercholesterolemia. Ann Internal Med. 133:420-429.
11 Fleishauer, A.F., et al. (2000). Garlic consuimption and cancer prevention: meta-analysis of colorectal and stomach cancers. American J Clinical Nutri 72:1047-52.
12 Dulloo, A.G., et al. (1999). Efficacy of a green tea extract rich in catechin polyphenols and caffeine in increasing 24-hour energy expenditure and fat oxidation in humans. AmJ Clin Nutr. 70:1040-5.
13 Julel, C., et al. (2000). Green tea extract inhibits lipolysis of triglycerides in gastric and duodenal medium in vitro. J Nutr Biochem.11:45-51.
14 Yung-hsi, K., et al. (2000). Modulation of endocrine systems and food intake by green tea epigallocatechin gallate. Endocrinology141:980-987.
15 Panda. 5., et al. (2000). Combined effects of ashwagandha, guggulu and bauhinia extracts in the regulation of thyroid function and on lipid peroxidation in mice. Pharm Pharmcol Comm un. 6:141 -43.

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L'editore di Olympian's News Sandro Ciccarelli

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