Articolo pubblicato su Hardgainer numero 15.
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mauro.jpg (3274 byte) Risponde il dottor D


a cura del dott. Mauro G. di Pasquale

D: Salve Doc. Da anni il mio testosterone ematico libero è inferiore al normale. L’anno scorso mi sono sottoposto a delle cure e adesso i miei livelli di testosterone sono normali. Però i test ematici hanno mostrato che i miei livelli di androgeni e DHEA sono leggermente bassi, così uso anche alcuni prodotti andro e norandro per cercare di elevare i miei livelli. Non riesco mai a perdere peso… ho provato la dieta ricca di proteine, povera di carboidrati con grassi moderati… ho provato la dieta ricca di grassi, povera di carboidrati con proteine moderate (funziona per un po’ poi la perdita di peso si ferma improvvisamente); ultimamente, qualsiasi cosa faccia, non riesco a perdere peso, ciò nonostante la mia tiroide sembra funzionare correttamente… assumevo 2.100 calorie secondo la formula 12 x peso corporeo totale per rallentare la perdita di peso… quando dopo 4 settimane non ho visto nessun effetto ho ridotto a 1.700 ma senza ottenere nessun cambiamento… non sto guadagnando peso ma non sto nemmeno perdendo peso… e penso che sia dovuto anche al problema del testosterone… mi sto chiedendo se potrei avere un problema con la conversione dell’ormone steroide a base di colesterolo (magari una deficienza di ACTH).

Devo ammettere che quando i livelli degli ormoni finali sono normali è insolito trovare dei livelli così bassi di ormoni precursori, sebbene sia possibile a seconda di dove si trova il problema e se sono disponibili o no altri percorsi per produrre il testosterone. L’unica cosa che posso suggerire è di farti visitare da un endocrinologo specializzato in disfunzioni degli steroidi sessuali e degli androgeni. Eseguendo una serie di test e di analisi potrebbe riuscire a scoprire una deficienza enzimatica o qualcos’altro che causa questa situazione insolita. Per quanto riguarda l’assunzione di andro per un periodo esteso di tempo, non vedo problemi se usi dei dosaggi ragionevoli e li ciclizzi in periodi di 3-6 settimane (negli U.S.A. i prodotti a base di androstenedione e DHEA sono integratori, N.d.D.).

 

D: Mia madre ha dei segni di depressione e degli attacchi d’ansia, sta seguendo una terapia a base di estrogeni, siamo molto preoccupati che questa situazione peggiori e i dottori di qui vogliono somministrarle immediatamente il Prozac o qualsiasi altro farmaco antidepressivo, ma so che hanno molti effetti collaterali e per il momento non rappresentano la risposta. Sta cominciando ad assumere l’Erba di S. Giovanni (Iperico). Quello che vorrei sapere è se c’è un qualche collegamento fra questi segni e i livelli bassi o non esistenti di testosterone, potrebbe essere un problema ormonale? Dato che siamo sicuri che non si tratta di un problema psicologico, ci sono delle erbe o degli integratori naturali che potrebbero essere d’aiuto?

È piuttosto difficile dare delle indicazioni utili senza vedere tua madre, visitarla e guardare i risultati delle sue analisi. Potrebbe star succedendo quasi qualsiasi cosa se non si tratta veramente di un problema psicologico. Potrebbe essere un problema ormonale. Le farei eseguire i test per gli ormoni ematici, compreso il testosterone libero. Se il testosterone e il DHEA sono bassi allora l’integrazione potrebbe essere utile. L’Erba di S. Giovanni potrebbe essere utile per la depressione lieve ma non l’ho trovata molto efficace con la depressione moderata o grave.
Cercherei di trovare l’origine della sua depressione facendola visitare da un endocrinologo e/o altri specialisti.

 

D: Dottore, sono uno studente di 19 anni che pratica il powerlifting. Recentemente mi è stata diagnosticata la malattia di Crohn (infiammazione cronica intestinale che determina difficoltà nell’assimilazione di nutrienti e in particolare di carboidrati, N.d.T.) e mi sono stati prescritti gli steroidi Prednisone e Asacol. Il dottore mi ha prescritto 40 mg di Prednisone e 1.600 mg di Asacol al giorno. Mi chiedevo quali effetti possono avere questi farmaci sul mio corpo. Sono anche preoccupato dei minori livelli di testosterone una volta interrotta l’assunzione dei farmaci. Conosci qualche strategia alimentare che potrebbe aiutare il mio corpo a combattere la malattia di Crohn e rendere la digestione meno dolorosa?

La cura per la sindrome acuta di Crohn prevede l’uso del Prednisone e dell’Asacol e a volte di altri farmaci. Chiedi informazioni al tuo dottore sui diversi rimedi alimentari utili, compresi olio di pesce, glutammina, acido folico, probiotici, antiossidanti e molti altri. Il tuo dottore dovrebbe poterti guidare sotto questo punto di vista. Esito a dirti dell’altro perché interferirei con la cura che stai ricevendo adesso e che riceverai una volta in remissione. Le persone che ti stanno seguendo in questo momento si trovano nella posizione migliore per guidarti e avanzare ipotesi su quello che pensano possa aiutarti.

 

D: Ho l’ernia a un disco vertebrale che mi causa intorpidimento nel polpaccio e nel piede destri. Mi sono sottoposto immediatamente alle cure mediche e ho fatto fisioterapia 3 volte alla settimana con buoni risultati. Le mie domande sono: sai se qualche atleta agonista ha recuperato da questo infortunio ed è riuscito ad avere una prestazione simile a quella precedente l’infortunio? Qual è il normale tempo di recupero necessario per tornare a una vita normale? So che l’ultima questione dipende da molti fattori ma apprezzerei qualsiasi aiuto.

Il tempo impiegato dagli atleti per recuperare dall’ernia al disco e il livello di recupero che possono raggiungere variano molto. Il periodo necessario per recuperare e riguadagnare il livello pre-infortunio dipende dalle caratteristiche dell’ernia, l’età dell’atleta, lo sport praticato ecc. Perciò è per me difficile rispondere alla tua domanda con una qualunque precisione. Molti atleti agonisti hanno recuperato dall’ernia al disco, sia lombare che cervicale. Molti sono riusciti a tornare ai livelli di prestazione pre-infortunio. Per quanto riguarda il tempo necessario per recuperare, spazia da alcuni mesi a un anno. Il tempo necessario varia così tanto che è impossibile poterlo determinare senza avere delle informazioni più specifiche e vedere come l’atleta risponde alla cura.
Sebbene per forza di cose un po’ vaga, spero che questa informazione ti possa servire in qualche modo.

 

D: Gentile Signore, non so quali siano stati i suoi studi, comunque, conosce la PCOS (Sindrome dell’ovaio policistico) è le cure per essa? Io e mia moglie ci alleniamo regolarmente per la forza, basandoci sul powerlifting, e svolgiamo attività fisica cardiovascolare. Per lei guadagnare massa muscolare è molto facile ma perdere grasso corporeo è estremamente difficile. Tutti i test degli zuccheri e ormoni tiroidei che ha fatto sembrano essere normali. I suoi livelli di colesterolo sono molto alti nonostante anni di alimentazione corretta e che i suoi livelli di androgeni siano uguali a quelli della maggior parte degli uomini. È possibile che questa situazione renda difficoltoso diminuire la percentuale di grasso corporeo e il livello di colesterolo? L’uso degli steroidi è un approccio positivo o presenta dei rischi pericolosi?

Sono un dottore e curo i malati di PCOS da più di tre decenni. È una malattia più complicata di quanto pensi la maggior parte delle persone.
La risposta alle tue domande è che i problemi di tua moglie legati alla difficoltà nel perdere grasso corporeo, specialmente nell’area addominale, e nell’abbassare il suo colesterolo, sono dovuti a svariati aspetti della malattia. Uno dei fattori coinvolti è la resistenza all’insulina e la susseguente iperinsulinemia cronica che registra invariabilmente chi soffre di PCOS.
Diminuire la resistenza all’insulina aumentando la sensibilità all’insulina si traduce in maggiore efficienza dell’insulina, migliore metabolismo dei substrati, minore iperinsulinemia, maggiore lipolisi e minore lipogenesi e perciò produce una diminuzione significativa del grasso corporeo. Spesso con i miei pazienti, prima ho provato un approccio con gli integratori alimentari e poi ho usato i farmaci. La maggior parte delle donne ha ottenuto buoni risultati con gli integratori. Gli integratori comprendevano ingredienti come glutammina, cromo, vitamina A, acido alfalipoico, olio di pesce e molti altri. Quando ho formulato il mio Cellusol (vedere al www.allprotraining.com sotto la voce prodotti), ho inserito tutti questi integratori in una formula a tre fasi. Ogni formula viene assunta per 2 settimane e alla fine delle sei settimane si torna alla prima formula. Questo approccio sarebbe ideale per tua moglie e sarebbe complementare ai suoi sforzi per perdere peso. Inoltre, l’attività fisica fornirebbe il resto e l’aiuterebbe a raggiungere i suoi obiettivi.
Spero che queste informazioni possano aiutarti.

 

D: Gentile dott. Di Pasquale, molti mesi fa ho parlato con un allenatore di atletica leggera di livello internazionale. Allena molti atleti olimpici di alto livello. Ha parlato della mappatura endocrina perché ha a che fare con lo sport e mi ha consigliato di contattarti per saperne di più. Mi ricordo anche che hai parlato di un test diagnostico per determinare se un atleta si trova in uno stato anabolico o catabolico. Puoi parlare di questi due argomenti o indirizzarmi a qualcun altro? Qualsiasi aiuto verrà apprezzato.

La mappatura endocrina può essere una cosa estremamente complessa che coinvolge molti ormoni, fattore di crescita, citochine ecc. Comunque può anche significare semplicemente la determinazione del testosterone e del cortisolo ematici liberi e determinare un rapporto ottimale. Ci sono pochissime informazioni disponibili sulla prima possibilità mentre sulla seconda sono stati eseguiti molti studi. Qui di seguito ne elenco alcuni affinché tu possa leggerli. Ce ne sono molti altri.
Sports Med, 1995 ottobre; 20 (4) pp. 251-76, Blood hormones as markers of training stress and overtraining. Urhausen A., Gabriel H., Kindermann W., Insitute of Sports and Preventive Medicine, Università di Saarland, Saarbrucken, Germania.
Uno squilibrio fra lo sforzo complessivo sperimentato durante l’attività fisica e la tolleranza dell’atleta a questo sforzo può causare la sindrome da superallenamento. La sindrome da superallenamento è caratterizzata da una minore prestazione fisica per lo sport specifico, affaticamento prematuro e sintomi soggettivi di stress. Il superallenamento è temuto dagli atleti, ciò nonostante mancano i parametri obiettivi adatti per la sua diagnosi e prevenzione. Oltre a determinare i substrati (per es. lattato, ammoniaca e urea) e gli enzimi (per es. la creatina chinasi), al momento sono allo studio delle possibilità per controllare l’allenamento attraverso la misurazione dei livelli ormonali nel sangue. Gli ormoni endogeni sono essenziali per le reazioni e gli adattamenti fisiologici durante il lavoro fisico e influenzano la fase di recupero dopo l’attività fisica modulando i processi anabolici e catabolici. Il testosterone e il cortisolo ricoprono un ruolo importante nel metabolismo delle proteine e dei carboidrati. Sono due antagonisti al livello dei recettori delle cellule muscolari. Il rapporto testosterone/cortisolo è usato come indice dell’equilibrio anabolico/catabolico. Questo rapporto diminuisce in relazione all’intensità e alla durata dell’attività fisica e nei periodi di allenamento intenso o di competizioni frequenti, e può essere influenzato da delle misure rigenerative. Sono stati notati dei collegamenti con i cambiamenti di forza indotti dall’allenamento. Comunque, appare più probabile che il rapporto testosterone/cortisolo indichi l’effettivo sforzo fisiologico nell’allenamento piuttosto che la sindrome da superallenamento. Il sistema simpatico-adrenergico può essere coinvolto nella patogenesi del superallenamento. Il superallenamento appare come una regolazione autonoma disturbata che nella sua forma parasimpaticotonica mostra una secrezione massima di catecolamine ridotta, combinata a una difficoltà nella mobilitazione completa delle riserve lattico-anaerobiche. Ciò è ritenuto provocare una diminuzione dei livelli massimi del lattato ematico e della prestazione massima. L’adrenalina (epinefrina) e la noradrenalina (norepinefrina) libere nel sangue possono fornire ulteriori informazioni per il controllo dell’allenamento di durata. Sebbene l’attività fisica aerobica prolungata svolta ad intensità inferiore alla soglia anaerobica individuale provochi un incremento moderato dell’attività simpatica, i carichi di lavoro che superano questa soglia sono caratterizzati da un incremento spropositato dei livelli delle catecolamine. Inoltre, lo stress psicologico durante le gare è caratterizzato da un rapporto maggiore catecolamine/lattato in confronto alle sessioni di allenamento. Perciò, la frequenza delle sessioni di allenamento con un alto impegno di lattico anaerobico o delle gare dovrebbe essere attentamente limitato così da prevenire la sindrome da superallenamento. Nello stato della sindrome da superallenamento, dopo una prova di attività fisica intensa e standardizzata eseguita con un’intensità del 10% superiore alla soglia anaerobica individuale, è stato riscontrato un minore aumento massimo intraindividuale degli ormoni pituitarici (corticotropina, ormone della crescita), del cortisolo e dell’insulina.
Eur J Appl Physiol 1999 ottobre; 80 (5) pp. 485-93 Effects of heavy resistance on maximal and explosive force production, endurance and serum hormones in adolescent handball players. Gorostiaga EM, Izuierdo M, Iturralde P, Ruesta M, Ibanez J Centro de Investigacion y Medicina del Deporte, Istituto Navarro de Deporte y Juventud, Gobierno de Navarra, Paulino Caballero 13, E-31002 Pamplona, Spagna.
Per determinare gli effetti di 6 settimane di allenamento pesante con i pesi sul benessere fisico e lo status ormonale ematico, 19 giocatori maschi di palla a mano adolescenti (14-16 anni) sono stati divisi in due gruppi diversi: un gruppo che svolgeva allenamenti di palla a mano (NST, n = 10) e un gruppo che svolgeva allenamenti di palla a mano e allenamenti per la forza pesanti con i pesi (ST, n = 9). Un terzo gruppo di 4 portieri di palla a mano di età simile sono serviti come gruppo di controllo (C, n = 4). Dopo il periodo di 6 settimane di allenamento, il gruppo ST ha mostrato un miglioramento della forza dinamica massima degli estensori della gamba (12,2%; P < 0,01) e dei muscoli dell’estremità superiore (23%; P < 0,01) mentre non sono stati notati cambiamenti nei gruppi NST e C. Differenze simili sono state osservate nella forza del leg extension unilaterale isometrico massimale. L’altezza del salto in verticale è aumentata nel gruppo NST da 29,5 cm (SD 4) a 31,4 cm (SD 5) (P < 0,05) mentre nei gruppi ST e C non sono stati riscontrati cambiamenti. Durante il periodo di 6 settimane nel gruppo ST è stato osservato un incremento significativo nella velocità della prova di tiro [da 71,7 (SD 7) km x h(-1) a 74,0 (SD 7) km x h(-1); P < 0,001] mentre nei gruppi NST e C non sono stati osservati cambiamenti. Durante un test subassimale di corsa di durata a 11 km x h(-1), nel corso dell’esperimento si è verificata una diminuzione significativa nella concentrazione del lattato ematico nel gruppo NST [da 3,3 (SD 0,9) mmol x l(-1) a 2,4 (SD 0,8) mmol x l(-1); P < 0,01] mentre nei gruppi ST e C non è stato osservato nessun cambiamento. Infine, nel gruppo C è stato notato un aumento significativo (P < 0,01) nel rapporto testosterone/cortisolo, mentre l’incremento nel gruppo NST si è soltanto avvicinato a una rilevanza statistica (P < 0,08) e nel gruppo ST non si sono verificati cambiamenti in questo rapporto. Queste scoperte hanno suggerito che l’aggiunta di 6 settimane di allenamento pesante con i pesi all’allenamento per la palla a mano si è tradotto in guadagni nella forza massimale e nella velocità di lancio ma ha compromesso i guadagni nella produzione di forza esplosiva nelle gambe e nella corsa di durata. La tendenza di un rapporto testosterone/cortisolo compromesso osservato nel gruppo ST potrebbe essere stato associato a uno stato di superallenamento.
Int J Sports Med 1996 agosto; 17 (6) pp. 423-8 Relationships between testosterone, cortisol and performance in professional cyclists. Hoogeveen AR, Zonderland ML Sint Joseph Ziekenhuis, Veldhoven, Olanda.
Nella letteratura scientifica, per gestire l’allenamento si incoraggia l’uso dei test dei livelli ematici di cortisolo e testosterone e del rapporto testosterone/cortisolo. I minori livelli di testosterone e i maggiori livelli di cortisolo sono considerati indicativi di un disturbo nell’equilibrio anabolico/catabolico, il che può esprimersi in una prestazione ridotta. Lo scopo dello studio è stato esaminare se la risposta ormonale acuta a una serie di esercizi e i livelli a riposo del testosterone, dell’ormone luteinizzante (LH) e del cortisolo sono collegati alla prestazione dei ciclisti. È stato studiato anche l’effetto dell’allenamento su questo collegamento. Hanno partecipato dieci ciclisti professionisti e le misurazioni sono state rilevate prima e dopo un periodo di allenamento definito. Il carico di lavoro massimo (Pmax), determinato su un cicloergometro con un protocollo di incremento graduale, è aumentato di 30 watt (p < 0,001). Il carico di lavoro a un livello di lattato di 4 mmol/l (P4) è aumentato di 18 watt (p < 0,05). I livelli di testosterone post-allenamento, a riposo, sono diminuiti da 28,8 +/- 74 nmol/l a 24,6 +/- 90 nmol/l (p < 0,05). I livelli di cortisolo a riposo sono aumentati da 272 +/- 110 nmol/l pre-allenamento a 379 +/- 242 nmol/l post-allenamento (p < 0,05). Questi risultati indicano un maggiore stato catabolico. La risposta ormonale acuta e i livelli di LH a riposo non sono cambiati dopo l’allenamento. I livelli a riposo di testosterone e cortisolo e la risposta acuta all’attività fisica non hanno mostrato nessuna correlazione con la prestazione pre- e post-allenamento. Nonostante un maggiore stato catabolico post-allenamento c’è stato un incremento della prestazione. Questi risultati indicano che nei ciclisti allenati per la durata, livelli minori di testosterone, livelli maggiori di cortisolo e un rapporto inferiore testosterone/cortisolo non conducono automaticamente a una diminuzione della prestazione o al superallenamento.
Spero che queste informazioni siano di aiuto. Saluti, Mauro.

 

D: Mi sono sempre chiesto perché si debba aspettare che l’indolenzimento muscolare sia sparito completamente prima di allenare nuovamente quel gruppo muscolare. Adesso aspetto fino a che non sono più indolenzito dopo aver fatto sollevamento pesi o aver corso, però ci vogliono due o tre giorni prima che sia pronto ad allenarmi di nuovo. Dovrei ridurre l’intensità?

È una questione molto controversa. La maggior parte delle persone pensa che la comparsa ritardata dell’indolenzimento muscolare (DOMS) sia dovuta al danno delle fibre muscolari e che perciò sia controproducente allenarsi prima che l’indolenzimento sia scomparso. Un piccolo gruppo di persone pensa che allenandosi di nuovo prima che l’indolenzimento sparisca produca la crescita muscolare massima. Infatti, queste persone pensano che gli unici allenamenti produttivi siano quelli che causano il DOMS. Queste persone pensano che qualsiasi altra cosa non stimola l’adattamento dei muscoli e la susseguente ipertrofia muscolare.
Personalmente penso che un po’ di indolenzimento sia desiderabile ma che non debba durare oltre il giorno successivo l’allenamento. Se invece va oltre io ridurrei l’intensità fino a raggiungere un buon compromesso: crescita muscolare senza danno muscolare e infiammazione continua.

 

D: Martedì mattina mi sono allenato allo squat. Il mio obiettivo era usare il carico con cui di solito faccio dieci ripetizioni ed eseguire trenta ripetizioni. Nelle prime quindici ripetizioni non ho avuto nessun problema, nelle cinque successive mi sono sforzato un po’. Poi ne ho fatte tre, due e le altre le ho dovute eseguire come singole. Nel corso di questa sessione non ho appoggiato il bilanciere nel rack. Ma avevo e ho ancora un piccolo problema e ho bisogno di qualche consiglio. Nella quarta singola ho sentito un piccolo scoppio nella testa e poi mi è sembrato che la testa stesse per esplodere. È partito dalla parte posteriore e poi è avanzato verso la parte anteriore. Tutto quello che mi ricordo è di aver messo il bilanciere nel rack e di essere caduto a terra. Il mio compagno di allenamento ha detto che sono rimasto senza sensi per circa 5 minuti. Non mi sono preoccupato pensando che non fosse una cosa importante. Venerdì mi stavo allenando ed è successa di nuovo la stessa cosa. La cosa mi ha un po’ allarmato. Penso di aver bisogno di qualche consiglio. Vivo in uno Stato dove la maggior parte dei dottori sono degli scribacchini. La prima cosa che direbbe un dottore di qui è smettere di fare sollevamento pesi e fare un altro sport. Grazie per l’aiuto e scusa per la lunghezza del messaggio.

Il tipo di cosa che stai sperimentando potrebbe essere nient’altro che uno stiramento/contrattura muscolare oppure potrebbe essere dovuta alla pressione del sangue alta o anche a qualcosa di più serio. L’unico modo per scoprire la causa è farti visitare dal dottore e farti fare un esame completo per individuare qualsiasi problema cardiovascolare, neurologico e dei muscoli scheletrici. Io non avrei ignorato il problema. Dovresti cercare di capire di cosa si tratta. Fammi sapere come si evolve la cosa.

 

D: Il dottore ha detto che ho la pressione alta ma tutti i test sono risultati negativi. Mi ha dato l’Atenol 50 mg al giorno. Non mi sembra appropriato. Penso che non curi né i sintomi né la fonte del problema. Non so perché ma sono irritato. È per via della pressione alta del sangue. Non voglio prendere una pillola per il resto della mia vita. Preferirei mangiare meglio, allenarmi meglio o in modo più intelligente. Qualche consiglio? GRAZIE.

L’Atenol è un beta-bloccante, perciò è un buon farmaco per le persone che soffrono di ipertensione ed è anche cardioprotettivo. Però può procurare un senso di stanchezza e perciò può essere controproducente per l’allenamento. Normalmente i dottori curano la pressione alta del sangue prescrivendo dei farmaci per mettere sotto controllo l’ipertensione il più velocemente possibile. Giustamente non vogliono correre il rischio che succeda qualcosa se non normalizzano la pressione ematica piuttosto velocemente. Io affronterei la cosa assumendo il farmaco e facendo contemporaneamente quanto possibile per ridurre la pressione ematica in modo naturale. Questo comprende la perdita di peso e di grasso se ne hai bisogno, ridurre il sale, assumere alcuni integratori alimentari per la pressione ematica e il sistema cardiovascolare in generale come gli acidi grassi essenziali omega 3 che si trovano nell’olio di pesce (Singer P, Jaeger W, Berger I, et ali. Effects of dietary oleic, linoleic and a-linoleic acids on blood pressure, serum lipids, lipoproteins and the formation of eicosanoid precursors in patients with mild essential hypertension. Jhuman Hypertension 1990; 4 pp. 227-33), il calcio, il cromo, il manganese e alcune erbe. Quando la pressione ematica si normalizza allora puoi ridurre e magari eliminare i farmaci. Ovviamente dovresti continuare a tenere sotto controllo la pressione ematica mentre riduci la terapia e anche dopo che l’hai interrotta. Spero che queste informazioni ti siano d’aiuto.

 

D: Non assumo l’Atenol da tre settimane. Ho tenuto sotto controllo la pressione ematica e i valori sono bassi. Mi sento benissimo e l’allenamento sta tornando normale. Però ho notato che quando eseguo lo squat la mia pressione ematica è alta insieme al dolore alla testa. Così sto controllando la mia forma di esecuzione nello squat. Con la posizione con il bilanciere posizionato basso sulla schiena, il problema non si verifica. Se lo metto in alto sì. Ne ho parlato con il dottore e tutto quello che ha detto è stato, "interessante". Dunque, continuerò a eseguire lo squat con il bilanciere basso sulla schiena. Grazie per l’aiuto.

Ovviamente dovresti eseguire lo squat con il bilanciere basso sulla schiena. È comunque il modo migliore se vuoi sollevare più carico possibile.
È improbabile che il posizionamento del bilanciere influenzi la pressione del sangue a meno che con la posizione alta del bilanciere aumenti anche la compressione addominale. Sembra che tu eserciti una pressione su una delle vertebre cervicali, su un muscolo o un nervo, il che causa i sintomi. Fossi in te mi farei visitare da un buon chiropratico o medico sportivo per vedere se alla base dei tuoi problemi c’è una compressione strutturale.

 

D: Sono allenatore di lotta libera in una scuola superiore e quest’anno molti altri atleti provenienti da altri sport hanno voluto allenarsi con me. Per il momento alleno solo lottatori e giocatori di football. La settimana scorsa un giocatore di baseball mi ha chiesto se questa estate poteva allenarsi con me. In precedenza ho già aiutato altri giocatori di baseball, senza problemi. Questo però è un lanciatore incredibile. Frequenta l’11° anno e lancia intorno ai 145 km/h. Per esempio, nell’ultima gara a cui ho assistito, erano presenti molti talent scout, ha lanciato alla media di 150 km/h nei primi tre inning e alla media di 146 km/h negli ultimi quattro inning. Non solo sa lanciare bene ma conosce anche il gioco. Io conosco il sollevamento pesi per la lotta, il football, il powerlifting, il sollevamento pesi olimpico e il bodybuilding ma non per il baseball. Puoi darmi qualche consiglio (letture, consigli, qualsiasi cosa, ti prego)? Anche alcuni pugili mi hanno chiesto aiuto. Qualsiasi consiglio è ben accetto.

La domanda casca a fagiolo dato che sono da poco presidente di una nuova ditta presente su Internet costituita per aiutare allenatori e atleti ad allenarsi ed eccellere nei diversi sport.
AllProTraining.com fornisce a chiunque un approccio all’allenamento professionalmente integrato e molto efficace. Al momento sono con noi per affrontare tutti gli aspetti dell’allenamento quasi tutti i preparatori atletici di NFL, NBA, NHL e MLB, oltre a me stesso. Attingendo ai nostri consigli, servizi e sostegno professionali, i nostri clienti possono allenarsi e mangiare correttamente e ottenere risultati migliori. Nei prossimi mesi aggiungeremo molti altri sport compresi il powerlifting e il pugilato.
Dai un’occhiata al sito e fammi sapere cosa ne pensi.

 

D: Grazie per le informazioni che fornisci, mi hanno aiutato molto per l’allenamento per il triathlon. Ho una domanda sulla glutammina, qual è il modo migliore per assumere la polvere, con l’acqua o con i succhi di frutta? Ho sentito dire che viene digerita più velocemente quando assunta insieme alle bevande gassate.

Il modo migliore per assumere la glutammina è in forma peptidica. Viene assorbita più velocemente, ne viene divorata meno dallo stomaco e dal fegato e va nei muscoli, la forma peptidica ha più effetti biologici della glutammina libera. Ho formulato tutti i prodotti della linea APT Nutrition con i peptidi di glutammina compresi MRP LoCarb, le barrette Lo Carb Sports, Myosin Protein, Electrosol, Power Drink, Creatine Advantage e Amino.
In realtà la glutammina non viene assorbita più velocemente se assunta da sola o con una bevanda gassata. Non so da dove provenga questa storia a meno che sia stata confusa con la creatina che assunta con i carboidrati semplici ne aumenta l’utilizzo a causa dell’aumento dell’insulina. Comunque, anche nel caso della creatina non è esattamente vero. Qualsiasi cosa che aumenti l’insulina, compreso l’uso di alcuni amminoacidi, peptidi di glutammina, acido alfalipoico e molti altri composti, funzionerà altrettanto bene se non meglio degli zuccheri semplici per quanto riguarda il miglioramento dell’assorbimento e dell’utilizzo della creatina da parte dei muscoli scheletrici.

 

D: L’estate scorsa il mio quadricipite destro ha cominciato a farmi male e in breve è peggiorato. Alla fine ho sviluppato un nodulo nella gamba che probabilmente resterà lì per il resto della mia vita. Recentemente, il quadricipite sinistro ha cominciato a farmi male come faceva il quadricipite destro. Io lo allungo sempre con lo stretching. Cosa posso fare per allungarlo e impedire che si formi il nodulo?

È raro che un nodulo si sviluppi in questo modo e non vada via. È possibile che tu abbia in parte strappato il muscolo. Perciò sembra che ti sia superallenato rendendoti vulnerabile agli infortuni. Per capire cosa sta succedendo veramente dovresti farti visitare da un fisioterapista/chiropratico per fargli vedere i quadricipiti.

 

D: Ho ricominciato a fare sollevamento pesi 2 mesi fa dopo una pausa di 12 anni e sto avendo dei problemi con quella che penso sia la cuffia dei muscoli rotatori. A scuola ero quarterback e ricordo di avere sempre avuto dei problemi nella parte posteriore della spalla quando si scaldava e che non sono mai scomparsi completamente. Adesso la spalla sinistra è anche un po’ arrossata. Non mi da fastidio o dolore quando eseguo la maggior parte dei movimenti, come le distensioni con manubri, ma fa male quando la muovo in un certo modo. Esempio: l’altro giorno mi sono messo dietro la testa un bilanciere da curl di 10 kg per fare gli affondi e ho sentito un dolore lancinante. Se sono seduto a una scrivania e sposto il braccio sul petto e allungo sento lo stesso dolore. Visto il carico che posso usare nelle distensioni so che sto diventando più forte. Però ho notato che non sono progredito molto nei sollevamenti laterali o frontali. Cosa posso fare per rafforzare le cuffie dei rotatori visto che il mio programma attuale potrebbe costruire forza in alcuni posti ma non dove sembro averne bisogno?

A volte è difficile determinare se c’è o no un problema alla cuffia dei rotatori.
Potrebbe esserci se la spalla ti fa male quando ti pieghi a 90° e sollevi le braccia lateralmente con il pollice rivolto verso il basso.
In ogni caso il modo per risolvere qualsiasi problema alle spalle è eliminare tutti gli esercizi che fanno male ed eseguire quelli che puoi fare senza dolore. Questo significa che devi fare degli esperimenti con le macchine, i manubri, la presa ecc. per scoprire cosa funziona meglio.
Io ridurrei l’uso del bilanciere nelle distensioni su panca e userei i manubri per un po’. Accertati di usare un carico relativamente leggero e abbassati il più possibile, allungando ma senza sforzare il gruppo muscolare petto-spalle. Anche fare più lavoro per la schiena è d’aiuto perché in molti casi i muscoli della schiena sono meno sviluppati del petto e questo causa dei problemi. Ti consiglio vivamente di fare un po’ di rematore con bilanciere e/o manubri. Sono utili anche i rematori ai cavi e le trazioni alla sbarra frontali, non dietro il collo.
Potresti anche allenare direttamente i rotatori. Lo Shoulder Horn Harness, disponibile in molte palestre, è un buon attrezzo che ti aiuterà a isolare e allenare gli spesso ignorati rotatori esterni, il sottospinato e il piccolo rotondo. Ovviamente ci sono molti altri esercizi che possono risolvere il problema. Per vedere cosa fare e come farlo, ti consiglio di acquistare The 7 Minute Rotator Cuff Solution di Jerry Robinson. È distribuito dalla Health For Life al www.healthforlife.com/html/cuffprog.htm.
Eliminerei alcuni esercizi, come le tirate al mento e tutti gli esercizi portati dietro il collo (trazioni alla lat machine, distensioni dietro il collo) perché pongono le spalle in una posizione vulnerabile e possono causare problemi alla cuffia dei rotatori. Stai lontano anche dagli esercizi che provocano dolore. Potrebbero comprendere la distensione su panca inclinata, la distensione su panca con presa larga o quella portata al collo e le flessioni alle parallele.
Se le cose non migliorano o se sei preoccupato di quello che succede, ti consiglio di farti visitare da un fisioterapista per farti curare e per farti dare qualche consiglio.

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L'editore di Olympian's News Sandro Ciccarelli

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