| Articolo pubblicato su Hardgainer numero
11. ©2001 by Applied Metabolics, all right reserved |
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La
creatina fa male ai reni ?
di Jerry Brainum |
A tutt'oggi, due riferimenti nella letteratura medica esistente indicano
possibili problemi ai reni che potrebbero derivare a seguito dell'assunzione di
un noto integratore, la creatina. In ogni caso, ambedue questi casi
interessavano uomini con preesistenti affezioni di natura renale. L'idea che la
creatina potesse, nel tempo, risultare dannosa per la funzionalità renale
deriva dal fatto che il principale prodotto di demolizione del metabolismo della
creatina, la creatinina, viene escreto attraverso i reni.
In effetti,
una comune analisi del sangue per verificare la funzionalità renale interessa
l'indice di depurazione (clearance) della creatinina. Questo indice è
abbastanza costante e, se dovesse subire delle alterazioni, questo potrebbe
essere un segnale di possibili problemi ai reni. In ogni caso, sia l'assunzione
di integratori di creatina che il consumo di una dieta iperproteica fanno
aumentare l'indice di depurazione della creatinina.
Una ricerca
presentata da scienziati dell'Università Femminile del Texas ha esaminato se
l'integrazione di creatina e di glutammina, un altro noto integratore di
aminoacidi, facesse peggiorare la progressione di una esistente affezione
renale. I soggetti di questo studio erano dei topi con patologie policistiche ai
reni. Ai topi fu fatto seguire delle alimentazioni integrate o meno con creatina
e glutammina extra, i cui dosaggi giornalieri imitavano il tipico apporto umano
di questi integratori.
I risultati
mostrarono che dopo 6 settimane di integrazione, il peso dei reni era aumentato
del 10%, mentre il contenuto fluido renale era più alto del 12% nei topi per
cui era prevista l'integrazione rispetto agli animali che non avevano consumato
nessuna dose extra di creatina e di glutammina. La clearance della
creatinina risultò inferiore del 30% nei roditori che assumevano gli
integratori, indicazione questa di un declino della funzionalità renale. I
risultati ottenuti mostrarono che, in una patologia già esistente di problemi
ai reni, l'aggiunta di creatina e di glutammina alla dieta andava ad aggravare
il peso già presente sui reni.
E per quanto
riguarda le persone senza affezioni di tipo renale - la creatina può forse
rappresentare uno sforzo per la corretta funzionalità renale di questi
individui?
A questa domanda hanno cercato di rispondere scienziati dell'Università di
Memphis, con l'aiuto di 53 calciatori universitari. Trentaquattro atleti
assunsero per 5 giorni un integratore di creatina in grado di fornirne 15,75
grammi giornalieri, seguiti da 5,25 g di creatina per 20 giorni durante la fase
di condizionamento pre-stagionale. Gli altri 19 atleti consumarono solo un
integratore a base di proteine e carboidrati, senza alcuna aggiunta di creatina.
Nella seconda fase del condizionamento, i soggetti che assumevano la creatina
continuarono a prenderla (8,3 g al giorno), unitamente ad un integratore di
proteine e carboidrati.
I risultati
mostrarono che i livelli di creatina del siero e delle urine erano
significativamente più elevati in chi prendeva l'integratore di creatina. La
creatinina sierica si ridusse in fase di allenamento negli atleti che non
facevano uso di creatina, ma non in quelli appartenenti al gruppo a creatina.
Non si notarono particolari differenze tra i gruppi nelle misurazioni della
clearance, ovvero escrezione, della creatinina, indice questo del fatto che la
creatina non influenza negativamente i marcatori di stress renale. Possiamo
quindi concludere che il suo utilizzo da parte di persone con una normale
funzionalità renale è sicuro.
Bibliografia
Kreider RB, et al. Effects of creatine supplementation
on body composition, strength, and spring perfomance. Medicine and Science in
Sports and Exercise 1998; 30:7
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